Firenze senza fretta

31 Mag

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Forse perché già avvezzo alla città o forse per un’inclinazione naturale, ma in questi giorni da turista tendo a trascurare le opere sfarzose a vantaggio dei dettagli,  una grata antica a una finestra, gli anelli in vecchio ferro sulle pareti dei palazzi, le pietre consumate sotto ai piedi, come fossero questi il cuore segreto di Firenze.FullSizeRender (3) Così mi soffermo alla facciata nuda di San Lorenzo, ammiro la potenza della semplicità e immagino i rosoni, le statue, i fregi che non misero, mentre tiro dritto ai marmi presuntuosi che decorano il Duomo.

A S.Maria Novella passo veloce tra le navate cariche di magnificenza e mi dilungo per i chiostri lastricati a tombe di gente sconosciuta. Immagino la storia dei morti al di là delle vaghe allusioni delle epigrafi: questo signore definito ingenuo sulla pietra forse è stato scaltro a impalmare una sorella appresso all’altra.FullSizeRender (4)

E mi chiedo che cosa avrà combinato in vita quest’altro a cui i parenti hanno negato il nome intero e il giorno della nascita, sulla lapide compare solo la data della morte, come una maledizione.

In una chiesetta romanica a cui le guide riconoscono un unico pregio, “è di fronte a OrsanMichele”, ascolto le note solitarie di una spinetta ad ala, brani di Bach suonati deliziosamente per i pochissimi presenti; penso a certi blog lontani dalle rotte consuete di navigazione, dove piccoli capolavori sono trascurati dai lettori.

Al Forte Belvedere è un catenaccio infisso al legno ad assorbire la mia attenzione, FullSizeRender (1)     passo minuti a contemplare la bellezza della ruggine che sa di secoli sommatisi nel tempo e mi stordisco a pensare al numero infinito di volte che mani dopo mani hanno fatto scorrere il chiavistello nei ferri ricurvi a chiudere e riaprire quel portone. Alle opere moderne sparse nei giardini, scarabei di rame, vasche da bagno, dedico pochi sguardi d’obbligo privi di stupore, non amo la prosopopea degli artisti di grido che vogliono stupirti a tutti i costi.

Questa la mia Firenze minima, non meno amata. Solo di notte, passeggiando per vie casuali, m’imbatto in monumenti che il buio intorno rende superbamente umili. E ritrovo meraviglia per i marmi rischiarati dalla luna, Giotto che svetta, il Duomo che sembra quasi una camelia bianca.

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(fotografie di c.calati)

 

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24 Risposte to “Firenze senza fretta”

  1. teti 31 maggio 2016 a 13:51 #

    aggiungo anche la meraviglia dell’aver evitato di sprofondare in qualche buco nero stradale e non… (mia sorella che abita a firenze per venire a genova giovedì scorso ha impiegato 8 ore per guasti alle linee elettriche!)

    • massimolegnani 31 maggio 2016 a 17:18 #

      I fiorentini non parlano d’altro che del buco e intorno a questo c’e’ un gran fervore, non solo di parole.
      Ciao Teti,
      ml

  2. Mezzatazza 31 maggio 2016 a 14:52 #

    Bello visitare Firenze quando la si conosce meglio, altrimenti non dà tutto quello che potrebbe, secondo me.

    • massimolegnani 31 maggio 2016 a 17:22 #

      Si’, a conoscere gia’ un luogo o una persona, puoi se ti piace coglierne aspetti minori che a prima vista ti sarebbero sfuggiti.
      Ciao tazza,
      ml

  3. lamelasbacata 31 maggio 2016 a 15:00 #

    Sei un uomo dall’anima elegante, lo penso ogni volta che leggo le tue parole e lascio che la mia mente crei immagini.
    La mia Firenze preferita è Diladdarno, via dalla pazza folla.

