a ruminar silenzi

9 Dic
foto

by c.calati

 

 

Vorrei essere un vitello o un grosso bove troppo vecchio per farne carne, non un toro invece, focoso e ottuso fino alla spada conficcata tra le vertebre dopo l’illusione dei volteggi attorno al rosso. 

Dei bovini invidio la masticazione lenta come meditassero sui massimi sistemi, io mangio in fretta e non rifletto. Tutti quegli stomaci, omaso, abomaso, altri, per smaltire erba!, è la saggezza di mio nonno, “masticavamo lenti poco cibo che diventasse tanto.”

Ruminano placidi, io mi logoro a ruminar silenzi, deglutirli rabbiosi o stupefatti, (in)digerirli in un transito esausto, rimasticarli, ruminarli ancora, finchè non siano morbidi alla voce.

 

 

 

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59 Risposte to “a ruminar silenzi”

  1. PindaricaMente 9 dicembre 2016 a 11:58 #

    Da oggi in poi, quando vedrò un vitello, lo guarderò con occhi diversi.
    Non avrei mai pensato di invidiargli qualcosa, ma leggendoti ho capito che, metaforicamente e non, ingoio spesso bocconi interi e che forse dovrei cominciare a ruminare come un ovino. 🙂

    • massimolegnani 9 dicembre 2016 a 14:31 #

      ogni oggetto, ogni essere, animato o meno, che incontriamo ci può fare da specchio per vederci dentro.
      ciao Pindara, posso sorridere al tuo salto di categoria, da bovino a ovino?
      ml

  2. Paolo 9 dicembre 2016 a 12:17 #

    Ruminar silenzi… “finché non siano morbidi alla voce”… Sempre poesia! E sempre bello tornare a leggerti. Un caro saluto, P.

    • massimolegnani 9 dicembre 2016 a 14:33 #

      un caloroso saluto a te, Paolo, e un grazie. è sempre un piacere quando passi di qua.
      ml

    • gelsobianco 11 dicembre 2016 a 03:28 #

      “dopo l’illusione dei volteggi attorno al rosso.”
      Non è poesia anche questa, Paolo?
      🙂
      gb

      Non ti ho ancora letto, ml.
      Ho iniziato, sì.
      Ho subito notato l’illusione del volteggiare attorno al rosso. 
      Mi sono fermata perché ora non riuscirei a gustare del tutto il tuo scritto.
      Sono proprio stanca.
      A presto!
      Un sorriso caro
      gb

      • massimolegnani 11 dicembre 2016 a 11:35 #

        Il toro mi ha sempre fatto pena, lo crescono a esser forte per ucciderlo con piu gusto.
        Buona lettura, gb, quando la completerai 🙂
        ml

      • Paolo 11 dicembre 2016 a 13:23 #

        Sì, “gb”. E’ la cifra di Massimo.
        A mio parere, modesto e naif, se vuoi. Massimo ha quella capacità di estrarre dalla sua prosa vissuta, “ruminata” – appunto, l’essenza. E’ parola distillata e “asciugata”, che ricorda quella di autori attenti e radicali, veri e carnali (nel senso che attraverso le parole si tocca la carne, si sente il sapore del sangue) come Erri De Luca (mi sia concesso l’accostamento).

      • massimolegnani 11 dicembre 2016 a 14:03 #

        Erri de Luca ha una scrittura inimitabile, tattile, sensoriale, fatta di carne e di cuore. Essere accostato a lui,non certo per i risultati ma per il tentativo di battere quella strada, è il più alto apprezzamento che abbia mai ricevuto.
        Grazie Paolo
        un abbraccio
        ml

      • gelsobianco 12 dicembre 2016 a 23:36 #

        Sì, Paolo, in ml “attraverso le parole si tocca la carne, si sente il sapore del sangue”. Come è vero! Come hai ragione!
        Concordo con il tuo accostamento con Erri De Luca relativamente a quello di cui parli.
        Grazie.
        🙂
        gb

      • massimolegnani 13 dicembre 2016 a 00:33 #

        caspita ragazzi (gb e Paolo), grazie 🙂

      • gelsobianco 13 dicembre 2016 a 01:28 #

        🙂
        gb

  3. labloggastorie 9 dicembre 2016 a 12:23 #

    È proprio vero: fagocitiamo parole e quello che sta in mezzo…
    un abbraccio

    • massimolegnani 9 dicembre 2016 a 14:34 #

      in mezzo alle parole sta il silenzio che mastichiamo a lungo 🙂
      ciao Blogga
      ml

  4. Evaporata 9 dicembre 2016 a 13:28 #

    I miei silenzi stanno diventando sassi che fermano il respiro.

    • massimolegnani 9 dicembre 2016 a 14:35 #

      tutto ciò che non strozza serve, anche i sassi indigesti possono avere superfici a specchio.
      un sorriso
      ml

  5. Pendolante 9 dicembre 2016 a 14:23 #

    masticare lenti… i bovini hanno aria riflessiva mentre ruminano, eppure infinitamente persa nel vuoto (diciamo pure stupida). Forse lì sta il segreto della buona digestione

    • massimolegnani 9 dicembre 2016 a 14:37 #

      anche del buon vivere, apparire stupidi fottendosene e riflettendo dentro di sè.
      🙂
      ml

      • Pendolante 9 dicembre 2016 a 21:10 #

        Apparire solo però

      • massimolegnani 9 dicembre 2016 a 21:33 #

        finché si riesce, solo apparire 🙂

  6. Daniela 9 dicembre 2016 a 14:36 #

    ormai non si riesce neppure ad ingoiare certi bocconi ,si chiude lo stomaco,nulla passa,ruminato od integro…

    • massimolegnani 9 dicembre 2016 a 14:38 #

      eppure lentamente si finisce col digerire tutto 🙂
      ciao Daniela
      ml

      • Daniela 9 dicembre 2016 a 15:42 #

        …sai che gastrite!!! ciao Massimo 🙂

      • massimolegnani 9 dicembre 2016 a 17:26 #

        siamo nati per soffrire (di gastrite) 🙂

      • Daniela 9 dicembre 2016 a 17:26 #

        ne farei a meno di ettolitri di gaviscon 😛

      • massimolegnani 9 dicembre 2016 a 17:31 #

        🙂

  7. Tati 9 dicembre 2016 a 16:23 #

    una volta hai commentato da tra la polvere con queste parole…
    “strana vita le parole, le ascoltiamo ruminando, le digeriamo con il cuore”… e direi che va a braccetto con questo post…
    Buon tempo
    tati

    • massimolegnani 9 dicembre 2016 a 17:29 #

      due pensieri, primo mi emoziona che ricordi i miei commenti, e poi trovo sia la dimostrazione che in effetti rumino in silenzio le parole che leggo 🙂
      un abbraccio
      ml

      • Tati 9 dicembre 2016 a 17:42 #

        Non avevo dubbi sul tuo ruminare in silenzio…
        Ricordo chi passa, dentro e fuori il pc, sempre e comunque, nel bene e nel male… È un po’ il mio male ma quando si tratta di incontri sereni… Il ricordo è ancora più forte 😉

      • massimolegnani 9 dicembre 2016 a 17:51 #

        ..e questa tua memoria calda, partecipe, mi piace 🙂

      • Tati 9 dicembre 2016 a 18:06 #

        … Mi fa piacere… A volte mi scotto da sola… Ma va bene così, pare di perdere meno pezzi di mondo 🙂

      • massimolegnani 9 dicembre 2016 a 18:27 #

        🙂

  8. blogcambiopasso 9 dicembre 2016 a 20:30 #

    una volta un ex fidanzato mi disse: “stai esattamente a metà tra la tua micia e le mucche di tuo nonno … ”
    un mugatto praticamente

  9. tramedipensieri 10 dicembre 2016 a 00:55 #

    I silenzi lenti per farsi voce vanno sminuzzati ben bene…
    Chapeau!
    Ciao
    .marta

  10. le hérisson 10 dicembre 2016 a 07:57 #

    “Ruminar silenzi” è l’attività della solitudine. Le tue parole l’han resa poesia

    • massimolegnani 10 dicembre 2016 a 10:42 #

      In realtà non ho capito se ho scritto ‘na roba malinconica o blandamente meditativa 🙂
      Grazie, Herrison
      ml

      • le hérisson 10 dicembre 2016 a 13:53 #

        Malinconicamente meditativa ^_^
        cb

      • massimolegnani 10 dicembre 2016 a 18:35 #

        mi sembra una sintesi perfetta:)
        Ciao cb
        ml

  11. vikibaum 11 dicembre 2016 a 18:04 #

    è vero i silenzi ruminati a lungo, masticati lentamente escono fuori come velluto attorno alle cordi vocali… Viki

    • massimolegnani 11 dicembre 2016 a 20:28 #

      Mi fa piacere che la pensi così, velluto attorno alle corde vocali, bello!
      Ciao Viki
      ml

      • Silvia 11 dicembre 2016 a 22:22 #

        L’anno scorso il mio amico allevatore aveva un toro oltremodo cattivo.
        #lo devo ammazzare prima del tempo stabilito, prima che sia lui ad ammazzare me# , diceva.
        Infatti così successe, ma prima di farsi portare al macello il Toro cattivo fece male al mio amico allevatore, schiacciandogli una mano.
        Adesso il Toro cattivo è nel mio congelatore, e quando lo cucino è ottimo.
        #Era cattivo da vivo ma è diventato buono da morto#, commento con mio marito quando ci gustiamo le sue carni bollite arrostite o brasate .

      • massimolegnani 12 dicembre 2016 a 00:56 #

        il destino del toro è più triste di quello degli altri bovini perchè lui si sente nato per ben altro.
        (dico così, eppure la carne la mangio con gusto)
        ciao Silvia:)
        ml

  12. Cose da V 12 dicembre 2016 a 18:03 #

    A me i tori hanno sempre fatto una gran pena e non ne ho mai provata per il matador che ci resta secco. Ti consiglio di leggere il testo (e se ti va di ascoltare) “Dalla parte del toro” di Caparezza. In realtà a me i tori fanno pena e tutto quanto, ma non sono vegetariana e ti dirò che pure la Corrida portando soldi e turismo non mi va di demonizzarla, ecco. A ogni modo bellissima l’immagine dei silenzi. Quelli che mi tormentano di più sono i silenzi rabbiosi e rancorosi.

    • massimolegnani 12 dicembre 2016 a 19:12 #

      Anche i silenzi rancorosi servono se tacendo (e ruminando amaro) si riesce stemperare l’incazzatura. Condivido la pietà per il destino dei tori (pur mangiando spesso e volentieri la carne dei loro figli)
      E adesso vado a cercare caparezza:)
      ml

  13. intempestivoviandante 12 dicembre 2016 a 21:56 #

    La rabbia, lo stupore, la malinconia, la riflessione, tutto si fa silenzio per diventare poi voce, la lentezza va bene per il cibo, ma ancor più per le parole, quelle importanti, quelle che scavano il silenzio, lo sanno leggere e portando fuori ciò che contiene lo alleggeriscono e al tempo stesso gli danno valore e senso.

    • massimolegnani 13 dicembre 2016 a 00:27 #

      bello questo tuo silenzio come premessa per la voce e queste parole che danno valore al silenzio.
      ciao Alex
      ml

  14. gelsobianco 12 dicembre 2016 a 23:57 #

    Se imparassimo a ruminare di più i silenzi… sia quelli che gustiamo con uno stupore che si rinnova ogni volta sia quelli che ci riempiono di rabbia, di dolore.
    C’è tempo per le parole che, dette, non tornano indietro.

    Sempre il tuo riflettere ha momenti ampi di poesia nei tuoi scritti, ml.
    E sempre io ti leggo con grande piacere.

    Per te un mio sorriso con la luce e il calore delle fiamme di un camino
    gb

    • massimolegnani 13 dicembre 2016 a 00:31 #

      “c’è tempo per le parole che, dette, non tornano indietro”, giustissimo.
      grazie gb un sorriso caloroso a te
      ml

      • gelsobianco 13 dicembre 2016 a 01:27 #

        la parola lanciata colpisce – ferisce o accarezza

        mi affascina il calore del camino con la danza luminosa delle sue fiamme
        buona notte, caro ml
        gb

      • massimolegnani 13 dicembre 2016 a 02:16 #

        buonanotte a te e grazie 🙂

  15. alessialia 20 dicembre 2016 a 13:19 #

    No vabbe…. hai scritto una metafora sulla lentezza e prenderci i nostri tempi… ce lo dimentichiamo sempre…

    • massimolegnani 20 dicembre 2016 a 13:32 #

      io son lento di natura 🙂
      a me piace che una veloce come te ogni tanto trova il tempo di rallentare e dedicarmi minuti di lettura.
      è un onore!
      ml

      • alessialia 20 dicembre 2016 a 13:39 #

        Eh… io piu che veloce… vado sempre per unooooo… ma percheeee???
        I tuoi.post non li perderei maii.. a costo di leggerne venti insiene! Solo che poi ti sotterro di connentiii!!!
        Eh un po di lentezza è un bel regalo!

      • massimolegnani 20 dicembre 2016 a 13:43 #

        sei adorabile!

      • alessialia 20 dicembre 2016 a 13:58 #

        Mi sono imbarazzataaaa!!! Ahaha

      • massimolegnani 20 dicembre 2016 a 14:48 #

        🙂

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