lettera appassionata delle rose

21 Feb
c.calati

c.calati

 

 

Si fa presto a dire rosa, come bastasse il nome ad evocare la bellezza e la passione. Ma il nome è assurdo, contraddetto dal colore, e il fiore è ovvio, come la sua declinazione, unico residuo rimasto in testa del latino.
Non mi va di dire rosa, sai quel gambo che s’arrampica con altri uguali sopra il ferro arrugginito a far da raffinata volta, che una volta forse, ma ora fa tanto giardinetto abbandonato della zia Tina. O quel gambo che svetta solitario dopo un’attenta potatura per recare in cima il bocciolo regina, il bocciolo imperdibile che anche lo zotico più zotico sia costretto a dire che bella rosa
Mi disturba della rosa il lavoro che c’è dietro, le forbici a sfoltire e la zappetta a rimuoverle le erbacce intorno e il concime a farla crescere, per non parlare degli innesti e degli incroci, che ci vorrebbe il genetista a progettare la variante che alla fine sembri più spontanea. Vuoi mettere il papavero, ormai ridotto a sporadica comparsa a bordo campo come un guardalinee cui nessuno bada se non per dargli addosso se segnala un fuorigioco? Ho stima sconfinata per quel fiore che mi riempie la memoria, rosso era il grano un tempo, sai.
Questo per dirti che non entrerò in negozio, che troppo mi ripugna chiedere una dozzina di rose rosse e assistere smarrito al rito delle spine strappate via come facevano i nazisti con le unghie. E poi il cellophane a soffocare, la pinzatrice perfida e la stagnola come un lutto.
No, non posso partecipare alla finzione.
Piuttosto questa notte andrò, acquattato come una volpe, a sgozzare le rose del vicino, come fossero galline, e nella tela di un sacchetto raccoglierò corolle ancora palpitanti. E una volta a casa, ad uno ad uno i petali scarlatti staccherò come un tempo si faceva con le piume, prima di passare il pollo sulla fiamma. Li ammasserò sul tavolo, con il profumo che avrà perso la superbia e il colore che sarà tornato ad essere colore. E nelle conche d’ottone dove tieni la farina metterò i petali a mucchi, come ossa dei santi nelle teche. Il giallo contro il rosso, non saranno rose rosse ormai, ma odori da vedere.

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50 Risposte to “lettera appassionata delle rose”

  1. rodixidor 21 febbraio 2017 a 10:45 #

    Questa è apologia di reato, attento a te, potrei cantarmela col tuo vicino 😉

    • massimolegnani 21 febbraio 2017 a 12:20 #

      Rodix ti passo meta’ delle corolle, ma acqua in bocca col vicino che gia’ mi vede male
      🙂
      ml

      • rodixidor 21 febbraio 2017 a 12:29 #

        Ahahah, speriamo non legga il tuo blog 🙂

      • massimolegnani 21 febbraio 2017 a 12:30 #

        🙂

  2. PindaricaMente 21 febbraio 2017 a 11:43 #

    Un po’ García Lorca “Era sbocciata la rosa alla luce del mattino…” e un po’ Guido Gozzano “Non amo che le rose che non colsi. Non amo che le cose che potevano essere e non sono state.”
    Applausi e rose rosse per te, Massimo.
    E per le tue parole sempre delicate come petali di rosa e pungenti come spine.

    • massimolegnani 21 febbraio 2017 a 12:23 #

      Onorato per gli accostamenti 🙂
      Si’, un po’ petali, un po’ spine.
      Ciao Pindara
      grazie
      ml

  3. lamelasbacata 21 febbraio 2017 a 11:45 #

    Un non-elogio quasi carnale della rosa, un tripudio dei sensi degno del poeta che sei.
    (Se ti interessasse un altro punto di vista http://wp.me/p25DB2-cn) 😊😊

    • massimolegnani 21 febbraio 2017 a 12:27 #

      Non solo ho letto ma ti ho anche rubato qualche corolla 🙂
      Ciao Mela
      ml

  4. remigio 21 febbraio 2017 a 11:58 #

    “E nelle conche d’ottone dove tieni la farina metterò i petali a mucchi, come ossa dei santi nelle teche”…nessuno, meglio di te, sa usare la similitudine: invidio questa tua dotta capacità. 🙂

    • massimolegnani 21 febbraio 2017 a 12:28 #

      Questo e’ un apprezzamento che mi fa davvero piacere
      Grazie Remigio
      ml

  5. Tati 21 febbraio 2017 a 12:00 #

    Quando avevo la libreria uno dei nostri clienti preferiti ci ha detto, nel periodo natalizio quando si andava di pacchetti e nastri… ” due cose non vanno mai incartate : i libri e i fiori, devono restare liberi di farsi vedere”… e a me piaceva tanto questo pensiero. 🙂

    • massimolegnani 21 febbraio 2017 a 12:29 #

      Sono d’accordo col tuo cliente..ho orrore per i fiori avvolti nel cellophane
      Ciao Tati
      un sorriso
      ml

      • Tati 21 febbraio 2017 a 12:35 #

        Io credo di aver ricevuto dei fiori solo un paio di volte in vita mia e l’istinto è stato immediatamente di eliminare quella plastica dai gambi…
        Adoro quando Mini li raccoglie dai campi e mi arrivano avvolti solo dalle mani…

      • massimolegnani 21 febbraio 2017 a 13:18 #

        ..avvolti dalle mani..perfetto!

  6. labloggastorie 21 febbraio 2017 a 13:18 #

    Spogliare del nome per cercarne l’essenza.
    Sì è una lettera appassionata, mi è piaciuta tanto sai!
    Un abbraccio

    • massimolegnani 21 febbraio 2017 a 14:37 #

      arrivare all’essenza delle cose richiede una scrematura accurata.
      ogni tanto ci provo 🙂
      un abbraccio a te, blogga
      ml

  7. Patrizia Caffiero 21 febbraio 2017 a 13:35 #

    Uno dei tuoi migliori post – fra quelli che ho letto. Noir, barocco, potrebbe sembrare splatter ma non è lo per niente. Le tue metafore, quello che dici con il tuo dire sono complesse ma esplicite al tempo stesso, e i contenuti non sono esercizio stilisticom seppure lo stile sia impeccabile. Dall’osservazione di un oggetto, di un fiore, di un frutto ti allarghi all’universo mondo ed esprimi ciò che non va. Notevolissimo 🙂

    • massimolegnani 21 febbraio 2017 a 14:42 #

      ricevere un commento così allunga la vita di un racconto e mi fa felice 🙂
      grazie Patrizia
      un sorriso
      ml

  8. Cose da V 21 febbraio 2017 a 14:36 #

    Meraviglia e non aggiungo altro.

  9. tramedipensieri 21 febbraio 2017 a 23:53 #

    Che bel profumo…🌸💐🌸

    • massimolegnani 22 febbraio 2017 a 00:11 #

      ..merito di quei petali che hanno perso l’arroganza
      ciao .marta, un sorriso
      ml

  10. newwhitebear 22 febbraio 2017 a 19:12 #

    le rose? Crescono bene anche senza aiuti. I miei rosai fioriscono senza aiutini.
    Certo se il giardino non c’è il vaso va stretto.

    • massimolegnani 22 febbraio 2017 a 23:05 #

      Ecco, sono così che mi piacciono:)
      ml

      • newwhitebear 22 febbraio 2017 a 23:35 #

        😀

      • massimolegnani 22 febbraio 2017 a 23:36 #

        occhio che non te le venga a rubare stanotte 🙂

      • newwhitebear 22 febbraio 2017 a 23:39 #

        capiti male. Sono in riposo invernale. Stanno spuntando i primi germogli. Devi aspettare maggio per rubarle.

      • massimolegnani 22 febbraio 2017 a 23:58 #

        ahah, è vero! aspetterò maggio

  11. salvo la cimice 23 febbraio 2017 a 03:03 #

    È l’unico fiore che non vorrebbe mai essere reciso, e lo dice con le sue interminabili appuntite e dolorose spine. Del resto le cose più belle hanno mezzi molto crudeli per difendersi. E forse per la bellezza e il profumo diventano le più ambite e in continua sfida per l’uomo. 😃

    • massimolegnani 23 febbraio 2017 a 10:45 #

      ..ed è più bella e desiderabile la rosa che sa difendersi 🙂
      ciao, un sorriso
      ml

      • salvo la cimice 23 febbraio 2017 a 12:02 #

        Non ho seguito la forma in quel mio commento l’ho visto ora ma….La distanza si è compresa. 😊 Buongiorno a te! Comunque…. Dico sempre dinon portarmi fiori recisi per una ragione…. Per me soffrono nel caso sono prigionieri. Non vedono sole e non sentono il vento. Non è giusto. Preferisco solo il bigliettino che li accompagnano e basta. Il bigliettino contiene per me il pensiero e vale più di tutti. 🌸

      • massimolegnani 23 febbraio 2017 a 12:17 #

        sono d’accordo, occorre rispetto per la bellezza 🙂

      • salvo la cimice 23 febbraio 2017 a 12:52 #

        e occorre saperla apprezzare (esserne consapevoli) ciao ! 🙂

      • massimolegnani 23 febbraio 2017 a 13:16 #

        sì 🙂

  12. alessialia 26 febbraio 2017 a 13:47 #

    la rosa è bella soprattutto per le sue spine…

    • massimolegnani 26 febbraio 2017 a 16:09 #

      sì, per fatica a coglierla e per lo sforzo a lasciarla dov’è 🙂
      ml

      • alessialia 1 marzo 2017 a 01:48 #

        Bel pensiero questo….. ci risiamo sulla linea di confine….

      • massimolegnani 1 marzo 2017 a 12:08 #

        siamo sempre lì 🙂

  13. Stefi 26 febbraio 2017 a 18:08 #

    Sono polpa, opulenza, ostentazione, le rose.
    Preferisco la precarietà del tulipano che al mattino lo recidi e alla sera già tramonta.

    • massimolegnani 26 febbraio 2017 a 22:21 #

      Sui tulipani dissentiamo, sebbene mi piacciano molto li vedo arroganti nel loro slancio verticale, ostentati non meno delle rose 🙂
      Buona serata Ste’
      ml

      • Stefi 26 febbraio 2017 a 22:59 #

        Buona serata a te, ml
        🙂

      • massimolegnani 26 febbraio 2017 a 23:36 #

        grazie
        🙂

  14. paginadiester 1 marzo 2017 a 00:26 #

    Quando erano ancora con noi i miei suoceri, lei comandava e il figlio strappava erbe selvatiche, coglieva qualche rosa e, in senso di rispetto per la nostra fragilità femminile, toglieva le spine ad una ad una… non sapeva che eravamo abituate a ricevere le spine dalla vita, noi donne, con mariti come figli e su noi tutta la responsabilità.
    Erano belle, come ora, quelle rose, ma recise perdevano valore, come Sansone privato dei suoi capelli. Io non capivo e nemmeno le amavo.
    Da anni il giardino è solo mio e so che devono restare al loro posto le rose e ogni altro fiore: le colgo solo con l’occhio della fotocamera. E così sono più belle e vivranno per sempre, mentre basta un temporale ad accorciare il loro tempo sul ramo. Se mi pungo, non fa nulla… ormai ho la pelle dura e saranno solo gocce di vita scambiate fra loro e me. Forse un giorno anche tu capirai che non sono poi così superbe… sono fragili e hanno vita breve, mentre fra le pagine di un libro resta solo il ricordo del loro profumo.
    Scusa se mi sono permessa, ma io vivo in simbiosi ed empatia con i miei fiori e so…
    Però scrivi sempre al “massimolegnani” 🙂

    • massimolegnani 1 marzo 2017 a 01:20 #

      bellissima questa tua accorata difesa delle rose e sono praticamente d’accordo con tutto quello che dici, soprattutto il rispetto che dovremmo portare ai fiori non recidendoli. quanto alla superbia forse è luogo comune che abbiamo attribuito noi per la loro bellezza 🙂
      un abbraccio fraterno e sentito, Ester
      ml

  15. elettasenso 14 aprile 2017 a 20:18 #

    Completamente, pienamente d’accordo sulle rose. Prediligo gli anemoni. Ànemos soffio vento anima.

    • massimolegnani 14 aprile 2017 a 21:49 #

      Ecco, non avevo mai pensato all’etimologia di quel fiore, affascinante!
      Ciao,
      un sorriso
      ml

      • elettasenso 15 aprile 2017 a 11:20 #

        Auguri Massimo: che tu possa continuare a fruttificare come il tuo orto non morto. Un sorriso
        Eletta

      • massimolegnani 15 aprile 2017 a 19:05 #

        Doppio grazie a te, per gli auguri e per l’orto NON morto 🙂
        Buona Pasqua, Eletta

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