il viaggiatore notturno

8 Mar

maggiani

 

Due generi di libri non sopporto, quelli che avrei potuto scrivere io, bei compitini dalla scrittura scorrevole e dalla trama adeguata, arrivi veloce all’ultima pagina, bon, fatto, li chiudi, li riponi e li dimentichi. E quelli che, per quanto originali, ti danno, dalle prime pagine, la sensazione di essere stati scritti, anzi confezionati, non per comunicare umori ma per vendere bene. Gli insopportabili best-seller, nemici del lettore. 

Ho bisogno di sentire la voce dell’autore mentre leggo, con la precisa sensazione che parli solo a me. Voglio sentire il suo respiro un po’ affannoso perchè parla e parla, il suo alito che sa di grappa troppo generosa, devo vederlo incespicare nelle parole, confondersi magari, perdere il filo e ritrovarlo, devo guardargli gli occhi, scrutargli le pupille ristrette dall’eccitazione, vedere nel bianco quel vasellino rosso che gli pulsa pericolosamente, la spia della follia che incombe, forse, o del coraggio. Perchè ci vuole coraggio a raccontare solo ciò che si vuole dire, senza badare se ci sarà qualcuno disposto ad ascoltare.

Maggiani è stato qui stasera.
È entrato senza presentarsi, non mi ha detto “sai sono quello dello Strega e della Televisione”. No, mentre lo guardavo con una certa diffidenza perchè ancora non sapevo chi fosse e lui si presentava un poco trasandato, maglione slabbrato e jeans vissuti, mentre lo guardavo, s’è seduto sulla sedia impagliata, quella piuttosto scomoda che però ha il vantaggio della fiamma del camino e mi ha chiesto da bere, così, schioccando la lingua sul palato come un avventore d’osteria. Ha bevuto d’un fiato il bicchiere di Nebbiolo che e ha quasi biascicato “ho da dirti una storia strana, che non so se ci crederai.”
E mi ha parlato di un uomo seduto su un tumulo di pietre.
Ha cominciato a raccontare, un inizio titubante, ma poi la voce s’è fatta più sicura, forse vedendo che più che ascoltarlo io gli davo progressivamente credito. È andato avanti delle ore, sempre più spedito, sempre più agile nel saltare da un episodio a un altro, in apparenza scollegato, senza rispettare quei criteri di unità del tempo e dello spazio che tanto piacciono alle persone senza fantasia. Ormai mi aveva in pugno e si poteva permettere divagazioni e confidenze, per poi riprendere il filo principale della storia, quando io quasi l’avevo dimenticato.
Così abbiamo viaggiato nella notte senza muoverci dalle nostre sedie, come dovessimo tirare l’alba per esser certi di sopravvivere. Ora se n’è andato, così com’era venuto, ha infilato la porta e se n’è uscito e io ho chiuso il libro. Missione compiuta, la nostra. Quale non saprei. Eppure è certo che insieme abbiamo raggiunto qualcosa. Forse è proprio in quello che mi ha raccontato alla fine, il senso: mi ha detto di quel cercatore d’oro di Jack London che persosi nella bufera accende un fuoco nel freddo dell’Alaska e spera di essere visto da qualcuno che lo aiuti a superare la notte, che diversamente lui cederà al sonno e all’assideramento. Lo trova in effetti un altro cercatore e insieme stanno lì, alimentando il fuoco e raccontandosi la vita, mescolando realtà e fantasia in un turbinio di parole a cui aggrapparsi e sopravvivere. Ecco, la lettura quando è buona, quando è ascolto, aiuta a sopravvivere, cioè a vivere al di sopra delle cose quotidiane.

Ma di che ti ha parlato, mi chiederete.
Già, la trama.
Prendete il luogo più sperduto della terra, il centro del Sahara, ma non il deserto sabbioso e fascinoso della iconografia turistica, no, prendete un altopiano sassoso, l’Hoggar, che più brullo e brutto non potreste immaginare. Prendete uno che fa un mestiere quanto meno insolito, l’irundologo, lo studioso delle rondini, e mettetelo lì tra quelle pietre, in mezzo a tuareg e tagil, a verificare una sua teoria azzardata. Prendete un personaggio assurdo, un miraggio in movimento, e fatelo camminare ininterrottamente per il deserto finchè siete convinti di averlo visto anche voi. Aggiungete una figura realmente esistita, padre Foucault, e trasformatela in un personaggio di fantasia, mettendogli in bocca parole mai pronunciate ma fascinose (“la bellezza è ciò che è utile”, “non cedere alla tentazione di fermarsi è ciò che dà senso all’andare, ciò che lo rende veramente utile e bello”).
Ecco, in questo contenitore di luoghi e persone che è la trama, mettete le parole belle e preziose di Maggiani.
Farete insieme un viaggio straordinario e resterete increduli di credergli.

* Il viaggiatore notturno di Maurizio Maggiani, ed. Feltrinelli

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32 Risposte to “il viaggiatore notturno”

  1. lamelasbacata 8 marzo 2016 a 23:55 #

    Una recensione che è già di per sè un racconto! Molto bella, grazie 🙂
    Mi piace molto come scrive Maggiani e come scrivi tu!

  2. Paolo 9 marzo 2016 a 00:49 #

    Io scriverei un libro solo per ber del buon vino in tua compagnia. Poi il libro lo buttiamo nel camino, che è la morte sua, e noi si passa alla sgnappa, alle risate, a vecchi racconti di donne e a qualche manata sulle spalle. Alla fine, un po’ malconcio, traghetterei soddisfatto fino a un comodo divano e m’addormenterei sorridente, ché domani, in silenzio, uno in fila all’altro sul sentiero, avrà tutto più senso.
    Grazie Massimo.
    Complimenti a Maggiani, che non conosco, e a te, come sempre.

    • massimolegnani 9 marzo 2016 a 01:06 #

      che cosa simpatica hai scritto, Paolo.
      del resto quando vicendevolmente leggiamo i nostri brani è come ci scambiassimo del vino davanti al caminetto 🙂
      buonanotte e grazie a te,
      ml

  3. remigio 9 marzo 2016 a 11:20 #

    Ho grande rispetto per i libri e, pertanto – caro Massimo – non avrei mai la sfacciataggine di scriverne uno. Vedi, quando entro in una libreria, piccola o grande che sia, capisco immediatamente che il mondo non ha bisogno di un libro in più: il mio. Purtroppo non tutti si vergognano: basta guardare in giro ciò che viene pubblicato. Ma per fortuna c’è gente come Maggiani, uno scrittore fuori dagli schemi che in qualche maniera scrive come parla. Quando leggi un suo libro, ti sembra davvero di averlo accanto a te, hai quasi la sensazione che ti stia svelando, per la prima volta, un segreto tenuto nascosto fino a quel momento. E’ un grande affabulatore, un raccontatore di storie che contengono altre storie da gustare accanto al caminetto con un buon bicchiere di vino; un personaggio genuino, lontano dalle mode letterarie e dai quei falsi modelli imposti dalla società dello spettacolo. Le sue storie, tra fantasia e realtà, tra sogno e concretezza, ti fanno viaggiare in mondi misteriosi e arcani. E sempre con leggerezza. Vorrei infine complimentarmi con te per la bella e singolare recensione che – ne sono sicuro – piacerebbe molto a Maggiani 🙂

    • massimolegnani 9 marzo 2016 a 12:28 #

      è la stessa impressione che ho avuto io leggendolo.
      pensa che dopo un inizio stentato l’ho ripreso una sera e, rapito dalle sue parole, non l’ho più abbandonato fino alla fine, a notte ormai fonda.
      grazie Remigio,
      ml

  4. sabinaviola 9 marzo 2016 a 12:28 #

    Questa non è solo una recensione bella e originale nel modo: è un trasferimento di immagini e di emozioni che, partendo dal personale approccio alla lettura di uno scrittore (tutt’altro che facile), si allarga fino a diventare vera comunicazione: che poi sarebbe come dire “onesta, sincera e sentita” lettura.
    Sei stato coinvolgente, ecco cosa, che è poi la prima, necessaria, rara e impagabile dote della descrizione. Hai descritto e quindi recensito con l’anima, e questo, oltre ad essere un omaggio allo scrittore, è anche un’attenzione verso noi che leggiamo: ci hai messo a disposizione le tue emozioni nella lettura e noi, mentre le leggevamo, sentivamo la tua voce dentro.

    • massimolegnani 9 marzo 2016 a 12:36 #

      sorrido, Sabina, perchè mentre ti lasciavo un messaggio per avvisarti, tu eri già qui a leggere!
      le tue parole generose mi inorgogliscono, con questo brano, più che un’analisi strutturata che non sono in grado di fare, volevo trasmettere un’emozione schietta di lettura.
      felice che tu l’abbia recepita.
      un sorriso,
      ml

  5. tramedipensieri 9 marzo 2016 a 12:42 #

    Chapeau Massimo!
    Davvero un gran bella recensione, un racconto il tuo, che si legge tutto d’un fiato accompagnando il lettore sino alla fine…..

    Di Maggiani ho letto solo “Meccanica Celeste” mi piace la sua scrittura, il suo pensiero. La bellezza delle comunità.

    ciao
    .marta

    • massimolegnani 9 marzo 2016 a 14:42 #

      Maggiani è un grande e ruvido scrittore. e concordo con te, ha il senso della comunità, del coro di voci.
      ciao .marta,
      ml
      (grazie)

  6. unsassoverticale 9 marzo 2016 a 13:00 #

    Amo Maggiani e ho amato quel libro! E ho perfettamente afferrato quello che intendi: ho riassaporato il libro dopo tanti anno che l’avevo letto. Mi sa che lo rileggerò! Viva i libri che ci fanno “sopravvivere”!

    • massimolegnani 9 marzo 2016 a 14:44 #

      contento che tu abbia ritrovato Maggiani nelle mie parole.
      ml
      (viva questo tipo di “sopravvivenza”)

  7. teti 9 marzo 2016 a 14:08 #

    di la verità, quella bottiglia di nebbiolo ci ha messo del suo quando hai scritto il post… 🙂

    • massimolegnani 9 marzo 2016 a 14:45 #

      questo è sicuro, e non ricordo più se ho iniziato prima la bottiglia o il brano 🙂
      ml

  8. gelsobianco 10 marzo 2016 a 02:29 #

    Che grande viaggiatore notturno sei, ml!
    Riesci a comunicare la “lettura” nella sua magia, che è contatto tra chi legge e chi scrive, “è ascolto, aiuta a sopravvivere, cioè a vivere al di sopra delle cose quotidiane.”
    Grande recensione la tua scritta con la pelle e con l’anima, con te stesso nella tua totalità.
    Questa tua recensione supera il termine “recensione” perché è un dialogo intimo tra te che scrivi di uno scrittore e noi che leggiamo le tue emozioni.
    Non conosco Maggiani.
    Lo scoprirò e sarà grazie a te.
    Ti sorrido, ml
    gb

    • massimolegnani 10 marzo 2016 a 12:51 #

      mi azzardo a consigliartelo anche se ora mi viene lo scrupolo di caldeggiare una lettura che magari ti deluderà, sai bene che non tutti i gusti sono uguali. Ma tu non me ne vorrai, spero :).
      Grazie, gb, per le belle parole spese,
      un abbraccio
      ml

      • gelsobianco 12 marzo 2016 a 15:27 #

        Non te ne vorrò certo, ml dalle molte emozioni.
        Poi ti racconterò il mio incontro con Maggiani.
        🙂
        gb
        Sempre grazie a te.

      • massimolegnani 12 marzo 2016 a 16:43 #

        Un sorriso

        Date: Sat, 12 Mar 2016 13:27:47 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  9. rodixidor 10 marzo 2016 a 14:34 #

    Caspita, si vede che ti è piaciuto. La recensione sa spiegarci l’emozione, che è quella che chiediamo ad un buon libro.

    • massimolegnani 10 marzo 2016 a 23:08 #

      però non sempre è il medesimo libro a emozionarci.
      in realtà la lettura è un fatto personale, quindi prendi per buono il mio entusiasmo, ma non è detto che quello stesso libro entusiasmi anche te 🙂
      ciao rodix,
      ml

      • rodixidor 11 marzo 2016 a 22:05 #

        Lo so, anzi la storia delle emozioni è ancora più relativa, lo stesso libro che ti ha emozionato ora avrebbe potuto non emozionarti se letto in un altro momento.
        Buona serata.

      • massimolegnani 11 marzo 2016 a 22:09 #

        Vero! Un altro libro di Maggiani ( meccanica celeste) l’ho abbandonato

        Date: Fri, 11 Mar 2016 20:05:25 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  10. Enzorasi 10 marzo 2016 a 15:01 #

    Questa non ‘ una recensione, è un racconto breve e introspettivo sulla magia di un libro e della lettura in generale. Ma il libro DEVO andarlo a comprare perchè se è riuscito a migliorare uno scrittore già avanti nel percorso sarà senza dubbio un gran bel libro.
    Hai fatto qualcosa di nuovo, originale: non hai preso lo spunto dalle cose della tua vita, hai scritto sulla scritura di altri condividend la sintassi emozionale di un altro, metabolizzandola e facendola tua senza togliere la tarccia di quell’altra. Ottima idea, nobile idea. Chissà se sarà mai possibile farla con un testo da blog… su qualcuno dei tuoi per esempio. Qunado si sa scrivere nascono anche i veri commenti e qui ce ne sono più di uno.

    • massimolegnani 10 marzo 2016 a 23:14 #

      grazie Enzo.
      ho cercato di comunicare il piacere che ho provato con questo libro, la sensazione quasi tattile della presenza dell’autore accanto a me, l’incapacità d’interrompere la lettura prima dell’ultima pagina come non riuscire ad arginare un amico che ti parla e parla con tale entusiasmo che per forza lo devi lasciar finire.
      le tue parole appassionate mi dicono che con te ci sono riuscito, quindi ancora grazie,
      ml

  11. Stefi 13 marzo 2016 a 18:07 #

    ….manca, manca….nel nostro gioco, sai.
    Mi hai convinta, si.

    • massimolegnani 13 marzo 2016 a 22:04 #

      eheh, io celo..doppio, potrei scambiarlo con un murakami che mi manca 🙂
      Ciao Ste’
      ml

  12. alessialia 14 marzo 2016 a 12:40 #

    Wow! Sai che non mi piacciono le recenzioni, come neanche a te… Ma questa non lo é… Qui è come se ci avessi invitato a casa tua x conoscere il tuo ospite….. Non ho mai letto nulla di suo, ma guarda che hai creato tanta curiosita… Vabbe lo sai che tu scrivi che scrive, eh… Ma hai NON descritto sto libro in maniera da indurre chi ti legge per lo meno a curiosare! Grazie!

    • massimolegnani 14 marzo 2016 a 14:27 #

      guarda però che devi entrarci in sintonia sennò Maggiani diventa noioso 🙂
      (hai detto una cosa che mi ha fatto molto piacere…”è come se ci avessi invitato a casa tua..” verissimo, l’intento era quello!)
      ciao alessia
      ml

      • alessialia 14 marzo 2016 a 15:28 #

        Da come n hai parlato è un libro che sicuramente mi piace… E poi i libri scritti a posta x vendere non si digeriscono proprio…
        Ad esempio ho letto dei libri di due miei amici di blog… Sono molto piu scrittori loro di chi spesso porta solo il Nome!
        Grazie caro! Ciao!

      • massimolegnani 14 marzo 2016 a 16:15 #

        pienamente d’accordo con te.Buona lettura, allora 🙂

        Date: Mon, 14 Mar 2016 13:28:30 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

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