G i ù

14 Ago

giardino in autunno

by c.calati

Quel nomignolo le era rimasto appiccicato addosso come una piccola cicatrice. Non era tanto un’abbreviazione del suo nome, quanto l’assimilazione di un rimprovero, Giuliana, giù, reiterato per anni. Sì, era stata una ragazzina scapestrata, si arrampicava sugli alberi come uno scoiattolo,

faceva o tentava di fare il giro della morte in altalena, scalava i massi scivolosi della caletta per poi ubbidire a suo modo all’immancabile richiamo, giù di lì, tuffandosi in acqua da altezze spropositate o lasciandosi cadere sul prato da un ramo troppo alto. Dagli otto anni fino alla terza media era stata una lotta quasi quotidiana tra la propria esuberanza e i tentativi dei genitori di spegnere i suoi ardori. Giuliana vinse quasi tutte le battaglie perché dopo ogni castigo, dopo ogni graffio procuratosi si scatenava con maggior entusiasmo. Eppure perse la guerra. Ciò che la ferì mortalmente fu il rendersi sempre più conto che non era apprensione la loro per i rischi che lei correva, ma irritazione per un carattere, il suo, troppo spumeggiante, fuori misura, assai distante dalla tradizionale flemma di famiglia. Non c’era affetto nei rimproveri ma il fastidio che si può provare con un cagnolino poco domestico che rovina la tappezzeria della sala. Giuliana divenne quel cagnolino poco amato e poco alla volta si spense, perché in realtà le sue peripezie erano state una vana richiesta d’amore .

Per anni visse quieta, irreggimentata, prima in famiglia, poi con Guglielmo, un tipo rampante ma freddo e formale, è fondamentale che tu sorrida agli ospiti, che aveva sostituito i suoi genitori nei medesimi atteggiamenti da istruttore di cani, Giuliana ormai dava la zampetta in modo esemplare.

Ma non è solo l’assassino a tornare sul luogo del delitto, anche la vittima, se non è stata del tutto annientata. Così, dopo vent’anni ineccepibili, eccola tornare, se non ai luoghi, ai modi dell’infanzia e seguire di nuovo l’impulso selvatico ad arrampicarsi su tronchi e rami incurante delle conseguenze. Ma non erano più alberi, erano uomini. Li scalava con ardore per sentire tra i capelli l’aria della libertà, uomini difficili, cime quasi irraggiungibili. Loro si lasciavano scalare salvo poi buttarla giù alla prima bizzarria del vento. Giuliana si ammaccava l’anima ogni volta, ma non desisteva dall’impresa di salire a fatica e rischio su un corpo nella speranza che la trattenesse a sé, le braccia come rami accoglienti, la pelle una corteccia calda.

E ancora adesso che il tempo le ha appiattito la memoria, lei guardando indietro quel piccolo bosco, ricorda quell’unico albero che le aveva mormorato non andartene, Giu, restituendo alle tre lettere la dignità di un nome e a lei un amore inseguito con ferocia.

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45 Risposte to “G i ù”

  1. lamelasbacata 14 agosto 2016 a 11:26 #

    Ho provato molto affetto per questa donna schiacciata ma non del tutto domata. L’ho sentita appassire poco a poco nell’anima, quando la certezza di non essere amata come persona ma tollerata come oggetto decorativo si è fatta largo nel suo cuore. Essere amati per come si è, non per come ci vorrebbero è la chiave di tutto. Buongiorno e buon lunedì di festa mio caro. Quali mete ti attendono? 🙂

    • massimolegnani 14 agosto 2016 a 17:44 #

      Giù merita (il tuo) affetto per la sua testardaggine a inseguire amore.
      buon ferragosto a te Mela
      (io sono appena rientrato dalla Valchiusella, che fatica! domani polenta tranquilla in Valdaosta)

      • lamelasbacata 14 agosto 2016 a 17:51 #

        Il disco giallo sole di un buon piatto di polenta, il fresco della montagna, in bella compagnia intorno….. semplicemente festa! 😃

      • massimolegnani 14 agosto 2016 a 18:02 #

        ti auguro altrettanta “polenta” che sarà calore e allegria

        ________________________________

  2. Donatella Calati 14 agosto 2016 a 11:28 #

    ma dove le vai a scovare queste persone straordinarie? ti aspettano in mansarda o nei meandri della memoria? un po’ mi ci ritrovo in questa Giu bambina scapestrata, per fortuna “giù di lì” era dettato dall’affetto e il mio Guglielmo è stato tutto tranne che addestratore di cani
    in ogni caso “camillo e dintorni” è una garanzia di buona lettura

    • massimolegnani 14 agosto 2016 a 17:47 #

      Sorrido perchè in fondo il tuo Guglielmo ne ha addestrati parecchi di cani, ma nel senso migliore e reale del termine 🙂
      un abbraccio,
      io
      (grazie)

  3. Paolo 14 agosto 2016 a 13:15 #

    Un’iperbole raccontata con la consueta esattezza, una mano precisa, decisa, parsimoniosa. Dramma e rivolta inviluppati da una metafora perfetta, la crudele ironia di un’esistenza riassunta in tre lettere.

    • massimolegnani 14 agosto 2016 a 17:49 #

      ma per fortuna di Giuliana c’è stato chi ha saputo riscattare per lei quelle tre lettere.
      ciao Paolo
      ml

      • Paolo 15 agosto 2016 a 13:44 #

        Certo, sì. E’ molto bello il ribaltamento del finale. La rimozione di quell’accento. L’amarezza del percorso, il prezzo da pagare, pervadono, fanno l’aria amara. Ma arriva la nuova stagione e il riscatto.

      • massimolegnani 15 agosto 2016 a 19:46 #

        Paolo condivido le tue parole, mi piace quella rimozione dell’accento, tanto che vado a toglierla anche nel testo.

      • Paolo 16 agosto 2016 a 13:15 #

        Mi fa piacere questa sintonia. Rimozione e mutazione… E serenità conquistata.
        Buona giornata, Massimo. 🙂

      • massimolegnani 16 agosto 2016 a 13:56 #

        rimosso l’accento nel finale 🙂

      • gelsobianco 15 agosto 2016 a 14:04 #

        Sì, Paolo, anche per me è molto bello “il ribaltamento del finale.” Quel “giù” ora è “Giù”.
        🙂
        gb

  4. Paolo 14 agosto 2016 a 13:15 #

    PS. Bella foto!

    • gelsobianco 14 agosto 2016 a 14:20 #

      E’ bella, sì, la fotografia e in tema con quello che ho appena finito di leggere.
      gb

    • massimolegnani 14 agosto 2016 a 17:49 #

      Grazie gb, sì, quello potrebbe essere “l’albero giusto”

      • gelsobianco 15 agosto 2016 a 00:14 #

        Oh sì, “l’albero giusto”, sì.
        La tua replica mi dà molto, ml. Molto. Molto.
        Un sorriso luminoso
        gb

    • massimolegnani 14 agosto 2016 a 18:03 #

      grazie!

      ________________________________

    • massimolegnani 15 agosto 2016 a 20:05 #

      Grazie, Paolo!!

  5. gelsobianco 14 agosto 2016 a 14:35 #

    A caldissimo

    Io ho vissuto con emozione particolare il non desistere di… questa donna.

    E’ davvero bello questo tuo scritto, ml.

    Torno meno scottata.
    gb

    • massimolegnani 14 agosto 2016 a 17:54 #

      sono d’accordo con te, gb, la non desistenza fa di Giuliana una donna ammirevole
      un sorriso a te
      ml

      • gelsobianco 15 agosto 2016 a 12:51 #

        Sì, è una donna che vive tutto profondamente, abissalmente (direi).
        E come potrebbe non ricordare “quell’unico albero che le aveva mormorato non andartene, Giù,”?
        Aveva restituito a quelle sue lettere la dignità di un nome, sì, e… “a lei un amore inseguito con ferocia.”
        E’ quella sua ferocia che mi rende questa donna molto cara.
        E’ complessa la sua personalità, commette errori, ne esce, ci ricasca, ma non desiste. Non lo farà mai.

        Al di là di tutto, apprezzo moltissimo come hai saputo condurre questo racconto. Non era facile, no.
        Bravo davvero, ml!
        Sei riuscito splendidamente a far cogliere la ribellione a “Giù” e lo slancio vitale di Giuliana.

        Buona giornata
        Grazie.
        Ti abbraccio
        gb

      • massimolegnani 15 agosto 2016 a 19:51 #

        Ho usato il termine ferocia perché il suo atteggiamento non è solo cocciutaggine, è un combattere cento battaglie (cruente!) a inseguire amore. Contento che tu l’abbia sottolineato
        Un abbraccio

      • gelsobianco 15 agosto 2016 a 22:16 #

        Tu sai che io sono molto attenta nel leggere e nel cogliere ogni minimo dettaglio.
        Come potevo non notare “ferocia”?
        L’ho voluto sottolineare perché, a mio parere, il termine “ferocia” è perfetto.
        Ho compreso immediatamente perché l’hai usato.

        Ti abbraccio, ml.
        Grazie per l’attenzione con cui tu rispondi ai commenti.
        🙂
        gb

      • massimolegnani 15 agosto 2016 a 23:28 #

        ti sorrido, grazie a te, gb

  6. luminariasprecata 14 agosto 2016 a 15:14 #

    L’ansia e la voglia di libertà crescono sempre su un bisogno d’amore. Inseguire l’affetto negato per sentirsi vivi, per darsi risposte, per scoprirsi vulnerabili, non è semplice; é una sfida, un tormento, è ribellione e castigo, ferocia e mansuetudine, inquietudine e desiderio di pace.

    • massimolegnani 14 agosto 2016 a 17:57 #

      hai centrato in pieno la complessità dell’atteggiamento della protagonista che ho tentato di descrivere 🙂
      grazie
      ciao,
      ml

  7. redbavon 14 agosto 2016 a 15:16 #

    “Giù” le iniziali di Giuliana. Una sorta di nomen omen?
    Un po’ mi sono vergognato di appartenere al genus maschile. Tanta esuberanza, tanta disperata ricerca di amore, un amore da scalare come un albero che ti porta in alto, ti aiuta – generoso con le sue chiome e i suoi rami – a sconfiggere la gravità, le regole che ti hanno imposto, che non hai scelto. Lo ho sentito forte perché nel mio nick c’è una (in)sana voglia di volare, qualunque sia il “mezzo” che lo renda possibile.
    Mi hai prima innalzato, fatto salire sugli alberi – anche se nella realtà sono sicuro di non poterlo fare data la mia innata goffaggine – poi mi hai fatto schiantare al suolo e non mi sono più rialzato, ho sentito il grattare le unghie sui tronchi di quei corpi – alberi morti, svuotati di vita – inutilmente provare a risalire a toccare con la punta del dito il cielo.
    Giù-giu, mia cara, arrampicati un’altra volta e ridammi uno spicchio di cielo.
    Grazie EmmElle!

    • massimolegnani 14 agosto 2016 a 18:00 #

      sì, c’è un po’ da vergognarsi di essere uomini considerando gli uomini di scarsa qualità incontrati da Giù nella sua vita. Per fortuna l’ultimo che ha incontrato ci riscatta 🙂
      grazie red
      ml

      • redbavon 14 agosto 2016 a 18:02 #

        Dammi del babbeo, ma amo i lieto-fine;)

      • massimolegnani 14 agosto 2016 a 18:03 #

        🙂 siamo in due babbei

        ________________________________

  8. lucilontane 15 agosto 2016 a 12:02 #

    Come mi somiglia questa Giù…ancora sto a scalare alberi, libera, il vento tra i capelli, il cuore in veglia. Buon ferragosto ml, e grazie per il lieto fine. Sottoscrivo redbavon!

    • massimolegnani 15 agosto 2016 a 19:42 #

      Come sono contento che in parecchie lettrici vi rispecchiate più o meno velatamente in Giuliana e nel suo vivere da scapestrata. Inutile dire che per me G. è un personaggio positivo, nonostante o grazie ai suoi errori.
      Un abbraccio a te, luci e buon ferragosto agli sgoccioli
      ml

  9. MammaSi 16 agosto 2016 a 15:22 #

    Mi hai punto sul vivo e ho pensato a quanto e come dico “giú” a mia figlia…. credo che questo tuo post mi fará essere una mamma migliore di quanto sono stata finora…grazie!!!

    • massimolegnani 16 agosto 2016 a 17:44 #

      È soprattutto il “come” che a volte ci scappa di poco affetto. Io ormai lo dico solo al gatto, spero di non creargli problemi esistenziali nel futuro 🙂
      Ciao e ben arrivata
      ml

  10. Cose da V 16 agosto 2016 a 23:59 #

    Bellissimo racconto, in poche righe sono riuscita a immaginare Giuliana da piccola e da grande, l’ho compatita e ho provato simpatia per lei e anche interesse, forse perché molto distante dal mio carattere e dal mio modo di reagire.

    • massimolegnani 17 agosto 2016 a 01:17 #

      mi piace questo tuo comprendere e solidarizzare con un personaggio assai distante da te.
      ciao V, un sorriso
      ml

  11. Tati 17 agosto 2016 a 17:47 #

    quanta delicatezza… quanta forza e coraggio in una sola persona e le tue sono parole la raccontano in maniera splendida

    • massimolegnani 17 agosto 2016 a 22:47 #

      scapestrata da ragazzina, poco fedele da adulta, eppure c’è del buono e del bello in questa donna e ho voluto raccontarlo.
      Grazie Tati
      un sorriso
      ml

      • Tati 17 agosto 2016 a 23:29 #

        …. E vedere quella bellezza fa di te un animo gentile

      • massimolegnani 18 agosto 2016 a 01:11 #

        ..e tu che condividi il tutto sei pari a me
        (grazie Tati)

  12. Stefi 20 agosto 2016 a 18:01 #

    Ammaccarsi l’anima, farne un bozzolo, un groviglio, non per rinchiudersi, ma per farsi scoprire. Giu è tenacia e temerarietà.

    • massimolegnani 20 agosto 2016 a 19:05 #

      Condivido in pieno i due sostantivi con cui definisci Giu 🙂
      Un caro saluto,
      ml

  13. La linea d'ombra 22 agosto 2016 a 22:41 #

    I tuoi racconti sono stati una bellissima scoperta, ma per adesso questo è il mio preferito! Complimenti ^_^

    • massimolegnani 23 agosto 2016 a 00:43 #

      condivido la tua scelta, a me ha fatto piacere scriverlo.
      grazie e ben arrivata
      ml

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