dinamica di un sogno

6 Mag

by c.calati

 

 

Sono suora di clausura, intabarrata in vesti nere e limitata in uno spazio stretto, asfittico.

Lo scenario lo conosco, è più o meno quello del giardino attorno all’ospedaletto dove lavoravo i primi tempi. Ma ci sono guardie armate senz’anima nè volto che pattugliano il confine impedendomi la fuga e filo spinato a dirmi prigionia. Già, perché questa clausura non è una scelta ma una costrizione. E io non ho un dio da cui sperare aiuto, non una fede che mi dica resta. Anelo solo l’oltre, il mondo che non so e il rischio della morte che pure fa paura.

M’incombe sulla testa un senso di sconfitta, una rassegnazione mesta, ma poi vedo che al recinto non c’è più controllo, mi avvicino e trovo un varco già predisposto, forse fuori c’è chi mi aiuta. Oltrepasso il limite facilmente insieme ad altre come me che subito sciamano libere. Appena al di là della rete qualcuno che mi aspettava mi dà una blusa di chiffon a fiori che sostituisca il mio abito troppo riconoscibile. Ci ficco dentro il collo come in un salvagente, ma quando faccio per infilare la mano nella manica qualcosa me lo impedisce, come se il tubo di stoffa fosse a fondo cieco appena oltre l’ingresso. Ho dentro, nella manica, solo la mano, il braccio resta flesso attaccato al corpo, sembra l’ala offesa di un corvo impigliato in una rete. Potrei scappare così come sono e poi riprovare con più calma, ma qualcosa mi costringe a provare e riprovare in un panico crescente. Resto lì nei pressi del filo spinato a metà di questa vestizione impossibile, sbatto l’ala, mi agito, mi affanno, insisto e intanto sento sopraggiungere le guardie in un silenzio che mi gela. So che sarà la fine a un passo dalla salvezza, eppure non mi muovo. Mi prende un’ansia intollerabile come un turbine che mi cresce dentro, in quella immobilità disperata.

Prima che i guardiani mi raggiungano, il sogno pietosamente s’interrompe.

Non saprei dire se mi sia svegliato in quel momento interrompendo io il sogno o se in cabina di regia l’abbiano fermato a quel preciso fotogramma, considerandolo concluso.

Diversamente dal solito, al risveglio mantengo intatta la memoria del vissuto e anche l’angoscia che l’ha appena accompagnato. Così m’interrogo e idealmente chiedo al piccolo regista, mio occulto io, quale fosse lo scopo di una trama tanto lineare e strana. Che volesse suggerirmi timori sulla mia reale identità non credo. Ho mille timori e dubbi vari, ma mi sento saldo a cavallo del mio genere, non temo una deriva verso sponde differenti.

Penso piuttosto che il nocciolo della rappresentazione sia quell’ala sbattuta e moribonda. Penso a un canarino che canta e fischia nella gabbia, ma sempre guarda oltre le sbarre il mondo ignoto che l’attira e lo spaventa, forse disposto a rischiare un’ala per volare verso l’oltre.  Penso che io sto bene dove sono, non sento costrizioni nè obblighi di fede, eppure a volte guardo oltre con una sorta di nostalgia futura o rammarico passato, perchè per quanta vita uno abbracci è più il mondo che rimane fuori di quello che si è tirato dentro o appresso.

Annunci

40 Risposte to “dinamica di un sogno”

  1. donatella 6 maggio 2017 a 10:31 #

    Nostalgia futura … è qui il nocciolo e nello sbatter d’ali che è di ognuno

    • massimolegnani 6 maggio 2017 a 13:25 #

      sì, l’ala impigliata è una mia ossessione 🙂
      ciao Dona
      un abbraccio
      io

  2. teti900 6 maggio 2017 a 10:45 #

    per la cabala l’ospedale è 73, le guardie il 24, per le braccia dipende (click) e per la cena pesante un Alka-Seltzer?

    • massimolegnani 6 maggio 2017 a 13:27 #

      segnati i numeri, per l’Alka Seltzer ormai è tardi 😦
      ciao Teti
      ml

  3. alessialia 6 maggio 2017 a 11:24 #

    eh una paura che prima o poi tutti proviamo…. sentirsi imprigionati… oppure ancor meglio potrebbe significare la paura di saltare… nel sogno alla fine lei poteva benissimo scappare e correre, visto che le gambe le aveva buone… poi la manica la infilava una volta al sicuro…

    • massimolegnani 6 maggio 2017 a 13:29 #

      sì poteva scappare, questo è l’aspetto più angosciante, e non l’ha fatto perchè fissata su dettagli superflui…quando l’ansia offusca la ragione!
      ciao Alessia
      ml

      • alessialia 6 maggio 2017 a 13:31 #

        …o la paura di quello che potrebbe succedere poi? magari fa ancora piu paura quello che il rimanere immobili…

      • massimolegnani 6 maggio 2017 a 13:34 #

        può essere, ma propendo per la prima ipotesi, immobilità, non da paura del futuro ma del presente

      • alessialia 6 maggio 2017 a 14:13 #

        e allora ci sto! mi fido di te1 visto che viene da te!

      • massimolegnani 6 maggio 2017 a 14:51 #

        eheh

  4. Tati 6 maggio 2017 a 13:33 #

    “… per quanta vita uno abbracci è più il mondo che rimane fuori di quello che si è tirato dentro o appresso.” e se te ne rendi conto tutto prende una forma malinconica. Non è insoddisfazione, fastidio ma qualcosa di indefinibile è come se i sospiri diventassero sempre più frequenti del respiro ritmato e salutare…

    • massimolegnani 6 maggio 2017 a 13:37 #

      i sospiri più frequenti dei respiri, che perfetta sintesi di uno stato malinconico!
      un abbraccio, Tati
      ml

  5. lamelasbacata 6 maggio 2017 a 19:44 #

    C’è una poesia di Robert Frost che amo moltissimo e cito solitamente a vanvera, ma credo che qui stia bene.
    “Due strade trovai nel bosco ed io scelsi quella meno battuta, ed è per questo che sono diverso”.
    Hai davanti un mondo nuovo che si apre e la tua ala, il tuo desiderio di libertà, si scontra con un ostacolo inaspettato ma previsto dal tuo inconscio. In fondo non stai cercando di scappare, ciò che hai ti soddisfa ma rimane sempre quella punta di ragionevole dubbio, assolutamente normale in una persona pronta a mettersi in discussione e alla prova quale sei tu.
    E’ una strada non presa che rimane in mente con un pizzico di e se….

    • massimolegnani 6 maggio 2017 a 23:17 #

      mi affascina la tua lettura. però ripensando alla sensazione che avevo al risveglio credo che il punto focale non fosse che cosa lasciavo o verso cosa andavo, ma l’immobilismo nell’attimo cruciale, l’incapacità fatale a risolvere un minimo contrattempo (in un altro sogno non riuscivo a gridare aiuto in una situazione critica). Insomma ‘sto inconscio è severissimo 🙂
      buona notte, Mela
      ml

      • lamelasbacata 7 maggio 2017 a 21:55 #

        Peggio di un insegnante di greco!!! 😉
        ciao mio caro, buona serata 🙂

      • massimolegnani 7 maggio 2017 a 22:30 #

        il mio incubo, l’insegnante di greco, e anche l’inconscio 🙂
        buona serata a te, Mela cara

  6. gelsobianco 7 maggio 2017 a 03:24 #

    Restare immobili con l’ala (di libertà) impigliata… è un sogno che ho di frequente.
    E’ l’immobilismo che mi terrorizza, quell’attimo in cui non riesco a fare nulla e sono impotente  – io spesso cerco di telefonare in sogno, ma i numeri non si vedono oppure li dimentico o mi slitta la mano sul telefono o sogno un urlo che è richiesta di aiuto che non esce o il voler raggiungere qualcosa che continua a sfuggirmi –
    “…eppure a volte guardo oltre con una sorta di nostalgia futura o rammarico passato, perchè per quanta vita uno abbracci è più il mondo che rimane fuori di quello che si è tirato dentro o appresso.”
    Che splendida chiusa cruda e vera!

    Un abbraccio, ml
    gb

    Grande fotografia… dal buio al sole con un’apertura che porta all’acqua che si increspa.

    • massimolegnani 7 maggio 2017 a 11:11 #

      ecco, mi sembra che hai centrato l’essenza di questo sogno, proprio perchè anche a te capita di sognare qualcosa di simile.
      sono sensazioni spiacevoli d’impotenza con la caratteristica comune della sproporzione tra la gravità della situazione e la banalità dell’impedimento (la mano che slitta sui tasti tasti del telefono!) che pure ci blocca l’azione.
      un abbraccio e un buon giorno a te, gb
      ml
      (la foto vorrebbe simboleggiare il sogno che è ponte tra sonno e veglia)

      • gelsobianco 8 maggio 2017 a 00:56 #

        sì, concordo con te.
        sensazioni molto spiacevoli d’impotenza che lasciano attoniti.
        sproporzione tra l’agire importante che non si riesce a realizzare per un banale impedimento molto spesso (oh, quante volte mi slitta la mano sui tasti del telefono in sogno!)
        io ho visto nella foto ciò che tu indichi, sì, ma questa volta sono stata ottimista e ho scorto l’acqua che si increspa che è movimento nel silenzio e nella pace.
        bella fotografia davvero di un magnifico posto che amo molto molto.

        buona notte, ml
        un abbraccio e un sorriso
        gb

      • massimolegnani 8 maggio 2017 a 09:41 #

        ..e poi c’è questa meraviglia, scorrendo tra i commenti, del ricorrere di sogni simili tra persone assai diverse.
        forse è l’universalità dell’inquietudine 🙂
        un abbraccio a te, gb
        ml

      • gelsobianco 9 maggio 2017 a 00:00 #

        oh sì, c’è anche questa altra meraviglia… 🙂
        è l’universalità dell’inquietudine che ci accomuna.

        buona notte, ml
        gb

      • massimolegnani 9 maggio 2017 a 08:46 #

        A te 🙂

  7. rodixidor 7 maggio 2017 a 13:18 #

    E’ più il mondo fuori che quello che ci portiamo appresso … Vero !
    Bellissimo il posto della fotografia. Dove è?

    • massimolegnani 7 maggio 2017 a 13:40 #

      È la valle di Champorcer, splendida e solitaria valle all’inizio della Val d’Aosta. Parte sulla sinistra dove c’è il forte di Bard, restaurato di recente e sede incantevole di mostre.
      Ciao Rodix
      ml

      • rodixidor 7 maggio 2017 a 20:44 #

        Uno scorcio davvero suggestivo 🙂

      • massimolegnani 7 maggio 2017 a 22:28 #

        sì, silenzio e pace

  8. ERO SVEGLIA 8 maggio 2017 a 00:12 #

    In un sogno ricorrente mi accadeva pressapoco uguale, Ma restavo

    • massimolegnani 8 maggio 2017 a 09:30 #

      il mio sogno s’interrompe lì, ma tutto fa presumere che anch’io restassi

  9. ERO SVEGLIA 8 maggio 2017 a 00:24 #

    Chiusa tutta in una sorta di grotta/ caverna al momento di fuggire ( in verità nel sogno scappavo come partigiana) e poi mi trovavo la strada sbarrata letteralmente. Queste sbarre mi si paravano davanti, intorno avevo come una grotta, una caverna, Il percorso – fatto a corsa scappando – finiva così. Poi mi svegliavo. Sempre. Anni di questo sogno. Poi una cosa ” magica” …. per caso un giorno ai tempi dell’ università con dei colleghi meno ligi di me allo studio mi feci convincere ad una gita…una scampagnata….un posto mai visto. Eppure ad un tratto ero esattamente nel mio sogno.

    Da quel giorno non ho più avuto quel percorso onirico.
    Ma , ancora mi scuote quella scesa di quel pomeriggio giù per la collina fino alla grotta con le sbarre e il misto di angoscia e paura di non farcela a trovare un riparo.
    Chissà….

    • massimolegnani 8 maggio 2017 a 09:37 #

      sogniamo le mille sfumature delle nostre inquietudini, dalla paura all’ansia, dall’angoscia all’impotenza.
      curioso che una volta incontrato nella realtà lo scenario del sogno tu abbia cessato di sognarlo.
      ciao 🙂
      ml

  10. Daniele Verzetti Rockpoeta® 8 maggio 2017 a 07:29 #

    l’immobilismo e l’ostinazione a risolvere il problema della manica che non entra invece di scappare lo stesso, potrebbe rappresentare un tuo senso di impotenza di fonte a problemi e questioni della vita reale dai quali o vorresti prendere le distanze ma non puoi o vorresti risolverli come vuoi tu ed invece stanno prendendo una piega differente a te non gradita. Vorresti le cose a posto ed ancora non le hai. Perdona questa interpretazione è nata d’istinto leggendo il tuo sogno.

    • massimolegnani 8 maggio 2017 a 09:47 #

      condivido la tua interpretazione.
      sicuramente il sogno dà forma a un timore reale, nella miglior delle ipotesi, di incontrare nella realizzazione delle cose ostacoli di per sè banali ma per me evidentemente insormontabili.
      speriamo che sia un sogno scaramantico, ad esorcizzare tali timori 🙂
      grazie Daniele per il tuo commento
      ml

  11. Patrizia Caffiero 8 maggio 2017 a 07:30 #

    Tempo fa sognavo di essere prigioniera di lager. Sono zone della vita che non stiamo esplorando. Ultimamente mi sono fatta aiutare con un lavoro energetico, e alcune porte si sono aperte 🙂 buongionro

    • massimolegnani 8 maggio 2017 a 09:51 #

      ecco che anche in te, cioè nel tuo sogno, compare il filo spinato, la prigionia, la costrizione, che sembra il filo conduttore di questi nostri sogni.
      buongiorno a te, Patrizia.
      ml

  12. elettasenso 8 maggio 2017 a 08:08 #

    Intenso sogno filmico direi alla Bergman. Se mi permetti mi piacerebbe postarlo su Tranellidisetasolosogni e lì fare un commento più ampio.
    Buona giornata
    Eletta

    • massimolegnani 8 maggio 2017 a 09:56 #

      mi fai un onore, grazie
      verrò a leggere lì le tue note al sogno 🙂
      ciao Eletta
      un sorriso
      ml

      • elettasenso 8 maggio 2017 a 11:24 #

        Grazie a te per questo prezioso materiale onirico. 😉

      • massimolegnani 8 maggio 2017 a 18:52 #

        🙂

    • massimolegnani 10 maggio 2017 a 00:42 #

      grazie Eletta, è un onore e un piacere
      (ti ho risposto di là :))
      ml

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: