il senso di Camillo per le foglie

8 Nov
fullsizerender

by c.calati

 

 

Finchè sono verdi e salde ai rami Camillo non ci bada, non ne ha avuto nostalgia nell’inverno quando erano assenza, nè si è beato alla loro ombra nella calura estiva. Ma a novembre tutto cambia. Quando le foglie s’infiammano sulle cime degli alberi, gli prende un’inquietudine, uno sgomento, come se solo adesso, all’improvviso, si accorgesse della loro esistenza. Ed è uno  struggimento violento, disperato, quasi rabbioso, come un amore esploso tropo tardi, la notte prima di partire. Così va sotto il platano e sta lì ore a soffrire la caduta di ciascuna, un’espiazione, forse, del male fatto al mondo,  ascolta ogni tonfo, sente la terra che trema per quel peso di farfalla aggiunto, lui stesso trema, un’ubriacatura tutte queste morti.  Mormora una litania improvvisata e assurda, fragili figlie che a malincuore lasciano l’albero padre, foglie infelici nel predestinato autunno. E intanto un vento senza pietà stermina le ultime. Allora Camillo s’inventa pastore, è attento al proprio gregge, raduna foglie come pecore, nessuna nera che venga lasciata indietro, quasi le sente belare, ammassate una all’altra a proteggersi dal freddo. E a sera quando le foglie sono diventate silenzio dà fuoco al mucchio, come a una pira indiana. E anche qui gli sembra che qualcosa di umano vada bruciando, senza che ne resti nulla.

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30 Risposte to “il senso di Camillo per le foglie”

  1. lamelasbacata 8 novembre 2016 a 15:55 #

    È quasi un’elegia questo tuo racconto

    • massimolegnani 8 novembre 2016 a 17:20 #

      o un fare buon viso a cattivo gioco per la raccolta delle foglie 🙂
      un sorriso, Mela
      ml

      • lamelasbacata 8 novembre 2016 a 17:25 #

        Hai messo in scena un elegante funerale delle foglie 🙂

      • massimolegnani 8 novembre 2016 a 17:32 #

        🙂
        l’ho pensato come un rito tra occidente e oriente

  2. Tati 8 novembre 2016 a 16:46 #

    le tue righe hanno sempre un profumo intenso… queste, di terra, del freddo della sera e del calore del fuoco e sanno anche di erba umida…

    • massimolegnani 8 novembre 2016 a 17:22 #

      grazie Tati, li sento anch’io questi odori e aggiungo il sole basso dell’autunno (che trovo abbia un profumo particolare)
      ciao 🙂
      ml

      • Tati 8 novembre 2016 a 17:32 #

        ci sto! il sole basso dell’autunno raccoglie i profumi dal basso e un venticello lento, fresco ma scaldato con la terra… ( ha decisamente un profumo particolare)
        – mano in apertura e chiusura, come i “cia ciao” bambineschi-

      • massimolegnani 8 novembre 2016 a 17:35 #

        ciao ciao 🙂

  3. ribni1980 8 novembre 2016 a 18:22 #

    Così vivo!

    • massimolegnani 8 novembre 2016 a 20:59 #

      Si’, c’e’ vitalita’ in questo lutto della natura.
      Ciao ribni,
      ml

  4. Mezzatazza 8 novembre 2016 a 19:45 #

    Bello, ma Camillo deve stare attento se è immunocompromesso perché le foglie cadute sono piene di miceti.

    • massimolegnani 8 novembre 2016 a 21:02 #

      Camillo ha ottime difese ma ti ringrazia per la premura 🙂
      Ciao tazza
      ml

  5. tramedipensieri 8 novembre 2016 a 21:30 #

    Camillo per alleggerire il lavoro…ci vede poesia. E tutto acquista un senso…

  6. Donatella Calati 8 novembre 2016 a 22:21 #

    camillo non farnetica e non delude mai, trova poesia in ogni angolo e in ogni gesto

  7. lucilontane 9 novembre 2016 a 01:17 #

    Però lo sa Camillo. Sa che a primavera torneranno. Così le accompagna a volar via nel fumo, cenere leggera nel vento, a raccontare storie anch’esse, chissà dove. Camillo é nel tutto.

    • massimolegnani 9 novembre 2016 a 11:40 #

      sì, lo sa, ma in questo momento prevale il senso della perdita.
      un abbraccio luci
      ml

      • lucilontane 9 novembre 2016 a 11:54 #

        Eh, l’autunno fa questo effetto, almeno un pochino. È bello e insieme malinconico 😔

      • massimolegnani 9 novembre 2016 a 12:27 #

        sì! Il crudele, dolcissimo autunno 🙂

  8. miaeuridice 9 novembre 2016 a 08:07 #

    Un funerale in piena regola, mi pare.

  9. artepsychesabinablogspotit 10 novembre 2016 a 19:30 #

    Ritrovo anche in questo post, una volta di più, quel senso di unione tra l’essere vivi e umani, e il resto, tutto il resto che c’è, foglie cadute comprese, vive almeno quanto noi

    • massimolegnani 10 novembre 2016 a 19:50 #

      Grazie Sabina, mi ci ritrovo nelle tue parole. È vero, mi guardo intorno e cerco conferme o indicazioni o somiglianze nel mondo vegetale e animale. Ed è una consolazione trovarle.
      Un sorriso
      ml

  10. alessialia 13 novembre 2016 a 14:09 #

    sono indecisa se considerarla un po metafora della vita…
    oppure non pensare a nulla e lasciarmi trasportare dal profumo dell’autunno e della terra, assaporandone quasi il malinconico sapore, avvolta da questi colori cosi caldi e crepuscolari!

    • massimolegnani 13 novembre 2016 a 15:14 #

      Sai che non ti so rispondere?
      Sono parole cosi’ 🙂
      Ma forse ogni volta che diciamo qualcosa, questa e’ allusione, se non metafora, a qualcos’altro.
      Un sorriso
      ml

      • alessialia 13 novembre 2016 a 16:30 #

        Eh… E poi dipende anche da chi legge… Ognuno ci vede quel che vuole (o può) in quel momento!.
        Allora me la prendo come coccola che sa di pane!
        Deciso!

      • massimolegnani 13 novembre 2016 a 16:41 #

        mi va benissimo, ottima lettura
        🙂

  11. sguardiepercorsi 23 novembre 2016 a 09:08 #

    Quanta poesia… ciao Massimo 🙂

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