Appena oltre la follia

18 Gen
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by c.calati

 

 

Dicono che non ci sono con la testa e forse hanno ragione, ma per la ragione opposta a quel che dicono. Non è il salire al tetto a sera la mia follia, è questo starmene tranquillo tutto il giorno, come non ci fosse nulla per cui valga la pena. Ed è una pena starmene in poltrona, pantofole e giornale, veder scorrere l’acqua e le parole e non tentare di fermarle. Eppure mi trattengo, tengo a bada il lupo ed il pavone, fremo e sorrido al mondo storto e a quello quadro. Hai preso le pastiglie, caro?, domanda di rito bizantino, dettata non dalla premura ma dal timore di stranezze. Uno scrutare gli occhi se sono spenti a sufficienza. Annuisco e mostro l’occhio vacuo, sai come i bassethound, destino da mansueti ma in cuor loro ti azzannerebbero alla gola.

E le pastiglie non le ingoio, le nascondo in una scatola di scarpe per i tempi bui, quando il buio mi scenderà da dentro, una saracinesca chiusa dall’interno, che per ora invece è sempre luce. Luce ed energia, anche quando sono immobile, sapessi l’energia che accumulo a star fermo, mille lampadine accese a intermittenza, una frenesia tenuta in gabbia.

Se non ci fossero le notti di luna e vento ci sarebbe da impazzire, sarebbe un’esplosione nucleare.

La sento subito l’aria che si muove al buio, oltre la finestra. Anche se sto dormendo, le fronde che si scuotono mi scuotono in richiamo. La sento l’aria accesa, un’attrazione irresistibile, scivolo fuori dal letto, infilo le ciabatte, salgo in solaio, mi spoglio e spalanco il lucernaio.

Mi accovaccio nudo sulle tegole, le piume e il pelo a proteggermi dal freddo, e aspetto. Aspetto che il vento monti, come il surfista aspetta l’onda giusta.

E quando il vento fischia e piega i rami, quello è il mio momento.

Allora urlo.

Uhhuhuu.

La coda ferma, la ruota chiusa, allungo il collo a modulare il suono, a renderlo potente e lungo.

Cavalco l’aria, le vado incontro.

È un pianto, un canto, un gloria in excelsis, divento vento, in un crescendo come una controvoce.

Uhhuhuu.

E lui, il vento, mi sferza di folate, ringhia tra le foglie, ribatte colpo su colpo, urla a sua volta, incattivisce, piega le piante a spaventarmi. Ma io non cedo, trovo altra aria nei polmoni, ululo al buio,

Uhhuhuuuu..

Tremano gli alberi, ammutoliscono gli uccelli e il mondo non esiste. Solo io resisto afferrandomi alla luna.

Poi, come è iniziato, il vento di colpo tace.

E io lo guardo che s’acqueta e resta immobile, lì davanti a me, posato sulle cime nere delle querce assieme alle cornacchie.

Anch’io immobile ma i muscoli tesi, pronti a scattare se dovesse ricominciare.

Tace.

È finito davvero il nostro duello.

Lo guardo ancora e infine lo saluto con un cenno, come si fa con un amico dopo una bella sfida che non si sa nemmeno chi abbia vinto.

Quindi mi calo dalla botola del tetto come mi calassi  in un sommergibile, e scendo più sereno fino al letto.

 

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15 Risposte to “Appena oltre la follia”

  1. massimolegnani 18 gennaio 2016 a 12:37 #

    E tre! Mi scuso con quanti hanno già letto (è la terza volta che lo pubblico), ma ci sono racconti da cui non riesco a staccarmi, li rileggo a distanza di tempo, apporto qualche ritocco che vedo solo io e cedo alla tentazione di riproporli a chi passa di qua. 🙂
    ciao a tutti,
    ml

    • teti 18 gennaio 2016 a 13:43 #

      quindi, teoricamente parlando, finché spira il vento e infuria la bufera stai ‘apposto’… e capisco bene la ‘faccenda’ delle ‘piccole cose’ è che anche così, alla fin fine, tutto può sembrare poco o anche niente ma soprattutto noto e quindi annoiante o quanto meno inutile perché il più delle volte risveglia la o le parti che sono già passate a miglior vita o hanno avuto il loro tempo…

      • massimolegnani 18 gennaio 2016 a 17:32 #

        evidentemente quelle parti ancora non sono passate a miglior vita, sono semplicemente (as)sopite, ma basta una notte di vento a risvegliarle, che è nella minima follia la via della sopravvivenza.
        ml

  2. lucilontane 18 gennaio 2016 a 13:55 #

    Questo vento agita anche te…ne abbiamo parlato entrambi a un giorno di distanza. Sincronicità strambe, al solito. Ciao ml ☺️

    • massimolegnani 18 gennaio 2016 a 17:36 #

      è vero,ti ho letto (anche se ho sempre difficoltà a commentare i versi) e anche se le mie sono parole vecchie con appena una passata di vernice fresca, è divertente che le abbia messe proprio oggi. 🙂
      ciao,
      ml

  3. rodixidor 18 gennaio 2016 a 20:31 #

    Mi suscitava delle reminiscenze ma non lo ricordavo, bello: un abbraccio più che un duello con le emozioni primordiali.

    • massimolegnani 18 gennaio 2016 a 22:53 #

      Si, e’ un brano sulle emozioni primordiali, non filtrate dalla coscienza.
      Grazie rodix,
      ml

  4. gelsobianco 19 gennaio 2016 a 05:20 #

    Oh, lo ricordo benissimo, ml.
    Vorrei tanto riuscire a trovare i tuoi ritocchi, anche se piccoli, anche se li vedi solo tu.

    Il tuo “Uhhuhuuuu..” mi piace sempre di più.

    E tornerò anche io a rileggere ogni parola “libera” di questo tuo scritto.

    Un sorriso
    gb
    E’ bravo c. calati, sì.

    • massimolegnani 19 gennaio 2016 a 09:23 #

      Ero sicuro che tu lo ricordassi 🙂
      (sono piccoli ritocchi che riguardano soprattutto il “duello” con il vento e il sommergibile finale)
      grazie gb,
      un sorriso per te.
      ml

      • gelsobianco 19 gennaio 2016 a 16:19 #

        E come non ricordarlo?
        Già il titolo è validissimo.
        Questo è uno dei tuoi scritti che ho in me.

        Apprezzo molto quel “sommergibile” finale, “immagine” che mi dice molto.
        Oh, il “duello” con il vento…ಌಌ
        Un abbraccio sorridente per te
        gb

      • massimolegnani 19 gennaio 2016 a 17:43 #

        Rientrare nel sommergibile e’ come riprendere a stare in apnea 🙂

        Abbraccio e sorriso a te, ciao

        Date: Tue, 19 Jan 2016 14:19:38 +0000
        To: agilulfo_@hotmail.it

      • gelsobianco 19 gennaio 2016 a 23:39 #

        Eh sì, ml, è così, è riprendere a stare in apnea.
        Questo avevo sentito.

        Ti abbraccio
        Buona notte
        🙂
        gb

        Hai fatto i miei complimenti a c. calati per il suo scatto molto suggestivo?

      • massimolegnani 20 gennaio 2016 a 02:07 #

        🙂

        Date: Tue, 19 Jan 2016 21:39:31 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  5. mrsbean73 5 febbraio 2016 a 17:09 #

    Hai fatto bene a ripubblicarlo, io non l’avevo ancora letto…attratta dal titolo e dall’incipit ne sono rimasta catturata!

    • massimolegnani 5 febbraio 2016 a 19:47 #

      Non e’ un brano facile, felice che ti sia fatta coinvolgere.
      Ciao
      ml

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