guardo i corpi delle anziane

14 Mag

by web

 

 

Stanno le anziane al parco sedute alle panchine con gli occhi acquosi e le grinze sulla pelle che nemmeno il sole stira. Nei loro volti scolpiti ritrovo la vecchiaia di mia nonna, impenetrabile la sua giovinezza, nascosta sotto una caterva d’anni.
Fatico a vederle, lei e loro così rimpicciolite in se stesse e assenti al mondo, come le donne che furono quando avevano la clessidra tra le mani da girare e rigirare a piacimento, ora che sono agli ultimi granelli.
Poi una mano d’ossa sale su fino ai capelli in uno sforzo lento che non dev’essere diverso dalla grazia posseduta un tempo. Penso e immagino i loro gesti minimi, le studiate seduzioni
involontarie, i vezzi femminili, l’ingenuo gioco di chi sapeva stare al gioco degli specchi e degli sguardi quasi casti.
E guardo i loro corpi chini per l’artrite, li spoglio delle rughe, tolgo i troppi anni, come vestiti stanchi. Vedo com’erano chine sull’amante o flessuose come canne all’amore coniugale,
hanno un sorriso di pudica malizia che non ho mai visto ma so com’era.

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51 Risposte to “guardo i corpi delle anziane”

  1. Ghiandaia blog 14 maggio 2017 a 10:19 #

    Bello l’ articolo.

  2. Tati 14 maggio 2017 a 11:22 #

    Torna il tuo andare al di là di ciò che vedi, per passeggiare nel prima o nel sotto, e lo fai con parole magnifiche, come sempre.
    🙂

    • massimolegnani 14 maggio 2017 a 14:32 #

      Non mi accontento di quel che vedo, ho bisogno di scavare nella carne come nella terra
      Ti abbraccio Tati
      ml

      • Tati 14 maggio 2017 a 14:41 #

        Riuscire a non fermarsi a quello che si vede e anche solo immaginare altro, non so a volte mi pare dare un’anima al nostro sguardo sulle cose.
        prendo l’abbraccio e mi ci ciondolo un po’.
        🙂

      • massimolegnani 14 maggio 2017 a 14:45 #

        Hai detto una cosa che mi piace
        🙂

      • Tati 14 maggio 2017 a 14:49 #

        Non posso che esserne felice 🙂

      • massimolegnani 14 maggio 2017 a 14:59 #

        🙂

  3. lucilontane 14 maggio 2017 a 11:39 #

    Misericordia. Carne. Tenerezza. Mancanza. Tutto. Vedo così anch’io, immaginavo lo stesso di te.

  4. E. 14 maggio 2017 a 11:59 #

    Le persone anziane sono affascinanti per la storia che si portano dietro. Ho sempre pensato che il mio spirito guida sia quello della mia nonna materna, una saggezza, una profondità mantenuta fino alla fine dei suoi giorno.

    • massimolegnani 14 maggio 2017 a 14:37 #

      È una specie di archeologia umana quel cercare di vederle com’erano e imparare da quel che vediamo
      Ciao E
      ml

  5. lamelasbacata 14 maggio 2017 a 12:08 #

    Il tuo non è l’occhio crudele di chi guarda la vecchiaia come una malattia disdicevole e contagiosa, da evitare di sfiorare con sguardo disgustato.
    Tu sai vedere oltre la carne che cede, oltre la memoria che fallisce, tu sai disegnare l’essenza di un essere umano.

    • massimolegnani 14 maggio 2017 a 14:40 #

      Merito di mia nonna che ho sempre cercato di immaginare nel tempo in cui io ancora non c’ero.
      Ti sorrido, Mela
      ml

  6. Daniela 14 maggio 2017 a 13:30 #

    c’è molta tenerezza e attenzione nella tua osservazione, in fondo rispecchiano ciò che saremo, con simili ricordi e sfumature comportamentali che non si perdono col tempo ma che aiutano gli altri a immaginare la giovinezza che gli anni hanno velato

    • massimolegnani 14 maggio 2017 a 14:43 #

      Sì è così, mi piace riesumare il loro passato, la vita che a guardarle ora si stenta a immaginare
      Ciao Daniela
      ml

  7. Stefi 14 maggio 2017 a 17:13 #

    Ho una passione, lo sai, per la pelle grinzosa dentro cui riposa la storia, quell’umanità vera che scorre fra i solchi che “nemmeno il sole stira”.
    Mi piace il tuo lieve tratteggio.

    • massimolegnani 14 maggio 2017 a 18:38 #

      Condividiamo la stessa capacità di non vedere solo grinze nella pelle ma il vissuto di una vita
      Ti abbraccio Ste’
      ml

  8. Transit 14 maggio 2017 a 18:03 #

    Trovo l’incipit decisamente poetico, ma non è casuale, semmai anziani e poesia fanno coppia. E poi, quel loro aspettare e guardare la vita con gli occhiali della vita che passa.

  9. Lucia Senatore 14 maggio 2017 a 18:25 #

    Anch’io quando guardo le donne anziane provo sempre a cercare quel particolare che non è invecchiato e che mi fa ricostruire il loro volto da giovani.

    • massimolegnani 14 maggio 2017 a 18:42 #

      È bello saper leggere la pelle come un libro, anche quando la pagina è sciupata dal tempo.
      Un sorriso
      ml

  10. blogcambiopasso 14 maggio 2017 a 18:54 #

    Bello soprattutto il finale

  11. tramedipensieri 14 maggio 2017 a 22:08 #

    Mi soffermo anche io a riflettere su quanto vedo nei volti degli anziani, su mia madre che, tra l’altro vedo sempre giovane (poco obiettiva..lo so, immagina) e penso a come erano quando erano giovani…
    ed io, come sarò….mah…

    ma tu sinceramente lo hai espresso meravigliosamente bene 🙂
    ciao
    .marta

    • massimolegnani 14 maggio 2017 a 23:20 #

      sì, è affascinante immaginare il loro periodo migliore, quando noi non c’eravamo ancora
      grazie .marta 🙂
      ml

  12. elettasenso 15 maggio 2017 a 08:31 #

    Un inno alla vecchiaia e al guscio fragile del corpo che trattiene ciò che era.
    Eletta

    • massimolegnani 15 maggio 2017 a 10:17 #

      bella la tua immagine del corpo anziano come fragile guscio (che io idealmente apro per curiosare la vita che fu)
      ciao Eletta
      ml
      (non sono più riuscito a entrare nei commenti del tuo sito di sogni!)

      • elettasenso 15 maggio 2017 a 15:01 #

        Neppure io! Sono lontana da casa e il collegamento va e viene 😦 ci riproverò … Ciao Massimo

      • massimolegnani 15 maggio 2017 a 18:17 #

        Ciao 🙂

  13. Daniele Verzetti Rockpoeta® 15 maggio 2017 a 11:13 #

    Un titolo originale per un post particolare, dove si poteva scivolare in una stucchevole retorica ma tu sei stato capace come un equilibrista a restare sul filo senza cadere

    • massimolegnani 15 maggio 2017 a 18:14 #

      Grazie, è un complimento che apprezzo particolarmente
      Un sorriso, ciao Daniele
      ml

  14. Pendolante 15 maggio 2017 a 13:01 #

    bella questo sguardo nel passato e sai, sono certa che molte di loro lo sentono ancora vivo quel sorriso di pudica malizia

  15. yourcenar11 15 maggio 2017 a 16:07 #

    In realtà tu guardi i corpi delle donne anziane con gli occhi del cuore, la tua mente va oltre l’immagine di superficie e immagina vite, momenti, azioni, relazioni, emozioni e sentimenti. Anch’io sulla soglia dei 69 anni (ma come ci sono arrivata?!?) ora osservo le persone, non solo anziane, con uno sguardo partecipe e scopro tanto di loro. Questo mi arricchisce e mi porta spesso a sorridere a qualcuno che incontra il mio sguardo, a dare un braccio a chi vedo muoversi con fatica, mi sento parte di una comunità umana, dove non c’è più posto per gli sbruffoni, i volgari, gli urlatori di professione, tutti quelli che tendono a schiacciare gli altri.
    Leggere i tuoi post, comunque, mi stimola sempre qualche buona riflessione. Grazie! 🦋

    • massimolegnani 15 maggio 2017 a 18:19 #

      Cristina, sono io a dirti grazie per queste toccanti parole
      Un abbraccio caloroso
      ml

