L’età del salmone *

13 Apr
by t.legger

by t.legger

 

 

 

Tornare all’antico è sempre un progresso, me lo ripeteva a proposito e sproposito, a volte si limitava all’italiano, altre lo declamava in latino, più raramente in greco. Mio padre. Io mi irritavo allo stesso modo in tutte le lingue, una distanza siderale da quelle parole, a vent’anni non hai passato che t’interessi, tutto è futuro, velocità, progresso. Era l’età dell’oro, così credevo, così per anni, in un andare avanti ottuso, senza chiedermi per dove.

Poi ho scoperto il piacere alla lentezza, il gusto d’invertire la direzione dello sguardo, il fascino sottile del regresso. Tornare indietro, tornare a qualunque cosa che non fosse novità, la bici invece del motore, la campagna anziché la città, la legna invece del metano. Ora al modernismo seducente dell’Ikea contrappongo i mobili contadini del tempo andato, alla rapidità efficiente del microonde preferisco il tempo di cottura imprevedibile del forno della stufa, amo il fumo di legna che impregna pizza e cannelloni. È l’età del salmone che torna dai Sargassi a risalire a salti i torrenti della Scozia dove lui stesso è nato. Io risalgo le generazioni impugnando il mestolo di legno che già girava la minestra cent’anni fa. È l’età dell’anguilla che viaggia dall’Atlantico all’antico delta del Po, placida e lenta l’anguilla, io agito la lingua in un’imitazione, la poso sulla pelle della pancia come fosse la valle di Comacchio, sai il fango del fondo come ombelico del mondo. E ancora regredisco, affamato di cose nuove che siano vecchie, regredisco fino all’età della pietra, le beole nel giardino, lastre imperfette comprate al robivecchi, ci cammino sopra a ritrovare i passi di chi un tempo ci ha posato il piede modellandole d’usura. Il consumo delle cose mi emoziona, opposto al consumismo, un testimone da passare di mano in mano a ritrovare vivo chi ufficialmente da tempo è morto. E allora taglio il prato al modo antico, niente più motore, solo le lame a rullo da spingere con la fatica delle braccia come da bambino vedevo fare al dottore che pettinava l’erba più che tagliarla.  L’ultimo passo del regresso sarà la falce, ma questa è un’altra età che spero sia lontana.

*sullo stesso tema (l’età) in contemporanea da teti: http://teti900.blogspot.it/2016/04/leta-delle-cose.html

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22 Risposte to “L’età del salmone *”

  1. teti 13 aprile 2016 a 09:07 #

    adesso anche i/le più sospettosi/e saranno più sereni/e. ultimamente era capitato che gli argomenti dei reciproci post fossero assonanti, ma ora so che è stato per puro caso. difficile pensare a una ‘combine’ leggendo questo e l’altro…

    • massimolegnani 13 aprile 2016 a 09:22 #

      ma io, proprio in questo brano, trovo assonanze, più che di parole delle sguardo nostro sulle cose.
      🙂
      ml

  2. lamelasbacata 13 aprile 2016 a 10:00 #

    Hai raggiunto la maturità necessaria a riscoprire e rivalutare il passato. Chi è giovane non ha gli strumenti necessari, deve prima imparare 🙂

    • massimolegnani 13 aprile 2016 a 10:49 #

      INvoluzione ed Evoluzione a una certa età si confondono 🙂
      ciao Mela
      ml

  3. Mezzatazza 13 aprile 2016 a 10:33 #

    Siete troppo profondi per me, io ho solo voglia di salmone crudo al momento

    • massimolegnani 13 aprile 2016 a 10:51 #

      te lo offro in una salsa all’aneto 🙂
      (non mi freghi, sei più profonda di quel che ti spacci :))
      ml

      • Mezzatazza 13 aprile 2016 a 11:27 #

        No no crudo e scondito, come fosse Natale per Bear Grillys

      • massimolegnani 13 aprile 2016 a 11:57 #

        alla selvaggia, ok (io un po’ me lo condisco, però)

        Date: Wed, 13 Apr 2016 09:27:30 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  4. Cose da V 13 aprile 2016 a 11:17 #

    Bell’articolo 🙂 Mi ha fatto pensare, fino a due anni fa credevo che la città fosse migliore ora mi rendo conto che non lo è e che vedevo tutto ingenuamente e superficialmente. Si cambia, si rivaluta, l’importante è non pensarla tutta la vita allo stesso modo, altrimenti sai che palle? Se pò dì? 😀 😀 Ciao!

    • massimolegnani 13 aprile 2016 a 11:59 #

      se pò, se pò 🙂
      e condivido il pensiero che cambia 🙂
      ciao V.
      ml

  5. remigio 13 aprile 2016 a 18:45 #

    Mi ritrovo pienamente nelle tue parole. E mi ritrovo nelle bellissime parole di tuo padre: “tornare all’antico è sempre un progresso”. Ma per tornare all’antico bisogna avere memoria e noi oggi facciamo di tutto per dimenticare quel che siamo stati, proiettati come siamo a folle velocità verso un futuro sempre più incerto. Milan Kundera diceva che esiste un legame segreto fra lentezza e memoria, fra velocità e oblio. E faceva questo esempio molto banale: un uomo cammina velocemente per la strada e ad un tratto cerca di ricordare qualcosa, che in quel momento gli sfugge. Egli, istintivamente, rallenta il passo, fino a fermarsi. Chi, invece, vuole dimenticare accelera inconsapevolmente la sua andatura, come per allontanarsi da qualcosa. Quindi il grado di lentezza è direttamente proporzionale all’intensità della memoria quanto il grado di velocità all’intensità dell’oblio. Oggi la lentezza è considerata una brutta parola. Eppure è fondamentale per ristabilire i nostri ritmi naturali e per ritrovare quel nostro equilibrio psico-fisico perduto.

    • massimolegnani 14 aprile 2016 a 00:22 #

      belle le tue parole e pertinente l’esempio portato da Kundera.
      pienamente d’accordo con te sulla lentezza, che d’altra la si apprezza solo con gli anni e noi ne abbiamo 🙂
      Ciao Remigio
      grazie.
      ml

  6. miaeuridice 14 aprile 2016 a 07:28 #

    Credo sia privilegio dell’età e del tempo nuovo.
    Non vedo l’ora che arrivi anche per me.

  7. Miriam Sol 14 aprile 2016 a 20:22 #

    Scritto bene , con l’originalità e lo spirito di osservazione delle piccole cose che ti contraddistinguono. Anch’io più vicina ai 60 che ai 50 incomincio a guardare indietro e per temperamento ho sempre un po’ fatto così però non la vivo così bene. Perché è come se non si capisse mai il tempo in cui si vive, troppo avanti, troppo indietro. E il mio indietro è un troppo avanti per mio padre che ora vive con me … così come il mio essere avanti è troppo indietro per i miei alunni, nativi digitali. Sarà che mi toccano due generazioni agli opposti e io mi trovo in mezzo con la sensazione che si abiti a volte nello stesso posto ma non nello stesso tempo, unico comune denominatore: sembra che qs tempo non vada bene a nessuno, tutti nostalgici oppure affamati di futuro o di altre cose, poco convinti del tempo e della dimensione in cui si vive. E scusa ml per l’iniezione di ottimismo 🙂

    • massimolegnani 14 aprile 2016 a 22:40 #

      cara Miriam, ti ritrovi tra due opposti, nessuno dei due sintonizzato sulla tua “velocità”, immagino le difficoltà.
      A tua consolazione ti faccio però notare che la velocità con cui procediamo (o arretriamo verso un passato più piacevole) è differente anche tra coetanei, vedo con i miei amici ciascuno ha un proprio sguardo sulle cose, una camminata personale.
      ciao Miriam,
      ho letto con grande piacere le tue parole
      un abbraccio
      ml

  8. tempodiverso 14 aprile 2016 a 22:17 #

    Camillo direbbe che c’è proprio gusto nell’andare controcorrente:andar di fretta quando gli altri rallentano e viceversa…diciamo così… per non dire che forse sono gli anni che aumentano a farci preferire lo slow-living, per rallentare il tempo 🙂

    • massimolegnani 14 aprile 2016 a 22:43 #

      Camillo ha quella saggezza spicciola di sapersela contare e farsela piacere anche quando la cosa in sè (nel nostro caso l’invecchiare) non è piacevole 🙂
      felice di averti ritrovata qui
      un sorriso
      ml

  9. alessialia 16 aprile 2016 a 10:57 #

    “ore al rovescio”
    sono scivolata in questo post buttandomi da uno scivolo…. sto tornando un po’ bambina, insieme alla mia piccolina, quando tutto sembrava immenso, non ti accorgevi del tempo che corre e va….
    adesso invece ce ne accorgiamo e come! almeno io… e siam troppo presi dalla frenesia del quotidiano per godere appieno delle piccole cose… anche per voltarci un attimo indietro e vedere la serenità e il buon sapore che lasciano in bocca quelle cose che hai descritto…. bisognerebbe imparare da tutto questo… prenderci un po’ di tempo… respirare…. vedere un po’ ecco… le ore al rovescio, come quando tu scrivi… bello ml! ed ora grazie a te faccio anche un bel giro sull’altalena!

    • massimolegnani 16 aprile 2016 a 11:06 #

      allora questa tua chiamiamola “età dell’altelena”, uno slancio avanti, come è giusto, ed uno indietro, come è bello, a riguardare la strada fatta. 🙂
      ciao alessia,
      grazie delle parole,
      ml

      • alessialia 16 aprile 2016 a 11:13 #

        uh! lo dico sempre che la vita è un’altalena… si va su su su… e poi a volte giù…. felicità e malinconia convivono e si alternano! e così deve essere assolutamente! senza il giù, non si può apprezzare il su! e ma comunque anche con una serenità di base eh!
        si è bellissimo vedere la strada fatta! non so tu quanti anni hai. io 36 e quante maree son passate e passeranno!
        ps. ho letto anche l’altro post, e ho passeggiato lungo quel viale con le canne! 😀
        buona giornata!

      • massimolegnani 16 aprile 2016 a 11:36 #

        🙂 (io parecchi di più) 🙂

        Date: Sat, 16 Apr 2016 09:13:52 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

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