novembre

28 Nov
by c.calati

by c.calati

Novembre ha ombre lunghe e ore brevi, grigio cielo, rami nudi, ma erba ancora verde ai prati e primo grano ai campi. È un tempo a mezza via, come una terra non più pianura ma non ancora monte. Per questo suo essere poca cosa lo amo più dei mesi successivi, sontuosi e festaioli, lui l’unica festa è i morti, sì, è un tempo adatto ai morti e ai vivi che si nascondono alla falce. Non è come dicembre dove l’allegria è sfoggio da pavoni, qui si hanno profili bassi, ma ogni ora di sole è regalata, ogni sorriso una conquista.

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16 Risposte to “novembre”

  1. alessialia 28 novembre 2016 a 11:38 #

    Diciamo che è un po’ un tempo sospeso… a questo mi hanno fatto pensare le.tue.parole!

    • massimolegnani 28 novembre 2016 a 12:30 #

      sì, sospeso e trascurato, aggiungerei 🙂
      un abbraccio, Alessia,
      ml

  2. Tati 28 novembre 2016 a 12:04 #

    a novembre si prende fiato, si cammina lenti, per i piedi nel fango e per il vento freddo e contro muso… e i pensieri vanno di pari passo
    Piaciuto… tanto 🙂

  3. remigio 28 novembre 2016 a 12:31 #

    E’ il “Novembre” di Giovanni Pascoli…

    Gemmea l’aria, il sole così chiaro
    che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
    e del prunalbo l’odorino amaro
    senti nel cuore…

    Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
    di nere trame segnano il sereno,
    e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante
    sembra il terreno.

    Silenzio, intorno: solo, alle ventate,
    odi lontano, da giardini ed orti,
    di foglie un cader fragile. E’ l’estate
    fredda, dei morti.

    • massimolegnani 28 novembre 2016 a 12:35 #

      Citazione pertinente e commovente, grazie.
      sai che non conoscevo questi suoi versi? il vantaggio dell’ignoranza è il potersi incantare di meraviglia anche alla mia età 🙂
      ciao Remigio,
      ml

      • artepsychesabinablogspotit 29 novembre 2016 a 16:04 #

        Pensa, te l’avrei citata anch’io, se non l’avesse già fatto Remigio.
        Poesia estremamente malinconica, che consegna un ritratto perfetto di questo mese “ingannevole”.
        L’ho amata da sempre questa poesia, fin dai tempi della scuola; mi ha fatto riflettere su di un altro aspetto dell’autunno, che confonde la vista e il sentimento delle stagioni: la varietà e l’intensità dei colori d’autunno, un’esplosione di vitalità ad un passo dal sonno dell’inverno.

      • massimolegnani 29 novembre 2016 a 17:16 #

        Verissimo, e adesso che l’esplosione e’ ormai passata, lavata via dalla pioggia, dell’autunno non ci resta che questa cupa introduzione all’inverno.
        Ciao Sabina
        ml

  4. PindaricaMente 28 novembre 2016 a 14:32 #

    “Possiamo ancora trovare una via, perché niente dura per sempre.
    Nemmeno la fredda pioggia di novembre.”
    Ti piacciono i Guns N ‘Roses, Massimo?
    (Per me, Novembre è sempre stato un punto interrogativo scritto a matita. Ma non chiedermi perchè. :)* )

    • massimolegnani 28 novembre 2016 a 17:15 #

      Ecco mi metti in difficolta’ che i Guns li conosco solo di nome 🙂 ma se sono loro le parola sopra, allora si’, mi piacciono 🙂
      Ciao Pindara
      ml
      (un punto interrogativo a matita e’ perfetto!)

  5. lamelasbacata 28 novembre 2016 a 16:20 #

    Sai che la tua descrizione si adatta bene a certi piemontesi di collina che conosco? poche parole, gesti essenziali, un’occhiata e un’alzata di spalle per intendersi. Senza fronzoli, spogliati degli orpelli come gli alberi delle loro foglie. Un quadro delicato che ha il sapore della nebbia e del fumo di legna. Bello.

    • massimolegnani 28 novembre 2016 a 17:17 #

      eheh, io ormai sono in Piemonte da talmente tanti anni che ci ho messo le radici. E la collina ce l’ho giusto dietro casa 🙂
      Ti abbraccio, Mela
      ml

  6. flampur 30 novembre 2016 a 12:35 #

    Sono un estimatore dei Settembre, un po’ ne carne ne’ pesce anche loro, sospesi tra l’estate e l’autunno, come Novembre tra l’autunno e l’inverno.
    Mesi di mezze frasi, indecisi sul mollare o tenere, sul perseguire o l’arrendersi, mezze tinte che invitano alla meditazione, indecisioni che ti possono segnare una vita intera.

    • massimolegnani 30 novembre 2016 a 14:33 #

      sì, li potremmo chiamare “mesi del forse” e il loro fascino sta proprio in questo essere indecisi 🙂
      ciao flampur
      un saluto
      ml

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