Archive | aprile, 2017

parlarvi di Fulvia?

30 Apr

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Ma devo proprio? È che non so cosa descrivere di lei che non sia intaccato da un qualche suo difetto, una ruggine che non risparmia alcuna cromatura. Vorrei trovare un dettaglio da cui partire, che non mi faccia fare la figura del coglione ai vostri occhi. Ma è come parlarvi della ferramenta sotto casa, difficile convincervi che nella sciatteria degli scaffali stracolmi di bulloni, nel bancone ingombro di martelli e cacciativi, nelle tute unte dei clienti, nel dialetto biascicato dai garzoni, io riesca a trovare, e a comunicare a voi, un fascino speciale. Continua a leggere

del Gattinara e d’altri demoni

27 Apr

by c.calati

 

 

 

Mi piace la sua forma stramba, sembra sghemba come lo stare incerto dell’ubriaco, ma mi piace soprattutto il rosso che contiene. Il Nebbiolo è un vitigno generoso, ha disseminato vini come figli in ogni terra di Piemonte, piccoli fiumi, fumi d’ebbrezza. Continua a leggere

in fondo, ti ho pensata

24 Apr
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by c.calati

 

 

 

Al di là del colle faticoso e verdeggiante si apre la valle, anfiteatro spoglio in pietra chiara e solitudine che subito precipita in un abisso stretto, scavato nei millenni dall’acqua che ora scorre quasi placida sul fondo. Il vento da tempo ha tolto ossigeno alle piante, non un albero ha resistito sui contrafforti di roccia aspra e poca terra, solo cespi di ginestra e ciuffi di erbe ruvide e odorose. Continua a leggere

tre tonalità di viola (3) Viola nel pensiero

20 Apr
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by web

Non potevi chiamarti in altro modo, tu che sempre sei nei miei pensieri.

Tu (pre)occupi i miei giorni e tormenti le mie notti. Tu hai petali di pelle e un cuore in ferro, arrugginito dal non uso. Delicata e dura, sei il bene che mi esalta, il male che mi annienta. Continua a leggere

tre tonalità di viola (2) l’accento

19 Apr

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Lui ama il brivido e il livido che lascia al suo passaggio Continua a leggere

tre tonalità di viola (1) la musica

18 Apr

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Tutte le sere del mondo, Camillo apre i vetri rivolti a occidente e si siede, estate e inverno, a ridosso dell’aria senza patire calura o gelo. Continua a leggere

Ivrea che vorrei (il giudizio della nebbia)

14 Apr
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by c.calati

 

 

Dev’essere stato il fulmine a svegliarmi da questo sonno insolito di tardo pomeriggio. Stanno cadendo lampi a secco, senza pioggia, c’è odore di aria bruciata che penetra dai vetri aperti. Troppo silenzio qua dentro e penombra irreale. La stanza del “Monferrato” mi sta improvvisamente stretta, ho bisogno di uscire all’azzardo della pioggia. Continua a leggere