fidati!

17 Lug
foto

by c.calati

 

 

 

Il fatto è che non gli avevo mai creduto.
Eppure gli avevo risposto sempre sì, va bene, qualche volta con un sorriso tirato a sfoglia sulle labbra, altre piangendo silenziosamente nel buio della stanza mentre lui mi amava, instancabile e sereno. 
Con Nicola finiva sempre con la mia resa, senza che prima ci fosse stata nemmeno la battaglia. Lui non combatteva mai, non ne aveva bisogno. Gli bastava sorridere per rintuzzare le mie accuse o i miei timori. E non negava mai, semmai minimizzava.

Fin dall’inizio era stato così.
In coda davanti allo sportello della posta prioritaria mi aveva picchiettato su una spalla chiedendomi se poteva passarmi davanti. Ricordo che lo squadrai sfoderando un’espressione stizzita che avrebbe dovuto farlo rinunciare. Di solito funziona, indurisco i tratti del viso, corrugo la fronte e chi mi sta davanti capisce che non è cosa. Lui no, lui rise: via, non faccia la faccia feroce, la imbruttisce. Ho la macchina in seconda fila, farò in un attimo, si fidi. Provo ancora a resistere ma intanto già mi chiedo perché non lasciarmi andare, perché non farmi contagiare dalla sua allegra sfacciataggine. Lo guardo, ha il viso aperto dell’uomo-bambino, il volto di chi ha avuto un’infanzia felice. Quando la mamma lo sorprendeva con le mani nella marmellata, lui di sicuro sapeva tirarla dalla sua parte con un solo gesto, magari facendole uno sbaffo su una guancia con le dita sporche o dicendole allegro “assaggia che buona” mentre le offriva i polpastrelli da succhiare. Non è mai cresciuto Nicola, o forse era già uomo da bambino.
Mi fece gli occhi tristi che subito brillarono in sorriso.
Prese il mio posto, ma non fu affatto rapido quando fu il suo turno. Mentre se ne stava andando, mi fece uno strano cenno di saluto, quasi con accondiscendenza, come fosse stato lui ad avermi fatto un piccolo favore. Pensai fosse finita lì, ma quando uscii lo trovai che mi aspettava, appoggiato a una macchina mal parcheggiata. Mentre scendevo i gradini delle Poste vidi che i suoi occhi accompagnavano i sobbalzi del mio seno. È una cosa che mi irrita lo sguardo bavoso degli uomini, ma lui non sbavava, mi osservava con un sorrisetto compiaciuto, come se il mio petto ondeggiasse esattamente come desiderava lui.
La invito a pranzo, mi devo sdebitare, mi disse quando giunsi alla fine della scalinata, e sembrava un premio alle mie tette. Rifiutai con un sorriso lusingato. Nicola si comportò come avessi risposto sì.
Aprì una portiera e mi invitò a salire, spiegandomi che il ristorante non era troppo distante.
Veramente, le ho detto no.
Ma avrebbe voluto rispondere sì, sia sincera. Io le sto facendo la cortesia di abbreviare i tempi, sono così sfinenti le trattative. Rise e salì in macchina. Lo rimbeccai attraverso il finestrino, poi mi sedetti al suo fianco continuando a protestare, ma era ormai evidente che nemmeno io credevo più alle mie proteste. Nicola aveva trasformato il mio rifiuto in un gioco che stava intrigando entrambi.

