mai piaciuto il calcio

11 Nov
by c.calati

by c.calati

 

 

Mai piaciuto il calcio, mai amato il mare, troppo sudore, troppo contatto.
E adesso mi ritrovo su quest’isola a seguire ogni domenica partite sempre uguali.
E sono quasi felice. 
Me l’aveva detto un amico anni fa, c’è un’isola nell’Egeo che ha quasi il tuo stesso nome. Un cerchietto a matita sull’atlante ed è diventata il mio sogno da coltivare con lentezza, sai quelle cose che ci sono in un angolo della mente o del cuore e stanno lì senza fare rumore. Tenaci. Tornare alla terra antica, ritrovare radici inventate, o forse autentiche, io che con la mia famiglia d’origine non avevo rapporti da tempo, non per una rottura drastica ma per puro disinteresse. Ora sempre più anelavo un ricongiungimento che saltasse generazioni e legami d’obbligo. Non sono tipo dalle decisioni improvvise, ho lasciato crescere l’idea per anni, ho aspettato che la carriera giungesse a un punto morto, che gli amici sparissero un po’ alla volta, che moglie e figli trovassero la loro strada senza di me e un giorno di novembre sono partito.
Naxos dalla nave sembrava un orrendo panettone pelato, come la mia testa. Fuori stagione e fuori mano, non aveva nulla di fascinoso, non spiagge dorate nè antiche chiese bianche e azzurre, nessun turista che scalpitasse per sbarcarvi.
L’ho amata subito.
Questa è la mia terra.
Gente seria qua, poco espansiva, abituata a faticare in mare o sulla terra, mare e terra poco generosi. Tutti sanno chi sono, mi salutano e mi lasciano in pace. Io li osservo, senza chiedere, da loro imparo ancora vita, io che di vita forse ne ho ancora poca.
Qualche mese fa quattro ragazzotti, accompagnati dal farmacista a fare da garante, sono saliti alle mie stanze, una delegazione scombinata, loro impacciati quanto me. La squadra del paese s’era iscritta al campionato dilettanti, terza divisione, ed era richiesta la presenza alle partite di un medico accompagnatore. Ho fatto resistenza, non so ancora bene il greco, c’è un medico che esercita sull’isola, non so nulla di medicina sportiva, loro a ribattere con silenzi mogi. Mi sono arreso.
Così, alla domenica pomeriggio, mi presento al campo con la mia valigetta e vado a sedermi in panchina. I giocatori e l’allenatore sono cordiali, vorrebbero farmi sentire dei loro, ma io ancora fatico a superare la riservatezza, più in là di una stretta di mano e un sorriso non riesco ad andare. La partita non la seguo, preferisco guardare la gente sugli spalti, quattro panche sul terreno ondulato ed una recinzione che non fermerebbe un gregge di pecore, quattro panche gremite di volti a cui piano piano arrivo a dare un nome e una storia. Ed è così che l’ho vista, anzi prima di vederla l’ho sentita, un gridare, incitare, inveire senza sosta. Non so dire se sia una bella donna, è il carattere che mi ha colpito e che ogni volta mi porta a cercarla con lo sguardo prima dell’inizio della partita. Grinta e foga stupefacenti. E una partgianeria sbalorditiva. Non ne so molto di calcio ma ho notato più di una volta che le sue invettive non corrispondono a un torto subito dalla squadra, è sufficiente un sacrosanto fallo fischiato contro, un contrasto più che corretto dove il nostro giocatore abbia avuto la peggio, per scatenare il suo furore. Io che sono sempre attento a valutare le ragioni degli altri, io che non prendo posizione prima di aver attentamente studiato, io che anche quando prendo posizione bado a non essere scorretto, io sono affascinato dall’impulsività di questa donna, dal suo sposare senza tentennamenti una causa, dal suo saper gioire e soffrire incondizionatamente.
Domenica scorsa c’era anche lei sul traghetto per la trasferta a Paros. Appoggiata al parapetto guardava il mare, due fessure di occhi il resto del volto sereno. “lei è così diversa da me, vorrei che mi insegnasse la passione” avrei voluto dirle, invece ho fatto solo un gesto di saluto e mi sono allontanato.
Ma l’ho segnata con un cerchietto a matita nella mente, è diventata il sogno da coltivare con lentezza, come avessi davanti tutto il tempo del mondo.

