sono partito da lontano

22 Mag

foto

 

 

Solo mia sorella, l’archivista di famiglia, poteva scovare questa foto.

A metà di una partita a scala quaranta che la vedeva soccombere a noi fratelli ha cavato il suo asso dalla manica: non sei cambiato in nulla da allora, rotelline a parte. Le carte accantonate, i bicchieri quasi vuoti, in quattro ci siamo messi a guardare quella piccola immagine sfocata, ognuno a piluccare ricordi come ciliegie golose. E nell’angolo in penombra della sala la mia bici riposava dopo la fatica della salita all’alberghetto di montagna.

IMG_1092

Annunci

41 Risposte to “sono partito da lontano”

  1. quarchedundepegi 22 maggio 2017 a 13:40 #

    Che bel bimbo… che impara ad andare in bicicletta!
    Dovrò leggere l’articolo precedente.
    Buon pomeriggio.
    Quarc

    • massimolegnani 22 maggio 2017 a 16:18 #

      Bello (?!) o bruttino, il bimbo ha imparato a pedalare 🙂
      Ciao quarc
      grazie
      ml

  2. remigio 22 maggio 2017 a 14:04 #

    Se ti fanno il test del DNA non possono che trovare una bicicletta: la tua terza gamba. 🙂

  3. Ghiandaia blog 22 maggio 2017 a 14:43 #

    Da bambina, ho sempre sognato la bicicletta, che non ho mai avuto.

    • massimolegnani 22 maggio 2017 a 16:21 #

      È un peccato, perché certe attività si apprendono più facilmente da bambini.
      Un caro saluto
      ml

  4. Donatella Calati 22 maggio 2017 a 14:54 #

    io a volte riesco a sorprenderti cavando l’asso dalla manica, tu mi sorprendi sempre con la bravura nel giocarlo e battermi

  5. tramedipensieri 22 maggio 2017 a 16:38 #

    Certe fotografie “aprono mondi” 🙂

    • massimolegnani 22 maggio 2017 a 18:05 #

      Vero, sono finestre sul passato e specchi sul presente, perché non che poi si cambi tanto nella vita 🙂
      Ciao .marta
      ml

  6. Tati 22 maggio 2017 a 17:33 #

    Dovremmo “perdere” più tempo nel guardare le foto di quando eravamo piccoli… possono raccontare storie inaspettate o accendere collegamenti che non diciamo anche se li conosciamo. Si cambia, si cresce, si matura ma c’è una piccola fiammella che resta, sempre, al di là del tempo.
    Belli voi!

    • massimolegnani 22 maggio 2017 a 18:08 #

      Sì, si cresce, si matura, ma, come dicevo a .marta, non è che si cambi poi tanto crescendo.
      Grazie Tati, per quel generoso e caldo belli voi
      Un sorriso
      ml

      • Tati 22 maggio 2017 a 18:51 #

        A volte è solo una lucina nello sguardo, altre immensi pezzi carattere e sentimento…
        Non ringraziare me, ringrazia voi 😉

      • massimolegnani 22 maggio 2017 a 19:10 #

        Tati, sei cara
        🙂

      • Tati 22 maggio 2017 a 21:39 #

        è facile con chi ha modi gentili e graziosi. 🙂

      • massimolegnani 22 maggio 2017 a 21:54 #

        oh!
        🙂

  7. elettasenso 22 maggio 2017 a 18:13 #

    Come ho già scritto altrove le istantanee di un tempo, cartacee, hanno un fascino che, purtroppo, il digitale si sogna. Hanno il fascino del corpo.
    Eletta

    • massimolegnani 22 maggio 2017 a 19:09 #

      Le istantanee di un tempo, cartacee, hanno il fascino del corpo.
      Hai dato una definizione perfetta e struggente.
      Ciao Eletta,
      ml

  8. Lallib 22 maggio 2017 a 21:36 #

    Gli adulti non sono altro che i bambini che fummo.

  9. Transit 23 maggio 2017 a 14:23 #

    Quand’ero piccolo avere una bici era il mio sogno. Poi, una mattina un giorno memorabile la bici, una bici più grande di me, si materializzò di fianco al mio letto. Dovetti stropicciarmi per parecchi minuti gli occhi cisposi finché non la toccai e l’abbracciai. Dopo il primo amore all’asilo di una bambina che poi non rividi più perché il giorno dopo era il 4 di Maggio e dalle mie parti in quel mese e in quel giorno si cambiava casa. Lei andò via e mi diede la mano e poi un bacio sulla guancia… Il mio secondo amore era la bici che chiamai Rosa dei miei sospiri. Poi una mattina mi sveglia e così come era apparsa scomparve. Piansi per una settimana e così mi ritrovai senza nessun amore. E piansi di nuovo.

