Archivio | giugno, 2016

ciao, Aldo

30 Giu

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Nessuna resurrezione qui, ma un ritorno a casa. Continua a leggere

l’ombra, la bussola e la meridiana

26 Giu
by t.legger

by t.legger

 

 

Mi dice, col GPS sai sempre dove sei. Rispondo appunto!

Insiste, col navigatore e la app giusta puoi fare il percorso migliore.

Ribadisco, non è questo il viaggio come lo intendo io. Continua a leggere

copione

18 Giu

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Un po’ per la miopia, un po’ perché non ho mai posseduto la destrezza del ladro, io copiavo poco e male. Copione per me assommava due antitetici significati spregiativi, quello dei moralisti, professori e genitori, e quello dei furbini, certi miei abili compagni a cui bastava gettare un’occhiata al foglio del più bravo per fotocopiare mezza pagina. Continua a leggere

lei una canotta rossa, lui i pesi alle caviglie

14 Giu

CANOTTA

 

 

Annetta si arrampicò sui pochi scalini di legno e si lasciò cadere sulla seggiola. Non c’era ancora nessuno, solo l’orizzonte sterminato. Rimase immobile a lungo, lo sguardo fisso sul nulla. Se l’era immaginato diverso il suo primo giorno di lavoro, brulichio di gente, occhi attenti, qualche richiamo ai più incoscienti, di continuo dentro e fuori dall’acqua se non a salvare almeno a controllare e rassicurare, e poi Gianni a farle compagnia, Gianni con il gelato promesso, Gianni il bacio a fior di labbra, Continua a leggere

nei bar, grembiuli tirolesi

11 Giu
by c.calati

by c.calati

 

 

Stretti alla vita, due giri di legacci annodati all’ombelico, lunghi alle caviglie senza dare impaccio, gli immacolati teli blu rendono maestosi gli uomini Continua a leggere

dietro le quinte (Storia dei capelli)

7 Giu

foto

 

 

 

Il sipario chiuso, a pochi minuti  dall’inizio, spacca il mondo in due metà inconciliabili, di qui la fibrillazione, di là l’attesa, solo l’apertura dei teloni riunirà, si spera, le due mezze mele in una. Continua a leggere

Storia dei capelli*

4 Giu
by c.calati

by c.calati

 

 

È stato un atto d’incoscienza accettare una parte (poche battute, per fortuna) in un vero spettacolo teatrale, ritrovarmi, smarrito come un pesciolino rosso nell’oceano, tra gente che di teatro vive e giovani leve che mangiano entusiasmo a colazione. Eppure, io che la memoria arranca, io che l’emozione è una marea a salire, io che i riflettori spandono luce ed ansia, io giorno dopo giorno divento un ingranaggio, la rotellina che non si può inceppare se non vuole mettere a repentaglio l’intero meccanismo. Continua a leggere