insolit’aria

6 Feb
photo by c.calati

photo by c.calati

 

 

In quest’inverno quasi immobile  sono mosso unicamente dall’idea di fare presto un altro viaggio. Ancora non è il progetto di una rotta, per ora è puro anelito a partire. Pur senza volare, sarà una traversata in solitaria come Lindbergh, dal comodo all’ignoto fino a respirare l’aria insolita. Insolit’aria.

Difficile non è partirsene da solo, perchè solo non sei mai quando pedali, difficile è godersi quel niente fatto di silenzio e assenze come fosse una sonora compagnia e in pochi giorni vivere i chilometri come un intero giromondo. Forse sono un mulino illuso rimasto senza vento, forse sono l’asino alla stanga che gira tondo tornando alla partenza convinto che sia viaggio, ma mi piace andare anche solamente attorno a casa, sai quattro risaie, il bianco degli aironi, un campanile senza ore né campane, e poi il cuore da toccare alle betulle su in collina. Per me già questo è raggiungere un altrove, fratello minore e affine all’altro andare, quello largo di luoghi e giorni.

Lenta la ruota macina metri spremendo sudore dalle ossa come olio la pietra del frantoio, ma io frantumo il tempo, non le olive, lo spezzo come pane, ne faccio briciole, mi nutro delle croste. Così farnetico in salita, tremo la discesa, mescolo la neve e il mare, pioggia e sudore, l’allucinato al vero, pedalo sulla pelle delle strade.

Con il bagaglio a soma della ruota e la fatica stesa sul telaio, leprelumaca accumulo chilometri e fiuto l’allegria nell’aria e la paura ad ogni curva, sai quell’andare quasi sperso, l’instabile equilibrio tra futili emozioni e minimi patemi, la beatitudine dei luoghi, il timore del maltempo. Ma non è mai male il tempo passato in sella, la pioggia, il vento, la calura ti aiutano a traversare tutte le tue epoche, hai un pedale nell’infanzia l’altro nella somma dei tuoi anni e anche un po’ più avanti. Il mio viaggio, che siano i vigneti di Borgogna o i dieci nomi con cui muore a delta il Po, che siano le rocce affaticate delle Alpi o la costa di Sardegna in saliscendi, che solo il mare è piatto, il mio viaggio è sempre uguale, uno stranito andare, ancora vergine lo sguardo, intatto lo stupore, fin dove ti portano le gambe o appena oltre. A sera vivere il sollievo  di uno specchio d’acqua e una locanda e poi di notte assaporare la stanchezza e l’ansia di domani ad inseguire ancora l’orizzonte a mano a mano che si forma.

 

 

 

 

 

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37 Risposte to “insolit’aria”

  1. teti 6 febbraio 2016 a 14:19 #

    allora scruterò tra i tanti amatori delle due ruote che frequentano le meconiche colline… ma se transiti da genova e dintorni, meglio se mandi una mail o ti tocca pedalare con un fiore all’occhiello per farti riconoscere:)

    • massimolegnani 6 febbraio 2016 a 17:25 #

      🙂
      di solito evito le grandi città
      genova per esempio la salto deviando per la scoffera una volta a busalla.
      meconiche? nel senso che assomigliano a meconio??

      • teti 7 febbraio 2016 a 13:14 #

        (meconiche da meco che dista da scoffera una decina di km verso valle)

      • massimolegnani 7 febbraio 2016 a 14:27 #

        Chissà, magari ci sono già passato 🙂

        Date: Sun, 7 Feb 2016 11:14:17 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  2. Cose da V 6 febbraio 2016 a 14:59 #

    Bellissimo, mi ritrovo nelle tue parole, anche a me piace vagare, non i bici però, a piedi. Allontanarmi da sola, solo così riesco ad apprezzare ciò che ho intorno, robe che mi commuovo pure, quando sono sola.

    • massimolegnani 6 febbraio 2016 a 17:29 #

      non importa il mezzo ma il modo (mentale) con cui vagare, quindi vai benissimo 🙂
      ciao V.
      ml

  3. remigio 6 febbraio 2016 a 16:06 #

    Quando “sali” con le tue belle parole su quella tua bici, diventi insuperabile. Chissà se lo sei davvero, quando alle parole subentrano le gambe. 🙂 Ciao e buon viaggio

    • massimolegnani 6 febbraio 2016 a 17:56 #

      ahah, no, purtroppo
      Pensa se le parole aiutassero a salire!!
      Grazie Remigio
      ciao:)
      ml

  4. Enzorasi 7 febbraio 2016 a 05:01 #

    Una vera prosa poetica… sono tornato ad una bici che andava tra i campi della Bassa in un’altra stagione della vita. Mi è piaciuto moltissimo: lo ribloggo con grande convizione.

    • massimolegnani 7 febbraio 2016 a 10:44 #

      Penso ci sia qualcosa di universale nelle sensazioni offerte da un viaggio in bici o anche solo nel girovagare a piedi. Io ho cercato di dargli voce.
      Ciao Enzo
      ml

  5. Enzorasi 7 febbraio 2016 a 05:03 #

    L’ha ribloggato su Niente da perdere dopo di quie ha commentato:
    Pedali, vita, andare per tornare e ripartire nuovamente. Da leggere con un sorriso antico sulle labbra.

    • massimolegnani 7 febbraio 2016 a 10:45 #

      Grazie Enzo, sono onorato
      ml

      • Enzorasi 7 febbraio 2016 a 11:01 #

        Massimo lascia che ti spieghi il mio personale criterio nello stare qui in rete: il blog roll è un invito a leggervi, a leggere qualcosa che salga almeno un po’ sopra la media virtuale. Per assurdo che possa sembrare io vorrei che chi passa di qua confondesse la lettura delle mie cose con quella delle vostre. Ritengo indispensabile difendersi dal nulla che avanza sotto mentite spoglie, questo è il motivo di indicare a lato delle mie pagine altre che siano un varco per una letteratura da rete di spessore. Poi di tanto in tanto capita un testo che è di molte spanne superiore alla media che mi sono posto come misura, quello a mio parere VA RIBLOGGATO. L’onore è mio e il piacere pure, altrimenti che senso avrebbe scrivere su un blog? Si scrive per liberarsi, comunicare, condividere… attingere e diffondere vita e bellezza. Ciao Massimo

      • massimolegnani 7 febbraio 2016 a 11:17 #

        Tu fai della rete una vera rete, concettuale ed emozionale, un intreccio di fili che uniscono e fondono le parole di tanti. Mi complimento con te.

        Date: Sun, 7 Feb 2016 09:01:36 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  6. sguardiepercorsi 7 febbraio 2016 a 10:54 #

    Buoni progetti verso arie insolite!… 🙂

  7. gelsobianco 7 febbraio 2016 a 13:49 #

    “…e poi il cuore da toccare alle betulle su in collina”
    E questo è in ogni tuo viaggio, è in te. A caldissimo questo mi ha colpito forte.

    Ti ri_trovo nella tua voglia di andare, di aver fame di aria nuova, di pedalare e, poi, di gustare… “l’ansia di domani ad inseguire ancora l’orizzonte a mano a mano che si forma.”
    Bellissimo quel tuo “a mano a mano che si forma”.
    E non solo, no, non solo… 🙂

    Buone ore, ml
    gb
    Grazie

    • massimolegnani 7 febbraio 2016 a 14:36 #

      Betulle vere (ce n’e’ a boschi sulla Serra) e simboliche di tutto cio’ che mi seduce gli occhi. Pedalare come volessi raggiungere l’orizzonte che pero’ si allontana di continuo 🙂
      Ciao gb, grazie e buona domenica,
      ml

      • gelsobianco 7 febbraio 2016 a 14:54 #

        So bene che tu parli di betulle vere e simboliche di tutto quello che seduce il tuo sguardo, oh sì.
        E vuoi che non lo sappia? 😉
        E vuoi che non mi accorga completamente di tutto quello che è in qualcosa di tuo che mi colpisce forte? 😉

        Un abbraccio, ml.
        Grazie sempre a te.
        🙂
        gb

      • massimolegnani 7 febbraio 2016 a 15:04 #

        🙂

        Date: Sun, 7 Feb 2016 12:54:00 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

      • gelsobianco 8 febbraio 2016 a 03:18 #

        E’ bello davvero per me respirare questa tua “aria insolita” che circola leggendo questa tua pagina di farneticaio, che è un’ aria insolita che ti appartiene profondamente.
        Ecco questo la rende più vera e viva.
        Ti sorrido, ml
        gb

      • massimolegnani 8 febbraio 2016 a 12:24 #

        che poi l’aria insolita la si può respirare senza nemmeno uscire di casa, dipende solo dalla nostra testa 🙂

        Date: Mon, 8 Feb 2016 01:18:44 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

      • gelsobianco 9 febbraio 2016 a 03:57 #

        eh sì, ml, sì sì
        🙂
        gb

      • massimolegnani 9 febbraio 2016 a 10:23 #

        🙂

        Date: Tue, 9 Feb 2016 01:57:25 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  8. lamelasbacata 7 febbraio 2016 a 16:50 #

    Uno splendido andare, lento e ritmato, cadenzato dalla pedalata stanca ma soddisfatta.
    Ho rivisto nelle tue parole molti paesaggi che mi sono cari e familiari.
    Buon viaggio sempre 🙂

    • massimolegnani 7 febbraio 2016 a 17:13 #

      sì, è una pedalata fiacca che però mi porta ovunque, dalle cime più alte ai mari più verdi, e ovunque m’incanto. bello condividere queste sensazione.
      grazie mela,
      ml

  9. Stefi 7 febbraio 2016 a 18:59 #

    “…hai un pedale nell’infanzia l’altro nella somma dei tuoi anni e anche un po’ più avanti”
    Perché il viaggio racchiude quel che siamo: il prima, il durante, il dopo. Le stagioni che si susseguono, i ricordi, il futuro che scorgiamo.

  10. malosmannaja 7 febbraio 2016 a 20:20 #

    in solitaria si possono fare tante cose, ma preferisco la compagnia delle parole, come “stranito andare”. e secondo me anche tu.
    : ))

    • massimolegnani 7 febbraio 2016 a 23:05 #

      ammetto che “in solitaria/insolit’aria” è un giochino un po’ banale, ma come facevo a sapere che dopo tanto tempo tu saresti ritornato proprio stasera? 🙂
      felice di ritrovarti malos,
      un abbraccio
      ml

      • Stefi 8 febbraio 2016 a 15:21 #

        Felice di ritrovarti anch’io maols!

      • massimolegnani 8 febbraio 2016 a 15:34 #

        (speriamo che adesso non sparisca per altri due o tre anni :))

        Date: Mon, 8 Feb 2016 13:21:19 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

      • Stefi 8 febbraio 2016 a 15:40 #

        Eh no malos, rimani fra noi…. 🙂

  11. Prishilla 8 febbraio 2016 a 14:14 #

    C’è sempre vento per certi mulini! che bella pedalata questo post 🙂

    • massimolegnani 8 febbraio 2016 a 14:45 #

      uhu, mi piace questo vento che soffia sempre sul mulino!
      grazie Prish 🙂
      ml

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