oltre Gressoney

20 Lug
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by c.calati

 

 

 

Sono arrivato a un’età in cui il timore maggiore è il declino, come a quarant’anni lo è che compaiano i primi capelli bianchi o a trenta la pancetta. In questi giorni avevo la sensazione che le gambe in bici non avessero più la forza (già scarsa, in termini assoluti!) degli scorsi anni, avevo difficoltà a tenere il passo del mio compagno di sgroppate e muscoli indolenziti dopo ogni uscita. Può darsi che fosse l’afa, il poco sonno o la sfiga del maltempo che mi aveva fermato sul SanBernardo, però sentivo una nuvola cupa sulla testa che gocciolava sempre la medesima domanda, sarà il declino? Avevo necessità di una verifica che non fosse la pedalata in compagnia, dovevo salire solo e quasi di nascosto. Ho scelto la valle di Gressoney, impegnativa ma non certo impossibile e disseminata di possibili tappe intermedie dove rifiatare alla bisogna e poi dotata di quei due paesi dallo stesso nome, Gressoney st.Jean e Gressoney La Trinatè distanziati di qualche tornante e poche fatiche aggiunte, che se mi fossi fermato senza più forze al primo mi sarei potuto consolare con una certa ipocrisia che comunque a Gressoney c’ero arrivato. Insomma mi ero creato una serie di paracaduti mentali che rendessero meno amara la probabile conferma del declino. Sono partito poco oltre Ivrea, qualche chilometro in pianura prima di attaccare la salita per sciogliere la gamba e rinviare la verifica, come agli esami lasciar passare avanti qualcuno al posto tuo in un patetico, breve, rinvio della sentenza.

Arrivo a Pont che non capisco se ho scaldato i muscoli o se mi sono già stancato e affronto i primi tornanti con lentezza senza riuscire a scrollarmi la cappa cupa di pensieri, presto appenderò la bici al chiodo? mi ridurrò a pantofole e poltrona? Pedalo quasi controvoglia, che non ho voglia di guardare in faccia la realtà, ma intanto la gamba tiene e dopo i primi paesi che hanno lo squallore delle case sciatte di fondovalle lo scenario migliora poco alla volta, l’aria è più limpida, il cemento è rimpiazzato dalla pietra, non cè una casa senza fiori alle finestre. Senza rendermene conto mi distolgo dal malessere per prendere gusto all’ambiente come fosse la prima volta che lo vedo e la valle mi risponde aprendosi a boschi e cascate, il Lys, il torrente che scende impetuoso dal ghiacciaio del Rosa, è solcato da stupendi ponti in pietra a dorso di mulo, i campi profumano di erba appena tagliata, e io procedo aprendo i polmoni all’aria fina e gli occhi alla bellezza. Dimentico gli obbiettivi della gita, rinuncio alle soste programmate, m’immergo nell’ambiente ed emergo da me stesso, salgo con una nuova gioia, il mio sguardo diventa ecumenico, ho una benevolenza per ogni cosa, le mucche al pascolo, i turisti che sciamano per i sentieri intorno, l’acqua che cade fragrosa da piccoli strapiombi, i cimiteri ordinati, i campanili che svettano, il cielo che si è fatto blu, i boschi, i fiori, i rapaci che roteano silenziosi, ogni cosa ha una sua bellezza. Arrivo a Gressoney st. Jean e non mi fermo, ho ancora voglia di salita, raggiungo La Trinitè e ancora non mi basta, la strada s’inerpica oltre il limite dei pini ed io con lei. Sul tratto più duro mi affianca un signore a piedi (andiamo alla stessa lentezza!), mi rincuora a modo suo, forza, ancora uno strappo un po’ più impegnativo di questo e poi è fatta. In un’altra occasione l’avrei maledetto (m’incarognisco alla fatica e basta una parola errata che prospetta altra fatica per sbroccare) invece rido scrollando le spalle..dove arrivo arrivo gli dico e so io che cosa intendo. E così, senza più una meta da raggiungere per forza, salgo per amore di fondermi col bello, salgo con facile fatica fino a Staffal dove finisce l’asfalto. Davanti a me il MonteRosa è un premio di ghiaccio e roccia.

Il declino può attendere.

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44 Risposte to “oltre Gressoney”

  1. remigio 20 luglio 2017 a 11:27 #

    Come ti capisco! Pensa se dovessi parlarti del mio declino! Tu ancora ti arrampichi su per la montagna…e davanti a te cascate, muretti in pietra e panorami (immagino) bellissimi. Io invece sono ridotto a “passeggiare” in un parco spelacchiato in una Roma sempre più sporca (colpa dei romani non della Raggi…) e se azzardo una corsetta, le gambe mi fanno capire che proprio non è aria. A volte il “contesto” dà forza e ti fa sentire più giovane. E da questo punto di vista, il tuo declino è molto più lontano del mio 🙂

    • massimolegnani 20 luglio 2017 a 15:20 #

      Verissimo quello che dici, il contesto in cui fatichi e’ fondamentale e qui il contesto era davvero splendido.
      Un abbraccio, Remigio
      ml

  2. intempestivoviandante 20 luglio 2017 a 11:48 #

    I pensieri cupi invecchiano, ma la bellezza li scaccia e tutto torna a posto, fino a che si riesce a vederla e a stupirsene, non c’è declino che tenga

    • massimolegnani 20 luglio 2017 a 15:23 #

      Si’, Alex, la bellezza stimola e io ho intenzione di continuare a gustarla 🙂
      Un caro saluto a te
      ml

  3. Tati 20 luglio 2017 a 12:00 #

    Preferisco pensare ad un cambiamento piuttosto che a un declino.
    Concentrati sul corpo e sulla sua forza/resistenza si rischia di perdere la Bellezza intorno. Quando gli occhi e lo spirito si lasciano andare, restando con quello che c’è… la gambe continuano il loro camminare… credo 😉

    • massimolegnani 20 luglio 2017 a 15:27 #

      Hai ragione, occorre sgombrare la testa e lasciare andare le gambe per conto loro 🙂
      Un abbraccio, Tati
      ml

  4. tiZ 20 luglio 2017 a 12:08 #

    sono premi bellissimi, forse a 40 si cerca una pace, un divertimento diverso.. più qualcosa che concili una calma interiore.. io mi sono regalata delle passeggiate ungo delle cascate che non andavo a cercare a 20 anni..

  5. lamelasbacata 20 luglio 2017 a 13:48 #

    Hai tolto zavorra inutile dalla testa e il corpo ha risposto come sapeva di poter fare.

    • massimolegnani 20 luglio 2017 a 15:31 #

      Si’, e’ tutta questione di zavorra mentale e Gressoney mi sono sentito mongolfiera senza piu’ zavorre
      Un sorriso, Mela
      ml

  6. Ghiandaia blog 20 luglio 2017 a 15:04 #

    Cento anni di questi giorni!😜

  7. PindaricaMente 20 luglio 2017 a 16:06 #

    Ho sudato solo a leggerti e mi è venuto l’acido lattico si muscoli dei polpacci!
    Io che pure 100 metri lì faccio in macchina… 😊😂

    • massimolegnani 20 luglio 2017 a 19:00 #

      Però è un bel sudore, credimi
      (anch’io da giovane mi muovevo solo in macchina!)
      Un sorriso
      ml

  8. gelsobianco 20 luglio 2017 a 21:55 #

    Ti ho visto volare in alto e trovare la tua fusione con la bellezza dopo il tuo precipitare in “sarà il declino?”
    Tu senza età.
    Tu bagnato dal tuo sudore sano bello e dalla cascata insieme.
    Tu a gustare il tuo premio “di ghiaccio e roccia”.
    Il declino… No, è lontano. Lascialo attendere a lungo, a lungo, a lungo…

    Ti sorrido, ml
    gb

    E la foto è molto evocativa.

    • massimolegnani 20 luglio 2017 a 23:21 #

      belle le tue parole, gb, grazie
      ..per continuo a pedalare, per declinare c’è ancora tempo 🙂
      un abbraccio
      ml

      • gelsobianco 20 luglio 2017 a 23:29 #

        grazie a te, ml, che mi fai scrivere a caldo “belle parole” sentite, dettate dalla mia emozione leggendo le tue
        continua a pedalare, a fonderti con la bellezza… per arrestare il declino
        un abbraccio “senza età” 🙂
        gb

      • massimolegnani 21 luglio 2017 a 00:14 #

        🙂

      • gelsobianco 21 luglio 2017 a 01:28 #

        🙂
        sempre oltre…
        gb

      • massimolegnani 21 luglio 2017 a 19:14 #

        finché si riesce, l’oltre non è il confine ma la meta:)

      • gelsobianco 21 luglio 2017 a 19:21 #

        “oltre” è un tendere, ml, per me
        ti sorrido
        gb

      • massimolegnani 21 luglio 2017 a 19:45 #

        🙂

  9. Pendolante 20 luglio 2017 a 22:10 #

    Mi hai commossa

  10. Isabella 21 luglio 2017 a 12:42 #

    molto bello.
    io ho iniziato quest’anno a fare salite con la bici da corsa, compiuti i 45.
    fare salite è meraviglioso, è fare salite in sè che allontana il declino.

    • massimolegnani 21 luglio 2017 a 19:17 #

      Complimenti!
      Sì, salire è bello in se’ 🙂
      Grazie Isabella
      ml

  11. Isabella 21 luglio 2017 a 12:43 #

    ah, bici da corsa ok, ma io mica corro.
    tutti mi superano.
    ma non è quello il punto 😉

    • massimolegnani 21 luglio 2017 a 19:23 #

      Infatti, non è quello il punto 🙂
      Nell’ultima salita (valgrisanche) sono stato superato da ragazzi di tante nazioni, ognuno aveva una parola d’incoraggiamento, una battuta scherzosa, un saluto. Li ho incrociati di nuovo che scendevano a valle mentre io ancora salivo, altri saluti al volo e allegria da parte mia ad arrivare così tardi 🙂

  12. newwhitebear 21 luglio 2017 a 18:05 #

    ma no. i primi capelli bianchi arrivano a venticinque anni e il declino è una parola desueta. Infatti dalla tua sgroppata si desume questo.
    Il prossimo anno fai il giro d’Italia o il Tour de France?

    • massimolegnani 21 luglio 2017 a 19:25 #

      ..e se facessi l’accoppiata giro e tour? 🙂 🙂
      (grazie del l’incoraggiamento)
      ml

      • newwhitebear 21 luglio 2017 a 21:03 #

        per l’accoppiata c’è sempre tempo 😀
        O.T. i primi capelli bianchi a venticinque anni. A trenta brizzolato 😀 Il declino? può aspettare come per te.

      • massimolegnani 21 luglio 2017 a 22:00 #

        eheh, si. Quanto al declino, come il paradiso, può attendere 🙂

      • newwhitebear 21 luglio 2017 a 22:01 #

        concordo

      • massimolegnani 21 luglio 2017 a 22:15 #

        🙂

      • gelsobianco 22 luglio 2017 a 19:53 #

        Oh, l’accoppiata del giro d’Italia e del Tour de France… 🙂
        Buon fine settimana a te, ml, e a tutti i tuoi lettori
        gb

      • massimolegnani 23 luglio 2017 a 00:09 #

        a fantasticare non si fa fatica 🙂
        buona domenica a te

      • gelsobianco 23 luglio 2017 a 00:11 #

        no, a fantasticare no
        a pedalare sì 😉
        🙂
        gb

      • massimolegnani 23 luglio 2017 a 01:13 #

        🙂

  13. Stefi 23 luglio 2017 a 17:58 #

    Che aria fresca che si respira a leggere questo tuo “Oltre”!
    Che leggerezza crescente, che senso di libertà!

    • massimolegnani 23 luglio 2017 a 19:07 #

      mi fa piacere quello che dici, perchè sono proprio le sensazioni che provavo salendo, non fatica (bè, insomma) ma una bella leggerezza.
      buona serata Stè,
      ml

      • Stefi 24 luglio 2017 a 22:01 #

        Buona serata a te, ml.
        🙂

      • massimolegnani 24 luglio 2017 a 22:33 #

        🙂

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