ballata anarchica

1 Mar

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Aveva una divisa grigia come la sua barba
che radeva solo alla domenica
per risparmiare sul costo delle lame.
Sembrava un carcerato, Saverio Giacometti,
invece faceva il netturbino nel centro di Milano,
sarà passato un secolo da allora. 

Spazzava le sue strade con la cura del dovere
e intanto sognava un mondo nuovo,
che arrivasse senza il tuono delle bombe.
Aveva tempo per pensare il nostro uomo
mentre ripuliva il porfido a cubetti e
tirava su con dignità la merda dei cavalli.

Spostava i suoi bidoni da piazza Duomo fino a San Babila,
stanando ovunque la sporcizia
e meditando intanto sul marciume dei borghesi,
potessi toglierlo allo stesso modo.

E a sera raccontava alla sua Gina l’ingiustizia
del frivolo passeggio di donne sfaccendate,
le gonne che frusciavano sfiorando il marciapiede
e di signori col bastone che parlavano di soldi.

Non è per non sporcare le ghette dei padroni o
l’orlo ricco delle gonne che tengo pulite quelle strade.
La pulizia è un diritto della gente che lavora.
Tengo pronto il salotto di Milano per quando sarà nostro.

Gina si smarriva quando lui diceva vittoria proletaria
sicuro del trionfo appena dietro l’angolo,
si spaventava alle parole, una paura
quel voler cambiare l’ordine alle cose.
Le cose che sognava lei erano poche,
il matrimonio, qualche soldo, una stanza meno squallida di quella.

E intanto Gina si spogliava al freddo a regalargli

l’unico bene che poteva, il calore delle cosce,
che consolasse il fuoco di Saverio.

Saverio l’arrestarono quando scoppiò la bomba in Galleria.
Lui era lì vicino a raccattar cartacce e merda come sempre.

Aanarchico si dichiarò Saverio con orgoglio da innocente.
Non servì un processo o il piombo o il cappio,
morì di botte qualche giorno dopo
e la Gina rimase nuda ad aspettarlo.

Sul Corriere scrissero Suicidio del bombarolo anarchico

e quella verità di comodo Milano la bevve

con la noncuranza d’un aperitivo in Galleria.

 

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25 Risposte to “ballata anarchica”

  1. lucilontane 1 marzo 2016 a 10:17 #

    massimolegnaaaaaniiii! Che bella, che bella, che bella! La mettiamo in musica? Ci stai? 😊

    • massimolegnani 1 marzo 2016 a 12:30 #

      eheh, ci starei anche, peccato che non ho la minima nozione di musica.
      Se vuoi provarci tu, luci, a me farebbe piacere 🙂
      ml

      • lucilontane 1 marzo 2016 a 17:41 #

        Ci provo. Imbracciò la mia chitarra e ci provo. (Poi la faccio sentire solo a te eh…)

      • massimolegnani 1 marzo 2016 a 19:01 #

        Uh, non sapevo suonassi la chitarra. Dai, forza, prova a musicarla 🙂

        Date: Tue, 1 Mar 2016 15:41:48 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

    • gelsobianco 1 marzo 2016 a 16:38 #

      Se tu riuscissi, Luci…
      Che bello sarebbe!
      Un sorriso
      gb

  2. LuminariaSprecata 1 marzo 2016 a 11:40 #

    Letta tutta d’un fiato. Bella e musicale. Avevo in mente De André nel leggerla, la sua voce mi riecheggiava dentro. Sposo l’idea di lucilontane: mettila in musica!

    • massimolegnani 1 marzo 2016 a 12:34 #

      Anch’io ho pensato a DeAndre’, la ballata del Miche’, per esempio, una delle sue prime canzoni.
      Metterla in musica? Eh, servirebbe qualcuno in grado, non certo io:)
      Ciao, un sorriso
      ml

      • LuminariaSprecata 1 marzo 2016 a 14:26 #

        Avevo pensato anch’io alla stessa ballata con un rimando fugace anche a Il bombarolo. Adoro De André.
        Un saluto a te.

      • massimolegnani 1 marzo 2016 a 15:11 #

        🙂

        Date: Tue, 1 Mar 2016 12:26:38 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  3. Cose da V 1 marzo 2016 a 12:14 #

    Commovente e profonda, mi ha ricordato I Cento passi dei Modena City Ramblers alla fine, la morte messa a tacere così… Davvero un pezzo toccante.

  4. gelsobianco 1 marzo 2016 a 16:36 #

    Bella.
    Non è una storia nuova, ma storie così si ripetono sempre uguali nella loro profonda tristezza.

    Oh, ml, tu anche autore del testo di una canzone che… avrà successo. 😉 🙂
    Sarebbe così bello se Luci riuscisse!
    Io posso dare una piccola piccola piccolissima mano in caso…
    Un sorriso, ml
    gb
    Grazie

    • massimolegnani 1 marzo 2016 a 18:58 #

      Grazie a te che gia’ vedi una canzone di successo (!) quando per ora ci sono solo versi zoppicanti..anarchici 🙂
      ml

      • gelsobianco 2 marzo 2016 a 00:26 #

        Io vedo lontano… 😉
        Sono streghina, poi, ma… streghina che augura di cuore il meglio.
        Ti sorrido, ml
        gb
        Si parte sempre da versi zoppicanti o da note senza armonia e si arriva poi a una canzone bella, eh sì.

      • massimolegnani 2 marzo 2016 a 01:35 #

        eheh, buonanotte streghina, un sorriso

        Date: Tue, 1 Mar 2016 22:26:54 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  5. teti 1 marzo 2016 a 20:52 #

    il cuore di un Anarchico sanguina sempre (cit) (standing ovation)

  6. sabinaviola 1 marzo 2016 a 20:56 #

    Scritta per la musica, concordo. Suona da ballata già così, da sola.
    O forse è un “corto”, di quelli belli-belli e aspetta solo la sua colonna sonora.

    • massimolegnani 1 marzo 2016 a 21:15 #

      Mentalmente mi sto cantando la Joan Baez di Sacco e Vanzetti e il DeAndre’ della ballata del Miche”
      Grazie Sabina
      ml

  7. remigio 2 marzo 2016 a 12:53 #

    Mi unisco al coro dei complimenti per i tuoi versi belli e struggenti 😉

    • massimolegnani 2 marzo 2016 a 13:09 #

      grazie Remigio.
      in realtà Saverio Giacometti non è mai esistito, ma con lui ho voluto dare un nome e una storia ai tanti anarchici sognatori in silenzio, uomini pacifici che non tiravano bombe nè uccidevano tiranni (come certi loro compagni di fede) e che spesso per la loro mansuetudine diventavano vittime predestinate di una “(in)giustizia di comodo”.
      ciao,
      ml

  8. alessialia 2 marzo 2016 a 14:27 #

    mi unisco a tutti i complimenti! ma che scrivi bene già te l’ho detto ml…
    hai descritto il destino di quelli come il tuo saverio in modo molto garbato e musicale. E la povera gina che aspetta…. eh quanti ne saranno esistiti…

    • massimolegnani 2 marzo 2016 a 15:07 #

      Sono i personaggi minori, veri o inventati, che mi interessano col loro fardello di sofferenze e doti misconosciute.
      Sei molto gentile,
      Ciao,
      ml

  9. Stefi 5 marzo 2016 a 18:15 #

    “Pinelli assassinato dirlo a Modena è reato” ricordo questa frase scritta sui muri del centro di Modena, la leggevo quand’ero bambina, poi ragazza, ogni volta che ci tornavo. Il tuo Saverio mi fa pensare a lui e alla ballata che per lui è stata scritta.

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