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38 Risposte to “mai piaciuto il calcio”

  1. PindaricaMente 11 novembre 2016 a 11:27 #

    Cioè, tu ti sei trasferito lì? In quel posto meraviglioso?
    Ti invidio tanto, lo sai?
    E ti stimo altrettanto. Ora ancora di più. :))

    • massimolegnani 11 novembre 2016 a 11:31 #

      eheh, purtroppo no. Non io, solo il mio personaggio 🙂
      ml

      • PindaricaMente 11 novembre 2016 a 11:33 #

        Lo hai descritto talmente bene che ci ho creduto!
        Cascata con tutte le scarpe 😊😊

      • massimolegnani 11 novembre 2016 a 11:36 #

        ma la scrittura dovrebbe servire proprio a questo, a calarsi “con tutte le scarpe” in un’altra dimensione.
        perciò grazie 🙂

  2. lamelasbacata 11 novembre 2016 a 12:53 #

    Mi è piaciuto moltissimo questo brano. Così realistico e denso di significato. Veramente bravo 🙂

    • massimolegnani 11 novembre 2016 a 13:35 #

      (a me è piaciuto come sei comparsa stamattina con il silenzio di un like e poi sei tornata a darmi le parole, che di parole ho sete)
      un sorriso
      ml

      • lamelasbacata 11 novembre 2016 a 13:46 #

        Ho avuto bisogno di far depositare le immagini sul fondo. Il ritmo del racconto stesso invita alla calma e alla riflessione.

      • massimolegnani 11 novembre 2016 a 14:13 #

        E sono proprio i tuoi differenti passaggi che mi affascino 🙂

  3. pj 11 novembre 2016 a 15:53 #

    Ti confesso che mi sono innammorato un po’ anch’io di quella donna.
    E trovo che quella frase un po’ sibillina “Non so dire se sia una bella donna”, messa così, nel mezzo del racconto, sia una specie di epicentro della passione del tuo protagonista.
    Il racconto poi è così carico di delicatezza da stemperare il finale velatamente amaro.
    Ottimo racconto davvero!

    • massimolegnani 11 novembre 2016 a 17:43 #

      Credo che l’incapacita’ di esprimere giudizi obbiettivi sia uno degli elementi di ogni innamoramento. E poi c’e’ un altro aspetto in quella frase: il mero aspetto estetico passa in seconda linea quando una donna sprizza contagiosa energia.
      Il finale e’ amaro se si considerano le scarse possibilita’ di successo, per eta’ e poca avvenenza, del protagonista, ma diviene candidamente roseo se lo si guarda coi suoi occhi.
      Il tuo commento mi ha fatto particolarmente piacere,
      ciao pj
      ml

  4. tramedipensieri 11 novembre 2016 a 16:42 #

    Ti confesso che mi sarebbe piaciuto assai essere quella donna 😉 (scherzo, naturalmente).
    Insomma pare sia stato oltre al paesaggio l’unica evasione meritevole del viaggio…
    A volte è così che iniziano le storie

    Complimenti sempre
    Ciao
    .marta

  5. rodixidor 11 novembre 2016 a 20:21 #

    Bella la storia dell’isola dell’Egeo, anche se richiama un un po’ troppo Salvatores. Mi spiace però dover infrangere un sogno, sono stato a Naxos ed è bellissima, ma piena anche di turisti.

    • massimolegnani 11 novembre 2016 a 21:37 #

      Questa sì che è una delusione, rodix.
      A quel che mi raccontava il protagonista all’epoca dei fatti forse ce n’erano pochi o lui che aveva occhi selettivi non li vedeva 🙂
      ml

  6. gelsobianco 12 novembre 2016 a 04:07 #

    “Non so dire se sia una bella donna”.
    Ed è così vero questo non saper rendersi conto perché quando ti innamori non hai più la possibilità di giudizi oggettivi.
    Sei innamorato… Basta questo.
    Poi a lui è piaciuto immensamente il modo vitale di essere di lei.
    Grande passione in lui che finisce con l’essere il sognare con passione la passione che prova per lei “con lentezza, come avessi davanti tutto il tempo del mondo.”
    Bellissimo questo finale amaro.
    Tutto è di una delicatezza estrema.
    Sei bravo davvero e continui a emozionarmi molto, ml.
    Ti sorrido
    gb

    • massimolegnani 12 novembre 2016 a 09:53 #

      Finale amaro! Ma allora tu e rodix siete due pessimisti incalliti peggio di me, che a lui lo vedete già spacciato mentre io una speranza gliel’ho lasciata 🙂
      Grazie gb per le belle parole
      ml

      • gelsobianco 12 novembre 2016 a 16:29 #

        per me è amaro il finale perché per il tuo protagonista la passione finisce con l’essere il sognare con passione la passione che prova per lei (come ho scritto sopra)
        “con lentezza, come avessi davanti tutto il tempo del mondo.”
        quel “con lentezza” mi indica tutto questo che io sento.
        lui sa bene che non ha tutto il tempo del mondo davanti.
        molto bello il racconto anche per questa consapevolezza piena di lui.

        un abbraccio, ml
        gb

  7. massimolegnani 12 novembre 2016 a 19:03 #

    Giusto, ma per fortuna c’è il fatto del cerchiare a matita l’idea è la volta precedente era riuscito a realizzarla.
    Un sorriso è un abbraccio a te
    ml

    • gelsobianco 12 novembre 2016 a 21:33 #

      Sì, una volta ci è riuscito… cercava l’isola e l’ha trovata.
      Il sogno non è rimasto sogno.
      E’ ben diversa la seconda volta, a mio modestissimo parere.
      Io sento amarezza in queste tue parole “…come avessi davanti tutto il tempo del mondo.”
      E continuo a cogliere amarezza anche rileggendo.
      Una velata amarezza, se preferisci, ma amarezza comunque.

      Amico caro, ciò che conta comunque è che tu hai scritto un racconto notevole che resta in me lettrice con emozione.
      Mi inchino sorridendoti
      gb

      • gelsobianco 12 novembre 2016 a 21:37 #

        perdona quel mio “comunque” ripetuto due volte troppo vicine.
        io scrivo sempre di getto e rileggo solo dopo che ho postato
        gb

      • massimolegnani 12 novembre 2016 a 21:51 #

        gravissimo! 🙂

      • massimolegnani 12 novembre 2016 a 21:50 #

        Sì sono d’accordo la seconda volta è più improbabile abbia successo
        E si un po’ di amarezza c’è
        Buona serata
        ml
        (grazie)

      • gelsobianco 13 novembre 2016 a 01:06 #

        sì, gravissimo 😀
        gb

      • massimolegnani 13 novembre 2016 a 01:11 #

        ahah!

      • gelsobianco 13 novembre 2016 a 01:07 #

        Grazie sempre a te, ml
        Buona notte
        Un abbraccio Un sorriso
        gb

      • massimolegnani 13 novembre 2016 a 01:12 #

        A te 🙂

  8. alessialia 13 novembre 2016 a 14:03 #

    ml, ho letto il primo commento… solo il primo, perchè mi piace leggerti e poi commentare con quel che mi esce dalla pancia, senza esser condizionata da altri pareri…
    ma anche io mi ero talmente immedesimata che credevo fosse vero… la descrizione della quotidianità… e che bella anche la descrizione dell’isola appena vista… e quel segnare con un cerchietto rosso nella mente… te la rubo come idea e segnero cosi anche le mie cose nella testolina…
    eh io vivo di passioen.. uff!
    bellissimo ml!

    • massimolegnani 13 novembre 2016 a 15:04 #

      Ma c’e’ sempre del vero in quello che scrivo, Ale.
      Pensa che era il mio primario, colto e timido, che a un certo punto s’e’ trasferito sull’isola inseguendo il proprio cognome!
      Ti abbraccio
      ml

      • alessialia 13 novembre 2016 a 16:32 #

        Uau che storia….
        Grosso grosso il tuo primario… Lo ammiro!
        Bacini ml!

      • massimolegnani 13 novembre 2016 a 16:40 #

        L’hai detto 🙂

  9. Cose da V 13 novembre 2016 a 19:11 #

    Che bello! Sinceramente non so se mi abbia influenzato il fatto che tu abbia scritto “non so dire se sia una bella donna” ma non me la sono immaginata bella, ma forte sia fisicamente che dentro, dai tratti un po’ selvaggi. Anche a me non piace il mare affollato, mi sa di appiccicoso, lo preferisco solitario, però ogni tanto avrei bisogno di una figura come quella del tuo racconto, che mi dia la carica e l’esempio.

    • massimolegnani 13 novembre 2016 a 20:07 #

      Sui tratti un po’ selvaggi sono d’accordo con te. Io la immagino come una bellezza non convenzionale che poi è un modo diverso dire di una donna che non è bella ma molto seducente.
      Ciao V.
      ml
      (la troverai!)

  10. Tiffany 18 novembre 2016 a 18:24 #

    era tanto che non mi emozionavo leggendo le parole di qualcuno
    Sai quel brivido che ti attraversa quando qualcuno sa scrivere e portarti “altrove” in un’altra dimensione?
    Ecco mi sta accadendo oggi con il tuo blog nel quale mi sto perdendo.
    E naufragar m’è dolce… 🙂
    Grazie!

    • massimolegnani 18 novembre 2016 a 18:39 #

      Sei gentilissima, contento di riuscire a portarti “altrove” con la scrittura.
      Un sorriso di benvenuta
      ml

  11. vivereinblu 3 maggio 2017 a 13:05 #

    Bel racconto.. E molto bella Naxos 😊

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