Iniziò così la nostra storia, un pranzo in trattoria su in collina e un letto raggiunto con naturalezza. Dalla camera di Osvaldo, il padrone, si gode una vista impareggiabile. Vieni, voglio mostrartela. Nessun’ombra di malizia nello sguardo, anche se erano chiare le sue intenzioni, e forse anche le mie. La vista era davvero fantastica, in basso il lago che scintillava, in alto la cima del Mombarone già imbiancata e in mezzo il fuoco lineare della Serra nel suo miglior abito autunnale. Appoggiai i gomiti al davanzale come rapita da quanto avevo davanti agli occhi, ma in realtà ben attenta a cogliere ogni sfumatura dei gesti calmi e calibrati che mi cercavano la pelle sotto i vestiti. Il letto lo raggiungemmo dopo, per dormire un po’.
Non sono una sprovveduta che si fa “sedurre e abbandonare”, né tantomeno sono una zoccola disposta a tutto pur di farsi una scopata. Nicola lo avevo inquadrato subito, da quel suo primo “si fidi” candido e perfido. No, non era tipo di cui fidarsi, era uno da scegliere a scatola aperta, affidarsi a lui sapendo bene che non era degno di fiducia. Io lo avevo scelto prima dell’ultimo gradino, lì alle Poste, consapevole di ciò a cui andavo incontro. E non me ne sono mai pentita, nonostante mi abbia fatto sentire spesso marmellata assaggiata per pura golosità o non diversa da sua madre quando lo beccavo ad assaggiare marmellata d’altre, un’alzata di spalle, una confidenza, quella scoperà anche bene ma non conta nulla, fidati. E per lui tutto era risolto. Non per me che pativo le rivali che comparivano e sparivano come gli assi tra le dita di un prestigiatore. Ma mai Nicola mi ha fatto sentire barattolo già ripulito fino in fondo, buono solo da riporre giù in cantina, se vogliamo mantenere la metafora infantile. Se non avevo la sua fedeltà, e di certo non l’avevo, avevo però la sua sincerità, quel modo lieve e un poco assurdo di minimizzare i nostri dissapori, la vita è breve, non sprechiamola con preoccupazioni inutili . E da lui ricevevo anche un’attenzione febbrile, famelica e profonda, con cui mi riempiva ogni minuto che passavamo insieme.

Di lui sapevo poco, al di fuori del carattere ottimista e un po’ incosciente che era la sua nota costante, in amore come sul lavoro. Ma che lavoro fosse il suo era un mistero. Sono in affari, mi diceva, e sembrava sempre che scherzasse. Ma non scherzava quando mi proponeva somme (mie) da investire in progetti (suoi) che avrebbero fruttato un mucchio di quattrini. A volte mi opponevo e lui non insisteva pur facendo la faccia da cucciolo bagnato, altre cedevo e gli affidavo soldi sudati. Non te ne pentirai. Ti torneranno raddoppiati, fidati.
Non sono mai tornati quei soldi, né doppi né semplici. E quel denaro perso divenne motivo di liti, ancora più delle rivali in amore. Quelle almeno arrivavano e sparivano, il denaro spariva e basta. Ma anche in questo caso erano battaglie solo da parte mia, lui liquidava l’argomento con una battuta  La finanza nel breve termine può avere dei rovesci, ma alla lunga ti ripaga. Sono certa che fosse sinceramente convinto che alla fine ce l’avrebbe fatta, ma io mi sentivo allo stremo, anche i miei ultimi risparmi erano andati in fumo.
Una sera crollai e gli rovesciai addosso tutta la mia esasperazione, insieme a piatti, bicchieri e ogni altro oggetto con cui potessi colpirlo. Nicola prese a sorridere mentre schivava proiettili, poi mi strinse in un abbraccio, prima per calmarmi, poi per amarmi. E quella sera mi amò con una tenerezza struggente che mi lasciò senza forze.
Nel buio del nostro letto mi sussurrò più volte Non esistono problemi irrisolvibili. Ho già in mente cosa fare, bambina, devi fidarti di me. Mi aveva chiamato bambina come fossi stata io l’irresponsabile. E sono sicura che nel buio sorridesse fiducioso.

Nicola è morto pochi giorni dopo, schiantandosi di notte contro un muro. Un colpo di sonno stabilì l’inchiesta della polizia. Ed è plausibile. Ma oggi ho ricevuto un plico da una compagnia d’assicurazione. Mi comunicano che sono la beneficiaria unica di una polizza sulla vita stipulata da Nicola, non so quando. Facendo due conti i miei risparmi sono ben più che raddoppiati.
A Nicola non avevo mai creduto. Eppure non mi ha mai mentito.

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50 Risposte to “fidati!”

  1. civuolepoco 17 luglio 2017 a 11:09 #

    Bello….tremendamente dolce quanto tremendamente spietato.

    • massimolegnani 17 luglio 2017 a 11:20 #

      lo considero un personaggio coerente nella leggerezza con cui ha attraversato la vita e nella silenziosa e irreversibile serietà con cui ha rimediato ai propri errori.
      ti ringrazio e ben arrivato qui
      ml

      • civuolepoco 17 luglio 2017 a 11:40 #

        si ma la leggerezza sua è risultata essere la pesantezza di qualcun’altro però.

      • massimolegnani 17 luglio 2017 a 13:32 #

        Sì è vero, ma lei, la narrante probabilmente non lo avrebbe amato fosse stato più corretto:)

  2. Daniela 17 luglio 2017 a 11:44 #

    una storia originale e ben descritta,incalzante fino ala triste fine del protagonista, decisamente poco simpatico da vivo per la sua arroganza.

    • massimolegnani 17 luglio 2017 a 13:35 #

      Grazie Daniela.
      Confesso che provo simpatia per questo personaggio, più che arrogante lo considero spavaldo, guascone.
      Ciao:)
      ml

      • Daniela 17 luglio 2017 a 16:00 #

        Buon pom Massimo 🙂

      • massimolegnani 17 luglio 2017 a 20:50 #

        Buona serata a te 🙂

  3. labloggastorie 17 luglio 2017 a 17:15 #

    Chi più chi meno ha in custodia delle bugie d’amare…
    Questo racconto mi è piaciuto assai!

  4. Transit 17 luglio 2017 a 18:09 #

    Il racconto con quel finale ha il sapore dolciastro del sangue … fuoriuscito da una coltellata del destino … baro. Nicola è un personaggio che sulla carta è simpatico e induce al sorriso ma quando lo conosci e lo frequenti nei giorni e nelle ore della realtà ti fa venire il prurito addosso. Ma come la tensione e la suspense di un thriller si scioglie solo alla fine della rappresentazione libresca e filmica, bisogna aspettare che la protagonista femminile vada fino in fondo per conoscere non solo Nicola ma se stessa …

    • massimolegnani 17 luglio 2017 a 21:00 #

      Sono d’accordo che Nicola dev’essere più simpatico da lontano che da vicino, mentre dissento sul ruolo del destino: per me e’ una scelta meditata di Nicola, la sua morte. Ma ho lasciato volutamente il finale aperto a varie interpretazioni.
      Ciao Transit, grazie del tuo intervento
      ml

  5. lucilontane 17 luglio 2017 a 18:32 #

    L’avrei amato anch’io quel guascone 😊. A volte noi donne siamo così.

  6. gelsobianco 17 luglio 2017 a 20:01 #

    “A Nicola non avevo mai creduto. Eppure non mi ha mai mentito.”
    Grande vera chiusa che colpisce forte forte… nel silenzio, silenzio dopo uno sparo.
    Tu così bravo nel penetrare gli angoli più nascosti di ogni personaggio.

    Che bello è stato per me incontrare qui Nicola!
    Nicola così come era, con quella sua (in)consistenza lieve e seria.
    E ho vissuto con emozione ogni momento della storia.

    Grazie, ml.
    Ho apprezzato questo tuo racconto moltissimo.
    Ti sorrido
    gb

    • gelsobianco 17 luglio 2017 a 20:04 #

      Trovo perfetti il titolo “fidati!” e quella fotografia con un fiore bianco… in luce e in ombra.
      🙂
      gb

      • massimolegnani 17 luglio 2017 a 21:08 #

        Contento ti piaccia la foto che ho scelto
        🙂

    • massimolegnani 17 luglio 2017 a 21:07 #

      Mi fa molto piacere il tuo apprezzamento, gb
      Nicola e’ un personaggio che o lo si ama o lo si odia 🙂
      Buona serata
      ml

      • gelsobianco 17 luglio 2017 a 22:11 #

        Non mi piace solo la foto.
        Apprezzo tutto davvero molto.
        La foto è il corollario perfetto per un racconto di alta qualità, caro ml.

        E Nicola… Io amo questo tuo personaggio per la sua
        “(in)consistenza lieve e seria”, come scritto sopra da me prima, per le sue luci e le sue ombre.
        E amo anche i chiaroscuri della lei narrante…

        Grazie.
        🙂
        gb
        Buona serata.

      • massimolegnani 18 luglio 2017 a 18:06 #

        Certo che ti piace anche il racconto, non avevo dubbi 🙂
        Ho messo l’accento sull’apprezzamento della foto perche’ mi faceva particolarmente piacere 🙂

      • gelsobianco 17 luglio 2017 a 22:17 #

        Ho sentito forte il silenzio di lei… dopo la morte cercata di Nicola (per me Nicola sceglie di morire).
        Tu sei riuscito a farmi cogliere colmo questo silenzio.

        gb

      • massimolegnani 18 luglio 2017 a 18:08 #

        Grazie, gb
        (Anche per me, morire era l’ultima risorsa di Nicola)
        Buona serata
        ml

      • gelsobianco 18 luglio 2017 a 21:39 #

        “Ho messo l’accento sull’apprezzamento della foto perche’ mi faceva particolarmente piacere”
        Lo so, ml. E questo dà a me un particolare piacere.
        I miei complimenti a c. calati. 🙂
        Amo entrare nei particolari da te scelti che completano il tuo scritto.

        Buona serata
        gb

      • massimolegnani 18 luglio 2017 a 22:30 #

        anche a te
        🙂

      • gelsobianco 18 luglio 2017 a 23:05 #

        E chiudo con… un sorriso dolce a Nicola.
        gb

      • massimolegnani 19 luglio 2017 a 00:26 #

        giusto
        🙂

  7. Sephiroth 18 luglio 2017 a 01:29 #

    Bellissima storia. L’ho letta tutta d’un fiato!! Mi è persino dispiaciuto per Nicola!! 🤦🏻‍♂️😊

    • massimolegnani 18 luglio 2017 a 18:09 #

      Ti ringrazio, Sephiroth
      (si, spiace per Nicola, ma forse non aveva scelta)
      ml

  8. rodixidor 18 luglio 2017 a 13:24 #

    Il personaggio che ogni uomo vorrebbe essere, che ogni donna vorrebbe incontrare. Bel racconto 🙂

  9. newwhitebear 18 luglio 2017 a 16:18 #

    un bel racconto con una fine tragica per Nicola ma dolce per lei. Insomma non l’ha mai delulsa.

  10. Isabella 19 luglio 2017 a 12:10 #

    …lo si ama o lo si odia.
    lo amo 🙂
    bravo!
    Isabella

    • massimolegnani 19 luglio 2017 a 14:20 #

      Si, sono individui che non permettono mezze misure 🙂
      Grazie Isabella, benvenuta
      ml

  11. lamelasbacata 20 luglio 2017 a 00:03 #

    Un racconto che lascia il segno. Infatti rimugino da due giorni sul senso di fastidio indispettito che ho provato nei confronti di Nicola. Mi sono immedesimata nella frustrazione di quella donna e ho provato molta pena per lo spreco di vita.
    Sei stato bravissimo. Una prova di grande sapienza nel capire la psicologia umana.

  12. massimolegnani 20 luglio 2017 a 01:10 #

    innanzitutto ti ringrazio per le lodi, poi mi fa piacere la franchezza con cui esprimi la tua avversione per Nicola. Capisco che un individuo del genere, candido bastardo, possa indispettire, però non credo che la protagonista abbia mai considerato sprecata la vita al suo fianco. E poi Nicola è stato leggero e incosciente nella vita ma anche nella morte, cercata senza drammi, non come fuga dalle responsabilità ma come estrema soluzione ai guai che aveva combinato.
    un sorriso e un abbraccio, Mela
    ml

  13. paginadiester 20 luglio 2017 a 20:17 #

    “fidati!” e anch’io mi sono fidata, più che altro attratta da quell’ortensia bianca stupenda, ma anche sapendo che la tua penna non delude mai.
    Però… quel periodo iniziale:

    “Eppure gli avevo risposto sempre sì, va bene, qualche volta con un sorriso tirato a sfoglia sulle labbra, altre piangendo silenziosamente nel buio della stanza mentre lui mi amava, instancabile e sereno.”

    parla solo di pianto e sorriso tirato, non di gioia e di amore.
    Non mi ha deluso la penna, schietta, sincera, che ha colto esattamente ogni tratto necessario a dipingere il quadro, ma la storia in sé, con il suo dolore nascosto, innegabile, pesante, fin dalle prime righe. Mi ha deluso nel senso che se avessi saputo, non l’avrei letta, perché emotivamente in cerca di pace. Ma mi sono fidata… e il bianco è anche colore di lutto. Tecnicamente tutto torna. Approvato anche questo, come sempre. Ciao, con un sorriso comunque.

    • massimolegnani 20 luglio 2017 a 20:42 #

      Cara Ester mi fa molto piacere che tu abbia notato che quell’ortensia ha il bianco del candore e del lutto. Tutto il brano si dipana tra opposti: amore e dolore, passione per la vita è morte cercata, attaccamento e delusione. È vero l’incipit mostra una protagonista che sembra subire quest’amore, ma più avanti lei stessa afferma:” io l’avevo scelto prima dell’ultimo gradino, li alle Poste. E non me ne sono mai pentita.” È un amore difficile, contorto, vissuto con leggerezza da lui e struggimento da lei, ma alla fine sarà proprio lui a sacrificare se stesso per amore di lei.
      Con questo non voglio cercare di modificare il tuo giudizio deluso dal contenuto del brano, piuttosto sono contento che tu abbia apprezzato la narrazione.
      Un sorriso a te
      ml

      • paginadiester 23 luglio 2017 a 20:43 #

        La mia delusione è stata causata solo dalla mia scelta di leggerti comunque, anche se immaginavo risvolti dolorosi. Dopo varie vicende della vita, ora il mio motto è: “niente sorprese”! Così preferisco rivedere un vecchio film di cui conosco già il finale, piuttosto che rischiare e questo vuol dire togliere sapore alla vita… Una volta amavo le sorprese, poi mi sono scottata 😀
        I tuoi racconti non deludono mai! Un abbraccio.

      • massimolegnani 23 luglio 2017 a 21:40 #

        Un abbraccio a te

  14. Aria Mich 24 luglio 2017 a 19:34 #

    Che racconto, è finito come non me lo aspettavo. Mentre leggevo, ero già pronta a dire “troppi uomini esistono così!”, e il finale mi ha tappato la bocca!

    • massimolegnani 24 luglio 2017 a 20:45 #

      Sorrido.
      In effetti mi affascinano gli “angeli grigi”, così chiamo quelle persone (non solo uomini, anche donne) solitamente giudicate con severità ma che posseggono doti nascoste, silenziose.
      Ciao Aria,
      🙂
      ml

      • Aria Mich 24 luglio 2017 a 21:01 #

        “Angeli grigi”, mi piace la definizione! E ne esistono veramente tanti, ma appunto tutti nascosti. Buona serata, Massimo 🌼

      • massimolegnani 24 luglio 2017 a 22:26 #

        grazie!
        mi permetto di segnalarti questo brano sull’argomento:
        https://orearovescio.wordpress.com/2014/10/08/angelo-grigio/

      • Aria Mich 26 luglio 2017 a 20:32 #

        Ciao Massimo, ho letto la storia di quell’uomo, davvero toccante! Dal telefono non riesco a mettere “mi piace”, né commentare 😕 perché il collegamento mi si apre su internet e non con l’applicazione. Vabbè, a parte questo, grazie! Buona serata ☺

      • massimolegnani 26 luglio 2017 a 21:44 #

        Non ti preoccupare 🙂 piuttosto mi fa piacere che tu l’abbia apprezzato e abbia trovato modo di dirmelo 🙂
        Buona serata a te 🙂
        ml

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