l’ombra, la bussola e la meridiana

26 Giu
by t.legger

by t.legger

 

 

Mi dice, col GPS sai sempre dove sei. Rispondo appunto!

Insiste, col navigatore e la app giusta puoi fare il percorso migliore.

Ribadisco, non è questo il viaggio come lo intendo io.

Sì, sono antiquato e me ne vanto. Ho mappe e carte da studiare prima di partire e in testa un percorso dettagliato che poi mentre pedalo si adatta al caso, altro nome dell’errore.

In aiuto ho sempre la mia ombra che non mi abbandona e a seconda dove cade, a lato, avanti o dietro, mi dice l’ora e il cardinale. Sto andando a est, questo è sicuro e corrisponde all’intenzione, ma bastano pochi gradi calcolati in più o in meno per trovarti fuori rotta. E in questo errare e in questo errore sta la mia filosofia del viaggio, orientarmi e disorientarmi, due parole parallele, per nulla contrastanti, lo smarrirmento è perdersi nel paesaggio e riconoscersi nei luoghi ignoti. Volevo l’argine, l’acqua del Po da pedalarci a fianco, mi ritrovo tra i girasoli che mi guardano beffardi.

E ho imparato a chiedere, dieci domande una sola risposta giusta, che però non sai qual è. Forse è proprio quell’occhio alcolico che fissandomi dal bar ritrova il tempo in cui anche lui andava e allora è un profluvio di ricordi e di consigli, strade nascoste a evitare i camion, gli stagni delle anatre, quali le risaie preferite dagli aironi, dove sbucare di nuovo sulla strada maestra, e tu a setacciare le notizie, separare la pula dal grano, il dato utile a te dalla memoria vaga che ha senso solo a lui. Ma il bello è che se fai giusto o sbagli il risultato è sempre un bene che arricchisce. La cosa curiosa è che pur sbagliando incroci e sfiancandomi in recuperi da cavallo bolso, a sera arrivo sempre dove avevo sperato. Pavia, Cremona, Lodi, Legnano, luoghi saldi come appuntamenti a cui non puoi mancare.

Di Po ne ho visto poco, insaccato com’era aldilà degli argini, ma sempre l’ho sentito scorrermi a fianco come in una vena e quando non era lui era qualche altro fiume suo parente a farmi compagnia, l’Oglio, l’Adda, il Ticino. Al ponte della Becca li ho visti, Po e Ticino, mescolare acque e umori in una confluenza maestosa che le piogge scorse hano reso più imponente.

E forse ancora più dei fiumi i canali, umili portatori d’acqua utile alla terra coltivata, mi hanno affascinato per la cura delle sponde, la ciclabile sull’alzaia dove un tempo erano i cavalli a trainare i barconi in risalita, il Naviglio di Bereguardo con i piccoli pontili dove pucciare i piedi ad alleviare il sole, il Naviglio Grande che sembrava darmi nuove energie alla volta di Legnano, dove non sapevo di avere l’appuntamento più importante.

Io che arrivo alla “casa del dottore”, Aldo che sta per partire. Per qualche ora ci incrociamo e sono ore serene, sudate le mie un poco trafelate le sue come apprestasse le ultime cose per una partenza possibilmente spensierata. Una notte di parole e vicinanza e il giorno dopo l’ultimo tratto di strada che facciamo insieme, pur in direzioni opposte.

Si è concluso il viaggio, resta la nostalgia per quanto è appena stato e nessun rammarico per le strade che non sono mai sbagliate se ci fanno incontrare le persone.

 

 

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16 Risposte to “l’ombra, la bussola e la meridiana”

  1. lamelasbacata 26 giugno 2016 a 10:54 #

    Bisogna saper ascoltare ciò che ha strada ha da dirci. Tu lo fai bene e riesci a farlo sentire anche a noi che ascoltiamo il suono cadenzato dei tuoi pedali.
    Mi hai spesso detto che scrivo in musica, oggi ne ho ascoltata molta anche qui. Chissà se un giorno passerai dalle mie colline 🙂 una buona domenica M. caro

    • massimolegnani 26 giugno 2016 a 17:51 #

      le strade, di asfalto o di acqua, mi parlano e io le ascolto e le ripeto a voi 🙂
      felice che tu abbia sentito musica, qui
      buona serata a te, Mela
      ml
      (chissà! le mie colline e le tue ho idea che non siano tanto distanti)

  2. tramedipensieri 26 giugno 2016 a 13:04 #

    Un viaggio é bene “viverlo” da sé con i propri indicatori e sensori…perché anche le strade “sbagliate” sono da fare…

    Buona domenica
    .marta

    • massimolegnani 26 giugno 2016 a 17:52 #

      le strade sbagliate costano fatica ma regalano soddisfazione 🙂
      ciao .marta,
      ml

  3. LuminariaSprecata 26 giugno 2016 a 13:11 #

    Nulla è mai casuale, persino l’errore, la svista, la caduta. Le pedalate seguono i battiti e tracciano la rotta.
    Buona domenica.

    • massimolegnani 26 giugno 2016 a 17:53 #

      mi piacciono “le pedalate (che) seguono i battiti”
      grazie Lumi
      ml

  4. Tati 26 giugno 2016 a 14:33 #

    Non sono mai giuste o sbagliate… Sono strade e parlano meravigliosamente se uno ha l’animo attento… E tu… Chettelodicoaffare! 😉
    Buona domenica

    • massimolegnani 26 giugno 2016 a 17:55 #

      sì..e quante cose mi hanno detto e dato queste strade!
      ciao Tati, buona serata
      ml

  5. remigio 26 giugno 2016 a 20:43 #

    Ricordo, quand’ero piccolo, che mio nonno, contadino, non aveva bisogno dell’orologio: gli bastava guardare la posizione del sole e le ombre che lo stesso disegnava sul terreno per conoscere l’ora esatta. Era un antiquato? Assolutamente No! Era soltanto un uomo che ancora viveva in un rapporto equilibrato con la natura. Quel rapporto che noi abbiamo completamente smarrito. E allora vai con la bussola…e se qualche volta ti trovi in difficoltà da qualche parte, ricordati dei segnali di fumo. :-)

    • massimolegnani 27 giugno 2016 a 09:38 #

      per qualche giorno ho voluto fare come tuo nonno, è stata una piacevole esperienza e non sono nemmeno dovuto ricorrere ai segnali di fumo 🙂
      ciao Remigio,
      un abbraccio
      ml

  6. Arianna 27 giugno 2016 a 08:33 #

    È verissimo, le strade sbagliate costano fatica ma regalano soddisfazione. E arricchiscono, aggiungo io!

    • massimolegnani 27 giugno 2016 a 09:43 #

      hai ragione, una ricchezza. I paesaggi più belli, le persone più originali, li ho incontrati…per sbaglio 🙂
      ciao Arianna, un sorriso
      ml

      • Arianna 27 giugno 2016 a 10:11 #

        Buona giornata, Massimo 🙂

      • massimolegnani 27 giugno 2016 a 10:18 #

        A te 🙂

        ________________________________

  7. Miriam Sol 4 luglio 2016 a 10:49 #

    Hai ragione ml, tanto più perché so che il tuo non è un “atteggiamento” ma una disposizione d’animo, d’occhi, gambe e fatica. Errare non è sbagliare ma cercare il proprio percorso e le divagazioni, i fuori strada sono le cose più belle. Tantissimi anni fa mio padre andò da solo in Francia in bici, per lui quella è stata l’avventura. Di tutto il viaggio quello che più mi ha raccontato con ricchezza di aneddoti è la sete provata quel giorno che c’era il sole e nessuno in giro, nessuna fonte, nessun centro abitato, le prugne rubate da un albero, le persone incontrate per strada o in piena campagna o nelle trattorie per camioniste, le ultime due notti passate sotto un albero perché non c’erano soldi per pagarsi l’albergo.

    • massimolegnani 4 luglio 2016 a 21:20 #

      Che belli questi ricordi di tuo padre, confermano che in bici piu’ si fatica e meglio verranno i ricordi. E poi che “errare” e’ la cosa giusta, in tutto i sensi!
      Un abbraccio
      ml

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