vino fantasma (Boca)

29 Gen

photo by c.calati

 

 

Fu forse per amore che quella sera lasciai a lei la scelta del vino. Scorse la carta e indicò al cameriere un nome. Una pastosità alla bocca, come una ragnatela, un calore rosso sulla lingua, più ne bevevo più mi stupiva. Feci per guardare l’etichetta, ma mi fermò, devi indovinare. Non ne avevo idea, ma per me quella sensazione di tela di ragno che m’impolverava il palato era il segno dell’assoluto apprezzamento.

Intanto la serata volgeva al fallimento, nessuna breccia nelle sue difese, sorrisi e tenerezza ma decisione irremovibile. Bevemmo un’ultima sorsata prima di uscire. Capisci, non funzionerebbe tra noi, mi disse, appena fuori, passandomi le dita tra la barba. No, non capivo. Mi diede un bacio di commiato. Ritrovai tra le sue labbra il gusto unico del vino. Penserai a me quando lo berrai, a quel che non è stato, mi sussurrò prima di allontanarsi. E il nome? Boca, mi gridò dal buio.

Consultai libri e battei enoteche e osterie, nessuno conosceva quel vino e il suo ricordo andava svanendo assieme a quello di lei, in una doppia sofferenza. Poi un giorno scoprii che in Piemonte esisteva un paesino con quel nome. Partii, centinaia di chilometri per una speranza forse vana. Mi attendeva un paesaggio da spaesamento, poche case nella nebbia e intorno colline brumose dagli sparuti vigneti. Nessuna indicazione di case vinicole o cantine sociali. Chiesi in giro ed alla fine arrivai a un vecchio edificio isolato. Un uscio socchiuso. Uno stanzone appena rischiarato da una finestra sporca e appannata, il pavimento in terra battuta, qualche scaffale stipato di bottiglie e un caminetto spento sullo sfondo. Mi accolse un anziano seduto su una panca. Gli dissi cosa cercavo. Questa era la tenuta dei Conti di Valperga, ma è andato tutto a catafascio. È rimasta qualche bottiglia di Lessona e un centinaio di Sizzano, mi rispose, ma il Boca non è mai esistito, è solo il nome del paese.

Ero scoraggiato. Il vecchio mi diede le spalle e rimestò con un legno nella cenere borbottando, eh, tutto diventa cenere. Passai in rassegna gli scaffali e trovai una bottiglia senza etichetta. E questa cos’è? domandai, Oh, quello è il vino che facevo per me, non l’ho mai venduto.Chiesi di assaggiarlo ma non mi rispose, così mi arrangiai da solo con un cavatappi mezzo arrugginito. Era troppa la fretta di sapere, qualcosa mi diceva che forse.. così bevvi dal collo di quella bottiglia polverosa. Lo riconobbi alla prima sorsata. La ragnatela!, mormorai, incapace di esultare. Poi mi girai per sapere dal vecchio perchè mi avesse mentito. Nella stanza non c’era più nessuno. Nel camino si levarono alte scintille e una fiammella strana nata dalla cenere.

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50 Risposte to “vino fantasma (Boca)”

  1. ESTER 29 gennaio 2017 a 19:09 #

    Impossibile dimenticare la magia di questo racconto… ho dimenticato l’anno, ma il gioco no! Un po’ come certi sapori e aromi che ti restano in bocca!

    • massimolegnani 29 gennaio 2017 a 19:25 #

      oh, Ester, che piacere, io, e che memoria, tu!
      ti abbraccio,
      ml

      • Ester Gaiadue 4 febbraio 2017 a 19:27 #

        Ricordo benissimo il gioco su Scrivi-com e ricevo le segnalazioni delle tue pubblicazioni, ma spesso mi manca il tempo…ma non dimentico 😉

      • massimolegnani 4 febbraio 2017 a 20:09 #

        Scrivi.com! per me è stato il battesimo di scrittura:)
        Un sorriso a te Ester
        ml

  2. rodixidor 29 gennaio 2017 a 19:13 #

    Il rimpianto per quel che non fu: un vino, una donna, un vecchio in un paese. Favoloso, nell’etimologia del termine. 🙂

    • massimolegnani 29 gennaio 2017 a 19:26 #

      Grazie rodix
      (da allora ho sempre qualche bottiglia di Boca in cantina!)
      🙂
      ml

      • rodixidor 29 gennaio 2017 a 19:37 #

        Allora esiste ….

      • massimolegnani 29 gennaio 2017 a 20:49 #

        Esiste, esiste, è un vitigno nebbiolo trapiantato nelle colline novaresi. 🙂

  3. lamelasbacata 29 gennaio 2017 a 19:33 #

    Pura magia questo racconto, una perla

  4. labloggastorie 29 gennaio 2017 a 19:34 #

    I racconti che si sollevano un po’ dalla realtà mi piacciono molto e il tuo non fa eccezione.
    Rifletto pensando che è cenere quello che prima nella ricerca arde, le risposte -in questo senso- forse sono soltanto un dettaglio.
    Un abbraccio

    • massimolegnani 29 gennaio 2017 a 20:52 #

      Volevo aggiungendo un po’ di mistero ripercorrere la fatica che ho fatto a rintracciare questo vino.
      Grazie blogga,
      buona serata
      ml

  5. labloggastorie 29 gennaio 2017 a 21:36 #

    Mistero e fatica, un binomio che ogni “viaggio” dovrebbe contenere 😀
    Una buona serata a te!

  6. Sephiroth 29 gennaio 2017 a 22:53 #

    Veramente magico!! 🙃

  7. Daniela 30 gennaio 2017 a 10:51 #

    affascinante racconto velato di mistero che si svela in parte…interessante come lo è il vino rosso e corposo 😉 Ciao Massimo!
    Daniela

    • massimolegnani 30 gennaio 2017 a 12:22 #

      ho voluto un po’ romanzare la ricerca affannosa di questo vino superbo che dopo un assaggio casuale non riuscivo più a trovare.
      ciao Daniela
      un sorriso.
      ml

  8. Tati 30 gennaio 2017 a 11:57 #

    C’è tutta la nebbia, l’odor del legno e delle pareti umide di un cascinale di collina… ( sì, spesso e volentieri questi sono odori che sento tra i tuoi scritti)…
    Adoro il nebbiolo e questo lo devo assolutamente assaggiare!
    🙂

    • massimolegnani 30 gennaio 2017 a 12:38 #

      il nebbiolo, come vitigno, ha trovato nelle colline novaresi una seconda patria e una seconda vita: il Boca, il Gattinara, il Ghemme sono vini eccelsi 🙂
      (mi piacciono questi odori che senti, effettivamente ci sono nelle mie parole)
      ciao Tati, buon vino 🙂
      ml

  9. Sabina 30 gennaio 2017 a 12:10 #

    …la magia dell’apparizione/scomparsa del vecchio e la concretezza del sapore del vino, che bell’accostamento: è come portare la magia dentro una realtà piccina e sperduta.

    • massimolegnani 30 gennaio 2017 a 12:41 #

      più tardi ho imparato le strade giuste per raggiungere quel vino, ma quel giorno fu davvero sperdimento e piccole magie 🙂
      ciao Sabina,
      buona giornata
      ml

  10. Patrizia Caffiero 30 gennaio 2017 a 14:20 #

    questo racconto è bellissimo. Breve ma denso come un calice di vino! Ma poi che saremmo senza desideri da inseguire, e con difficoltà?
    dovresti raccoglierli per una pubblicazione.

    • massimolegnani 30 gennaio 2017 a 15:31 #

      ti ringrazio 🙂
      il desiderare, l’inseguire, il trovare difficoltà, aumentano il piacere una volta che si è raggiunto l’obbiettivo 🙂
      ciao Patrizia
      ml
      (l’ho fatto un tempo, ora sono diventato troppo pigro:))

  11. Cose da V 30 gennaio 2017 a 22:38 #

    Questo è un racconto che ho proprio gustato. Francamente (nonostante il particolarissimo finale) non mi interessava la fine. Non perché il racconto non fosse coinvolgente (anzi!) ma perché ero talmente presa dalle immagini vivide che hai impresso che tutto il resto era irrilevante. Non so se mi sono spiegata… Mi interessavano più le immagini che la trama, ecco. Super, comunque!

    • massimolegnani 31 gennaio 2017 a 01:18 #

      non solo ti sei spiegata, ma mi affascina (e condivido) l’angolazione da cui mi hai letto.
      il piccolo mistero finale mi serviva per confermare la mia condizione d’incanto per quel vino ritrovato.
      ciao V
      e grazie davvero per le particolari parole d’apprezzamento
      ml

  12. Stefi 31 gennaio 2017 a 20:12 #

    Sono un’inguaribile romantica se dico che al posto del vecchio avrei voluto trovarci Lei?

    • massimolegnani 31 gennaio 2017 a 21:29 #

      Sorrido, non ci avevo pensato. D’istinto sono per i finali malinconici.
      Ciao Ste’
      ml

  13. gelsobianco 1 febbraio 2017 a 00:35 #

    “Penserai a me quando lo berrai, a quel che non è stato, mi sussurrò prima di allontanarsi. E il nome? Boca, mi gridò dal buio.”
    Sei grande, ml.
    Come dimenticare la magia di questo racconto?
    Io non l’ho fatto.
    E’ ancora tutta in me.

    Un abbraccio
    Un sorriso
    gb

    • massimolegnani 1 febbraio 2017 a 01:05 #

      è anche in me, tanto che ho sentito il bisogno di riproporlo, ritoccando appena qualche frase.
      ciao gb 🙂
      un abbraccio a te
      ml
      (grazie)

      • gelsobianco 1 febbraio 2017 a 01:13 #

        grazie a te per questa magia che io non ho potuto non ri_trovare immediata.
        🙂
        gb
        buona notte

        e sei bravo davvero, ml
        te lo scrivo ancora con affetto anche

      • massimolegnani 1 febbraio 2017 a 01:39 #

        sei davvero gentile, gb
        grazie ancora 🙂
        buonanotte con un sorriso
        ml

      • gelsobianco 1 febbraio 2017 a 01:45 #

        l’affetto è per te, ml, e per questo tuo racconto
        non è gentilezza la mia
        tu sai emozionarmi nel profondo con quello che scrivi
        🙂
        gb

      • massimolegnani 1 febbraio 2017 a 10:21 #

        ..e questa tua emozione mi fa piacere 🙂
        Un abbraccio

  14. le hérisson 4 febbraio 2017 a 16:38 #

    affascinante, misterioso e magico… come l’amore.

    leggere i tuoi racconti è sempre un po’ come volare, massimo
    cibergam

  15. alessialia 6 febbraio 2017 a 12:39 #

    Quanto… ma quanto mi piace infilarmi nei tuoi post….
    E se per unpo non riesco a venire, ma poi li leggi tutti insieme è proprio na bella coccola….
    Ml mi sei mancato…
    Ma ovviamente di te recupero sempre tutto!

    • massimolegnani 6 febbraio 2017 a 13:06 #

      A me commuovo le cavalcate che fai tra i miei post quando torni qui.
      Scorrazza in liberta’, ti sorrido
      ml

      • alessialia 6 febbraio 2017 a 13:34 #

        Eh mo commuovono addirittura! Lo sai quanto è bell o leggeri!

      • massimolegnani 6 febbraio 2017 a 13:50 #

        Si’ si’, e’ come vedere un bel cavallo pascolare, saltare staccionate, nitrire 🙂

      • alessialia 6 febbraio 2017 a 14:11 #

        Ahahahahha proprio cosi faccio… likero, leggo, poi vado al quello prima… poi commento quello dopo… mi piace scorazzare tra le tue pagine arovescio!

      • massimolegnani 6 febbraio 2017 a 14:43 #

        ..sono “arovescio” proprio per rigirarle come vuoi 🙂

  16. winefoodfighters 17 febbraio 2017 a 14:01 #

    Ti ringrazio per la bella lettura e per avermi fatto conoscere un vino che non conoscevo. Hai il nome di qualche azienda da suggerire? Grazie.

    • massimolegnani 17 febbraio 2017 a 14:13 #

      sì, quella di uno svizzero trapiantato da noi che da alcuni anni ha riportato il Boca agli antichi splendori. La sua azienda “le piane” ha un punto di vendita in centro paese.
      ciao 🙂
      ml

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