tre tonalità di viola (3) Viola nel pensiero

20 Apr
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by web

Non potevi chiamarti in altro modo, tu che sempre sei nei miei pensieri.

Tu (pre)occupi i miei giorni e tormenti le mie notti. Tu hai petali di pelle e un cuore in ferro, arrugginito dal non uso. Delicata e dura, sei il bene che mi esalta, il male che mi annienta.

E mi chiedo quando è stato che mi sei entrata in testa con la spietatezza esatta di un cavatappi nel sughero, la tua spirale che giro dopo giro si è conficcata nel lobo astratto della mia quiete, distruggendolo. Forse subito, al primo impatto, quando pure avevo il bisturi dalla parte del manico: ti ho visto sorridere alla morte sul lettino operatorio, appena prima del sonno artificiale che avrebbe potuto essere l’ultimo. Avrei dovuto mantenere il compassionevole distacco d’Ippocrate, invece già fantasticavo sulla tua riconoscenza, possibilmente calda, mentre ricucivo la tua pelle, a cose fatte e fatte bene. O forse è stato qualche mese dopo, quando mi sorridesti con la stessa sfrontatezza usata con la morte, e io già ti chiamavo angelo viola, senza conoscere le sfumature ambigue del tuo nome. No, credo sia stata quella sera in cui non sei passata da casa mia, d’altronde non c’erano patti tra noi solo stuzzicanti consuetudini. Ho resistito poche ore cercando un impossibile interesse in un romanzo, poi sono uscito sperando d’incontrarti come per caso per le vie della città. Che patetico calvario entrare nei locali, ordinare qualcosa da bere, dare un’occhiata delusa intorno e buttare giù l’intruglio, bruciato dalla fretta di battere altri luoghi. Ti ho trovato alla quindicesima stazione di quella mia personalissima via crucis, una bettola da giovani annoiati, io così fuori posto lì a bere vino cattivo al banco, tu mezzo piegata a un tavolaccio sul fondo del locale, un ragazzotto che ti sbaciucchiava il collo. Incrociammo gli sguardi, non un cenno di saluto.

La strada verso casa fu un tormento, ero scosso da emozioni contrastanti, ira, gelosia, frustrazione, sollievo. Sì, per brevi momenti m’illudevo di essere sollevato dal fatto che tu avessi una tua vita affettiva dalla quale ero escluso, questo sgomberava il campo da ogni implicazione e complicazione sentimentale. Avevo il tuo corpo, saltuariamente, e questo doveva bastarmi. Ma era un sollievo effimero, subito soffocato dalla rabbia al pensiero di te tra le braccia di un altro.

Ecco, sì, fu quella notte. Nel momento stesso in cui decisi di toglierti dalla testa, tu desti un altro giro di vite al cavatappi. Arrivasti non so più a che ora, io un broncio furioso, più adatto a un padre verso la figlia scapestrata, tu allegra e ubriaca, impermeabile ai rimbrotti. Ti buttasti sul divano e prima di addormentarti, Matteo, sto pensando di trasferirmi da te, in pianta stabile. E di nuovo quel sorriso sfrontato, come davanti alla morte.

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40 Risposte to “tre tonalità di viola (3) Viola nel pensiero”

  1. Tati 20 aprile 2017 a 11:26 #

    Quel (pre) occupi è divino!

    • massimolegnani 20 aprile 2017 a 12:33 #

      pensa che sono stato tentato di chiuderla lì, un microracconto!
      Poi mi è scivolata la penna avanti 🙂
      ciao Tati
      un sorriso
      ml

      • Tati 20 aprile 2017 a 14:32 #

        ci sono parole che racchiudono tutta una storia, così… in una manciata di lettere…

      • massimolegnani 20 aprile 2017 a 14:46 #

        vero!
        avrei dovuto avere più coraggio 🙂

      • Tati 20 aprile 2017 a 15:01 #

        sarà per la prossima volta, ci sono così tante parole e c’è così tanto tempo ancora 😉

      • massimolegnani 20 aprile 2017 a 16:05 #

        🙂

  2. elettasenso 20 aprile 2017 a 11:46 #

    Bellissimo ritratto. Mi ha ricordato la protagonista del film : Il mondo di Arthur Newman. Così vicina alla follia e alla morte da essere sfrontata. Per questo tanto amata.

    • massimolegnani 20 aprile 2017 a 12:35 #

      non conosco il film che dici, ma il tratto che cogli della protagonista è quello (im)portante di Viola.
      ciao Ele,
      buona giornata
      ml

  3. labloggastorie 20 aprile 2017 a 12:51 #

    Queste storie mi piacciono assai…
    Anch’io ho una Viola (generata) 😉

  4. remigio 20 aprile 2017 a 13:30 #

    Devo dire che sei molto abile a giocare con le parole. E poi, chi ti legge, resta sempre nel dubbio: la storia raccontata sarà vera o è frutto della fantasia? 🙂

    • massimolegnani 20 aprile 2017 a 13:55 #

      eheh, spesso quando uso la prima persona è per dare maggiore credibilità a un racconto di fantasia 🙂
      ciao Remigio
      buona giornata
      ml

  5. Daniela 20 aprile 2017 a 14:56 #

    emozioni pure, che siano reali o inventate poco importa

  6. Daniele Verzetti Rockpoeta® 20 aprile 2017 a 15:06 #

    Difficile aggiungere qualcosa ai commenti che ho letto, è una figura intensa e non posso che concordare sulla parte conclusiva del commento di Elettasenso. “. Così vicina alla follia e alla morte da essere sfrontata. Per questo tanto amata.” Bravo.

  7. PindaricaMente 20 aprile 2017 a 16:28 #

    “mi sei entrata in testa con la spietatezza esatta di un cavatappi nel sughero…”
    Ma perché nessuno mai mi ha scritto o detto parole così? Perché?! 😊😘

  8. lucilontane 20 aprile 2017 a 16:46 #

    Mi viene voglia di essere Matteo. O anche viola…

    • massimolegnani 20 aprile 2017 a 18:01 #

      Per una sopravvivenza senza troppi problemi meglio Viola.
      Matteo lo vedo poco attrezzato in questo senso
      Un sorriso, Luci
      ml

  9. ERO SVEGLIA 20 aprile 2017 a 22:27 #

    spietatezza esatta di un cavatappi 
    -come vorrei essere cosi chirurgicamente precisa nel dolore altrui-

    • massimolegnani 20 aprile 2017 a 22:42 #

      qui il chirurgo è lui, eppure la spietatezza di precisione chirurgica ce l’ha lei.
      un sorriso
      ml

  10. lamelasbacata 21 aprile 2017 a 02:01 #

    Uomini cinici, donne spietate….. tu ed io oggi in sintonia! Per fortuna ci sono anche persone normali (da lontano….) 😉

    • massimolegnani 21 aprile 2017 a 08:38 #

      sì c’è una divertente e involontaria simmetria tra i nostri personaggi, scorretti, cinici e spietati 🙂
      buona giornata, Mela

  11. Patrizia Caffiero 22 aprile 2017 a 07:13 #

    il giro di vite di un cavatappi. quanto può essere vero 🙂

    • massimolegnani 22 aprile 2017 a 10:34 #

      Mi e’ sembrato che rendesse l’idea del pensiero che si insinua sempre piu ossessivo nel cervello.
      Ciao Patrizia, un sorriso
      ml

  12. 65luna 22 aprile 2017 a 12:12 #

    “E mi chiedo quando è stato che mi sei entrata in testa con la spietatezza esatta di un cavatappi nel sughero…” :semplicemente fantastico parallelo. Ciao,65Luna

    • massimolegnani 22 aprile 2017 a 12:39 #

      Stavo sturando una bottiglia, giorni fa, e sono stato colpito dalla facilita’ con cui la spirale di ferro s’infilava sempre più saldamente nel sughero, proprio come un’ossessione in testa 🙂
      Ciao Luna e grazie
      ml

  13. Stefi 23 aprile 2017 a 18:45 #

    Questo è il viola porpora che come polvere subdola sotto pelle si insinua.
    Viola è la protagonista del mio “E’ così fragile”, difficile togliersela dalla testa.

    • massimolegnani 23 aprile 2017 a 19:11 #

      .e poi con le tue parole offri un’altra sfumatura, più morbida a Viola.
      Un sorriso
      buona serata Ste’
      ml

  14. Sabina 26 aprile 2017 a 10:55 #

    Sai, forse la sua è proprio la follia di chi ha sentito arrivare la morte: è come una sbronza che ti prende- dopo- e che non tiene conto di nulla…o, forse, tiene conto veramente di tutto, anche di quello che gli altri non immaginano.

    • massimolegnani 26 aprile 2017 a 11:38 #

      sì, una che ha affrontato la morte a viso aperto (sai quegli individui che hanno una tale fiducia in se stessi da escludere che le cose possano andare male) non ha certo paura della vita, la cavalca con una sfrontatezza al limite della crudeltà verso l’altro.
      un sorriso
      ml

  15. alessialia 26 aprile 2017 a 14:55 #

    e che devo dire….
    bella!!!!
    lei ha vinto la morte…. ora sa di potere affrontare qualsiasi cosa…

    • massimolegnani 26 aprile 2017 a 16:21 #

      sì, il suo spirito è questo (nel bene e nel male)
      un abbraccio, Alessia
      ml

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