ti avrei raccontato di Rada

12 Set
foto

by c.cal

 

Sì, ti avrei raccontato di Rada, che nonostante il nome non è una florida croata ma un bosniaco bizzarro incontrato in cima a una collina d’Istria, sai quando arrivi su senza più fiato e la testa un poco allucinata, lo vedi che si sbraccia e ti sembra che aspetti solo te. Ci invita, quasi ci trascina, sotto il portico di una specie di capanna, curiosa ‘sta collina, solo un cimitero e la sua casa, il resto prati incolti e bosco. Con lui ho bevuto una bottiglia di Malvasia alle dieci di mattino come fosse acqua di sorgente e ci chiamavamo per nome scambiandoci gli abbracci senza saperci ancora, la mia incredulità alle sue gesta e i suoi gesti osceni per dirci la girandola di donne che aveva giù al villaggio, no con Vesna poco ficca-ficca, amica, ma con Dimitra sì, e giù una risata malandrina che ancora mi rimbomba.

Ti avrei detto della rabbia tinta di fango e di allegria, la mala fatica così cercata e assurda che ti ammanta di una solida tristezza, la pioggia, ti avrei detto, più viva e vera del mare sempre uguale, grigio e sornione, e il rombo succulento cucinato per noi da un viscido trattore levantino, baffetti neri e sudore nello sguardo mentre ci presenta un conto esorbitante che nemmeno fossimo al Savini.

Amico mio, avremmo riso della sfiga, che tu tranquillo alla poltrona dover cambiare tre gomme sotto l’acqua in poche ore ti può sembrare un gioco da ragazzi, ma in quel momento, sai, ribalteresti il cielo, la sfiga cosmica di bucare sempre tu e gli altri se la ridono ma poi si bagnano e si sporcano le mani più di te, e le ragazze istriane, ti direi, che quando sono belle ti viene da pensare che siano puttane o truffatrici perchè ti striscia un razzismo dentro che non credevi, e infine il mare ti avrei raccontato, il mare che d’improvviso è spuma bianca imbufalita e tu stai lì a prenderti spruzzi e schizzi che non ti basta l’acqua del cielo e giochi con la mareggiata, bambino a sessant’anni che per un istante forse speri in un risucchio che trascini te, la bici, i troppi anni, e buonanotte al secchio, ma Toni ti dice che è piacevole invecchiare e tu gli guardi la mantella gonfia di vento e lo segui rassegnato anche se sai bene che a pedalare indietro si gira solo a vuoto.

Ecco, amico caro, che cosa ti avrei detto, ma tu  m’interrompi prima ancora che cominci. Con faccia un po’ annoiata mi chiedi le spiagge più alla moda e i prezzi degli alberghi e allora guardati il depliant che ti ho portato e non ti dico oltre.

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42 Risposte to “ti avrei raccontato di Rada”

  1. remigio 12 settembre 2016 a 11:03 #

    Si “amico mio”, ne sono convinto: tu saresti Coppi…o Bartali…o Merckx se sapessi usare la bici come sai usare le parole. Anche a 60 anni. Un saluto 🙂

    • massimolegnani 12 settembre 2016 a 15:28 #

      eheh, grazie Remigio, che bel complimento 🙂
      un saluto a te,
      ml

  2. Paolo 12 settembre 2016 a 11:55 #

    Ma che spettacolo, che preludio di mille racconti in uno. Che terra, quella. Merita soffermarsi e… sentire, provare almeno a capire, da Trieste in poi…
    E che rabbia orecchie e cuore che non sanno e non vogliono ascoltare la ricchezza di tanto vento, fango, vissuto, sporco e sguaiato, urlato e succhiato, che solo tu… Hai uno stile adatto, spezzato, sofferto, sudato, sbraitato, “slabbrato”, annebbiato e fascinoso e affascinato… in questo tuo pezzo scritto di pancia e cuore e tanto, onesto sentimento…

    • massimolegnani 12 settembre 2016 a 15:34 #

      “conquistare” una terra con fatica, tra sudore, pioggia e sfighe, aiuta a sentirla, a scrutare ogni volto che incontri, ad amare ogni lembo di territorio che tocchi. Poi per raccontare tutto questo devi trovare orecchie e cuori disposti all’ascolto, come i tuoi.
      ciao Paolo, grazie
      ml

  3. gelsobianco 12 settembre 2016 a 14:20 #

    A caldissimo
    Quanto mi fai sentire e le parole mi volano via…
    Le emozioni mi colmano.

    Grazie, ml
    Ti abbraccio
    gb

    • gelsobianco 12 settembre 2016 a 14:27 #

      “Amico caro”, quanto mi hai detto e io ho ascoltato ogni tua parola
      “e infine il mare ti avrei raccontato”
      E quando mi hai raccontato il mare, beh, le parole mi sono proprio scomparse
      Torneranno con altre emozioni
      gb

      • massimolegnani 12 settembre 2016 a 15:38 #

        ..le parole delle emozioni tornano sempre 🙂

      • gelsobianco 12 settembre 2016 a 15:53 #

        Io so che ancora emozioni intense stanno scorrendo in me
        E sono mille emozioni perché questo tuo scritto ha in sé più racconti che ti raggiungono e ti inondano
        Amico caro, tu mi hai raccontato in modo immediato tanto e io così ho preso tutto
        E ci sei tu, proprio tu qui, in queste tue parole

        Grazie ancora
        🙂
        gb

      • massimolegnani 12 settembre 2016 a 16:05 #

        un sorriso

    • massimolegnani 12 settembre 2016 a 15:36 #

      lasciarsi colmare dalle emozioni altrui è il miglior ascolto.
      grazie a te, gb
      ml

      • gelsobianco 12 settembre 2016 a 16:20 #

        il mio più sentito ascolto per un tuo raccontare vero, di una verità totale, colori e odori, tristezze e allegrie, passioni
        gb 🙂

      • massimolegnani 12 settembre 2016 a 16:43 #

        grazie, ti sorrido

  4. Tati 12 settembre 2016 a 15:09 #

    che amarezza…
    però sarebbe bello, per me, ascoltare tutti questi racconti e questi particolari… potresti, eh?
    🙂

    • massimolegnani 12 settembre 2016 a 15:41 #

      ma tu li stai già ascoltando e condividendo 🙂
      ciao Tati
      ml

      • Tati 12 settembre 2016 a 16:18 #

        è vero, ma questo tuo racconto di pancia e di cuore vorrei fosse più lungo, non mi stanco mai di ascoltare racconti così, perché sembra di esserci dentro… e ascoltare è un po’ come viaggiare con chi ti sta facendo questo regalo immenso.
        buona giornata
        🙂

      • massimolegnani 12 settembre 2016 a 16:20 #

        e allora spero di riuscire a scrivere ancora pagine così 🙂
        buona giornata a te

      • Tati 12 settembre 2016 a 16:54 #

        lo farai… ti viene naturale… ne sono certa 😉

      • massimolegnani 12 settembre 2016 a 17:36 #

        Troppo buona 🙂

  5. T 12 settembre 2016 a 15:16 #

    spudoratamente immediato, efficace più di ogni dire che si potrebbe avere.

    • massimolegnani 12 settembre 2016 a 15:44 #

      sì, sì, è proprio un raccontare spudorato questo, senza filtri nè aggiustamenti 🙂
      ciao T,
      ml

  6. PindaricaMente 12 settembre 2016 a 16:56 #

    A me hai fatto venire voglia di andarlo a conoscere questo Rada. E di visitare i luoghi da te magistralmente descritti.
    Di sicuro non rinasco, ma se rinascessi in un’altra vita vita vorrei tanto scrivere come te.
    Bellissimo post.

    • massimolegnani 12 settembre 2016 a 17:38 #

      Ti ringrazio per le belle parole.
      Comunque tu scrivi bene per cui non hai alcun bisogno di rinascere 🙂
      Un saluto
      ml

  7. Cose da V 12 settembre 2016 a 20:36 #

    Forse se leggesse queste parole, anziché ascoltarle (anche se alla fine non le hai pronunciate) eviterebbe di chiederti quali sono le spiagge più alla moda. (Che poi, casomai io vorrei sapere in quali spiagge non va nessuno ahah).
    Ad esempio io mi imbarazzerei ad ascoltare certi racconti, preferisco leggerli perché le sensazioni che mi provoca una lettura densa di immagini come questa sono intime e io per i sentimenti e le emozioni sono parecchio pudica. Non mi piace ascoltare, sono sincera, preferisco leggere (da sola). Stupendo racconto, tra parentesi.

    • massimolegnani 12 settembre 2016 a 22:59 #

      sai che mi hai fatto riflettere? mi ha colpito quella tua preferenza per la lettura rispetto alla voce diretta, e mi ha colpito la motivazione che ne dai. Non posso che darti ragione (e ringraziarti)
      un sorriso
      ml

      • Cose da V 13 settembre 2016 a 21:30 #

        Grazie a te, mi hai fatto riflettere tu col tuo bell’articolo : )

      • massimolegnani 13 settembre 2016 a 23:50 #

        bè, allora ci siamo fatti reciprocamente da specchio per riflettere meglio 🙂

  8. lamelasbacata 12 settembre 2016 a 21:29 #

    Si è perso molto e allora che si sfogli il suo depliant, povero lui (e boja fauss!)
    Amo quelle terre, ho ricordi potenti di un viaggio fatto con pochi mezzi e occhi grandi. Il tuo racconto mi ha riportato quelle sensazioni. Grazie 😊

    • massimolegnani 12 settembre 2016 a 23:04 #

      Mela, hai notato come i viaggi con pochi mezzi (e le persone giuste, naturalmente) fanno gli occhi grandi e la memoria più efficace di una macchina fotografica?
      un sorriso e un abbraccio
      ml

      • lamelasbacata 12 settembre 2016 a 23:11 #

        Le pellicole costavano, si fotografava meno e si osservava di più. Facevo la spesa nei mercatini rionali, meravigliose vecchiette con ceste di vimini e il fazzolettone colorato sui capelli che si illuminavano al mio dobar dan e ricordo ancora quelle poche parole imparate per necessità. Ora l’uso bulimico delle foto e la condivisione ossessiva ci hanno reso ciechi e immemori.

      • massimolegnani 12 settembre 2016 a 23:25 #

        sì, a noi ci rovina la facilità delle cose, le foto, la raggiungibilità delle cime, la disponibilità di denaro, tutto contribuisce a svilire le piccole cose che manco più vediamo e tanto meno ricordiamo. (e rido perchè pensavo che il “dobar dan” fosse un foulard che ti eri messa in testa a imitazione del fazzolettone slavo!)

      • lamelasbacata 12 settembre 2016 a 23:28 #

        Ahahahah! Non c’è il corsivo sul telefono, la scrittura è meno espressiva!

      • massimolegnani 12 settembre 2016 a 23:31 #

        🙂

  9. tramedipensieri 12 settembre 2016 a 23:17 #

    Non bastano gli occhi per vedere, orecchie per sentire .per fortuna ci sta il cuore per raccogliere, conservare e raccontare…
    (Chissà perché ci ho visto un faro intorno alla storia)

    Ciao
    .marta

    • massimolegnani 12 settembre 2016 a 23:28 #

      hai ragione, senza cuore non si vede e non si ascolta nulla di buono.
      (in effetti un faro c’era, a Pirano, nel pieno della mareggiata!)
      ciao .marta cara
      ml

  10. alessialia 14 settembre 2016 a 14:52 #

    …e io ti ascolterei…

    • massimolegnani 14 settembre 2016 a 15:57 #

      ..e mi interromperesti, non per sapere degli alberghi, mi chiederesti ancora di Rada o della mareggiata o delle forature. Ne sono convinto
      Ciao Alessia:)
      ml

      • alessialia 14 settembre 2016 a 17:39 #

        A leggerti sono sicura che non avrei bisogno di interromperti affatto percje mi cattureresti con il tuo modo di raccontare!

      • massimolegnani 14 settembre 2016 a 18:52 #

        ma comunque sarebbe un bell’interrompere:)

  11. Stefi 14 settembre 2016 a 16:35 #

    Ti chiederei della bottiglia di Malvasia e della risata malandrina che quasi sento rimbombare.

    • massimolegnani 14 settembre 2016 a 18:51 #

      eh quella Malvasia alle dieci del mattino, da stroncare un cavallo, figurati un ciclista!
      Un sorriso Ste’
      ml

  12. Nuzk 27 settembre 2016 a 19:54 #

    Grandissima terra quella che hai descritto. Ma io, si sa, sono di parte. Le appartengo ovunque mi trovi. Buona serata Massimo 🙂

    • massimolegnani 28 settembre 2016 a 09:23 #

      che piacere che mi fa la tua lettura a pelle viva, Nuzk
      ben ritrovata 🙂
      ml

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