tre tonalità di blu

8 Feb
FullSizeRender

c.calati

 

 

Blu mare

Tutti sudavano sulla spiaggia, solo lui tremava. Non era il freddo, erano la paura e la rabbia. Paura per il blu troppo minaccioso, rabbia per l’obbligo dell’acqua. Il momento peggiore era quando il maestro gli fissava sulle spalle quelle ridicole bocce da galleggiamento e la mamma cinguettava felice, come sei bello, Emilio, sembri un piccolo angelo.
Da grande mai più il mare, si giurò il bambino, mentre al primo contatto con l’acqua già gli sembrava di affogare.

Blue-movie

Nel buio del cinema a luci rosse, Emilio non sentiva il puzzo di piscio e fumo. Per lui c’era solo l’incanto di un film di cui ormai conosceva le battute a memoria.
Questa è mia figlia Enrica, signore. 
– Buonasera, signore.- disse Enrica con un filo di voce.
– Ah, eccoti finalmente..
Guanti di camoscio e sottobraccio un frustino. Con questo, l’uomo sollevò il mento della ragazza.
– Lo stesso sguardo ambiguo di tua madre. Bene, bene.
Sempre utilizzando l’arnese scese lungo il collo fino ai primi bottoni chiusi. Un colpetto spazientito ed Enrica capì. Non ebbe titubanze, slacciò i bottoni e attese a sguardo basso. L’uomo senza avvicinarsi scostò i lembi della camicia. La ragazza trattenne il respiro. Non osò alzare gli occhi mentre il suo padrone  soppesava con la punta del frustino il seno sinistro. La sua apprensione crebbe quando lui allo stesso modo ne stuzzicò il capezzolo.
– Belle tette, ma troppo timide. Le voglio più vivaci, da piccola donna che vuole crescere.

Emilio avrebbe voluto balzare dentro lo schermo, picchiare quell’uomo schifoso e sostituirsi a lui, per amare Enrica con dolcezza. Ma si limitava a guardare il film fino in fondo, per poi riviverlo la notte. Così tutti i giorni.

Blues (depressione)

Il primo segno era stato quel restare ogni giorno qualche minuto di più nel letto. Sua moglie non ci badava più che tanto, giusta pigrizia dopo quarant’anni di carretta, gli diceva, e lo lasciava poltrire fino a tardi. Ma Emilio si alzava con sempre maggior fatica e sempre maggior fatica gli costava guardarsi nello specchio del bagno, tanto che presto rinunciò alla rasatura. La giornata era un obbligo all’allegria per tenere lontane le domande,  a sera il letto un rifugio dal mondo e dall’angoscia e il sonno un piccolo suicidio. Finchè, ieri, il rifiuto ad alzarsi fu totale. Rannicchiato in posizione fetale, occhi serrati a negare la luce, il pollice a consolare la bocca, Emilio ripeteva una cantilena sommessa, mamma, mammina mia, mammina, aiutami.
Ci fosse stato almeno il mare, per poter farsi perdonare.

Annunci

33 Risposte to “tre tonalità di blu”

  1. lamelasbacata 9 febbraio 2016 a 00:01 #

    Ti sei calato in un vero abisso marino. Hai descritto in modo lucido, quasi crudele, tre momenti decisivi della vita di un uomo, coraggio, amore e disperazione.
    Molto bravo, mi è piaciuto. 🙂

    • massimolegnani 9 febbraio 2016 a 00:51 #

      ho voluto usare una scrittura asettica, puramente descrittiva. Sì, in tre brevi momenti ho cercato di raccontare la vita di un uomo.
      ti ringrazio, Mela
      ml

  2. lucilontane 9 febbraio 2016 a 00:04 #

    Spiegami il mare… La fine sembra un ritorno all’inizio, forse. È che il mare io lo amo, e il blu è forse il colore che preferisco.

    • massimolegnani 9 febbraio 2016 a 00:55 #

      sì, la fine è un ritorno all’inizio: Emilio nella sua regressione all’infanzia vorrebbe farsi perdonare dalla madre la propria avversione per l’acqua del mare.
      Insomma con te ho fatto una specie di bingo a rovescio: ho maltrattato il tuo colore preferito e svilito il mare che ami 🙂
      ml

  3. Paolo 9 febbraio 2016 a 02:36 #

    E’ scritto con esattezza e cura evidenti. Come molti altri tuoi scritti, d’altronde, anche questo brano non mostra sbavatura alcuna, scorre e definisce con nitore e perfetto equilibrio. Il brano ha un’atmosfera cupa e fredda (a dispetto di qualsiasi estate, di qualsiasi erotismo). E’ blu, semplicemente. Molto, molto bravo, come sempre. Unica pecca, a mio avviso, se proprio mi è permessa una critica, il finale. Quell’ultima frase a chiudere il cerchio, il richiamo del mare dell’inizio, mi appare un po’ forzato.

    • massimolegnani 9 febbraio 2016 a 10:59 #

      ti ringrazio per l’apprezzamento.
      concordo con te sul finale che può sembrare forzato. colpa più di un’eccessiva stringatezza di scrittura che non di una scarsa aderenza alla realtà. voglio dire che nell’immobilismo da depressione c’è assai spesso il desiderio di rifugiarsi tra le braccia materne, essere accolto e genericamente perdonato.
      grazie ancora e benvenuto qui,
      ml

      • Paolo 9 febbraio 2016 a 17:16 #

        Sì. E’ un raccordo un po’ troppo urgente. Solo questo. Nessuna obiezione di contenuto, anzi. Una questione di forma. Che si scosta, seppur lievemente, in modo sensibile dalla compatta, impeccabile scorrevolezza e consequenzialità di ciò che lo precede. Ma è un cercare il pelo nell’uovo, ne sono conscio. Cosa che il livello della tua scrittura in qualche modo impone. Ancora complimenti. E’ un piacere leggerti.

      • massimolegnani 9 febbraio 2016 a 19:02 #

        Allora concordiamo e rifletterò su quanto per possibili soluzioni:) Grazie ancora

        Date: Tue, 9 Feb 2016 15:16:56 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  4. Giuliana 9 febbraio 2016 a 06:52 #

    bellissimo

  5. arielisolabella 9 febbraio 2016 a 09:46 #

    Si il mare e’ il grembo materno ,racchiusa nelle sue profondità confondi il battito del tuo cuore con quello di madre natura.

    • massimolegnani 9 febbraio 2016 a 11:01 #

      ecco..un mare/madre, almeno nel desiderio finale.
      ciao ariel,
      ml

  6. gelsobianco 9 febbraio 2016 a 17:53 #

    Tre momenti della vita di un uomo, i suoi desideri nascosti, tre momenti che sono legati uno all’altro.
    “Ci fosse stato almeno il mare, per poter farsi perdonare.”
    Terribile chiusa, angosciosa.
    Io la vivo così.
    Povero Emilio.
    Dall’altra parte la mamma di Emilio cinguettava e non capiva la paura e l’avversione del suo bimbo per il mare.
    E una madre sullo schermo “vende” sua figlia a cui Emilio sogna di dare dolcezza.
    Sei riuscito a infilare più piani interpretativi in questo tuo racconto, ma in modo molto particolare e “segreto” quasi.
    E tu sei ben conscio di tutto questo, oh sì. 😉
    Bravo davvero.
    Ti sorrido
    gb
    Si potrebbero scrivere più “commenti” su questi tuo scritto. Mi limito a questo. Per il momento.

    • massimolegnani 9 febbraio 2016 a 19:18 #

      è vero gb, nei tre mini-brani ho voluto infilare più elementi e più piani interpretativi, forse fin troppi vista la brevità del tutto.
      ti ringrazio molto per il tuo intervento.
      un sorriso,
      ml

  7. rodixidor 9 febbraio 2016 a 19:00 #

    • massimolegnani 9 febbraio 2016 a 19:21 #

      …e questo è un quarto che blu che si potrebbe raccordare ai primi tre (forse Emilio suonava il sax, la tromba no, per suo esclusivo diletto)
      grazie rodix,
      ml

  8. giorgio giorgi 10 febbraio 2016 a 01:53 #

    Primo blu
    Da grande lontano dalla mamma, si giurò il bambino, per conto mio, con la mia fidanzata…

    Secondo blu
    Emilio avrebbe voluto balzare dentro lo schermo, picchiare quella mamma schifosa e portarsi via Enrica…

    Terzo blu
    Emilio ripensò a tutta la sua vita, si alzè dal letto e si disse che non poteva continuare così, che voleva vivere davvero almeno l’ultima parte della propria vita, anche se sarebbe stato doloroso, ma per quanto potrò patire, si disse, non sarà mai terribile come quella prima volta da piccolo nel mare…

    • massimolegnani 10 febbraio 2016 a 11:03 #

      se posso concordare con le prime due riletture (Emilio però nella seconda non è così lineare) sono perplesso sulla terza che va in una direzione opposta, piuttosto ottimistica, rispetto alla mia: Emilio non ha la forza di alzarsi e vorrebbe in qualche modo riconciliarsi con la madre che sa di aver deluso da bambino al mare, ma ricominciare da lì è impossibile.
      grazie Giorgio per il passaggio e le riletture
      ml

      • giorgio giorgi 10 febbraio 2016 a 14:04 #

        E’ il daimon dello psicoterapeuta che mi ha spinto a commentare così… non sono riuscito a non diventare un fan di Emilio…

      • massimolegnani 10 febbraio 2016 a 14:38 #

        Quindi, da psicoterapeuta, concedi/suggerisci a Emilio una faticosa via d’uscita. Interessante!

        Date: Wed, 10 Feb 2016 12:04:03 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  9. alessialia 10 febbraio 2016 a 15:27 #

    scusa, ma non ho capito…. alla fine il mare iniziale è un po come una nascita, e quello finale è un po come la fine? o un tornare all’origine? o un belgirotondo di vita? io ci potrei vedere tutte e tre le interpretazioni. mi ha molto colpito… bello!

    • massimolegnani 10 febbraio 2016 a 16:44 #

      Be’..un “belgirotondo di vita” no, ma le altre tue ipotesi sono valide. Personalmente lo vedo come un cerchio irrisolto.
      Ciao,
      ml

  10. giorgio giorgi 10 febbraio 2016 a 15:31 #

    Mio padre, quando ero piccolo, mi chiamava l’avvocato delle cause perse perchè, nelle discussioni con lui, sostenevo con forza fino allo sfinimento tesi in cui credevo ciecamente e che per lui erano sbagliate.
    Credo di avere mantenuto nel tempo un po’ di quella caratteristica e di essere diventato, nel mio mestiere, un accanito sostenitore delle persone che si sono perse…

  11. Stefi 13 febbraio 2016 a 19:05 #

    Nel trittico è l’Emilio finale quello che prediligo.
    Il ritorno alle origini nei labirinti della mente.

Trackbacks/Pingbacks

  1. SABATOBLOGGER 7 – I blog che seguo | intempestivoviandante's Blog - 13 febbraio 2016

    […] Legnani) ho già parlato in altre occasioni e credo che lo farò ancora. Che parli di gatti, di colori o di legna, Massimo ha questa dote tutta sua di dar vita a qualunque oggetto su cui la sua penna […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: