la finestra cieca

9 Set
by c.calati

by c.calati

 

 

Aveva finestre che davano sulla piazzetta che ribolliva di voci nei giorni di mercato come vino nei tini, altre che erano circondate dall’edera e lambite dalle foglie del nocciolo tanto da illuderti di vivere in un bosco, e balconi che si affacciavano sull’aperta campagna, le Alpi a far da sfondo, le risaie verso sud poco oltre lo sguardo, pronte alla mietitura.

Eppure lui quando aveva bisogno di guardare fuori si sedeva al capo della tavola spoglia di cucina, i gomiti ben infissi al legno nudo, il mento appoggiato ai pugni, e fissava il telaio senza vetri di una finestra appesa come un quadro alla parete di fronte. Nel suo sguardo tutto quel bianco oltre i battenti nudi diventava colore, come il foglio che riempiva a pastelli da piccolo, e si faceva azione, movimento,  come lo schermo dell’infanzia su cui sgambettava Charlot. E come un bambino lui non inseguiva ricordi ma fantasticava percorrendo le strade del possibile che a suo tempo non aveva preso. Non era un pellegrinaggio nel rammarico ma un ampliare le ipotesi di vita, un arricchire l’esperienza, perché, mi disse una volta che facevo della facile ironia, se sai colorare ciò che non è stato è come averlo vissuto al pari del reale. E in quel momento gli attraversò il volto un sorrisetto furbo, come quello di un bambino che ha scoperto il trucco.

 

Annunci

32 Risposte to “la finestra cieca”

  1. lamelasbacata 9 settembre 2016 a 10:06 #

    Le infinite possibilità della tela bianca, del foglio candido, pronto per disegnare abbozzi e progetti di vita futura o solo sogni possibili. Bello sempre, non deludi mai 😊

    • massimolegnani 9 settembre 2016 a 12:01 #

      non facciamo cose tanto diverse da lui quando scriviamo 🙂
      ciao Mela e grazie
      ml

      • Paolo 18 settembre 2016 a 11:39 #

        Esatto. E c’è invidia per chi ha scoperto il trucco, la chiave d’accesso, e sa usare bene la matita e i colori. O comporre le giuste sequenze di battute su di una tastiera (quasi fossero cifre di un codice segreto per accedere a visioni e altri mondi, o semplicemente “finestre” da dove osservare e leggere il nostro, il presente).
        Bello quello sguardo furbo. Sa di libertà, di via di fuga, di felicità.

      • massimolegnani 18 settembre 2016 a 13:34 #

        ehi potrei proporre questa “finestra” a bill gates per la pubblicità di Windows:)
        ml

  2. intempestivoviandante 9 settembre 2016 a 10:13 #

    Colorare ciò che non è stato… potrei forse non essere d’accordo? 😀

  3. Tati 9 settembre 2016 a 11:28 #

    le infinite possibilità dei pensieri… incanto e meraviglia…
    sempre bello passare da queste parti 🙂

  4. tramedipensieri 9 settembre 2016 a 13:06 #

    …si va d’immaginazione, oltre

  5. mariannapuntog 9 settembre 2016 a 19:49 #

    interessantissimo

  6. Arianna 10 settembre 2016 a 07:11 #

    È sempre bello leggerti…
    Buongiorno, Massimo 🙂

  7. Cose da V 10 settembre 2016 a 14:50 #

    Viaggi mentali a non finire, anche a me capita di fare così. Per fortuna per fantasticare e immaginare non abbiamo bisogno di grandi cose, semplicemente bastiamo noi. Comunque bellissime parole.

    • massimolegnani 10 settembre 2016 a 18:04 #

      “..semplicemente bastiamo noi”
      perfetto, nelle tue parole c’è l’essenza dei viaggi di fantasia.
      un sorriso,
      ml

  8. Stefi 10 settembre 2016 a 15:58 #

    ml, questo racconto è un quadro di Magritte!

    • massimolegnani 10 settembre 2016 a 18:06 #

      che accostamento lusinghiero!
      ..allora mi immagino con una pipa in mano e una bombetta in testa 🙂
      ciao Stè
      ml

      • Stefi 11 settembre 2016 a 07:57 #

        E una mela sul naso! 😉

      • massimolegnani 11 settembre 2016 a 11:08 #

        un sorriso a te

  9. T 11 settembre 2016 a 08:04 #

    Due cose da dirti, ml. La prima è che non mi compari sul lettore wp. Scopro un tuo nuovo post quando mi rendo conto che è passato qualche giorno dall’ultimo e vengo a cercarne: ma non è una tragedia, no. La seconda è che in questo post mi rendo conto che ciò a cui mi sono prima di tutto affezionata è il tuo procedere per immagini accostate ad altre immagini, modo che mischia universi e dilata il sentire. Ecco.

    PS: che ci sia una finestra attraverso cui lui guarda, benché sia non filtro ma solo telaio (e cioè cornice, che seleziona, inevitabilmente), a me arriva come il limite tra ipotesi e vita.

    • massimolegnani 11 settembre 2016 a 11:07 #

      in effetti ormai non so più se nasce prima l’uovo (la foto) o la gallina (il brano), a volte scrivo con in mente un’immagine ancora inesistente e poi cerco di realizzarla in una foto, altre succede il contrario 🙂
      quanto a wp, leggo in giro che succede frequentemente questo inconveniente. io ad ogni buon conto non sono iscritto ai blog che m’interessano, preferisco andare a stanarli di volta in volta:)
      PS sì, nell’immediato c’è una contrapposizione tra ipotesi e vita, ma se il protagonista alternasse l’affacciarsi alle diverse finestre, ora quella cieca, ora quelle con vista, allora otterrebbe un arricchimento emotivo, una somma tra fantasia e vita reale.
      ciao T
      ml

  10. svirgola 11 settembre 2016 a 18:35 #

    Il guaio è quando davanti a una finestra che ti spalanca il mondo non vedi niente. La tua finestra cieca invece è tutta un’altra storia ed è una storia che mi piace. 🙂

    • massimolegnani 11 settembre 2016 a 20:46 #

      Come accennavo in un’altra risposta bisognerebbe alternare le finestre sul reale a quella della fantasia ed apprezzare quel che si vede da ognuna.
      Ciao, benvenuta e grazie,
      ml

  11. roceresale 11 settembre 2016 a 22:51 #

    mi hai messo una (velleitaria) voglia di autunno.

    • massimolegnani 11 settembre 2016 a 23:14 #

      alla finestra cieca puoi vedere anche l’autunno inoltrato 🙂
      ciao rocer
      ml

  12. gelsobianco 12 settembre 2016 a 02:17 #

    “se sai colorare ciò che non è stato è come averlo vissuto al pari del reale.”
    oh, quanto io ho vissuto intensamente ciò che non è stato usando ogni mio colore…
    il mio vissuto immaginato ha arricchito il mio vissuto reale
    di questo sono certa
    forse ho un sorrisetto furbino anche io. non so. 😉

    bella davvero questa tua pagina accostata a una giusta e notevole fotografia
    🙂
    gb

    • massimolegnani 12 settembre 2016 a 09:19 #

      sì, quando si riesce a fondere il vissuto immaginato a quello reale la vita si arricchisce.
      un grazie e un sorrisetto a te,
      ciao gb, buona giornata
      ml

      • gelsobianco 12 settembre 2016 a 13:38 #

        sì, io riesco a fondere fortemente i due vissuti e credo che questo mi dia ricchezza
        è un discorso molto interessante, ma, per ora, lasciamo tutto al silenzio
        ciao ml, buon pomeriggio
        un abbraccio
        gb

      • massimolegnani 12 settembre 2016 a 15:39 #

        sono d’accordo con te,
        buon pomeriggio con un abbraccio, gb

  13. alessialia 14 settembre 2016 a 14:50 #

    oddeo…. pero parla di rimpianti… pensa se li ci avesse visto invece le mille strade da percorrere ancora… spè che mi sono commossa di nuovo… te pozzino! cmq hai ragione… così, colorandole, forse, le cose non vissute fanno meno male… e magari si puo colorare anche un’assenza… boh! probabile di si, se tu gli hai fatto venire un sorrisetto…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: