Ermenegildo Zegna

12 Set

by c.calati

Voi forse lo conoscete unicamente come un marchio della moda, ma lui nella prima metà del Novecento è stato un uomo ricco e lungimirante. Industriale laniero, quando Biella si era scoperta una vocazione straordinaria a trattare la lana e altri tessuti, ha investito soldi, passione e tempo nella conservazione dell’ambiente. Ha preso un’area enorme, circa 100 km quadrati, alle pendici delle Alpi, dove ha protetto e incentivato la diffusione di abeti rossi e rododendri, le due piante caratteristiche della zona e ha costruito una strada panoramica, ardita per quei tempi, che s’inerpica per chilometri in mezzo a una vegetazione rigogliosa.

Ieri ho percorso la strada che porta il suo nome, avventurandomi per tornanti scoscesi da cui ti sembra di dominare l’intero Piemonte

e faticando in lunghi rettilinei che tolgono il respiro. La fatica tanta ma ingentilita dal trovarmi immerso in un ambiente fuori del tempo e dal consueto, boschi curati, ripuliti dalle sterpaglie che di solito li soffocano, alternati a vallette fitte di arbusti dove il rododendro fa la parte del leone, ma anche ortensie, rose selvatiche e altri cespugli a cui non so dare un nome.

Avresti dovuto venire in primavera, mi dicono, quando c’è una fioritura che è spettacolare, ma io ho buona fantasia e in questo verde incessante mi sembra di vedere tutti i colori del mondo. E poi l’ultima bellezza: mentre mi copro per affrontare la discesa, l’occhio è attratto da una grondaia su cui cocciutamente cresce una piccola betulla. La guardo commosso, anche questa è un betulla mia, fanciulla immaginaria!

Annunci

34 Risposte to “Ermenegildo Zegna”

  1. Aria Mich 12 settembre 2017 a 12:12 #

    Che bellissimo posto! 😍 la natura è arte! E, giustamente, chissà come sarà in primavera! Un’esplosione di profumi e colori 😀

    • massimolegnani 12 settembre 2017 a 12:24 #

      ecco, oltre ai dubbi e ai ripensamenti, mi piacciono anche gli incroci inconsapevoli 🙂
      sì è un luogo magico e anche fuori stagione (non è ancora autunno, non è più primavera, i due clou per la natura) ne percepisco il fascino
      ml

  2. remigio 12 settembre 2017 a 12:55 #

    Conoscevo Zegna per i suoi capi di vestiario e non sapevo che avesse interessi così nobili, come salvare l’ambiente. Belle le immagini…e poi quella bicicletta che, nel suo mostrarsi, sembra quasi competere con la bellezza della natura…:-)

    • massimolegnani 12 settembre 2017 a 13:38 #

      eheh quella bicicletta, mia delizia e croce 🙂
      ciao Remigio, un saluto
      ml
      (ho ordinato Ceronetti)

  3. rodixidor 12 settembre 2017 a 13:09 #

    Bello l’autunno di questi luoghi che descrivi, fa immaginare la primavera che fu e che sarà.

    • massimolegnani 12 settembre 2017 a 13:39 #

      magari tra un mesetto ci torno per assistere all’esplosione autunnale di colori 🙂
      ciao rodix
      ml

  4. Pendolante 12 settembre 2017 a 13:53 #

    che meraviglia! Ammetto di invidiarti la tua bicicletta. Io sedentaria che morirei dopo pochi chilometri, però è la bellezza di questi luoghi vissuti lentamente che mi affascina. Poi i colori autunnali… ah, l’autunno per me è casa

    • massimolegnani 12 settembre 2017 a 14:02 #

      sì, la bicicletta ti costringe alla giusta lentezza per osservare e godere dell’ambiente circostante, cogliere dettagli che in auto manco vedresti 🙂
      l’autunno, sì, godiamoci i mesi che arrivano 🙂
      ml

  5. Tati 12 settembre 2017 a 15:10 #

    La betullina!!! la betullina!!!!!! Adoro quando la natura si fa spazio 🙂

    • massimolegnani 12 settembre 2017 a 17:00 #

      La grondaia doveva essere parecchio che non la pulivano, ma la betulla ci ha messo molto del suo a crescere in condizioni così estreme 🙂
      Ciao Tati
      ml

  6. Ghiandaia blog 12 settembre 2017 a 17:36 #

    Sono persone che hanno fatto grande l’Italia.

    • massimolegnani 12 settembre 2017 a 20:24 #

      Si’, o quanto meno hanno dimostrato acume, sensibilita’ e buon uso pubblico di parte del loro denaro.
      Ciao, buona serata
      ml

  7. Neda 12 settembre 2017 a 21:29 #

    Come sempre un bell’articolo, interessante e foto stupende. Grazie.
    Buona .

  8. lamelasbacata 12 settembre 2017 a 22:21 #

    Ci sono stata durante la fioritura dei rododendri che è effettivamente spettacolare.
    Ricordo che pioveva un’acquerugiola sottile e le gocce che imperlavano i petali rendevano tutto più magico.

    • massimolegnani 12 settembre 2017 a 23:39 #

      m’immagino la bellezza con quella pioggerella che non avvilisce ma illumina i fiori.
      un abbraccio, Mela cara
      ml

  9. miaeuridice 13 settembre 2017 a 08:11 #

    Ma vai sempre a zonzo?

    • massimolegnani 13 settembre 2017 a 08:35 #

      Tutte le volte che posso, ma è un turismo minimo il mio, quasi un vagabondaggio:)
      Ciao Euridice
      ml

  10. newwhitebear 13 settembre 2017 a 17:07 #

    un posto fantastico! Credo che lo spettacolo meriti il biglietto ovvero la fatica di pedalare in salita.

    • massimolegnani 13 settembre 2017 a 20:03 #

      vero, lo merita, però mi sa che la prossima volta ci vado in Vespa 🙂
      ml

      • newwhitebear 13 settembre 2017 a 21:48 #

        ma vuoi mettere il fascino di pedalare in salita 😀 Ma poi a scendere va meglio.

      • massimolegnani 13 settembre 2017 a 22:53 #

        il fascino è indiscutibile, ma la fatica pure 🙂

      • newwhitebear 13 settembre 2017 a 22:54 #

        😀 Però la discesa è dolce.

      • massimolegnani 13 settembre 2017 a 22:55 #

        la discesa è un dolce brivido:)

  11. Primula 13 settembre 2017 a 19:58 #

    Pedalare nella natura regala un’impagabile sensazione di pienezza e contatto diretto con la parte di mondo che si sta attraversando. Capisco a fondo le tue sensazioni e la frenesia di vedere altro, al di là dei contorni. Questo paesaggio è magnifico, le tue foto splendide.

    • massimolegnani 13 settembre 2017 a 20:12 #

      sì, è proprio così, in bicicletta “vedo di più” e non credo sia solo la lentezza ad aiutare gli occhi ma è la fatica stessa a migliorare
      la vista interiore.
      grazie Primula, un sorriso
      ml

  12. Julian Vlad 17 settembre 2017 a 10:48 #

    Ignoravo lo sforzo conservativo di Ermenegildo Zegna, così come l’esistenza della panoramica che da lui prende il nome. Una vita fa percorrevo in auto le strade del biellese costretto da un lavoro che mi opprimeva, ora in luoghi simili verrei volentieri a fare una lunga passeggiata, senza preoccuparmi dello scorrere del tempo né di altre simili facezie.

    • massimolegnani 17 settembre 2017 a 10:53 #

      tornarci con spirito e intenti diversi non sarebbe male, biella è città irritante di industrie e di passata ricchezza, ma ha dintorni di natura affascinanti.
      ml

  13. Patrizia Caffiero 18 settembre 2017 a 23:55 #

    scrittura distesa come la passeggiata sulla strada del benefattore, dentro il bosco. Piena di gratitudine per chi l’ha costruita, si sente. Qualche volta gli uomini provvisti di denaro sono gradevolissimi 🙂

    • massimolegnani 19 settembre 2017 a 00:13 #

      già, spesso sono sgradevoli perchè il denaro li rende tronfi come tacchini, ma per fortuna ci sono le gradite eccezioni 🙂
      Grazie Patrizia
      ml

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: