Archivio | giugno, 2017

ma i mandarini dove sono?

30 Giu

by c.calati

 

 

Al mercato della frutta misuro il tempo andato. Ho passi strascicati tra i banchi carichi di merce troppo moderna, roba elettronica, tessuti sintetici, attrezzi incomprensibili. Guardo e borbotto. E un filo di bava mi si ghiaccia sotto il labbro. Ho il furore stupido dei vecchi, lo so, la loro nostalgia cretina per i bei tempi andati, me ne rendo conto, ma i mandarini dove sono? Continua a leggere

con la veletta sugli occhi

28 Giu

by web

 

Amavo in lei il furore e il distacco nel piacere, i gusti raffinati, la smania di tormentarsi l’anima e quell’acquietarsi improvviso in un equilibrio raro. Amavo il suo infuocarsi in una partigianeria smaccata, lo scegliere d’impulso il lato su cui stare e quel suo starci poi con convinzione fino al prossimo tormento dello spirito. Amavo l’eleganza dei suoi gesti erotici, le serissime invenzioni dell’istinto, e soprattutto amavo il suo pudore nascosto sotto una sfrontatezza in crosta. Continua a leggere

pasta e avanza!

25 Giu

by c.calati

 

 

Amico caro, non so se hai scelto il giorno giusto per (auto)invitarti a pranzo, che oggi il caldo, la noia, la pigrizia, il frigo scarso, la doccia rotta, la caldaia in blocco, la vicina troppo vicina, mi fanno maligno l’estro e il cervello in pappa. Continua a leggere

lui che non aveva mai visto il mare

21 Giu
foto

by c.calati

 

 

Albert, per quanto si sforzasse, non riusciva a immaginare il mare.

Conosceva a malapena quell’angolo di Fiandra dov’era nato e il suo sguardo non andava oltre il primo crinale di colline. Sapeva che esistevano distese d’acqua enormi, ma a questa enormità non era in grado di dare confini e consistenza. Spesso, appena i lavori alla fattoria glielo permettevano, sgattaiolava fino allo stagno delle anatre, al di là della torbiera e lì, seduto su un bordo erboso, fissava l’acqua, increspando con la fantasia la sua superficie troppo ferma e cercando di moltiplicare all’infinito l’estensione per capirne la grandezza. Ma s’inceppava quasi subito nel calcolo, non arrivava che a figurarsi un laghetto appena un po’ più grande e un po’ più mosso. Continua a leggere

il torto della tortora, la grazia della gazza

16 Giu
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by c.calati

 

 

 

Torno sull’argomento, perché mi preme capire che cosa faccia la differenza tra simpatia e antipatia. In fondo sono due uccelli simili, stessa taglia, entrambi semi-domestici nel senso che non temono l’uomo e preferiscono i giardini ai boschi, medesimi spostamenti a breve raggio. Eppure per la tortora ho un’avversione viscerale, per la gazza fascino a pelle (e piume) Continua a leggere

cinque giorni a pedali

13 Giu
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by c.calati

 

 

Sono un ciclista d’acqua dolce, datemi un fiume da accompagnare per un tratto, un lago da girarci attorno, e sono un uomo felice. Acqua dolce, che il sale ce lo metto io, a gocce di sudore ed è un sudore gioioso, il prezzo che pago volentieri per qualche giorno alla ventura. Continua a leggere

la città morente

5 Giu

by c.calati

 

 

Sono sere, queste, che restano appese a un imbrunire inutilmente lento. Sere che Nicola vorrebbe si consumassero in fretta, come la sigaretta che gli pende dalle labbra. Tiene i gomiti appoggiati al davanzale e gli occhi fissi su quelli di Oreste. Ma i due forse non si guardano davvero, si fissano per ignorarsi, odiarsi o perdersi ciascuno nei propri pensieri. Oreste, come sempre all’ora incerta, è appollaiato tra le tegole del tetto di fronte. Stupido gatto Continua a leggere