verso Sestriere

20 Set

by c.calati

 

 

Avevo scelto questo colle come ultimo duemila prima dei rigori dell’inverno, ma è stato come scendere all’inferno convinto di salire in paradiso.

Avevo scovato una strada minore, il vecchio tracciato che da Cesana porta al colle in un percorso lungo e tranquillo, ormai trascurato dal traffico che preferisce la via più diretta. Giornata frizzantina, ieri. Un sole che lotta con le nuvole e che in ogni caso illumina ma non scalda e un venticello gelido che mi asciuga respiro e pelle, per una volta non sudo salendo, pur faticando come un mulo. Ho pedalata pacifica e spirito ben disposto, sai quando ti senti benevolo verso ciò che ti circonda, non solo la natura, che boschi, pascoli e torrenti sono facili da apprezzare, no, anche le rare tracce dell’uomo oggi mi piacciono, il martellare ritmico di un carpentiere invisibile che riecheggia nella valle senza capire da dove provenga, le caserme della Jiulia e il vociare degli alpini sparsi per i prati, a esercitarsi o forse solo a bighellonare, i pochi villaggi che attraverso, Bousson, Sauze di Cesana, una decina di case attorno a un campanile che mi rintocca il tempo. E poi mi piace che sono l’unico ciclista, nessuno che mi superi danzando leggero sui pedali, nessuno che scenda imbacuccato dalla vetta, io solo a salire lento e divertito verso il termine degli alberi.

Dopo l’ultima curva, improvviso mi si presenta il colle e mi trafigge come una pugnalata. In un paesaggio brullo e ventoso le orrende torri del Sestriere e tutt’intorno cemento, cemento, cemento, non un prato, non una pianta a stemperare lo scempio. Condomini lunghi come serpenti, anonimi palazzi appiccicati uno all’altro come fossimo nella peggior periferia metropolitana. Non una parvenza di stile, non un tentativo di utilizzare materiali più nobili, la pietra, il legno. Zero gradi nell’aria, ma è Sestriere che andrebbe azzerata con la dinamite. Mi guardo intorno affamato e infreddolito ma troppo mi offende la volgarità di questo luogo per pensare di contribuire con un solo centesimo alla sua becera ricchezza. Così, il tempo d’indossare il berretto di lana sotto il casco, i guanti invernali, le sovrascarpe termiche, e mi tuffo nella discesa a mettere quanti più chilometri tra me e l’orrore appena visto. Arrivo a Oulx, nel fondovalle, con i baffi ancora ghiacciati e le dita rattrappite ma con il sollievo di aver lasciato alle spalle l’inferno di cemento. Ora posso mangiare un piatto di polenta.

 

63 Risposte a “verso Sestriere”

  1. le hérisson 20 settembre 2017 a 12:47 #

    Per fortuna esistono ancora piccoli paesi che conservano quel profumo della montagna,, anche se stan spopolando sempre più.
    cb

    • massimolegnani 20 settembre 2017 a 14:28 #

      sì, e capisco che la montagna ha bisogno del turismo per sopravvivere ma ci vorrebbe un po’ di cultura che salvaguardi l’ambiente.
      ciao cb,
      ml

      • Tati 20 settembre 2017 a 16:06 #

        La montagna ( come gli altri luoghi del resto) non ha bisogno di turismo puntoestop. Ha bisogno di viaggiatori che amino quel genere di mondo, solo in quel modo si salvaguarda dal cemento e dall’incuria, dalla gente che fugge abbandonando luoghi che vanno a morire oppure dalla stessa gente che si riversa in massa bramosa di una montagna in tutto e per tutto fatta come una metropoli. Ci sono vallate che muoiono, abbandonate o soffocate dal cemento ma altre rinascono sotto le sapienti mani di chi rispetta terra e cultura come la Valle Maira, da questa parte del Piemonte 😉

      • massimolegnani 20 settembre 2017 a 18:14 #

        Sei più drastica di me 🙂 ma credo che intendiamo cose simili.
        Mi segno la Val Maira che non conosco:)
        Ciao Tati
        ml

      • Tati 21 settembre 2017 a 11:42 #

        non credo sia essere drastici ma non sopporto chi vuole la pasta in Africa, il bidet in Francia, stare in costume e fare shopping in montagna e magari sciare nelle vie del centro storico… ecco… mi parte un crimine esagerato! 😀
        La Val Maira, dovevo farla quest’estate poi non sono riuscita. E’ molto attrezzata, soprattutto per il trekking con un servizio di sherpa-taxi per spostare i bagagli più grandi se si vuole fare tutto il giro tra diverse borgate… molto molto bella

      • massimolegnani 21 settembre 2017 a 11:50 #

        ovvio che hai pienamente ragione, più drastica, decisa rispetto a me che sono sempre un po’ troppo cardinalizio nonostante le arrabbiature 🙂

      • Tati 22 settembre 2017 a 08:25 #

        Sarà questo essere grezza come la nafta agricola che mi contraddistingue 😉

      • massimolegnani 22 settembre 2017 a 09:37 #

        ahah, io ti vedo più come acqua piovana che va a bagnare la terra 🙂

      • Tati 22 settembre 2017 a 17:14 #

        in questi giorni son più acqua piovana che rovina il lavaggio di macchine altrui 😉

      • massimolegnani 22 settembre 2017 a 18:24 #

        Sempre meglio acqua piovana che nafta 🙂

  2. Pendolante 20 settembre 2017 a 12:50 #

    Certe curve bisognerebbe non farle, ma nel caso, è giusto fuggire. A me è capitata una cosa simile alle cascate del Niagara. Arrivo e scopro sgomenta che sulle cascate si innalzano i grattacieli della città. L’unico modo per godersele è dare le spalle al cemento che si innalza sul lato canadese e guardare verso gli Stati Uniti.

    • massimolegnani 20 settembre 2017 a 14:30 #

      ecco appunto, è quell’intromissione delle opere dell’uomo nell’ambiente a disturbare l’occhio e il cuore.
      un sorriso
      ml

  3. rodixidor 20 settembre 2017 a 12:52 #

    E polenta sia 🙂

  4. Primula 20 settembre 2017 a 13:00 #

    Le biciclettatate riservano molto spesso sorprese amare anche in pianura, in aperta campagna. La polenta avrà senz’altro scaldato stomaco e cuore.

    • massimolegnani 20 settembre 2017 a 14:34 #

      vero, anche in pianura capita d’imbatterti in obbrobri quando meno te l’aspetti 😦
      sì, la polenta ha ristabilito l’ordine delle cose 🙂
      un saluto, Primula
      ml

  5. ilmestieredileggereblog 20 settembre 2017 a 13:40 #

    amo molto queste zone!! da vent’anni bazzichiamo Sansicario… che passeggiate!

    • massimolegnani 20 settembre 2017 a 14:37 #

      ma infatti, la valle è stupenda, è solo il Sestriere che stona.
      ciao Pina
      ml

  6. remigio 20 settembre 2017 a 14:07 #

    La prima parte del tuo scritto, sempre efficace, è la descrizione del paradiso. Poi, nella seconda parte, ti scontri con l’inferno. E’ proprio vero: i nuovi barbari, oggi, distruggono costruendo.

    • massimolegnani 20 settembre 2017 a 14:42 #

      quello che più mi ha infastidito è che lo stesso assembramento di case e mini-grattacieli lo avrei potuto vedere a Cesenatico o a Casalpusterlengo senza dover cambiare nemmeno un mattone. non un minimo tentativo di integrare le costruzioni nel territorio.
      ciao Remigio,
      ml

  7. Sabina_K 20 settembre 2017 a 14:51 #

    Capisco la tua reazione, conosco quel posto orrendo ed altri, altrettanto orrendi: mostruosità piazzate davanti a scenari di una bellezza accecante.
    Anch’io ho provato rabbia, ogni volta, addirittura odio per chi, in quei luoghi, ha permesso e per chi ha ottenuto di poter uccidere impunemente il paesaggio.
    Delle stragi di animali si parla spesso, per esempio a proposito della caccia (e non solo), della strage dei luoghi si parla solo quando un evento esterno (leggi terremoto, alluvione e via discorrendo) irrompe con drammaticità sulla scena.
    Per gli animali ci sono gli animalisti, (anche con tutti i loro eccessi, a volte ridicoli), e per i luoghi chi c’è? solo un Antonio Cederna ogni tanto?

    • massimolegnani 20 settembre 2017 a 18:11 #

      Ci è mancata per lungo tempo, dagli anni sessanta ai novanta, un minimo di sensibilità ambientale sostituita da una fame equivoca di sviluppo economico a qualunque costo, anzi più vistoso era l’impatto delle nuove costruzioni sul tessuto urbano e su quello naturale e meglio era per la “Gloria” dell’uomo. Solo da poco ci siamo accorti degli scempi provocati e cerchiamo di porvi rimedio con costruzioni meno imponenti e pacchiane e usando materiali adatti alla tradizione del luogo.
      Un abbraccio, Sabina
      ml

  8. Neda 20 settembre 2017 a 18:06 #

    Che bello questo racconto. Io non sono mai stata da quelle parti, ma ho viaggiato con te e mi sono indignata con te.
    Buon pomeriggio.

    • massimolegnani 20 settembre 2017 a 18:18 #

      È un racconto fresco di giornata, perché la pedalata al colle l’ho fatta proprio ieri 🙂
      Ciao Neda,
      ml

      • Neda 21 settembre 2017 a 14:33 #

        Ciao Massimo. Allora, oggi, Buon Riposo.

      • massimolegnani 21 settembre 2017 a 20:16 #

        Grazie Neda, oggi riposo di bici ma ho dovuto sistemare venti quintali di legna..forse era meglio pedalare 🙂

      • Neda 22 settembre 2017 a 13:24 #

        Abbiamo appena finito anche noi di sistemare la legna. Veramente lo fa mio marito alla fine di ogni estate. Ne acquistiamo 3 o 4 bancali ogni anno.

      • massimolegnani 22 settembre 2017 a 14:19 #

        è un lavoro faticoso ma poi è una soddisfazione vedere la legna accatastata in ordine, bionda e profumata come una bella donna 🙂

      • Neda 22 settembre 2017 a 20:20 #

        Vero.

      • massimolegnani 23 settembre 2017 a 00:07 #

        🙂

  9. h_mbre 20 settembre 2017 a 20:49 #

    mi piace molto anche questo tuo salire verso il cielo sui pedali con gli occhi del cuore ben aperti.

    forza campione.
    continua così!

    • massimolegnani 20 settembre 2017 a 22:54 #

      i pedali mi amplificano lo sguardo
      ciao (e grazie dell’incoraggiamento)
      🙂
      ml

  10. alemarcotti 20 settembre 2017 a 23:28 #

    Invidia sulla polenta😉

    • massimolegnani 21 settembre 2017 a 00:21 #

      niente di più buono dopo il freddo e la fatica
      ciao Ale, un sorriso
      ml

  11. Ghiandaia blog 21 settembre 2017 a 07:12 #

    Nella zona di Cuneo, oltre la valle Maira ci sono molte valli che si spopolano, anche quella dove ho la casa nel bosco, vicino all’Alta Langa.

    • massimolegnani 21 settembre 2017 a 09:19 #

      bisognerebbe portare occasioni di lavoro in quei luoghi per trattenere gli abitanti, magari attraverso un turismo capillare e non di massa (è che i turisti si spostano come pecore, dove va uno vanno tutti, e allora provocano disastri ecologici)
      conosco poco le valli del cuneese ma mi attirano, ne farò una meta di prossime perlustrazioni 🙂
      ml

  12. elettasenso 21 settembre 2017 a 08:40 #

    Luoghi osceni che deturpano la liricità del paesaggio naturale. Fuori luogo. Fuori dalla scena. L’uomo non capirà mai il rispetto della natura, senza tornare a Thoreau almeno la misura e il gusto…
    Buona giornata
    Eletta

    • massimolegnani 21 settembre 2017 a 09:23 #

      è questione di inciviltà e in questo senso la seconda metà del novecento è stata deleteria.
      ora che è tardi qualcosa si muove (in Valdaosta dopo decenni di brutture finalmente la regione incentiva il recupero di vecchi borghi con risultati incoraggianti)
      ciao Eletta, buon giorno
      ml

      • elettasenso 21 settembre 2017 a 14:07 #

        Meno male che qualcosa si muove. Buona giornata
        Eletta

      • massimolegnani 21 settembre 2017 a 20:18 #

        Si, ma e’ un po’ tardi, se penso allo scempio di Cervinia
        Buona serata a te

      • elettasenso 21 settembre 2017 a 20:21 #

        🐞

      • massimolegnani 21 settembre 2017 a 21:58 #

        🙂

  13. Transit 21 settembre 2017 a 12:16 #

    Almeno ti sei ubriacato con una scorpacciata di aria buona o anche per lei tira una brutta aria?

    • massimolegnani 21 settembre 2017 a 20:19 #

      No, no, l’aria era ottima, gelida ma davvero buona.
      🙂
      Ciao Armando
      ml

  14. newwhitebear 21 settembre 2017 a 17:18 #

    sembra una tranquilla passeggiata in pianura la tua invece… Ma è più dura la strada che hai scelto oppure l’altra più trafficata?

    • massimolegnani 21 settembre 2017 a 20:15 #

      La piu trafficata e di poco piu breve quindi con una pendenza leggermente superiore, ma in pratica per arrivar su parti dalla medesima altitudine e agli stessi 2000 metri devi arrivare 🙂
      Buona serata GianPaolo
      ml

      • newwhitebear 21 settembre 2017 a 21:35 #

        e si deve pedalare in salita 😀
        Felice serata Massimo

      • massimolegnani 21 settembre 2017 a 21:59 #

        🙂
        grazie, anche a te

      • newwhitebear 21 settembre 2017 a 22:24 #

        😀

  15. Patrizia Caffiero 22 settembre 2017 a 09:03 #

    Mancanza di empatia con il paesaggio, totale empatia con la polenta. La tua scrittura è cambiata.

  16. silvia 22 settembre 2017 a 22:10 #

    Quando vidi Sestriere, trent’anni fa, mi venne un colpo.

  17. sguardiepercorsi 24 settembre 2017 a 08:40 #

    Complimenti Massimo! 🍾🍾

  18. alessialia 27 settembre 2017 a 10:39 #

    e mannaggia…. come cambiano lecose.-….

    • massimolegnani 27 settembre 2017 a 12:52 #

      ..in questo caso un cambiamento in peggio, un tracollo di (in)civiltà urbanistica
      🙂
      ml

      • alessialia 27 settembre 2017 a 13:41 #

        eh infatti….. purtroppo “L’evoluzione” continua… il cemento mangia il verde… uff

      • massimolegnani 27 settembre 2017 a 13:59 #

        è così 😦

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