una lettera

3 Mag
by c.calati

by c.calati

 

 

 

 

 

Carissimi mamma e papà,

non sono mai arrivata a dirle queste parole facili, questi suoni naturali che ogni bambino prima emette e poi impara, sbattendo appena un po’ le labbra mentre gli esce l’aria dalla bocca.

Ogni bambino, io no. Quanti “io no” ci sono stati in questi mesi!

Sono partita male, nascere è stato come arrampicarmi su una parete di alta montagna senza ossigeno. Sono arrivata fino in cima, fino alla vita, distrutta.

Che delusione devo essere stata per voi. Eppure dal primo giorno l’ho sentito il vostro fiato caldo su di me, il vostro tifo come fossi un calciatore, la vostra fiducia come racchiudessi ancora chissà quali speranze.

Ci siamo voluti bene, noi, in silenzio, coi pochi mezzi che avevamo per dircelo. Avete imparato in fretta a cogliere i miei gesti poveri e a gioire con me delle mie piccole enormi conquiste. Quante conquiste che nessuno all’infuori di noi poteva capire. Lo sbattere di ciglia come farfalle, l’increspare delle labbra alla vostra voce, e voi lo chiamavate sorriso e sorriso era per me, e le guance più distese al contatto con la vostra mano e gli occhi più vivaci a cercare il vostro sguardo.

Ho combattuto, sapete? Ho combattuto sempre, non mi sono mai arresa; ho accettato la solitudine dell’incubatrice,  prima, e del lettino d’ospedale, poi, e gli aghi e i tubi in questo corpo fermo, perché nonostante tutto volevo vivere.

Ho fatto la mia parte ma adesso sono stanca, vorrei addormentarmi piano con voi vicino.

Ecco, così. E adesso lasciatemi andare e fatemi un sorriso se potete.

                                                         Ciao mamma, ciao papà

 

                                                                  Alessandra

 

Questa lettera non è nata per un blog e forse qui non ci dovrebbe nemmeno stare. Ne ho ritrovata una copia l’altro giorno quando, dopo un anno, mi sono deciso a mettere ordine tra le cose portate via dai miei cassetti d’ospedale. L’avevo scritta di getto la notte in cui Alessandra è morta, una morte non certo improvvisa ma lenta quanto il suo anno di vita. Una bambina durata poco e male, come un fiore stentato, ma una bambina che con i suoi frequenti e lunghi ricoveri aveva creato una rete di legami tra noi e i suoi genitori che ci apparivano sempre più smarriti. Lei un viso pacioso da panettiera, lui un ragazzotto solido che si divideva tra terra e camion, due come tanti, fiduciosi che la vita è bella e increduli di aver già rotto i propri sogni. In quei mesi noi siamo diventati il loro rifugio, il reparto il luogo dove deporre l’ansia e rifiatare.

E una sera sono tornati con la bambina, questa volta non per consigli o estreme cure ma per fare consapevoli il percorso inverso all’altra gente, che di solito i parenti moribondi se li porta a casa quasi di nascosto. Loro no, loro hanno voluto passare con noi le ultime ore di Alessandra. E allora la Pediatria è diventata il luogo delle coccole, quelle dolci di Monica, quelle ruvide di Emilia, quelle rustiche di Antonietta, lacrime e risate, intellettuali quelle di Mauri, ciarliere quelle di Laura, sorridenti quelle di Nico, pratiche quelle di Annetta. Insomma ognuno ha fatto la sua parte, ciascuno ha tenuto in mano un pezzo del filo rosso che ci unisce. E io? Beh, io, che ho qualche difficoltà a cedere calore in un abbraccio, ho fatto d’istinto quello che so fare, scrivere, per fare sentire ai genitori la voce della loro figlia. E la mia scrittura per una volta so che ha avuto senso.

 

 

 

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45 Risposte to “una lettera”

  1. lucilontane 3 maggio 2016 a 09:25 #

    Non posso dire niente di intelligente. Tu ed io ci siamo capiti.

  2. lamelasbacata 3 maggio 2016 a 09:30 #

    Non solo questa volta, ma forse oggi un po’ di più ❤❤

    • massimolegnani 3 maggio 2016 a 09:34 #

      un oggi che mi riporta indietro di qualche anno, a una notte di sentire.
      grazie Mela,
      ml

  3. Giuliana 3 maggio 2016 a 10:00 #

    Non ci sono parole, gli angeli esistono, io lo so

    • massimolegnani 3 maggio 2016 a 14:40 #

      tu li chiami angeli, io dico persone normali che per una volta hanno saputo aprirsi. Ma il concetto da te e da me è il medesimo 🙂
      ciao Giuliana
      ml

  4. tiZ 3 maggio 2016 a 13:30 #

    Massimo è bellissima, la condividerò, non immagini quanto l’abbia sentita mia.

  5. Nadine 3 maggio 2016 a 13:32 #

    La tua sensibilità è disarmante, di questi tempi ci vorrebbero molte più persone come te, capaci di usare le parole…
    La parola è cura. La parola è terapia. Coloro che hanno la capacità e la sensibilità delle parole credo siano le persone più “potenti” al mondo.
    Ci sarebbe da chiedersi come mai questi insegnamenti non vengono applicati con maggiore frequenza.
    Grazie per questa carezza di rara sensibilità.
    Buona giornata.

    • massimolegnani 3 maggio 2016 a 14:48 #

      eppure è tutto così semplice, basta lasciarsi andare, dimenticarsi di sè e guardare l’altro 🙂
      ciao Nadine,
      buona giornata a te
      ml

  6. Donatella Calati 3 maggio 2016 a 14:05 #

    felice che, dopo qualche tempo di silenzio, tu abbia trovato la giusta distanza per riprendere il “diario di bordo”, le tue pagine che sento più affini.
    Mi piacerebbe che tra i tuoi lettori ci fossero “la panettiera” e “il ragazzotto” per sentire la tua con-passione oggi come allora

    • massimolegnani 3 maggio 2016 a 14:55 #

      dopo qualche tempo la panettiera e il ragazzotto sono tornati a trovarci e nel cucinino di reparto a condividere la nuova gravidanza, ecco la con-passione che è rimasta tra noi!
      ciao Dona,
      io
      (non so se ce ne saranno ancora di pagine di diario di bordo. chissà)

  7. moni 3 maggio 2016 a 14:14 #

    solo chi abita certi ambienti, certi dolori, certe gioie e certe fatiche può comprendere..

    hai fatto un dono meraviglioso ad Alessandra, ai genitori e non solo..

    un abbraccio.

    m.

    • massimolegnani 3 maggio 2016 a 15:00 #

      ho avuto la fortuna di abitare in quell’ambiente di lavoro.
      quello che mi ha commosso è che i genitori hanno vissuto la lettera come un autentico saluto della figlia.
      un abbraccio e un grazie a te, moni
      ml

  8. Paolo 3 maggio 2016 a 15:28 #

    Per me hai fatto bene a riaprire il cassetto e leggere ad alta voce.

  9. gelsobianco 3 maggio 2016 a 19:47 #

    Grazie.
    Ti abbraccio (è per me questo il gesto più spontaneo)
    gb

    • massimolegnani 4 maggio 2016 a 00:03 #

      in quel grazie c’è tutto il tuo sentire.
      un abbraccio a te, gb
      ml

      • gelsobianco 4 maggio 2016 a 23:11 #

        …la tua grande sensibilità, ml
        un sorriso profondo per te
        gb

      • massimolegnani 5 maggio 2016 a 00:56 #

        🙂

        Date: Wed, 4 May 2016 21:11:12 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

      • gelsobianco 6 maggio 2016 a 23:31 #

        …la fragilità e la forza di quel glicine
        gb
        che bella fotografia!

      • massimolegnani 7 maggio 2016 a 00:18 #

        grazie 🙂

        Date: Fri, 6 May 2016 21:31:55 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

    • gelsobianco 7 maggio 2016 a 00:38 #

      a te
      gb:)

      immagino quel glicine mosso dal vento…
      sì, tu mi comprendi. lo so.

  10. teti 3 maggio 2016 a 20:07 #

    e il (mio) pensiero va a Mohammed Wasin Moaz… ennesima vittima di MSF.
    in quei luoghi il problema lo sradicano sul nascere, sarebbe il commento.
    ma aggiungerei anche che i complici esistono ovunque, anche qui.
    poi il (mio) pensiero va alla cronaca che parla ancora di bambini gettati via da un balcone come cicche di sigaretta…
    forse (scusa il cinismo) meglio dedicarsi ad altre pratiche e smettere di mettere al mondo bambini anche se proprio poco fa mi sono incantata davanti a un neonato in rosa di pochi giorni impegnatissimo a comprendere come far sì che quella strana protuberanza mobilissima e composita che un po’ sembrava appartenergli potesse riuscire ad avvicinarsi a un’altra parte di sè che ha già capito essere fonte di piacere e nutrimento…
    purtroppo sono scesa dal bus prima che il pollice trovasse le labbra, ma secondo me, manca un soffio… probabilmente gli è già riuscito!

    • massimolegnani 4 maggio 2016 a 00:07 #

      L’ultimo Pediatra!
      Americani, Russi, Siriani, Turchi, bombardare scientemente gli ospedali è diventato uno sport senza frontiere.
      ciao Teti,
      ml

  11. sguardiepercorsi 3 maggio 2016 a 23:03 #

    Parole calde come un abbraccio, significative per i genitori e per noi che le leggiamo ora…
    Spero che ci siano altre pagine del diario di bordo da condividere con noi.
    Grazie 🙂

    • massimolegnani 4 maggio 2016 a 00:11 #

      Grazie a te Chiara, penso al tuo lavoro, ancora più a contatto del mio con la sofferenza umana.
      un sorriso
      ml

  12. alessialia 4 maggio 2016 a 11:48 #

    ho i lacrimoni…….. mamma mia che belle parole hai scritto… sei entrato proprio nell’anima di quella bambina che stava andando via…
    ho letto nei commenti che i genitori sono tornati a trovarti con una nuova pancia….
    se penso che anche la mia piccola ha sofferto tanto alla nascita e poteva andare tanto male… ho la pelle d’oca.
    una mia amica ha lavorato tanti anni in dei reparti “difficili” del bambin gesù come infermiera….. ora ha cambiato reparto e porta tutti nel cuore…. mamma mia….

    • massimolegnani 4 maggio 2016 a 12:24 #

      sai, non prendermi per matto, ma quella notte è stata un’esperienza quasi gioiosa.
      un convergere di tutti, con spontaneità, verso un unico scopo: rendere più lieve, se possibile, il distacco pur vivendolo con autenticità.
      un abbraccio a te
      ml

      • alessialia 4 maggio 2016 a 12:25 #

        ci posso credere e lo capisco benissimo…. l’avete accompagnata verso il suo destino…. e lei di sicuro lo ha sentito e lo sa!

        scusa se ti ho ricoperto di commenti ma recupero sempre i post che mi piacciono se non ho potuto leggerli live!

      • massimolegnani 4 maggio 2016 a 12:29 #

        scusarti?? piuttosto ti devo ringraziare per le tue letture così accorate 🙂

        Date: Wed, 4 May 2016 10:25:51 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  13. sabinaviola 5 maggio 2016 a 11:09 #

    “Beh, io, che ho qualche difficoltà a cedere calore in un abbraccio…”
    ma quando mai, Carlo, quando mai?
    e cos’è allora questa lettera se non un abbraccio ripetuto, lettera per lettera?
    Ancora una volta leggo e ritrovo quel sentimento e desiderio di condivisione che a te fa onore due volte: come uomo e come medico.
    Sai, credo che ci sentiamo tutti confortati a leggerti, confortati dalla speranza di trovare nei momenti difficili quell’empatia che è come una trasfusione di vita, anche e soprattutto quando la vita si fa meno certezza.
    Grazie.

    • massimolegnani 5 maggio 2016 a 14:07 #

      alludevo ai contatti diretti, alla luce del sole, preferisco la penombra per esprimermi 🙂
      la condivisione è molto nella vita, sentirsi parte di un tutto, essere empatici. felice di condividere con te
      grazie Sabina,
      ml

  14. Stefi 5 maggio 2016 a 17:47 #

    Stavolta non trovo parole ml.
    Stavolta ti ascolto in silenzio.
    Grazie.

    • massimolegnani 5 maggio 2016 a 20:51 #

      E’ un bel silenzio il tuo, Ste’, dolce e partecipe.
      Un sorriso a te
      ml

  15. S. 5 maggio 2016 a 19:26 #

    quindi sei un medico…è un bel gesto
    invidio il tuo giardino e questo meraviglioso glicine 🙂
    comunque questo è un SOS per la sig.ra Amore immaginato che non riesce a commentarti
    faccio l’ ambasciatrice.

    • massimolegnani 5 maggio 2016 a 20:57 #

      Grazie ad entrambe, allora 🙂
      Ci sono difficoltà di comunicazione tra wp e blospot. Io per accedere ho dovuto fare un account google, lei potrebbe provare a farsi un gravatar di riconoscimento ( butto li’, in realtà ne capisco poco)
      ml
      (il glicine mi sembrava particolarmente adatto ad Alessandra)

      • amoreimmaginato 6 maggio 2016 a 17:35 #

        Scusate, è che ormai conoscendomi, dovreste sapere che sono alquanto fulminata.
        Ti ho nei preferiti da sempre ma non associavo il nome al blog.
        Ma queste sono inezie.
        Mi emoziona sempre la voce del cuore.
        Qui c’è tutta e pure di più.
        E proprio in virtù di questo cuore, oggi mi firmo col mio nome
        Alessandra

  16. massimolegnani 6 maggio 2016 a 18:32 #

    ..lo stesso nome della bambina!

    benvenuta Alessandra,
    un sorriso
    ml

  17. signoreffe 25 agosto 2016 a 15:53 #

    molto bella davvera.
    Con affetto F.

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