cosa voglio da me

27 Feb
photo by c.calati

photo by c.calati

 

 

 

Sarebbe ora di chiarire, dichiarare quel che sono, decidermi a guardare dentro e avanti ad ante spalancate come fossi la dispensa dove curioso e trovo sempre quattro cose da mescolare in un assurdo sugo che pure piace, o la cantina, sai la penombra delle assi, a sinistra le marmellate, di fronte le bottiglie, scendi e scegli il gusto giusto per la gola. Ecco, fossi così, fossi una casa, fossi casa mia da perlustrare stanza per stanza a trovare negli angoli remoti risposte e meraviglie, il filo dell’accetta smangiucchiato dai troppi colpi errati giù nella legnaia, le ragnatele al lucernario su in soffitta, da dove immaginavo di sgusciare, pelo di lupo piuma di pavone, la noia ben addomesticata sul divano del soggiorno, l’inquietudine dei libri abbandonati agli scaffali, il candore dei cuscini in camera bianca, la ruggine alla ringhiera del terrazzo nel punto esatto in cui appoggio i gomiti a meditare pigro una precoce fioritura, che il tempo avanza e me ne avanza sempre meno, la tazza in bagno dove produco la mia essenza, stronzo che sono, ingoiato dallo scarico, la fantasia della mansarda dove scrivo a whisky e sigarette rincorrendo le parole che mi sfuggono come topi, li senti anche tu come sgambettano sul tetto?

Cosa voglio da me? Vorrei convivermi in quiete, sentirmi intero, unire le mie stanze differenti, fare corridoio a inanellare una camera all’altra, essere amalgama di difetti e pregi, come quel sugo che giro ore sulla stufa e il kiwi, il pomodoro, il curry, il gorgonzola perdono origine e si fondono in un gusto unico.

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52 Risposte to “cosa voglio da me”

  1. Nuzk 27 febbraio 2016 a 10:58 #

    Eppure se vivi veramente la tua casa, se la crei giorno per giorno in modo che ad ogni tuo rientro ti accolga ogni volta con quello di cui hai bisogno, tu diventi parte della casa e lei di te. E ogni stanza esteriore corrisponde ad una tua stanza interiore così che quando riordini, costruisci, aggiungi o togli, lo fai sia fuori che dentro di te.

    • massimolegnani 27 febbraio 2016 a 15:33 #

      molto vero e infatti guardo dentro la mia casa a capire dentro me stesso
      ciao Nuzk
      ml

  2. teti 27 febbraio 2016 a 11:41 #

    come mi capita spesso di dire, se potessimo guardarci con gli occhi del nostro peggior nemico scopriremmo il piacere di un giudizio clemente, addirittura un po’ d’apprezzamento:)

    • massimolegnani 27 febbraio 2016 a 15:35 #

      mi piace il tuo discorso e concordo, a volte siamo giudici troppo severi con noi stessi
      ciao teti,
      ml

  3. parisivirginia 27 febbraio 2016 a 13:16 #

    ❤ mi piace molto

  4. Cose da V 27 febbraio 2016 a 14:29 #

    Mi piace sempre quando si descrivono le sensazioni utilizzando i cibi, diventano gustose, rendono bene l’idea, mi ci appassiono di più. Bello quel “vorrei convivermi in quiete”, mi sembra però impossibile da raggiungere. Buon fine settimana 😉

    • massimolegnani 27 febbraio 2016 a 15:38 #

      mi sono scoperto una passione per la cucina, mescolare ingredienti disparati e unificarli in un unico gusto (ed è da lì che forse è scaturito questo post.
      ciao V. 🙂
      ml

  5. lamelasbacata 27 febbraio 2016 a 15:00 #

    Hai regalato uno scorcio molto intimo e privato sulle tue stanze. Malinconico, o forse è solo la pioggia che sento cadere mentre leggo.

    • massimolegnani 27 febbraio 2016 a 15:42 #

      bè, un po’ malinconico lo è di suo 🙂
      grazie Mela delle tue parole,
      ml

      • lamelasbacata 27 febbraio 2016 a 15:45 #

        A te, passa un buon fine settimana 🙂 e una carezza al tuo micio.

      • massimolegnani 27 febbraio 2016 a 15:46 #

        ti ringrazio, assieme a Birolli 🙂

        Date: Sat, 27 Feb 2016 13:45:04 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  6. Paolo 27 febbraio 2016 a 16:08 #

    Sei un poeta.
    Nella tua poesia ritrovo, o forse incontro per la prima volta – e provo invidia, struggimento, perché non è la mia pelle quella che sento -, i sapori della terra, gli odori e i profumi della campagna, mani ruvide e sapienti. E gusto. Il gusto con il quale si rende una casa, casa veramente. Un posto, un luogo accogliente e caldo, che non è più spazio, ma racconto. E parla di sé, di te. Che ferma il tempo. Il gusto con il quale si prepara e si mette in tavola. E ci si regala un sapore nuovo e antico. Familiare e curioso. E se ne fa dono.
    Nel tuo essere così, nel rendercene parte; nella ruggine sulla quale poni il gomito indolente – ché c’è qualcosa di più importante ora nella tua testa, oltre il profumo della tazza di caffè che hai fra le mani -, nel ricordo di una vita che è libro e quaderno; nei topi che ti danzano intorno le tue stesse fantasie… In quello spazio, in quella pausa, in quel ricordo, in quella fatica, nella pagina aperta e sgualcita da cui ci guardi e ti guardi. Lì, è poesia.

    • massimolegnani 28 febbraio 2016 a 02:37 #

      grazie Paolo per la lettura supenda che hai fatto di questo brano.
      ml

  7. Stefi 27 febbraio 2016 a 16:35 #

    La convivenza in quiete, con sé stessi agognata, è miraggio lontano, quasi una chimera.
    Bello il tuo svelarti.

    • massimolegnani 28 febbraio 2016 a 02:38 #

      sì, una vera utopia per chi è irrequieto dentro.
      ciao Stè
      ml

  8. lucilontane 27 febbraio 2016 a 19:22 #

    Sei ( non il voto, il verbo…)

  9. tramedipensieri 27 febbraio 2016 a 21:46 #

    Sentirsi interi…
    E nella casa manca una stanza

  10. remigio 27 febbraio 2016 a 22:01 #

    Siamo persone vulnerabili, caro Massimo, e prima ancora che in senso fisico, ci serve una casa in senso psicologico, che preservi e conservi il nostro benessere. Ci serve un rifugio interiore per puntellare i nostri stati d’animo, le nostre angosce, le nostre dolci malinconie. Ci servono stanze mentali, prima ancora che stanze fatte di mattoni, per proteggerci dalle intemperie della vita. E poi ci servono luoghi, come la nostra vera casa dove viviamo tutti i giorni, in cui i valori ivi racchiusi possano incoraggiare e rafforzare le nostre aspirazioni interiori. 🙂 Buona serata.

    • massimolegnani 28 febbraio 2016 a 02:41 #

      sì, la casa come punto di riferimento, per non perdersi.
      grazie Remigio,
      ml

  11. Prishilla 28 febbraio 2016 a 12:51 #

    Io leggo qui di una casa amata, di una di quelle case in cui ti senti sempre fortunato quando la porta di apre e ti dicono accomodati.
    E che belli quei topi che scappano e pure la abitano 😉

    • massimolegnani 28 febbraio 2016 a 17:00 #

      Topi invisibili che li sento correre per il sottotetto e non li vedo mai 😉
      Ciao Prish,
      ml

  12. gelsobianco 28 febbraio 2016 a 15:21 #

    Resto in silenzio.
    Inutili mie parole.

    Un sorriso tenero, ml
    gb

    • massimolegnani 28 febbraio 2016 a 17:02 #

      È un bel silenzio significativo il tuo
      Grazie gb
      ml

      • gelsobianco 28 febbraio 2016 a 23:29 #

        Un bel silenzio molto significativo il mio con un sorriso tenero, sì.

        Grazie a te, ml.
        gb

      • massimolegnani 28 febbraio 2016 a 23:57 #

        🙂

        Date: Sun, 28 Feb 2016 21:29:20 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  13. roceresale 28 febbraio 2016 a 16:54 #

    Mi piace quel “voglio”, secondo solo all’abusato timido ” vorrei”

    • massimolegnani 28 febbraio 2016 a 17:04 #

      Contento che hai sottolineato quel “voglio”
      Ciao rocer,
      ml

  14. rodixidor 28 febbraio 2016 a 17:49 #

    La casa è intrisa di noi, profonda ed acuta la descrizione per stanze, per particolari belli e brutti. Siamo le nostre stanze, la nostra casa, mai intera ma sempre a stanze.

    • massimolegnani 28 febbraio 2016 a 18:34 #

      “mai intera, sempre a stanze” hai pienamente ragione, un corridoio le può collegare ma resteranno sempre separate, come le tante parti di noi 🙂
      ciao rodix,
      ml

  15. LuminariaSprecata 28 febbraio 2016 a 18:24 #

    Nell’irrequieta ricerca di te ci sono già le risposte che cerchi. Le parole non ti sfuggono, le hai già acciuffate nei ricordi, negli spazi cari, nei tempi strappati all’oblio, nei volti cari, nei disegni lasciati per aria dal fumo d’una sigaretta. La poesia è dentro te.

  16. sguardiepercorsi 28 febbraio 2016 a 18:35 #

    Mi colpiscono i tuoi abbinamenti in cucina… Sapori forti che si contrastano!
    Immagino complicata la convivenza quieta delle tue stanze interiori 😉
    Un abbraccio, e buoni esperimenti in cucina 🙂
    (Che poi, a volte, maneggiando le cose di fuori, si finisce per maneggiare quelle di dentro)…
    Ciao! Chiara

    • massimolegnani 28 febbraio 2016 a 18:42 #

      sono un neofita in cucina, autodidatta e pressapochista, ma di una cosa mi sono convinto: non importa quanto cozzino tra loro in partenza gli ingredienti, importa l’amalgama finale 🙂
      (sì, è una sensazione quasi tangibile quella manipolazione interiore rimestando nelle padelle!)
      grazie Chiara,
      ml

  17. Enzorasi 29 febbraio 2016 a 11:25 #

    Massimo, io leggo lucidità e facilità ispirata qua dentro “casa tua”: E’ una perfetta dichiarazione di appartenenza a se stessi, pensi di trovarne in futuro una migliore? Scrivessero tutti come te avrei più spesso voglia di entrare in certe case.
    Vorrei che tu provassi a leggere il mio domicilio “segreto”; passa da me se vuoi.

    • massimolegnani 29 febbraio 2016 a 13:28 #

      grazie Enzo per l’apprezzamento.
      sai una cosa? ho la sensazione che un brano simile, parola più parola meno, avrei potuto leggerlo da te 🙂
      ciao,
      ml
      (ti ho scritto)

      • Enzorasi 29 febbraio 2016 a 13:29 #

        Mentre leggevo, sinceramente, pensavo ” io lo avrei scritto così”. Ti ho risposto

      • massimolegnani 29 febbraio 2016 a 13:34 #

        allora la mia non era una sensazione campata per aria 🙂

        Date: Mon, 29 Feb 2016 11:29:51 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  18. sabina 29 febbraio 2016 a 23:33 #

    Ogni casa, esattamente come ogni persona, è l’unione di più stanze: l’importante (ed il difficile) è abitarle tutte senza disconoscerne nessuna.Unità/identità d’anima.
    Un saluto, Massimo

    • massimolegnani 1 marzo 2016 a 09:26 #

      unità/identità d’anima, mi piace e sintetizza ciò che inseguivo qui con le parole 🙂
      ciao Sabina,
      ml

  19. alessialia 2 marzo 2016 a 14:32 #

    grazie di averci fatto entrare in un luogo così intimo… non solo le tue stanze esterne, ma soprattutto quelle interne…. una, la piu intima la tieni per te per proteggerla… a volte un po di malinconia, altre la voglia di imbrattare tutto e fare macello!
    che bello parlare tramite il cibo. Il cibo, come la scrittura e l’arte, è vita, è sensualità, è intimità….
    ci hai portato in un tuo posto un po sospeso… grazie!

    • massimolegnani 2 marzo 2016 a 15:04 #

      A volte scrivere aiuta a vedere se stessi, prima ancora che mostrarsi agli altri 🙂
      Grazie a te, Alessia per aver condiviso,
      ml

  20. moni 27 marzo 2016 a 21:44 #

    …andando a trovare un amico comune, son capitata tra le tue righe…
    a volte si fanno “incontri” inaspettati, che regalano emozioni…

    un po’ come quando giri per “quelle stanze”, quelle a cui l’aria la cambi poche volte, ma son quelle che respiri di più…

    a ben rileggerti.

    m.

  21. Tati 22 dicembre 2016 a 18:10 #

    Sono convinta che le case in cui viviamo ( e non solo abitiamo) dicano molto del nostro modo e del nostro mondo… come il nostro essere si costruiscono col tempo, un angolo ordinato, un altro sconclusionato, c’è spazio per l’essere e per il divenire, in noi come in casa… mi piacciono tanto queste righe, davvero.
    🙂

    • massimolegnani 22 dicembre 2016 a 20:22 #

      Si’, Tati, col tempo si crea una corrispondenza tra casa e padrone. Lasciamo la nostra impronta nei suoi luoghi meno ovvi ma piu’ autentici e inconsapevoli (per dire, guarda il mio divano, io ci siedo un po’ di traverso ad un estremo, la sua deformazione e’ solo mia)
      Felice davvero del tuo apprezzamento
      Ciao Tati
      ml

      • Tati 22 dicembre 2016 a 22:28 #

        Concordo su tutto ma aggiungerei che la corrispondenza, spesso si avverte già dalla prima “messa in opera” … Ho amici con una casa molto piccola ma sono persone talmente ospitali, che hanno sempre gente per casa che quando hanno iniziato a “costruirla” l’hanno fatto con quel modo ( si capisce?) per contro altri con maggiore spazio hanno scelto di strutturarla in modo totalmente diverso… E l’ambiente risulta meno accogliente…

      • massimolegnani 22 dicembre 2016 a 23:12 #

        è vero, una parte di corrispondenza già si evidenzia nelle impostazioni progettuali, nella scelta degli arredi (si capisce bene cosa intendi :)) ed è la somiglianza di base tra padrone e casa. poi su questa col tempo si depositano tante significative sfaccettature.

      • Tati 22 dicembre 2016 a 23:26 #

        Anche un semplice appartamento in affitto, preso da chi ha poca possibilità di scelta per l’acquisto dei mobili… Già solo per il colore che potrà dare alle pareti, o per quale angolo deciderà di spendere di più… Tanti sono i particolari che in qualche modo parlano di chi abita un luogo…

      • massimolegnani 22 dicembre 2016 a 23:39 #

        senza dubbio, sono tutti aspetti utili per comprendere le persone 🙂

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