tre colori: b l u

9 Gen
c.calati

c.calati

 

 

Matilde amava il viaggio che  in meno di due ore, brevi e caotiche, la portava dalla nebbia al mare. Lo effettuava ogni volta che ne aveva la possibilità e la possibilità, spesso, se la inventava a bell’e apposta.

La emozionava il distacco da casa, l’allontanamento dalle consuetudini e soprattutto la separazione momentanea da Nicola, dalla sua pedanteria per orari e riti di famiglia, da quel suo tenerla stretta, più per appartenenza che per condivisione. Forse era ingiusta, Nicola era anche altro, di più e di meglio, era il riferimento solido, la serietà d’intenti, il custode dei valori e delle cose, se non proprio degli affetti. Sì, forse era ingiusta, ma al venerdì la prendeva una smania di partenza, un desiderio di togliersi di lì, sapendo che lui non avrebbe potuto accompagnarla. Così si allontanava dai suoi luoghi, provando da subito un senso di benessere, nonostante il chiasso dei bambini in auto e il tragitto ancora tutto da compiere. Lei, che aveva a noia la guida, arrivava a gustare il viaggio e la tortuosità della strada, il suo inerpicarsi prima e ridiscendere poi, ne cercava il ritmo segreto che trasformasse le curve irregolari in un dolce cullare, una specie di consolazione intima e bambina che la rapiva. Forse per questo, non appena il percorso iniziava a salire, intonava una filastrocca, sempre la stessa, la Gigia dalla faccia bigia, con un entusiasmo che non poteva essere dettato solo dal bisogno di tenere bravi i figli. E loro subito le facevano eco dal sedile posteriore, scrutando nello specchietto le labbra della mamma per rubarle le parole e il tempo.

Matilde era contenta della presenza dei bambini, amava la loro vivacità che le impediva di riflettere troppo e la loro voglia istintiva di condividere il suo buon umore. Però sperava sempre che in cima al Colle Melogno, loro  fossero addormentati, perché lo scollinamento era un rito che le piaceva gustare in solitudine. Per lei quello era il punto di frontiera, lo spartiacque invisibile tra i legami e la libertà, tra il regno delle certezze e il luogo del possibile. Che poi libertà e possibile non prevedessero nulla di illecito né di concreto, non aveva per lei alcuna importanza. Matilde in quel momento assaporava un concetto, sentiva l’idea farsi concreta, posarsi sulla lingua, penetrarle le narici, come l’odore del mare che già le sembrava di percepire nell’aria appena superato il colle. L’idea di cosa, Matilde? Lei scrollava le spalle e in un sorriso un po’ impacciato, non diverso da quello dei suoi figli di fronte a una spiegazione troppo difficile, ti rispondeva “dalla finestra il mare”, senza essere sicura che tu avresti capito.

Annunci

20 Risposte to “tre colori: b l u”

  1. lucilontane 9 gennaio 2016 a 11:08 #

    Dalla finestra un orizzonte infinito… O un abbraccio infinito. Il blu che ci fa vedere la distanza infinita, il desiderio di andare oltre, conoscere, incontrare il nuovo e lo sconosciuto. Anche a me piace godere in silenzio l’apparire del mare quando ci vado, inalare a pieni polmoni il suo odore, sorridere del riflesso della luce sulla superficie mai uguale. Mi piace questo blu ml!

    • massimolegnani 9 gennaio 2016 a 15:02 #

      Grazie “luci”, come per rosso anche qui ho immaginato una sorta di fusione della protagonista col colore.
      ml

  2. intempestivoviandante 9 gennaio 2016 a 11:10 #

    “Per lei quello era il punto di frontiera, lo spartiacque invisibile tra i legami e la libertà, tra il regno delle certezze e il luogo del possibile. Che poi libertà e possibile non prevedessero nulla di illecito né di concreto, non aveva per lei alcuna importanza. Matilde in quel momento assaporava un concetto, sentiva l’idea farsi concreta, posarsi sulla lingua, penetrarle le narici, come l’odore del mare che già le sembrava di percepire nell’aria appena superato il colle. L’idea di cosa, Matilde? Lei scrollava le spalle e in un sorriso un po’ impacciato, non diverso da quello dei suoi figli di fronte a una spiegazione troppo difficile, ti rispondeva “dalla finestra il mare”, senza essere sicura che tu avresti capito.”
    Tutto questo… mi sembra di conoscerlo così bene…
    Amo sempre tanto leggerti

