il segreto delle aromatiche

5 Ago
foto

by c.calati

 

 

Aveva la fortuna di un piccolo terrazzo in una posizione invidiabile, in parte ombreggiato dagli ampi archi canavesani e in una minima parte esposto al sole parecchie ore al giorno, le meno violente. Il terrazzo in realtà correva lungo tutto il fianco della casa contadina che una volta ristrutturata era stata suddivisa in cinque proprietà. Lei ne possedeva la porzione finale, quasi un trampolino sul rigoglioso parco sottostante, una grata in ferro coperta da rampicanti  la separava da quella del vicino.

Gli inizi erano stati stentati, ma col tempo quel fazzoletto di piastrelle e ringhiere era diventato il suo giardino segreto dove passava più ore che non nelle due camere dell’appartamento.

Sul bordo estremo del terrazzo, quello in favore di sole, aveva sistemato un vascone in plastica simil-terraccotta che solo da vicino tradiva la sua vera natura e aveva viceversa il vantaggio della maneggevolezza, quante volte lo aveva spostato prima di trovare la sua giusta collocazione. Il primo passo era stata la terra che sera dopo sera aveva rubato al fondo del giardino condominiale, dove ognuno metteva mano in modo anarchico e lei non aveva voce sufficiente a proporre soluzioni più logiche. Aveva un carattere difficile, dove non poteva imporsi taceva, tartaruga ombrosa sempre pronta a ritiratasi nel guscio. Così nel piccolo parco ricco di piante e di rivoletti d’acqua metteva piede solo per procurarsi terra di soppiatto che poi trascinava faticosamente su per le scale in sacchetti della spesa. Aveva in testa un programma preciso che avrebbe attuato con la giusta lentezza, non era il tempo che le mancava e nemmeno la determinazione. Sentiva che le pianticelle aromatiche e qualche tocco aggiunto lungo la via della realizzazione, la scaletta coi gerani, un tavolino di bambù per i fiori recisi, un corto piano di lavoro con annaffiatoio, zappetta e paletta, un portacandele in ferro battuto per una fioca luce notturna, avrebbero creato un angolo insostituibile in cui specchiarsi e vivere.

Il timo, la maggiorana, l’origano, il rosmarino, il basilico e l’aneto presero posto nel vascone in un affollamento che lei smistava come un vigile capace, trasformando il caos in armonia con attenti tocchi di un rastrelletto in ferro poco più grande di un pettine sdentato. Sempre più spesso finiva per usare direttamente le dita per un contatto più intimo a curare ogni stelo e creare nella terra piccoli solchi che incanalassero l’acqua verso le pianticelle più assetate, di solito la menta e il prezzemolo, e lasciassero all’asciutto origano e rosmarino più coriacei.

Attraverso errori e fallimenti, l’aneto che stentava, l’erba cipollina troppo esuberante, affrontando con umiltà ripensamenti e nuovi tentativi, quell’estate finalmente riuscì a dare al giardino delle aromatiche la fisionomia che desiderava.

E allora pretese che le pianticelle le rendessero le cure che aveva prestato loro.

Si sedeva a sera su una sdraio e ad occhi chiusi si lasciava invadere dagli aromi, dilatava le narici a farsi penetrare da ogni singolo odore, carezze all’anima chiamava quelle impalpabili invasioni, sorrideva riconoscendo la delicatezza della salvia, s’inteneriva alla sfrontatezza dell’origano, si lasciava cullare dalle ondate trattenute del basilico, quasi un possesso l’afrore del timo. Non le bastava ancora e allora diede forma a un rito. Ogni sera sceglieva una pianticella con una vaga voluttà, come un sultano sceglie nell’harem la prediletta per la notte. Ne staccava una foglia, la sfrigolava tra le dita e in fini briciole se la spalmava sul collo e tra i seni. Poi restava immobile fissando assorta il breve spicchio di cielo che imbruniva. In un angolo il plumbago con una maestosità discreta proteggeva la sua estasi.

 

 

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34 Risposte to “il segreto delle aromatiche”

  1. 65luna 5 agosto 2016 a 18:33 #

    Inchino. Buona serata,65Luna

  2. Giuliana 5 agosto 2016 a 19:14 #

    ma che bello! 😃

  3. sguardiepercorsi 5 agosto 2016 a 19:24 #

    Il profumo arriva fin qui… 🙂

  4. lamelasbacata 6 agosto 2016 a 07:59 #

    Che bellissimo racconto, sensuale e sensoriale.
    Mi piace questa donna ombrosa, la sento affine per carattere. Schiva e silenziosa, ama appartarsi e pensare ma svela il suo lato passionale nei piccoli gesti voluttuosi.
    Buon sabato 😊

    • massimolegnani 6 agosto 2016 a 10:14 #

      Hai descritto alla perfezione la protagonista.
      Un sorriso, ciao Mela
      ml

  5. intempestivoviandante 6 agosto 2016 a 12:32 #

    Quello che ha detto Mela esprime benissimo il mio pensiero (ma va’) 🙂
    Aggiungo solo che anche a me piace tantissimo il contatto delle dita con terra e piante. Uso zappa e vanga e guanti quando necessario ma appena posso frugo con tutto il piacere di un bambino ben determinato a imbrattarsi.il giusto 🙂

    • massimolegnani 6 agosto 2016 a 16:58 #

      sono con te, Alex. frugare la terra è affascinante e poi, senza voler essere macabro o rivoltante, c’è qualcosa di sacro nello sfiorare radici e vermi, i due estremi del nostro viaggio.
      un abbraccio,
      ml

  6. Paolo 6 agosto 2016 a 17:36 #

    Ricco e impeccabile. E sensuale, un marchio e un timbro a te davvero congeniali. Non aggiungo altro (alle giuste parole e commenti degli altri).
    Solo un saluto. E’ sempre un piacere passare a trovarti e ascoltare, farsi guidare.

    • massimolegnani 6 agosto 2016 a 23:15 #

      Grazie Paolo, sempre troppo buono nei tuoi giudizi 🙂
      un saluto a te,
      ml

  7. redbavon 6 agosto 2016 a 20:14 #

    Un equilibrio di aromi, odori, immaginati sapori e illusorie proiezioni tra l’anarchia del giardino condominiale e l’ordine della donna. Stride con la mia idea di macchia mediterranea, di odori che vai pescando nell’aria e insegui per pochi attimi perché poi ne arriva un altro. Rassicura la perseveranza, la determinazione, la cura e l’amore della donna per quelle piantine. Piantine poi…gli hai reso una dignità da baobab, quercia, ulivo. Ciò che mi da una sottile angoscia, che però avverto, è: quella donna. Non avverto sensualità, ma un qualche segreto.
    Come hai intuito, mi ci sono perso nel tuo raccontare, sicuro che ci fossero solo piante…aromatiche? 😉

    • massimolegnani 6 agosto 2016 a 23:26 #

      è vero stride un po’ l’idea di macchia mediterranea con i suoi odori sempre diversi ad ogni passo e l’esiguità dello spazio in cui questa donna li ha costretti. Ma penso che la sua sia una sfida alla limitatezza della vita, io immagino che quando a sera ferma in poltrona si fa travolgere dai profumi esili delle piantine lei si senta catapultata su un’isola mille chilometri lontana.
      Qualche segreto sicuramente, ma questo non le preclude sensualità, anzi 🙂
      ciao red, ho apprezzato il tuo intervento,
      ml

  8. redbavon 7 agosto 2016 a 08:39 #

    La mia non voleva essere un’interpretazione. Non mi sarei mai permesso. È solo l’immagine impressa sulla mia pellicola quando hai scattato il racconto. Penso che ognuno di noi ha un corpo macchina diverso e un’ottica diversa. Lo stesso panorama nello stesso momento può essere visto con angolazioni e luci diverse. Solo questo. Mi fa piacere che hai apprezzato. Grazie.

    • massimolegnani 7 agosto 2016 a 10:46 #

      ma devi permetterti, invece, perchè un brano è fatto dalle dita di chi scrive e dagli occhi di chi legge:)
      ottima la metafora delle macchine fotografiche, lo stesso fiore lo vediamo con ottiche diverse, ma lui, il fiore, mantiene immutata la sua essenza (e il suo profumo, visto che si parlava di aromi)
      un sorriso,
      ml

  9. remigio 7 agosto 2016 a 14:30 #

    Dicono che in ogni uomo vi e’ una componente femminile che inconsciamente ne influenza la personalità’. Mi viene da pensare, leggendo questo tuo bel racconto, che la protagonista altro non e’ che la tua parte femminile che affiora prepotentemente, sostituendosi alla voce narrante. 🙂

    • massimolegnani 7 agosto 2016 a 21:26 #

      Teoria che condivido e Ipotesi finale plausibile, ma non ti diro’ se ci hai azzeccato 🙂
      Ciao Remigio,
      un sorriso
      ml

  10. gelsobianco 8 agosto 2016 a 02:56 #

    Il “giardino segreto”…

    torno da te a un’ora meno tarda

    bello con la tua sensualità questo tuo raccontare…

    potresti essere tu “la protagonista” 😉
    la tua parte femminile è potente in te.
    rileggerò tutto, ma…
    è la prima lettura quella che mi fa vibrare.

    un sorriso, ml
    gb

    • gelsobianco 8 agosto 2016 a 03:01 #

      “il segreto delle aromatiche”
      è il titolo
      io sempre di più…
      gb 😉

      • massimolegnani 8 agosto 2016 a 09:42 #

        [😊]

        ________________________________

    • massimolegnani 8 agosto 2016 a 09:41 #

      potrei..ma non è detto, chissà!

      ciao, gb un sorriso.

      ml

      ________________________________

    • gelsobianco 8 agosto 2016 a 23:39 #

      “potrei..ma non è detto, chissà!”
      le “aromatiche” sanno, sì.
      e io… 🙂
      io fino da bimba ho avuto un mio “giardino segreto” e quindi…

      ti abbraccio, ml
      gb
      che bella è la fotografia! sensibilità grande è in c. calati. a lui un sorriso.

      • massimolegnani 9 agosto 2016 a 00:28 #

        eheh, chiedi alle aromatiche 🙂
        un abbraccio a te, gb
        ml
        (c.calati ti ringrazia per la foto)

      • gelsobianco 9 agosto 2016 a 00:51 #

        infatti ho chiesto alle “aromatiche” che sanno, sì, sanno.
        questo volevo dirti, ml.😉
        non svelerò mai la risposta.
        amo i “giardini segreti” e non li tradirei mai.:-)

        buona notte, ml
        abbraccio caro
        gb
        c. calati è bravo.

      • massimolegnani 9 agosto 2016 a 11:34 #

        🙂

  11. sabinaviola 8 agosto 2016 a 16:35 #

    Bella la tua capacità di “scrivere” gli odori e le emozioni a loro collegate: una dimostrazione in più di quanto le parole possano saper parlare ai/dei cinque sensi.

  12. T 15 agosto 2016 a 15:02 #

    felice di aver scoperto queste scritture preziosissime…

    • massimolegnani 15 agosto 2016 a 19:54 #

      Ti ringrazio un po’ imbarazzato 🙂
      ml

      • T 16 agosto 2016 a 07:18 #

        naaaaa, dai, niente imbarazzi, please

      • massimolegnani 16 agosto 2016 a 09:01 #

        Ubbidisco 😄

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