    • massimolegnani 23 maggio 2017 a 17:48 #

      A qualunque età succeda, il furto della bicicletta è una coltellata al cuore.
      Quel giorno ti hanno rubato i sogni, perché la bici fa sognare, come l’amore.
      Un abbraccio
      ml

  10. newwhitebear 23 maggio 2017 a 15:07 #

    sempre detto che hai una sorella super, molto super

  11. Transit 23 maggio 2017 a 18:05 #

    Caro Massimo, dove vivevo c’erano parecchi gente malfamata e perciò i mariuoli abbondavano come i granelli di sabbia sulle spiagge e i limoni sugli alberi, ma in verità quella volta non furono quei figli di buona madre a portarmi via il mio grande tesoruccio: fu colei che me l’aveva procurata, cioè mia madre Colomba, detta Colomba Mammazezzella, perché dava il suo latte dalle sue zizze piene di latte anche agli altri bambini le cui mamme non ne avevano. E sai perché? Ci passavo le mie giornate:uscivo la mattina uno spuntini a pranzo, chiamiamolo così, e via fino a sera. E sai a chi la diede? A maledetto robivecchi. La notte non facevo altro che sognare Rosa dei sospiri. E la mattina avevo il cuscino bagnato dalle mie lacrime. Poi accadde l’impossibile, le mie lacrime si solidificavano in perle e perline. Facemmo analizzare le mie lacrime, erano solo delle calcificazioni, ma continuai a sognare…

    • massimolegnani 23 maggio 2017 a 18:36 #

      Con tutto il rispetto per tua mamma, è stato un gesto di una severità inaudita.
      (bellissime le lacrime che diventano “perle”)

  12. Transit 23 maggio 2017 a 21:38 #

    Lei lo fece in buona fede, le mamme sono fatte così, tra l’altro io ero il più piccolo, l’ultimo arrivato, disse che aveva paura che mi prendessi la polmonite perché a casa arrivavo sempre sudato. E così, un pezzo alla volta, costruì con le mie mani una bicicletta di legno. Non calcolai, poiché mi lanciavo da sopra la salita che poi scende giù a Spaccanapoli, che andavo a cacciarmi nei guai. Infatti le ruote erano di legno e così anche i freni sostituiti dai miei piedi, sicché arrivai alla fine della discesa che la bici era un falò di fuoco e fumo. Comunque me la cavai anche perché pensavo che il pomeriggio insieme ai guagliuncielli del vicolo dovevamo imperversare nel vicolo c’o vient’e terra ma questa è un’altra storia.

    • massimolegnani 23 maggio 2017 a 23:45 #

      come ti ho detto di là, dovresti scriverla per esteso la storia della tua bicicletta 🙂

  13. alessialia 26 maggio 2017 a 17:26 #

    dai che le foto… quelle vere hanno tutto un altro sapore………
    va che bel bambin!
    eh mai senza bici tu!

    • massimolegnani 26 maggio 2017 a 18:55 #

      mai più sceso di li’ se non per togliere le rotelline
      🙂
      Ciao Ale
      ml

      • alessialia 27 maggio 2017 a 13:57 #

        ma bello!
        io mi cappotto facile con la bici…
        una delle prime vacanze da sola con un’amica avevamo affittato le bici… e io per non travolgere la gente strillavo di togliersi da davanti…
        e quando anche qui a roma andavamo a villa borghese a fare giro affittando bici…….. magari mi ritrovavo infilata in qualche siepe…
        uff…. eppure mi piacerebbe tanto!

      • massimolegnani 27 maggio 2017 a 16:12 #

        Ti presto le mie rotelle e così non cadi 🙂

      • alessialia 28 maggio 2017 a 10:36 #

        e se levassimole rotelle e te mi insegni??? pero… non devi lasciarmi a sorpresa senno mi prendo pauraaaaa!

      • massimolegnani 28 maggio 2017 a 10:42 #

        ti tengo per il sellino, ma tu guarda avanti e pedala come andassi incontro al mondo 🙂

      • alessialia 28 maggio 2017 a 10:51 #

        wooooow! come andassi incontro al mondo….. ma che bello… si ma tu non me lascià pero!

      • massimolegnani 28 maggio 2017 a 10:58 #

        🙂

  14. Miriam Sol 28 maggio 2017 a 20:39 #

    E alla fine ml ti posso dare un volto,
    un volto di bambino! Sorridente, forse un po’ incerto, ma già in esplorazione della porzione di mondo che ti era data da esplorare.

    • massimolegnani 28 maggio 2017 a 22:48 #

      crescendo ho solo ampliato il raggio dell’esplorazione 🙂
      un abbraccio
      ml

Trackbacks/Pingbacks

  1. Io… Principessa 2.0… con l’etichetta di fuori. | ilmioblogpercaso - 31 maggio 2017

    […] distante, poi torno nella baracca sul fiume ad ascoltare il giradischi rotto… Questo grazie a Massimo che mi ha insegnato ad andare in bici rovesciando le […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: