Alla Cavallaria

3 Mag

by c.calati

 

 

Me l’avevano detto, ha pendenze impossibili la strada, ma io pensavo a un’esagerazione, tipo i pescatori col pescato che non basta la lunghezza delle braccia, e comunque non avevo velleità di cima, mi bastava poter pedalare attorno al monte. La Cavallaria è una montagna poco pretenziosa, posta di fronte al più maestoso Monbarone e già nel nome e nell’aspetto si percepisce la differenza tra i due, uno è nobile e certi giorni assomiglia al FujiAma, l’altra è una cavalla china che pascola quieta. Assieme rendono stretto l’accesso alla Val d’Aosta e provocano correnti d’aria ascensionali amate dagli appassionati di volo senza motore. Alzo lo sguardo dai tornanti e li vedo: si lanciano proprio dalla groppa della cavalla e veleggiano in girotondi d’aria a contendere ai rapaci silenzio e cielo. Il mio sguardo è combattuto tra l’alto e l’asfalto, tra bellezza e fatica. Opto per la bellezza e abbandono la bici per tentare qualche foto, ma gli occhi valgono più di qualunque obbiettivo. La danza variopinta di cinque paracaduti belli come aquiloni, e il roteare in mezzo a loro di una poiana dalle inconfondibili pennellate bianche sulle ali spalancate e immobili, nei fotogrammi si riducono a una macchiolina candida nel cobalto del cielo in cui solo per fede potete riconoscere un parapendista dalla grande eleganza.

Mi beo della bellezza poi riprendo la fatica. La strada s’impenna tanto che ad ogni pedalata si solleva la ruota anteriore e rischio il ribaltamento. Per me è troppo, scendo e spingo la bici a piedi. Ai due lati del viottolo le mucche s’assiepano fin sul ciglio del prato per assistere al mio passaggio, sembra la folla al tour quando Froome dovette proseguire a piedi. Con gli ultimi fiati ho con loro un battibecco fatto di insulti, miei, e muggiti, che a me sembrano buhu di scherno, da parte loro. Alla fine provo a zittirle urlando un furibondo cazzovolete?. Tacciono. Spingo, anzi trascino imbestialito la bici su per l’erta, ma l’asfalto poco più avanti finisce nel nulla di un pratone, ho sbagliato strada! Volto sconsolato la bicicletta verso valle e come beffa estrema mi tocca passare a capo chino tra due ali di mucche che si spanciano dal ridere. Loro sapevano il mio errore.

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44 Risposte to “Alla Cavallaria”

  1. Mandorla 3 maggio 2017 a 09:07 #

    la bellezza e la fatica si separano sulla linea dell’orizzonte; noi qui a sudare, loro lì a volare.

    • massimolegnani 3 maggio 2017 a 10:58 #

      ..ma riusciamo a godere anche noi di bellezza riflessa, che a volte gli occhi bastano a far la differenza
      ciao Mandorla 🙂
      ml

  2. rodixidor 3 maggio 2017 a 09:10 #

    Simpatica l’ascesa tra i muggiti irriverenti, divertentissimo il tornar giù a testa china fra le mucche ridanciane. 🙂

    • massimolegnani 3 maggio 2017 a 11:01 #

      quando c’è stanchezza e frustrazione per la strada sbagliata attribuisci al pubblico innocente colpe che non ha.
      e sì sono sceso con la coda tra le gambe 🙂
      ciao rodix
      ml

      • rodixidor 3 maggio 2017 a 11:05 #

        Dal tuo scritto però risultavi stanco sì, ma anche divertito. 🙂

      • massimolegnani 3 maggio 2017 a 11:13 #

        sicuramente, la rabbia sbolle in fretta di fronte alla bellezza (anche delle mucche!)

  3. Pendolante 3 maggio 2017 a 09:53 #

    mai sottovalutare le mucche. Spesso si prendono la rivincita

    • massimolegnani 3 maggio 2017 a 11:04 #

      le mucche conoscono i luoghi e la stupidità umana (mia!). Forse avevano pure cercato di avvisarmi e io non l’ho capito
      Un sorriso
      ml

      • Pendolante 3 maggio 2017 a 14:18 #

        il mucchese non è lingua facile da comprendere 🙂

      • massimolegnani 3 maggio 2017 a 15:04 #

        Ahah, verissimo 🙂

  4. Tati 3 maggio 2017 a 10:22 #

    … e l’animale ebbe la meglio! 😀

  5. Daniele Verzetti Rockpoeta® 3 maggio 2017 a 10:50 #

    Mucche irriverenti 🙂 Uno sforzo importante per godere però di un panorama bellissimo. Sforzo premiato alla fine no?

    • massimolegnani 3 maggio 2017 a 11:09 #

      soddisfazione piena, sulla via del ritorno nella piazzetta a ciottoli di un paesucolo alla base del monte a godermi il sole
      un panino e un bicchiere di vino ripensando divertito a mucche errori e cielo bello.
      ciao Daniele 🙂
      ml

  6. lamelasbacata 3 maggio 2017 a 10:54 #

    Ma povero te!! Che mucche maleducate 😁😁

    “Sono seduto in cima a un paracarro
    E sto pensando agli affari miei
    Tra una moto e l’altra c’è un gran silenzio
    Che descriverti non saprei

    Oh, quanta strada nei miei sandali
    Quanta ne avrà fatta Bartali
    Quel naso triste come una salita
    Quegli occhi allegri da italiano in gita

    E i francesi ci rispettano
    Che le balle ancora gli girano
    E tu mi fai, dobbiamo andare al cine
    E vai el cine, vacci tu”

    • massimolegnani 3 maggio 2017 a 11:11 #

      ma le mucche avevano ragione, per quanto al momento le abbia odiate 🙂
      Paolo Conte, Mela che bel regalo
      un abbraccio
      ml

  7. newwhitebear 3 maggio 2017 a 16:45 #

    epica impresa. Degna dellla Cavalleria ma subire ul muh! delle mucche… embé è un po’ di scorno. Fatica inutile la tua.

    • massimolegnani 3 maggio 2017 a 17:41 #

      eheh..mi sono proprio scornato dalle mucche 🙂
      però questo genere di fatica non è mai inutile, ti può sconfortare al momento, ma poi ti sedimenta dentro come una soddisfazione
      ciao GianPaolo
      ml

      • newwhitebear 3 maggio 2017 a 18:04 #

        vedo che trai da un evento certamente poco positivo un motivo di soddisfazione. 😀

      • massimolegnani 3 maggio 2017 a 18:31 #

        sicuramente sì, perchè anche in queste piccole cose non è la meta ma il viaggio in sè che può dare soddisfazione 🙂

  8. elettasenso 3 maggio 2017 a 19:18 #

    A chi opta per la bellezza, capita anche di sbagliare strada.

    • massimolegnani 3 maggio 2017 a 20:56 #

      Si, succede, ma a chi opta per la bellezza raramente una strada risulta davvero sbagliata 🙂
      Ciao Eletta
      ml

  9. blogcambiopasso 3 maggio 2017 a 23:07 #

    Se può consolare, anche io tra bellezza e fatica avrei scelto la prima.

  10. Lucia Senatore 4 maggio 2017 a 16:44 #

    Sentirsi sotto pressione: le mucche lo sanno e se ne approfittano.

    • massimolegnani 4 maggio 2017 a 16:58 #

      ..e tirano fuori un muggito tutto diverso, tra rimprovero e sberleffo:)
      Ciao Lucia, ben arrivata
      ml

  11. Stefi 4 maggio 2017 a 21:28 #

    Quel “cazzovolete?” è un colpo di genio, ml! Quasi ti sento pronunciarlo, con la voce che immagino, roca al punto giusto.

    • massimolegnani 4 maggio 2017 a 23:40 #

      un ringhio all’ultimo fiato 🙂 D’altronde in quel momento mi sembrava di avere davanti non mucche ma persone, pensionati sfaccendati e ragazzini pestiferi 🙂
      un abbraccio Stè
      buona notte
      ml

  12. gelsobianco 5 maggio 2017 a 03:02 #

    Deliziosa tua pagina di diario.
    Mi hai fatto cogliere tutto, ogni particolare.
    Ho nelle orecchie quel tuo “cazzovolete?” e le risate delle mucche.
    Negli occhi ho la bellezza della danza del volo e del color cobalto del cielo terso.
    Mi piace la fotografia perché fa immaginare.

    Un sorriso, ml.
    gb

    • massimolegnani 5 maggio 2017 a 09:25 #

      sì, la fotografia fa immaginare più che mostrare, non ho fatto in tempo a cogliere l’attimo in cui gli “uccelli umani” erano tutti raggruppati in un fazzoletto di cielo.
      ed è davvero una pagina di diario che sono state tutte emozioni autentiche che ho solo tradotto in parole.
      buongiorno gb,
      un abbraccio
      ml

      • gelsobianco 7 maggio 2017 a 02:22 #

        una fotografia che fa immaginare è per me una fotografia perfetta.
        ho sentito profondamente che le tue emozioni erano autentiche e rivelate con le parole.
        buonanotte, ml
        un abbraccio
        gb

      • massimolegnani 7 maggio 2017 a 11:02 #

        sono d’accordo con te, una fotografia, almeno qui, in un contesto di parole, dovrebbe suggerire, non imporre, un’idea, come una piccola spinta alla fantasia 🙂

      • gelsobianco 8 maggio 2017 a 01:20 #

        oh sì, come una piccola e forte spinta alla fantasia…
        🙂
        gb

      • massimolegnani 8 maggio 2017 a 09:41 #

        un sorriso

  13. alessialia 6 maggio 2017 a 11:26 #

    cazzovolete! 😀
    ahaahah! pore mucchette! quelle ti volevano avvertire…
    uè maronna che fatica! ma ne è anche valsa la pena, dai!

    • massimolegnani 6 maggio 2017 a 12:44 #

      forse mi volevano avvertire, ma avevano un’espressione corrucciata da maestrine alle prese col più somaro degli scolari che non mi piaceva 🙂
      un abbraccio
      ml

      • alessialia 6 maggio 2017 a 12:49 #

        ahaha! ora immagino le mucche con gli occhiali tipo la signorina rotthermaier 8come si scrive???)

      • massimolegnani 6 maggio 2017 a 13:19 #

        🙂 ci siamo capiti 🙂

  14. mrsbean73 12 maggio 2017 a 10:16 #

    Che mucche impertinenti…non ho dubbi tra bellezza e fatica 😉 sempre un piacere leggerti…riesci a tenere legato il lettore, mi sembrava di essere su quella salita ad imprecare 😉

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