Camillo e altre sogliole

21 Dic
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Sai… dice Camillo e tace, perchè a quel punto ci vuole una pausa che aiuti a riflettere. Gli amici lo sanno e già sono oltre, verso l’atmosfera che lui col silenzio sta tentando d’introdurre. Ma Marisa, che quella parola ha inteso come un abbozzo spaurito a contrastarla, riprende a macinare le parole, che tante e forti danno maggiore sicurezza. 
Sì, a voi manca l’immagine. Siete un gruppo chiuso, isolato, senza rapporti con l’esterno. E non sto parlando di apparenza, anche se nel nostro lavoro pure quella ha la sua importanza. Mi riferisco all’immagine sostanziale che voi date a chi è fuori dalla vostra cerchia. E sapete come vi si vede da fuori? Siete sogliole che nuotano in gruppo, belle e grandi viste di lato, ma faccia a faccia vi appiattite e finite con lo scomparire sul fondo sabbioso. Sì, siete sottili come sogliole, a una sola dimensione, l’ingenuità dell’utopia.
Silenzio. Un silenzio ben lontano da quello desiderato da Camillo. Un silenzio di falso trionfo che Marisa assapora come vero.
Mauro inclina impercettibilmente il capo da un lato e accenna un sorriso ad angoli bassi, segno di un’ira che monta senza sfogare in parole. Claudia sfila un grissino che come gli altri non arriverà mai alla bocca, ma frantumato arricchirà la collinetta inconscia davanti al suo piatto. Camillo sembra assorto, forse assente. Solo Nico ribatte di petto.
Marisa, non mi riconosco in quello che dici. I nostri problemi sono altri e tu li conosci. Abbiamo lavorato per anni fianco a fianco, con lo stesso maestro, condividendo entusiasmo e buon lavoro. Possibile che adesso che ci ritroviamo un capo scriteriato sai solo farci la predica, anziché essere solidale?

Marisa sbuffa come di fronte a scolaretti ottusi. Eppure lei e gli scolaretti erano coetanei e un tempo erano stati compagni di trincea, poi lei era diventata maestra.
Ma i miei sono buoni consigli: basta battaglie contro i mulini a vento, siete patetici, superati. Il vostro rigore è ridicolo. Avete cinquant’anni e non vi ho mai visto con una cravatta, un vestito elegante. Dovete aprire gli occhi: il vostro capo non lo sconfiggerete mai, siete voi destinati alla sconfitta. E giustamente, perchè non avete saputo modificarvi.

Silenzio.

     Sai…dice Camillo e tace. Questa volta Marisa prova ad aspettare, più per curiosità che per rispetto.

Magnifica carriera la tua, sempre più in alto, mentre noi siamo rimasti fermi in basso, manovali di lusso, ci diciamo tra noi. Ma dall’alto non ci riconosci più, che forse siamo sogliole, ma siamo sogliole stupende. Hai perso, Marisa, e ancora non sai cosa. Mi dispiace per te, sinceramente.

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22 Risposte to “Camillo e altre sogliole”

  1. lamelasbacata 21 dicembre 2016 a 10:34 #

    La miopia emotiva dei falsi profeti. Triste…

    • massimolegnani 21 dicembre 2016 a 12:50 #

      sì, quelli che si gloriano di se stessi e disprezzano chi un tempo era al loro fianco.
      ciao Mela,
      ml

  2. labloggastorie 21 dicembre 2016 a 12:12 #

    Il potere, ma non solo quello, ha nell’uomo l’effetto di farlo passare dal desiderio di condividere con i suoi simili il profumo delle foglie d’alloro sotto al naso al bisogno di intrecciarne un’unica ed esclusiva corona sopra la propria testa.
    Un abbraccio da sogliola in mezzo a questo mare 🙂

    • massimolegnani 21 dicembre 2016 a 12:54 #

      come l’hai detto bene, blogga! è esattamente questo viraggio dalla condivisione all’egoismo a rendere tristi i rapporti di lavoro un tempo buoni.
      un abbraccio
      ml

  3. artepsychesabinablogspotit 21 dicembre 2016 a 13:08 #

    E dirle anche:
    Sogliole con la cravatta? Ma dove vivi?

  4. Tati 21 dicembre 2016 a 14:19 #

    … Perché non è tanto COSA siamo ad essere importante, quanto COME siamo…

    • massimolegnani 21 dicembre 2016 a 15:12 #

      pienamente d’accordo, come siamo e come ci siamo arrivati.
      ciao Tati
      un saluto
      ml

  5. PindaricaMente 21 dicembre 2016 a 15:57 #

    Leggendoti mi è venuto in mente Sofocle: “Non si può conoscere veramente la natura e il carattere di un uomo fino a che non lo si vede gestire il potere.”
    Ecco, appunto.
    Ecco perchè preferisco di gran lunga una sogliola fresca e gustosa ad una cozza attaccata ad uno scoglio. .-)
    Ti abbraccio, Massimo.

    • massimolegnani 21 dicembre 2016 a 16:29 #

      Sofocle ha centrato il punto e tu non sei da meno
      Un abbraccio a te Pindara
      ml

  6. tramedipensieri 21 dicembre 2016 a 19:44 #

    Poveri pesci 🙄🤔😂

    Essere é il verbo d’uso sicuro.

  7. Patrizia 22 dicembre 2016 a 23:27 #

    Sono state brave le sogliole a travestirsi da sogliole. un giorno si riconobbero, si legarono, perché è così difficile trovare una propria tribù. Chi vive a una dimensione vede gli altri a una dimensione. E le sogliole sguazzano felici, con le loro tre dimensioni, due delle quali invisibili a molti 🙂

    • massimolegnani 22 dicembre 2016 a 23:43 #

      mi è molto cara la vena surrealista del tuo commento, ci trovo poesia e vicinanza
      grazie Patrizia
      ml

  8. gelsobianco 24 dicembre 2016 a 02:45 #

    “Marisa… riprende a macinare le parole, che tante e forti danno maggiore sicurezza.”
    Ecco qui la grande e sicura Marisa, che ha bisogno di parole su parole perché in realtà teme il silenzio, che non vede la bellezza vera delle sogliole che hanno più dimensioni.
    Chi vive a una sola dimensione coglie tutto con quella sua dimensione e vede gli altri nella sua unica dimensione.
    “Hai perso, Marisa, e ancora non sai cosa. Mi dispiace per te, sinceramente.”
    E Camillo lo dice rompendo il suo meraviglioso silenzio con tristezza e rammarico.
    Lui è una sogliola a più dimensioni.

    Anche tu, ml, guizzi con le tante tue dimensioni.
    E io ti abbraccio.
    E quanta poesia è in te.
    🙂
    gb

    • massimolegnani 24 dicembre 2016 a 10:57 #

      ho voluto rendere omaggio alle sogliole poco appariscenti che siamo stati (il mio unico vero Maestro sosteneva che il medico deve lavorare, “diffondersi”, in orizzontale, raggiungere e “guarire” la sabbia del fondo, anzichè ambire alla verticalità delle vette del successo personale)
      grazie gb, un abbraccio di buon Natale
      ml

      • gelsobianco 24 dicembre 2016 a 23:45 #

        sogliole poco appariscenti voi, sì, a più dimensioni anche se vi siete “diffusi” in orizzontale e non avete scalato verticalmente le vette del successo personale.
        che bell’omaggio hai reso al tuo unico vero “Maestro”, ml.

        buon Natale per te e per chi è nel tuo cuore.
        ore serene con bagliori di gioia.
        🙂
        gb

      • massimolegnani 25 dicembre 2016 a 18:24 #

        Grazie gb
        Ancora buone feste 🙂
        ml

  9. Stefi 27 dicembre 2016 a 19:28 #

    Io ci sto bene con quelli rimasti fermi in basso. Ci sono anch’io in mezzo a loro e fiera ne vado, capito Marisa?

    • massimolegnani 27 dicembre 2016 a 20:03 #

      E a me fa un immenso piacere accoglierti sogliola tra queste sogliole.
      ( condivisione!)
      ciao Ste’
      🙂
      ml

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