  16. Tati 15 maggio 2017 a 17:01 #

    Mi è tornata in mente una storiella, ascoltata anni fa ( non mi chiedere di chi sia, come/dove/perché/lettera o testamento che non ricordo nulla) che suonava più o meno così:
    ” Nonna e nipote siedono su una panchina, la nipote è triste perché alcuni bambini la prendono in giro per le sue lentiggini. La nonna per consolarla la guarda con occhi dolci e le dice ” sono divertenti le lentiggini, non trovi? sono allegre, a me piacciono tanto. Trovami una cosa più carina e divertente delle lentiggini” e la nipotina, guardandola un po’ le risponde ” le rughe…” ” e niente… mi piaceva mettertela qua 🙂

    • massimolegnani 15 maggio 2017 a 18:22 #

      “le rughe!”
      Che meravigliosa, candida, battuta
      (brava Tati, questo è il suo posto)

      • gelsobianco 17 maggio 2017 a 00:29 #

        Grazie, Tati, per la tua storiella.
        E’ perfetta qui.
        Ti sorrido, cara
        gb

        Scusami, ml, se ho interagito drettamente con Tati, ma è troppo bello quel “le rughe!” detto dalla nipotina alla nonna!
        gb 🙂

      • massimolegnani 17 maggio 2017 a 00:42 #

        sono d’accordo con te 🙂

      • gelsobianco 17 maggio 2017 a 02:21 #

        🙂
        gb

  17. gelsobianco 17 maggio 2017 a 00:25 #

    “Poi una mano d’ossa sale su fino ai capelli in uno sforzo lento che non dev’essere diverso dalla grazia posseduta un tempo. Penso e immagino i loro gesti minimi, le studiate seduzioni”
    Tu sei capace di cogliere oltre. Oltre, sì.
    Tu sai entrare nei gesti.
    Scavi nella pelle con le rughe e nella carne non più fresca e nei corpi fragili per ritrovare qualcosa di antico che esiste ancora.
    E lo fai con parole bellissime.
    “hanno un sorriso di pudica malizia che non ho mai visto ma so com’era.”
    Grazie, ml.
    Un abbraccio con un sorriso
    gb

    • massimolegnani 17 maggio 2017 a 00:41 #

      non mi ricordo se l’ho già detto in un altra risposta o solo pensato..a volte mi sento un archeologo dell’umanità (perdona il paragone pomposo), scavare sotto le grinze della pelle e far affiorare tracce antiche di vita, ricostruire, immaginare, da un dettaglio la sua vita (penso a mia nonna) com’era prima della mia venuta al mondo.
      grazie gb,
      un abbraccio di buona notte
      ml

      • gelsobianco 17 maggio 2017 a 02:21 #

        Un grande archeologo dell’umanità, sì sì 🙂
        “ricostruire, immaginare, da un dettaglio la sua vita (penso a mia nonna) com’era prima della mia venuta al mondo.”
        Che tenera intensità in queste tue parole!
        Un abbraccio di notte serena e di buona giornata
        gb

      • massimolegnani 17 maggio 2017 a 10:12 #

        grazie gb, buona giornata a te
        ml

  18. Cose da V 17 maggio 2017 a 20:45 #

    Non ho mai provato affetto per le persone anziane, né ho mai avuto un gran rapporto coi nonni, ma se c’è una cosa che per me significa infanzia, campagna e il mio paesello (ma anche altri paeselli) è la panca (o le sedie di plastica) con le anziane sedute che parlano o fissano la strada, che commentano, magari intente in qualche mansione oppure solo sedute lì, ad oziare. Un’immagine che mi emoziona sempre, quella degli anziani seduti all’aperto, magari di sera, soprattutto ora che le giornate si sono allungate. Mi hai fatto rivivere molte emozioni con questo racconto (che denota una gran sensibilità). Grazie.

    • massimolegnani 17 maggio 2017 a 22:01 #

      Belle queste tue immagini della memoria, quindi un grazie anche a te 🙂
      Un sorriso
      ml

  19. Sabina_K 25 maggio 2017 a 11:35 #

    Saper guardare oltre, scavalcando anche il tempo, è, a parer mio, prerogativa delle persone che guardano al mondo e ai suoi abitanti con amore, come te.

    • massimolegnani 25 maggio 2017 a 11:52 #

      grazie Sabina, felice di questo particolare apprezzamento.
      buona giornata
      ml

  20. postpank 30 maggio 2017 a 13:47 #

    bello.

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