il rigore della luce

11 Mar
by c.calati

by c.calati

 

Sono ore che guardo questo freddo fascio di sole in un anonimo mattino di basso inverno.

Un giudice inflessibile, un angelo sterminatore, il sole dallo sguardo gelido illumina le cose a suo piacere o le trascura, anzi le oscura di un’ombra spessa, implacabile. Divide il mondo in due, di qua gli eletti, la tuja, le bacche rosse del cespuglio, i gatti e il cane, che indifferenti barano spostandosi al tepore ogni mezz’ora, le mele vizze e ancora splendide, di là i reietti, i rami uccisi a mucchi dall’ultima ventata, due rastrelli abbandonati all’inferriata, l’agrifoglio, un pezzo di prato denso di brina.

E in mezzo quella linea maledetta, la linea netta e inesistente che non puoi chiamare luce ma nemmeno ombra, a separare senza scampo. Osserva per esempio quelle mele, in realtà sono spaccate in due dalla lama della luce, da una parte sono belle perfino le rughe della buccia, dall’altra non esiste nemmeno più il colore, eppure la mela è la medesima e c’è qualcosa d’ingiusto in tutto questo.

Sono ore che guardo e il sole non s’è mosso, ne sono certo, è lì in un’immobilità austera a controllare che la brina all’ombra resti inalterata, come un’espiazione senza sconti della pena. Così resto acquattato dietro i vetri, come nascosto dietro a un masso per sfuggire al giorno del giudizio. Non ho il coraggio di uscire allo scoperto, sottopormi al giudizio della luce, peggio delle braci di Dio da affrontare scalzo. Troppo azzardo subire l’onta dell’ombra, rischiare la lavagna dalla parte della vergogna, sai quando in assenza del maestro il più servile della classe tirava la riga verticale col gessetto, a sinistra i rari buoni, a destra i nomi da portare in delazione, il primo appalto del potere nelle mani del più stronzo.

Aspetto sera, che la luna arrivi e stemperi la luce ed i giudizi. Debole e grigia si spanda sulle cose e le persone senza esigerne la resa, morbida e benevola ci accarezzi di penombra.

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38 Risposte to “il rigore della luce”

  1. teti 11 marzo 2016 a 12:35 #

    qui stamattina è tutto grigio incolore, ma se proprio dovessi scegliere da che parte stare sarebbe il buio.
    al contrario della luce lo trovo accogliente.
    dicono che anche le persone vestite di nero risultino più gradevoli di quelle in bianco…
    poi c’è chi questo ‘farneticare’ filosofico lo prende tanto sul serio da ricorrere ai muri per separare qualsiasi cosa, compresi i diritti, tra chi ne può disporre e chi no.

    • massimolegnani 11 marzo 2016 a 17:24 #

      sceglierei anch’io l’ombra o come nel brano la luce tenue della luna 🙂
      (i diritti sarebbero uguali per tutti, però c’è chi li sfrutta e chi li subisce, che stranamente gli si ritorcono sempre contro)
      ml

  2. lamelasbacata 11 marzo 2016 a 14:57 #

    E’ talmente perfetto che fa quasi paura trovare le parole adatte per commentarlo.
    Semplicemente bello. 🙂

  3. Cose da V 11 marzo 2016 a 15:09 #

    Magnifico.

  4. lucilontane 11 marzo 2016 a 16:12 #

    Mon che ml, questa luna che ci scontorna un po’, che ci rende appena pallidi e “lavati, e insieme rende morbido il nostro essere segnati e rugosi di vita…come te la aspetto. È amorevole, e più passa il tempo e più invecchiamo, tanto più ci fa sentire quieti la sua luce che ammorbidisce i tratti, la voce, le mani, il tocco, il respiro. È una lieta pietà per noi stessi. Amo questo scritto, e amo la foto che fa splendere, senza paura, le rughe delle mele. Forse non dobbiamo aver paura di splendere così come siamo, che la luce ci renda belli come quelle mele che sembrano uscire dal pennello di un pittore.

    • massimolegnani 11 marzo 2016 a 17:35 #

      No, non dobbiamo avere paura, luci, di splendere così come siamo, l’età ci fa forti delle nostre imperfezioni. 🙂
      (quello “scontorna” è preciso, morbido e poetico, come tutte le tue parole, del resto).
      un caro abbraccio,
      ml

      • tempodiverso 11 marzo 2016 a 19:17 #

        luce radente, caravaggesca, che amo moltissimo, ma come ben dici (sempre con quel tuo meraviglioso passo poetico), ogni tanto abbiamo bisogno di contorni più sfumati

      • massimolegnani 11 marzo 2016 a 21:59 #

        Cecil che piacere ritrovarti e come gradisco le tue parole. Un abbraccio. ml

        Date: Fri, 11 Mar 2016 17:17:58 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

      • lucilontane 11 marzo 2016 a 21:01 #

        Imperfezioni! Che bellezza!

      • massimolegnani 11 marzo 2016 a 22:00 #

        Si’! 🙂

        Date: Fri, 11 Mar 2016 19:01:14 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  5. LuminariaSprecata 11 marzo 2016 a 20:44 #

    Spiazzante come ogni tuo scritto. Ho scelto e scegliere sempre la luna, io che a lei ho dedicato anche la mia prima tesi, che ondeggiava tra il silenzio di Iside e l’urlo di Lilith nella mitografia della luna pirandelliana. Quanti ricordi… Siamo sempre propensi a immaginarci una luna ristoratrice, calma, silenziosa; una luna benevola, come Iside che presiede alla resurrezione delle nostre speranze. Eppure, la luna è anche matrigna, “affocata, violacea”, luna nera, nicchia vuota del cielo da dove penetra l’oltre; è Lilith che nella notte lancia il suo urlo agghiacciante e penetra nel cuore umano più della luce del giorno. Mai sottovalutare la calma della penombra.

    • massimolegnani 11 marzo 2016 a 22:07 #

      Staro’ attento alla penombra ma continuero’ ad amarla 🙂
      Lilith un po’ la temo, preferisco la benevolenza di Iside.
      Ciao,
      ml
      (mi piace quello “spiazzante”)

  6. rodixidor 11 marzo 2016 a 22:16 #

    Umore notturno quello che esprimi in questo scritto, non dai scampo al sole che riesci a definire freddo in un riuscito ossimoro. In realtà io non vedo la luce del sole così tagliente, sa darci tante sfumature di penombra, tante quante se non di più ce ne dona la magica luna.

    • massimolegnani 12 marzo 2016 a 02:06 #

      in effetti oggi sono stato molto severo col sole 🙂
      ciao rodix.
      ml

  7. mrsbean73 12 marzo 2016 a 19:16 #

    Che visione interessante…si ha quasi paura del sole in questo tuo scritto e si aspetta con trepidazione l’arrivo della luce notturna, più indulgente e lieve. Poesia in queste parole, armonia ed equilibrio, bello davvero!!!

    • massimolegnani 12 marzo 2016 a 20:18 #

      E’ proprio l’indulgenza che cercavo, uno sguardo morbido 🙂
      Ciao mrsbean
      e grazie
      ml

  8. gelsobianco 12 marzo 2016 a 21:41 #

    Amo molto molto questo tuo scritto e la fotografia.
    Sono uniti in modo perfetto.
    Poesia, sì.
    Emozione profonda in me ora.
    No, non riesco a commentare.
    Forse dopo.

    Grazie, ml, grazie.
    gb

    • gelsobianco 12 marzo 2016 a 22:07 #

      Oh, un violino.
      Prima il suono è stridente, deciso, forte, poi diviene sottile, morbido, carezzevole
      gb

      • massimolegnani 13 marzo 2016 a 01:28 #

        il commento precedente era riferito al tuo primo intervento:)
        le mie parole come gli accordi un violino, oh, gentile davvero
        buonanotte gb
        ml

    • massimolegnani 13 marzo 2016 a 01:25 #

      ma già questo è un commento intenso 🙂
      grazie,
      ml

      • gelsobianco 14 marzo 2016 a 16:30 #

        quel violino inizia a suonare sempre appena entro nel tuo scritto, legge le tue parole, ne coglie il senso e ne fa musica, sì.
        alla fine tutto si chiude in un suono-soffio di penombra

        grazie, ml
        un sorrisoabbraccio
        gb

        oh, la luce radente su quelle mele è bellissima

      • massimolegnani 14 marzo 2016 a 16:35 #

        Di quella foto sono particolarmente soddisfatto, del suono tuo violino anche 🙂

        Date: Mon, 14 Mar 2016 14:30:45 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

      • gelsobianco 14 marzo 2016 a 17:37 #

        🙂
        gb

      • massimolegnani 14 marzo 2016 a 18:40 #

        🙂

        Date: Mon, 14 Mar 2016 15:37:29 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  9. remigio 13 marzo 2016 a 16:27 #

    Nella nostra vita di tutti i giorni siamo ormai trafitti da una luce inquietante e spietata: la luce artificiale, fortissima e abbagliante, che si accanisce su di noi anche in pieno giorno, anche quando non ce ne sarebbe bisogno. E’ una luce che appiattisce, che rende le cose tutte uguali e anziché farcele vedere meglio, ce le rende indifferenti, anonime, fredde, senza anima. E senza ombra. E una luce che non conosce ombre non può che snaturare e modificare ogni luogo e ogni oggetto della natura, sottraendo loro le qualità più segrete. Ciao Massimo

    • massimolegnani 13 marzo 2016 a 22:09 #

      È un’intossicazione luminosa artificiale, almeno il sole solo in giornate di malumore (nostro più che suo) è disturbante 🙂
      Ciao Remigio
      ml

  10. Stefi 13 marzo 2016 a 18:03 #

    Penso ai raggi mattutini che filtrando dalle fessure delle tapparelle si proiettano regolari sul muro della stanza. La luce di taglio è la più spietata, illumina radente stampando un’impronta. Mi piace così tanto che m’incanto ad osservarla.

    • massimolegnani 13 marzo 2016 a 22:11 #

      Sì, spietata e bella che anche su quelle mele l’ho criticata ma intanto la trovavo affascinante.
      Buona serata Ste’
      ml

  11. alessialia 14 marzo 2016 a 12:56 #

    Caspita ml.. A volte scrivi delle cose che proprio mi lasciano senza parole…. Mi sono accartocciata e non mi vien nulla di intellignte da dire…
    La luce soffice della luna ci avvolge, ci coccola e ci protegge…
    Ma quanto è bello pure a volte risplendere… Magari anche di una luce riflessa di rimando ad un sorriso di qualcuno?
    Quanto sei bravo tu!

    • massimolegnani 14 marzo 2016 a 14:30 #

      grazie,davvero.
      per una che “non mi viene nulla di intelligente da dire” hai detto molto, di simpatico e pertinente.
      🙂
      ml

  12. eveningminuettoinacastlebythesea 29 marzo 2016 a 10:14 #

    Sono i primi articoli che leggo e mi emozionano un sacco! Una descrizione perfetta!

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