  4. remigio 31 maggio 2016 a 18:58 #

    Apprezzo molto questo tuo modo di guardare, così lontano dalle mode e dai clamori e così vicino e intimo all’essenzialità delle cose e della bellezza. E’ proprio vero: a volte ci soffermiamo con lo sguardo solo su ciò che già conosciamo, tralasciando quelle piccole cose che a prima vista sembrano irrilevanti. Come quel bellissimo catenaccio arrugginito “che sa di secoli”. Ciao Massimo 🙂

    • massimolegnani 1 giugno 2016 a 00:44 #

      in quel catenaccio e in tante altre piccole cose incontrate ho sentito scorrere la vita antica.
      un abbraccio, Remigio,
      ml

  5. tramedipensieri 1 giugno 2016 a 13:28 #

    Che voglia di andare a Firenze! :)))

  6. LaLetteraVi 1 giugno 2016 a 14:10 #

    anche a me piace molto soffermarmi sulle cose più semplici e defilate. quello che hanno da raccontare non è sbattuto in faccia con opulenza, devi andarlo a scovare, lo devi voler conoscere. la conquista è molto più ammaliante.

    • massimolegnani 1 giugno 2016 a 15:11 #

      proprio quello che dici tu, il senso che volevo dare alle mie parole: andare a scovare ciò che non è appariscente e noto a tutti.
      un sorriso
      ml

  7. gelsobianco 2 giugno 2016 a 01:47 #

    Tu hai trovato il sorriso più vero, meno noto di Firenze e lo hai voluto condividere con chi ti legge.
    Quel “catenaccio infisso al legno” quanto racconta con la sua ruggine…
    E quelle note di Bach suonate alla spinetta ad ala e ascoltate da pochi…
    – oh sì, quanti blog con tesori grandi sono trascurati ed altri invece, colmi della più grande ovvietà, hanno moltissimi visitatori –
    Con la luna… il Duomo è una camelia bianca. 🙂 Ecco la tua poesia.
    La tua Firenze, ml, senza fretta, è meravigliosa.
    Grazie.
    Un abbraccio
    gb

    • massimolegnani 2 giugno 2016 a 14:28 #

      oh, merito dei tanti volti di Firenze, io li ho solo guardati, mescolando il grande e il piccolo, il marmo di una lapide a quello di una chiesa, il ferro di una grata a quello di un chiavistello 🙂
      un abbraccio a te, gb, e buona festa
      ml

      • gelsobianco 4 giugno 2016 a 23:57 #

        mescolando il lato piccolo con il grande, sei riuscito a far giungere la “tua” Firenze e… non solo.
        mio abbraccio, ml
        buona notte
        gb 🙂

      • massimolegnani 5 giugno 2016 a 09:35 #

        Un sorriso è un abbraccio a te

        Date: Sat, 4 Jun 2016 21:57:08 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

      • gelsobianco 7 giugno 2016 a 00:48 #

        mi piacerebbe tanto che quel tuo “è” non fosse un refuso… 🙂
        gb

      • gelsobianco 7 giugno 2016 a 00:55 #

        così diventerebbe… un sorriso abbracciante
        gb 🙂

      • massimolegnani 7 giugno 2016 a 01:09 #

        allora consideriamolo un refuso freudiano 🙂

        Date: Mon, 6 Jun 2016 22:55:22 +0000 To: agilulfo_@hotmail.it

      • gelsobianco 7 giugno 2016 a 01:14 #

        oh sì.
        🙂
        gb

  8. Lisa Agosti 4 giugno 2016 a 06:10 #

    Che voglia di andare a Firenze! Mi piace tutto di quella città. L’arte, la gente, la fiorentina (la bistecca, intendo). 😀

    • massimolegnani 4 giugno 2016 a 10:07 #

      Anche a me piace la fiorentina (la donna, intendo) 🙂 🙂
      Ciao Lisa, un abbraccio
      ml

  9. sabinaviola 6 giugno 2016 a 20:31 #

    I particolari sono pezzi di vita, a Firenze come dovunque. Pezzi di vita che vi scorre dentro, pezzi di vita che da passante ognuno assegna al “suo particolare preferito”.
    Bellissimo resoconto.

    • massimolegnani 7 giugno 2016 a 00:43 #

      sì, è questo soffermarsi apparentemente immotivato su un dettaglio, assimilarlo lentamente fino a farlo diverso da com’era prima che passassimo noi, che ci affascina.
      grazie Sabina, ciao
      ml

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