tre tonalità di giallo: zafferano

15 Mag
by c.calati

by c.calati

Ricordi l’Abruzzo? Mi è tornato in mente ora per via del giallo che cercavamo e non vedevamo, camuffato com’era da altro colore. Noi, felicemente spersi per paesini e silenzi, viaggiavamo senza meta a caccia di piccoli stupori e ogni giorno c’era qualche meraviglia da ripeterci alla sera. La meraviglia è figlia dell’ignoranza, diceva mio padre con un sottile disprezzo equamente suddiviso tra l’una e l’altra. Ma a volte la meraviglia è l’anticamera della conoscenza: non capivamo quei campi di un viola sterminato su nell’altopiano battuto dal vento. Zafferano, ci disse un pastore e il nostro stupore s’infittì. Ma come, viola? E il giallo zafferano? Quello rise, mica cresce nei campi già in bustine! È un lavoro lungo, da donne.

Ci indicò una casa colonica quasi all’orizzonte. La curiosità ci spinse fino a quella masseria lontana da ogni luogo. Attorno a un enorme tavolo donne di ogni età, le giovani e le vecchie accomunate dall’antichità dei gesti. Ci lasciarono entrare per assistere alla ripulitura dei fiori, dimenticandosi presto di noi. Ognuna aveva ai piedi un sacco di iuta colmo di fiori, ne pescava uno e lo strofinava con una perizia forse già appresa succhiando il seno della madre.

Le dita, quelle nodose delle anziane quelle sottili di donne poco più che bambine, erano strumenti di pari delicatezza e precisione, perchè solo una minima parte del croco conteneva la polvere preziosa. È come mungere formiche ci disse una ragazzina china sugli stami, confondendo forse mammiferi ed insetti ma rendendo bene la difficoltà del loro lavoro. Il mucchietto d’oro al centro del tavolo intanto cresceva con una lentezza esasperante, ma le donne mostravano una rassegnazione allegra alla fatica che alleviavano con ciarle in un dialetto stretto da cui eravamo esclusi. Magari ridevano dei nostri sguardi da turisti attoniti, e per noi già questo farle ridere sarebbe stato un modo per ripagarle del mondo a parte che ci avevano mostrato.

 

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16 Risposte to “tre tonalità di giallo: zafferano”

  1. remigio 15 maggio 2016 a 16:59 #

    Evidentemente tuo padre era un filosofo, almeno nel pensiero, perché quando ti diceva che “La meraviglia è figlia dell’ignoranza” probabilmente pensava a quel filosofo che aveva pronunciato quella frase molto prima di lui e cioè Giambattista Vico. Speriamo di meravigliarci a lungo: vorrà dire che siamo ancora vivi, con il corpo e con la mente. 🙂 Ciao ML

    • massimolegnani 15 maggio 2016 a 23:30 #

      evidentemente con quella frase mio padre aveva ragione perchè io da vero ignorante mi meraviglio che la battuta originale fosse di Vico e non sua come credevo 🙂
      (e concordo con te sull’importanza della meraviglia)
      ciao Remigio
      ml

  2. Tati 15 maggio 2016 a 21:23 #

    … Quello che ritrovi alla fine… È spesso estremamente differente da quello che era all’inizio..

    • massimolegnani 15 maggio 2016 a 23:32 #

      ti riferisci alle qualità finali dello zafferano rispetto al prodotto di partenza, o in generale?
      🙂
      ml

      • Tati 15 maggio 2016 a 23:34 #

        In generale, partendo dalla tue descrizione della lavorazione dello zafferano ( tra l’altro… Incantevole post, ho visto un mucchio di colori…)

      • massimolegnani 16 maggio 2016 a 00:40 #

        grazie 🙂

        Date: Sun, 15 May 2016 21:34:05 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  3. Prishilla 16 maggio 2016 a 09:17 #

    In effetti a volte il giallo non è che il cuore del viola (anche le violette che adora mia nonna,sono screziate di giallo al centro). Mi piace pensare che il viola vellutato custodisca l’oro per chi ha ancora voglia di munger formiche 😉

    • massimolegnani 16 maggio 2016 a 17:44 #

      Il velluto a custodia dell’oro, si’, condivido la tua immagine 🙂
      Ciao Prish 🙂
      ml

  4. sabinaviola 16 maggio 2016 a 15:10 #

    La meraviglia è l’età bambina della conoscenza.
    E i bambini sono i portatori sani di sana meraviglia, che è poi curiosità del mondo e desiderio illimitato di conoscenza.
    Può darsi che la meraviglia sia figlia dell’ignoranza, sì, ma nel senso che è il motore che ci guida e ci fa avvicinare a ciò che ignoriamo, a ciò che dobbiamo ancora apprendere.
    Penso che sarebbe bello riuscire a nutrire di meraviglia tutte le età della vita.

    • massimolegnani 16 maggio 2016 a 17:50 #

      Oh Sabina, io continuo a meravigliarmi, un po’ per ignoranza, un po’ per infantilismo 🙂
      (pienamente d’accordo con te sul significato di meraviglia e ignoranza)
      Ciao
      ml

  5. mrsbean73 17 maggio 2016 a 00:16 #

    Un post delizioso e poetico, come tutti quelli che trovo in questo spazio…il tuo ultimo commento poi mi dà la conferma che le persone che sanno trasmettere emozioni e regalare disegni ben tratteggiati attraverso le parole sono coloro che continuano a meravigliarsi. 🙂 buona notte

    • massimolegnani 17 maggio 2016 a 09:29 #

      grazie mrs., sei davvero gentile 🙂
      buona giornata a te
      ml
      (meravigliamoci sempre!)

  6. sguardiepercorsi 19 maggio 2016 a 23:36 #

    Mi piace la meraviglia come anticamera della conoscenza…
    Un abbraccio,
    Chiara

  7. Stefi 21 maggio 2016 a 09:00 #

    La tua meraviglia ha fatto da anticamera alla mia conoscenza. Dal viola al giallo, non lo sapevo, ora anch’io so. 🙂

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