margini

22 Mag
foto

by c.calati

 

 

 

Trovare una panchina che sia isola di riposo sul cammino verso ipotesi possibili, sedermi accanto a un anziano, o a una signora, oppure a un bambino. Anziché starmene lì a ruminar silenzi, parlare a ruota libera come non ho mai fatto. Parlare dei margini, di guadagno?, chiede il mio vicino, no, dei fogli, non sono mai riuscito a stare entro i bordi.

Nei quaderni oltre alle righe orizzontali c’erano agli estremi della pagina due grosse righe verticali, una per lato, che erano il limite che non dovevi superare, spiego al mio interlocutore bambino, poi mi rivolgo al vecchio, se lo ricorda?, e lui sospira, il che può valere per un sì come per un no.

Beh, io non riuscivo a stare dentro quei confini così netti, non volevo andare a capo, avevo ancora da dire qualcosa su quella riga e non su un’altra, come un pensiero che non vuoi interrompere. Spezzare la parola, all’inizio non sapevo come, poi semplicemente mi disturbava l’idea.

Cerco la complicità nello sguardo del bambino che magari sta vivendo esperienze simili, l’indulgenza negli occhi della signora che forse è un’insegnante, la solidarietà nell’anziano che nemmeno lui doveva essere tanto attento ai margini. Il bambino mi guarda annoiato, prende la palla e se ne va a giocare, il vecchio, devo avere una voce monotona perché s’addormenta di botto. La signora alza il sopracciglio destro, è una riprovazione al mio ciarlare di argomenti così intimi, lei sa bene che quell’innocente masticare una parola a caso sarà una spirale a scendere nel mio privato più segreto.

Margini, le dico con l’impassibilità di un rullo compressore confidandole una vita vissuta ai margini della vita, per scelta, le ribadisco con orgoglio, una scelta ascetica, sottolineo. Ma con improvvisi sconfinamenti, aggiungo con un ammicco volgare, sì a volte debordo, straripo, oltrepasso i margini come da bambino, inseguo una farfalla oltre lo steccato. La signora ha un piccolo sgomento negli occhi, non potrebbe parlare del tempo come tutti? La incalzo senza pietà,..e capita che nello steccato io c’ inciampi, frano a terra coprendomi di fango e di ridicolo.

La donna boccheggia, non vuole sapere, si alza lisciandosi la gonna come a riportare ordine alle cose e mi abbandona senza una  parola.

In mancanza d’altri mi rivolgo al bel vecchio addormentato, il problema è chi li stabilisce i margini? Io? Lei? La convenzione?

Mi sto lanciando in un delirio affabulatorio e inascoltato quando tra noi si siede una ragazza con un cane. È un cane di media taglia come la sua padrona e come lei sembra tranquillo, innocuo, ascoltatori ideali, mi dico. Anche al liceo sui fogli di protocollo del tema in classe ignoravo i margini. Anzi forse è proprio lì che è diventata una  ribellione consape..

Non riesco a finire la frase, il cane che aveva iniziato a ringhiare già alle mie prime parole, mi salta addosso non appena alzo lo sguardo verso la sua padrona. Non che mi morda, ma è furibondo. È una rivalità, una gelosia dell’attenzione per la sua padrona e non è la prima volta che mi capita, come io fossi in competizione con i cani e non con gli uomini. Cane tra i cani, forse, filosofeggio assorto. La ragazza dà uno strattone al guinzaglio e se ne va senza che abbia scambiato con me nemmeno una parola.

Aspetto lì seduto con la mente vuota. Poi mi passo le mani sul volto a scacciare i fantasmi dagli occhi, quindi mi alzo e riprendo il mio cammino. Quando mi volto, sulla panchina non c’è più nemmeno il vecchio.

 

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26 Risposte to “margini”

  1. lamelasbacata 22 maggio 2016 a 22:28 #

    Non erano gli interlocutori giusti! Se fossi seduta su quella panchina mi accomoderei meglio, aprire una scatola di cioccolatini assortiti da dividere con te e ti ascolterei con piacere 😉

    • massimolegnani 22 maggio 2016 a 22:48 #

      forse non c’erano proprio, forse c’era solo la panchina.
      Grazie Mela, pilucco dalla scatola di cioccolatini, scegliendoli con cura che non tutti i gusti mi piacciono 🙂 e intanto ti inondo di parole a vanvera 🙂
      una abbraccio
      ml

  2. lucilontane 22 maggio 2016 a 22:33 #

    Siamo smarginati, oltre che imperfetti. Bello.

  3. Tati 22 maggio 2016 a 22:42 #

    Pare che gli uomini abbiano messo margini troppo spessi e invalicabili… E a stretto raggio, per questo dialogare con sconosciuti è estremamente complicato…
    Ho sempre odiato dividere le parole, mi sembrava di fare loro male… Piuttosto avanzavo mezza riga e la scrivevo ( ancora oggi) la parola intera a capo…

    • massimolegnani 22 maggio 2016 a 22:56 #

      la tua è saggezza, io mi incaponisco sulla stessa riga 🙂
      ciao Tati
      🙂
      ml

      • Tati 22 maggio 2016 a 23:03 #

        Ci vuole coraggio per usare tutto lo spazio a disposizione e sfiorare i margini…

      • massimolegnani 22 maggio 2016 a 23:16 #

        io non li sfioro..li sforo proprio 🙂

        Date: Sun, 22 May 2016 21:03:05 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  4. teti 23 maggio 2016 a 09:19 #

    anch’io ho studiato anni per vincere l’avversione ai margini… poi ho risolto usando il testo a bandiera con il vantaggio di ‘allargare’ il margine per le note e le aggiunte della brutta copia o come si fa con i libri.
    i miei sono sempre pieni di simboli a margine di cui solo io conosco il significato: un punto, due punti, tre a seconda dell’argomento da collegare, una linea, due o tre, verticali od orizzontali per appuntare un concetto a seconda della sua rilevanza con quel che, secondo me, è saliente nel testo e così scorrendo veloci le pagine ritrovo subito la trama, i fili, quella frase cruciale… tutto grazie ai margini è così che alla fine ho fatto pace con loro… e adesso come potrei farne a meno?

    • massimolegnani 23 maggio 2016 a 17:32 #

      Peccato che io non conoscessi la “bandiera” alle elementari. Forse mi avrebbe cambiato il carattere 🙂
      Ciao Teti
      ml

  5. LaLetteraVi 23 maggio 2016 a 12:30 #

    la cosa bella dei margini è che esistano perché noi possiamo sentirci meglio nell’andare oltre. ed è inutile chiedersi chi sia nel giusto, chi rispetta i margini e chi no, quello che conta è sapersi lasciar andare.

    • massimolegnani 23 maggio 2016 a 17:34 #

      Pienamente d’accordo con te, Vi, la cosa piu’ stuzzicante e’ non rispettarli, anche se fa disordine:)
      Un sorriso
      ml

  6. gelsobianco 23 maggio 2016 a 23:11 #

    Bello bello questo scritto… oltre i margini.
    E la panchina ascolta.

    Un sorriso che si espande oltre…
    gb

    • massimolegnani 24 maggio 2016 a 00:50 #

      eheh, la panchina ha ascoltato il mio farneticare e fortunatamente tace 🙂
      ciao gb, un abbraccio a te
      ml

      • gelsobianco 24 maggio 2016 a 01:18 #

        sei così sicuro che la panchina taccia? 😉

        ciao, ml
        un abbraccio a te
        gb
        apprezzo molto questa pagina del tuo “farneticaio” 🙂

      • massimolegnani 24 maggio 2016 a 10:10 #

        eheh, chissà 🙂 Grazie gb, un sorriso di buona giornata

        Date: Mon, 23 May 2016 23:18:42 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

  7. tempodiverso 24 maggio 2016 a 20:24 #

    e come ti capisco! ché anch’io mi arrogo il diritto di sforare, ma non perché le cose da scrivere siano tante, ma per il gusto di farlo, di potere decidere l’ordine o il disordine che voglio, per non sottostare al limite imposto. lo faccio ancora e ne resto pienamente soddisfatta 🙂

    • massimolegnani 24 maggio 2016 a 23:25 #

      Cara Cecil, come dicevo in un altro commento, il disordine può essere una dote 🙂
      un abbraccio,
      ml

  8. Bloom2489 26 maggio 2016 a 14:27 #

    Bellissimo scritto…

  9. alessialia 4 giugno 2016 a 13:08 #

    sai che c’è… ma che bello sforare i margini… e continuare a scrivere sul tavolo…. ahahah! poi devi portarti dietro anche il tavolo per far leggere cio che hai scritto…. non so se parlavi con qualcuno davvero, o a te stesso… che importa… saltare gli steccati e sporcarsi, ah quanto è bello a volte…

    • massimolegnani 4 giugno 2016 a 14:37 #

      Seduto su una panchina solo immaginavo sconosciuti intorno a dir loro queste piccole follie che tu hai appena condiviso
      Un abbraccio
      ml

      • alessialia 4 giugno 2016 a 15:02 #

        eh…. anche se eri slo, le piccole follie se le porta il vento e da qualche parte arrivano sicuro!

      • massimolegnani 4 giugno 2016 a 15:12 #

        🙂

        Date: Sat, 4 Jun 2016 13:02:21 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

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