    • massimolegnani 9 gennaio 2016 a 15:07 #

      Sei gentile Alex,
      mi piace individuare gli spartiacque tra il prima e il dopo 🙂
      ml

  3. teti 9 gennaio 2016 a 11:27 #

    ahhh, allora il prossimo sarà il bianco (ma mi aspetto il giallo), nel frattempo più che a calvino (per via di Agilulfo) mi fai pensare a Kieślowski (… 🙂 …)

    • massimolegnani 9 gennaio 2016 a 15:11 #

      Apprezzato il richiamo a kieslowsky (a cui ho rubato titolo e idea), ma il prossimo colore non sara’ il bianco (e nemmeno il giallo!)
      Ciao teti 🙂
      ml

  4. gelsobianco 9 gennaio 2016 a 17:30 #

    ““dalla finestra il mare””
    Come non capire? Matilde non era certa.
    E qui trovo la tua bravura nel delineare la protagonista, in questo suo non esserne certa.
    Tu sai far sentire la fusione di Matilde con il blu, il suo desiderio di guardare dalla finestra e trovare nel blu l’oltre… Ecco “lo spartiacque invisibile tra i legami e la libertà, tra il regno delle certezze e il luogo del possibile”.
    Bello, ml, bello tutto.
    Un sorriso blu (perché adoro il blu)
    gb

    • massimolegnani 9 gennaio 2016 a 20:16 #

      “..e trovare nel blu l’oltre”
      Perfetto gb, hai capito Matilde e me 🙂
      Un sorriso arcobaleno
      ml

      • gelsobianco 10 gennaio 2016 a 00:01 #

        Sogna l’arcobaleno, ml
        🙂
        gb
        Grazie.

      • massimolegnani 10 gennaio 2016 a 00:42 #

        ..ma tre colori non bastano a fare arcobaleno 🙂

        Date: Sat, 9 Jan 2016 22:01:38 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

      • gelsobianco 10 gennaio 2016 a 01:55 #

        eh no, tre colori non bastano, no…
        tu puoi sognare un arcobaleno con tutti i suoi colori e immergerti.
        questo sogno è il mio augurio per te
        🙂
        gb

      • massimolegnani 10 gennaio 2016 a 11:24 #

        grazie 🙂

        Date: Sat, 9 Jan 2016 23:55:40 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  5. tramedipensieri 9 gennaio 2016 a 17:36 #

    Tra il sogno è la realtà. L’altrove sognato, immaginato che fa da sostegno alla realtà … E il mare é il sentimento che nel blu trova serenità

    Il blu il mio colore, come il giallo. I contrasti.
    Mi piace quel che hai scritto 😊
    Ciao
    .marta

  6. Nuzk 9 gennaio 2016 a 21:30 #

    Il profumo del mare. Lo spartiacque invisibile oltre il quale ci sei tu con te stessa, libera. Ed è una solitudine ricca e piena.

    • massimolegnani 9 gennaio 2016 a 23:05 #

      ..ed è più gratificante incontrare davvero noi stessi che altri 🙂
      ciao Nuzk

  7. Stefi 12 gennaio 2016 a 22:14 #

    Al blu sono particolarmente legata. Un orso e una stella di cui ho scritto qualche tempo fa, utilizzavano la parola blu per dirsi in codice segreto: “Stanotte ti ho sognato”.
    Matilde, però, non ha bisogno di sognare. Lei cerca contemplazione in uno specchio infinito.

    • massimolegnani 13 gennaio 2016 a 11:16 #

      mi piace questo codice segreto tra i due 🙂
      e tutti, Matilde compresa, abbiamo bisogno di sognare.
      ciao Stè,
      ml

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: