guardando un quadro di Hopper

9 Nov
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 Stronzo!

Mi accorgo di aver borbottato a voce quasi alta, fissando la porta che continua a non aprirsi sulla persona giusta. Per fortuna sta scorrendo l’acqua nel lavello e nessuno, men che meno lei, può aver sentito. Mi si è pure spezzato un calice tra le mani mentre lo sciacquavo con troppa foga, tanta è la rabbia che sto provando. Anche questa sera il suo bel tomo non è venuto. Un vero bastardo. Ed è ancora più stronzo quando viene: entra, le fa un cenno di saluto quasi infastidito, restandosene in piedi, lei lo guarda con aria sognante, lui senza chinarsi a baciarla le dice qualcosa tipo “sbrigati” o “andiamo” con il sorrisetto maligno di chi sa che i suoi ordini non saranno discussi. E lei in effetti raccatta trafelata le sue cose, lascia a metà la tazza che stava centellinando e lo segue annaspando per poterselo stringere addosso. Lui alla fine solleva un braccio per accoglierla sotto l’ala con una specie di faticosa accondiscendenza, così brutta a vedersi. Li guardo uscire abbracciati verso una stanza a ore o una squallida camera in affitto che non deve essere lontana da qui, diversamente non si darebbero appuntamento nel mio locale.

Che coppia male assortita, lei affettuosa, lui il classico duro da spaccargli il grugno. Dovrei fregarmene, non sono cose che mi riguardano, ma da qualche mese la vedo qui tutte le sere. Tutte le sere, tranne il week-end; evidentemente il suo  uomo è pure sposato e nel fine settimana torna a fare l’agnello nell’ovile. Certo, in teoria potrebbe essere lei ad avere un marito che la reclama al sabato e…naa, questa non è una donna che tradisca, basta guardarla in faccia per capirlo. E io la guardo in faccia ogni sera, per ore. La studio come fosse incorniciata, un’isola rispetto agli altri frequentatori del locale. Perché lei è un mondo a parte, ordina un cappuccino o un caffèlatte mentre intorno vorticano gli aperitivi, siede composta mentre gli altri svolazzano e vociano allegri, non partecipa all’happy hour e sorride con distacco se qualcuno alza un calice alla sua salute. Osservo lo sguardo che mi pare di una pazienza tenace, ma noto anche il fremito represso delle labbra quando si spalanca la porta con uno scampanellio, lei siede sempre di spalle all’ingresso, come un addestramento alle emozioni o un infantile desiderio di sorpresa piena, per le poche volte che la porta non si apre inutilmente.

La guardo e mi sembra di saperla da sempre in ogni suo dettaglio, non può che chiamarsi Elsa, non può che essere impiegata in uno studio di avvocati, non può che essere diligente nel lavoro e attenta a non dare confidenza all’avvocato giovane che certo le ronza intorno. La guardo e mi stupisco, una che riesce a essere seducente anche sorseggiando un caffelatte in solitudine alle otto di sera, deve possedere una grazia candida che nessuno può scalfire, nemmeno quel bastardo. La guardo, non appassisce nelle ore dell’attesa, fissa la parete color panna come vi leggesse un romanzo che l’avvince, il suo romanzo forse. La guardo, non cambia espressione, resta quietamente serena, all’apparenza almeno, nonostante un intimo subbuglio, quando diventa evidente, come questa sera, che lui non verrà.

Ma soprattutto, guardandola, a volte dimentico il motivo della sua presenza nel locale, e allora la copro di attenzioni, i biscottini che di solito riservo alle signore pretenziose del tè delle cinque, la schiuma ad arte, la spruzzata di cacao, la tazza meno dozzinale, il vassoio d’argento. Mi beo del suo sorriso mentre la servo di persona e con una timida sfrontatezza depongo un fiore senza vaso sulla tovaglia. Mi illudo che non sia solo cortesia il suo sorridermi con gli occhi, ci leggo una piccola scintilla d’interesse, un vago orgoglio per le premure che la fanno sentire differente. Un’illusione, appunto, più che una speranza.

Poi torno al bancone e, mentre la guardo come fosse un’immagine dipinta davanti a cui incantarsi, aspetto anch’io che arrivi lo stronzo a rubarmi il sogno.

 

 

103 Risposte a “guardando un quadro di Hopper”

  1. lamelasbacata 9 novembre 2017 a 09:14 #

    Che bella questa tua prospettiva!
    Delicato e incisivo come solo tu sai fare

    • massimolegnani 9 novembre 2017 a 12:34 #

      grazie Mela, ho guardato il quadro, mi ha coinvolto quella donna solitaria, volevo esprimere la mia rabbia per la sua desolazione, così mi sono fatto barista 🙂
      ml
      (sto leggendo La metà del diavolo, per ora scritto stupendamente. Grazie)

      • lamelasbacata 9 novembre 2017 a 12:47 #

        Hai reso le sensazioni con grande maestria e immedesimazione. Bravo tanto! (Sono felicissima che ti piaccia 😊)

      • massimolegnani 9 novembre 2017 a 12:52 #

        (spero mantenga questa tensione narrativa sino alla fine. Poi ti saprò dire) 🙂

    • massimolegnani 9 novembre 2017 a 12:38 #

      penso che i baristi abbiano più sensibilità di quella che mostrano
      ciao Tati, un sorriso
      ml

      • Tati 9 novembre 2017 a 15:45 #

        Lo credo anche io, ho lavorato per anni dietro al bancone e tra i tavoli di un pub ( luogo differente dal bar ma non così tanto) e da lì c’è una visione particolare del mondo che difficilmente ti lascia indifferente…

      • massimolegnani 9 novembre 2017 a 17:14 #

        Quasi t’invidio l’esperienza, ho sempre sognato di lavorare in un bar piccolo ed efficiente 🙂

      • Tati 9 novembre 2017 a 17:36 #

        Per me era come essere a casa, era ( ed è) il locale di due amici d’infanzia, certo essendo un pub la clientela non era proprio formata da signore venute per il te ma è un’esperienza che mi porto nel cuore 🙂

      • massimolegnani 9 novembre 2017 a 18:09 #

        Allora t’invidio senza il quasi 🙂

  2. Tati 9 novembre 2017 a 09:44 #

    E’ meraviglioso questo sguardo da fuori, senza giudizio ma solo con tanta, tanta fantasia e sogno. Molto dolce. Mi è piaciuto molto.

  3. elettasenso 9 novembre 2017 a 10:37 #

    Stupendo pezzo sorto da uno stupendo quadro. Adoro Hopper e adoro te che riesci a essere così empatico dietro al banco offrendo piccoli gesti alla donna prigioniera dell’inutile attesa. Complimenti. Di cuore.
    Eletta

    • massimolegnani 9 novembre 2017 a 12:40 #

      sai, appena visto il quadro, mi sono sentito subito dietro al bancone ad osservarla.
      è una prospettiva che è nata da sè 🙂
      grazie davvero Eletta per i complimenti che sento sinceri
      ml

      • elettasenso 9 novembre 2017 a 12:44 #

        ☺ buona giornata uomo empatico e simpatico

      • massimolegnani 9 novembre 2017 a 12:51 #

        ti sorrido, buona giornata a te, Eletta cara

  4. Giulia 9 novembre 2017 a 11:35 #

    Penso che saper scrivere delle persone, soltanto avvalendosi di ciò che si ha l’opportunità di vedere, sia un dono più unico che raro. Mi sembra quasi di poterla vedere questa Elsa, così dimessa e rassegnata nei confronti del comportamento di questo uomo che probabilmente si diverte a fare il duro solo con i deboli. Tipico di alcuni…
    Grazie per questo scorcio così sincero e sentito. Ti auguro una buona giornata!

    • massimolegnani 9 novembre 2017 a 12:44 #

      Grazie a te, Giulia, per le belle parole di apprezzamento e condivisione.
      un sorriso
      ml
      PS continuo ad avere difficoltà con altervista. un mio commento alla passeggiata sul Tamigi (davvero personale e coinvolgente) non ha superato l’ostacolo di quella strambata delle lettere da riscrivere 😦

      • Giulia 12 novembre 2017 a 00:45 #

        Ma no…..!!! Cerco di capire dove sia il problema al più presto, mandamelo per mail se ti va, ci tengo!

      • massimolegnani 12 novembre 2017 a 02:01 #

        ci sono delle strane incompatibilità tra le varie piattaforme e tra wordpress e altervista mi sembrano particolarmente accentuate: per esempio i tuoi commenti vengono messi sistematicamente in moderazione (non da me!) mentre normalmente, dopo il primo, sono ad accesso diretto. stranezze del web!

      • giulia glorani 12 novembre 2017 a 02:08 #

        Vai a capire, sono davvero stranezze del web! Grazie comunque per la pazienza nell’aver commentato ugualmente…

      • massimolegnani 12 novembre 2017 a 02:12 #

        🙂

  5. Paolo 9 novembre 2017 a 11:40 #

    Me lo leggo con calma.
    Hopper è per me il “racconto” in arte figurativa.
    PS. Esiste una raccolta di racconti ispirati da quadri di Hopper. Ne ho letti alcuni quest’estate. Si intitola “Ombre”.

    • massimolegnani 9 novembre 2017 a 12:45 #

      sì, sono d’accordo con te, è un narratore visivo.
      buona giornata, Paolo, e grazie per la segnalazione
      ml

      • Paolo 11 novembre 2017 a 11:17 #

        Letto, finalmente.
        Hai scelto un bellissimo soggetto. Complimenti per questo, prima di tutto. E poi per il tuo racconto, il gusto del “retrocedendo” (interpreto così la poesia di Montale) in questo gioco di specchi, in questo caleidoscopio di inquadrature, prospettive, aspettative, aspirazioni e sentimenti. Lei che ama, attende, desidera lui; l’altro che incornicia lei… E mi piace il punto di vista da dietro il bancone. Un punto di vista privilegiato sull’umano campionario. Ma torniamo a lei. Il vero, unico soggetto. Anche per Hopper, indubbiamente. Lei sotto i riflettori del “posto pulito, illuminato bene”, alla Hemingway. Quei palcoscenici dove si recita a soggetto e si è veramente se stessi, mostrati nella propria nudità, nella propria essenza, nella propria debolezza. Quanta malinconica rassegnazione (e accettazione, come hai sottolineato nel tuo bel racconto) in quello sguardo, in quella posa, in quella mano che si nuove piano con la tazzina… Quanto squallore, quanta eleganza unite insieme. Il quadro, che come tutti o quasi i quadri di Hopper, ha l’inquadratura di uno scatto rubato, di un dettaglio amplificato, nel silenzio, muto, della notte ha la forza di un “racconto breve”. E’ un’immagine che colpisce, carica, non si sviluppa, ma, come un seme, origina un fiorire di riflessioni e immaginazioni concatenate e sviluppate sul non detto, sul non descritto, sul non rappresentato. E poi, il bar. Più volte ripreso da Hopper e scenario ricorrente in tantissimi brani letterari. Mi viene in mente, oltre l’Hemingway dei 49 racconti, anche il bellissimo “Per Esmé: con amore e squallore”, il racconto-capolavoro dei 9 di Salinger. Dove torna, e gonfia il cuore, in tutto il suo contrasto – meravigliosamente rappresentato sulla pagina, il contrasto di cui parlavamo prima, fra sentimento e crudele disillusione, fra “amore”, appunto, e “squallore”. Uno contrasto, nota bene, da cui nasce qualcosa di veramente bello, perché veramente umano, attraversato e vissuto sulla pelle. Non a casa, infatti, nel caso di Salinger è proprio lei, Esmé, questa fascinosa, sorprendente ragazzina – che pare aver già imparato tutto dalla vita, a commissionare all’Autore-narratore un racconto che ne contenga la maggior quantità possibile. Come a dire che un racconto, un’immagine, una fotografia, un quadro…, non sia in grado di suscitare commozione e interesse, se privato di quel crudo realismo, della resa dei conti con la verità della vita. A questo servono le luci (potenti, fredde, chirurgiche) accese sui tavolini, l’analisi dei dettagli, dei particolari. A questo serve la capacità umana di sopravviverne, superarli e reinventare, ancora una volta, il sentimento. Come tu stesso, Massimo, hai saputo fare.

      • massimolegnani 11 novembre 2017 a 14:36 #

        se ci pensi, considerando la prospettiva da cui è dipinta la donna, non possono che essere del barista gli occhi che la guardano, unico testimone della sua desolazione che raramente si tramuta in passione, le poche volte che la porta si apre sulla persona giusta, che poi tanto giusta non è, se quella stessa persona è responsabile della desolazione della donna. Come ho detto in un altro commento mi è stato immediato e istintivo immedesimarmi nel barista e immaginare che queste riflessioni lui le reiterasse tutte le sere, in un loop che va dentro e fuori il quadro.
        grazie Paolo per le tue ricche parole
        ml
        (Esmè, nome insolito di donna, come lo è Edmè, altra ragazzina (lei di Simenon) di cui ho letto di recente)

      • Paolo 12 novembre 2017 a 14:00 #

        Hai ragione. L’inquadratura è quella. O di un avventore seduto su un trespolo – bicchiere sul bancone, che di tanto in tanto si volta a osservarla. C’è un ulteriore dettaglio (hai perfettamente messo in risalto la posizione della donna rispetto alla porta di ingresso): il riflesso nella vetrata. Lascia uno sfondato prospettico quasi indefinito, senza rivelare nulla d ciò che la donna “potrebbe” osservare, se non fosse in realtà assorta nei propri pensieri, intenta a guardarsi dentro. Al tempo stesso, l’autore nulla dice dell’osservatore, che rimane neutro, scompare, come dietro il telone si un vecchio dagherrotipo.
        Il tuo narratore, invece, entra in scena, partecipa, pur rimanendo in silenzio (ma non troppo) e a margine. Mi è piaciuto molto il tuo loop rivelatore di un’anima celata nello sfondo nero della vetrata, il modo in cui hai tratteggiato, attraverso i gesti (ciò che si possono osservare in un luogo pubblico, senza interagire), la psicologia dei personaggi.

      • massimolegnani 12 novembre 2017 a 16:48 #

        Paolo, tu entri sempre nel profondo delle parole e delle immagini. È un vero piacere leggere i tuoi commenti.
        Grazie
        ml

      • Paolo 11 novembre 2017 a 11:22 #

        PS. Massimo, mi scuso per gli errori di battitura e le frasi un po’ involute su se stesse (spero se ne capisca il senso). Ho scritto di getto…

      • massimolegnani 11 novembre 2017 a 14:37 #

        PS non ne ho trovati, ma se ci fossero sarebbero un ottimo segno d’immediatezza del dire 🙂

  6. remigio 9 novembre 2017 a 12:12 #

    Amo Hopper, il pittore che sapeva dipingere il silenzio. Ma anche la solitudine metropolitana. Il grande artista americano era capace di cogliere, forse meglio di qualsiasi altro pittore, frammenti di vita quotidiana, invitando chi guardava ad elaborare con la fantasia il resto dell’opera, quasi a completarla. Insomma, quello che hai saputo fare tu, con grande maestria, raccontando quella particolare condizione emotiva che sembra trasparire dal dipinto: l’attesa. Non posso che complimentarmi con te. 🙂 

    • massimolegnani 9 novembre 2017 a 12:49 #

      pienamente in sintonia con quanto affermi, Hopper sembra invitare l’osservatore a “dar vita al quadro”, proseguire la storia narrata, come certi racconti dal finale aperto che stimola la fantasia del lettore.
      ciao Remigio e grazie dell’apprezzamento
      ml

  7. Sabina_K 9 novembre 2017 a 13:39 #

    Quante volte ci capita di osservare storie così tristi, così insensate, lasciami dire insensate…
    E’ quasi impossibile non sentirsi dalla parte di chi sta sperperando il suo amore, anche se la ricchezza d’amore può rigenerarsi all’infinito.
    Però, a volte, penso che ogni passaggio abbia un suo senso e prepari tempi e visioni migliori, oltre che amori migliori, e che ogni ogni amore inutilmente sperperato serva a insegnare a custodire la ricchezza dell’amore per poi spenderla di nuovo, si spera in un luogo di maggior senso.
    Poi, certo, ci sono vite intere sperperate e lì proprio non te ne puoi fare una ragione.

    • massimolegnani 9 novembre 2017 a 15:07 #

      “ogni passaggio ha un senso”, è vero, a patto che non si resti intrappolati in quell’amore malato, prima vivendolo e poi rimpiangendolo.
      un caro saluto, Sabina
      ml

  8. Deserthouse 9 novembre 2017 a 14:21 #

    È bello che tu ti sia immedesimato nel barista che la osserva, io forse avrei scelto lei e mi sarei inerpicata su me stessa senza vederla del tutto, ma tu invece la osservi e la vedi davvero. Mi è piaciuto davvero tanto, complimenti

    • massimolegnani 9 novembre 2017 a 17:09 #

      Felice di averti coinvolta, ognuno poi sceglie la prospettiva da cui leggere 🙂
      ml
      (e grazie per l’apprezzamento)

  9. Cromiagan 9 novembre 2017 a 14:57 #

    I tuoi racconti sono sempre una goduria. E’ un piacere leggerti.
    Ciao

  10. Lallib 9 novembre 2017 a 15:20 #

    È stata una pausa molto dolce ed intensa

    • massimolegnani 9 novembre 2017 a 17:12 #

      La pausa di lettura? Bene, mi fa piacere averti sospeso da altro 🙂
      Ciao Lalli
      ml

  11. Giuliana 9 novembre 2017 a 16:09 #

    stupenda, un lago di emozioni dipinte da un pennello leggero

    • massimolegnani 9 novembre 2017 a 17:15 #

      Ho seguito il pennello di Hopper 🙂
      Grazie Giuliana
      un sorriso
      ml

      • Giuliana 9 novembre 2017 a 17:27 #

        che non e’ male per niente 😊

      • massimolegnani 9 novembre 2017 a 18:09 #

        ehe, direi proprio:)

  12. newwhitebear 9 novembre 2017 a 21:48 #

    un bel racconto, ben strutturato e analizzato, di un amore tra due amanti.
    Veramente piacevole. Da gustare con calma.

    • massimolegnani 9 novembre 2017 a 23:19 #

      Un amore tra due amanti raccontato da un osservatore privilegiato e coinvolto, il barista 🙂
      Grazie GianPaolo
      ml

  13. tramedipensieri 9 novembre 2017 a 23:25 #

    La tua pittura introspettiva è notevole, complimenti Massimo 😊

    • massimolegnani 10 novembre 2017 a 00:01 #

      eheh, magari sapessi dipingere! 🙂
      grazie dell’apprezzamento, .marta
      ciao
      ml

  14. alemarcotti 10 novembre 2017 a 00:20 #

    Si hai una pittura interiore da emozione pura😄

  15. Patalice 10 novembre 2017 a 00:21 #

    l’arte ispira sempre
    non solo nella direzione nella quale va il suo talento, ma anche contaminando altre forme di espressione, come la scrittura, questo post ne è perfetto esempio

    • massimolegnani 10 novembre 2017 a 00:41 #

      sono d’accordo con te, è una specie di contagio da una forma espressiva all’altra.
      mi ha fatto piacere il tuo apprezzamento.
      ciao 🙂
      ml

  16. tiZ 10 novembre 2017 a 12:45 #

    penso che la parola “stronzo” sia stata raramente avvicinata ad una storia così romantica

    • massimolegnani 10 novembre 2017 a 21:41 #

      Ed è proprio chi pronuncia stronzo a rendere romantica questa storia
      Un sorriso, TiZ
      ml

      • tiZ 10 novembre 2017 a 22:34 #

        Infatti 😆

      • massimolegnani 10 novembre 2017 a 22:43 #

        siamo d’accordo:)

  17. cazzeggiodatiffany 10 novembre 2017 a 20:30 #

    Quanta bellezza nel quadro e nel tuo racconto. Mi ci sono tuffata dentro così facilmente che mi è sembrato di vederli, entrambi.

  18. rodixidor 10 novembre 2017 a 20:37 #

    Ci sarà sempre uno stronzo ad infrangere i suoi sogni se il cameriere non si tuffa invece di guardare la vita scorrergli davanti.

    • massimolegnani 10 novembre 2017 a 21:44 #

      Vero, ma per il barista la vedo dura. Lei, dolce e remissiva preferisce gli stronzi.
      Ciao rodix 🙂
      ml

  19. yourcenar11 11 novembre 2017 a 10:15 #

    Da un dipinto un racconto, da questa donna misteriosa e discreta alla tua trasformazione in osservatore e narratore di storie “da bar”, molto più profonde e significative di quel che a volte si pensa. L’ho guardata tante volte questa scena, mi piace tanto questo pittore e tu, come accade spesso, dai parole al mio silenzio.
    Ora so già che ogni volta che osserverò questa donna solitaria, penserò al tuo racconto. Ciao!
    Cristina

    • massimolegnani 11 novembre 2017 a 14:21 #

      “ogni volta che osserverò questa donna solitaria, penserò al tuo racconto.”
      non potevi farmi complimento migliore,
      grazie Cristina
      buona domenica
      ml

  20. Scrivopernoia 11 novembre 2017 a 17:44 #

    Un racconto molto bello, che fa riflettere su quanto una persona “invisibile” può sapere e tenere a noi, senza che ci passi minimamente per la testa. Mi piace molto questo stile moderno, sto cercando di farlo mio, con un aggiunta personale ovviamente. Mi hai incuriosito, spulcerò tra i vecchi post, e seguirò quelli nuovi. A presto!

    • massimolegnani 11 novembre 2017 a 19:23 #

      Sottolinei un aspetto che non avevo considerato: la “persona invisibile” e’ spesso presente a margine di disparate vicende, un individuo dotato di sensibilita’ e spirito di osservazione ma destinato a restare nell’ombra, non considerato dai protagonisti a cui lui dedica tanta attenzione e passione. Si, il barista e’ una persona invisibile.
      Grazie per il tuo intervento e per l’apprezzamento.
      Benvenuto
      ml

  21. Miriam Sol 11 novembre 2017 a 18:37 #

    Ciao ml, il quadro era lo stimolo per una delle tornate di racconti che avevamo organizzato su scrivi.com, non so con sicurezza se qs è il racconto che avevi scritto in quell’occasione (immagino di sì) o un altro ancora; lo svelamento dell’autore avveniva sempre qualche settimana dopo l’uscita dello stesso e mi succedeva a volte di non riuscire a seguire tutte le fasi della tornata. Mi ricordo bene il quadro, però, perché anch’io ne avevo preso spunto, solo che la mia donna era più giovane e si chiamava Stella. Ora è dispersa, nella migliore delle ipotesi in qualche file, sopravvissuto alla mia furia cancella-tutto

    • massimolegnani 11 novembre 2017 a 19:30 #

      Io ho un ordinato caos da cui ogni tanto riemerge qualche pezzo di cui non ricordavo esistenza e origine. E allora lo spolvero e rielaboro, come lo masticassi a riconoscerlo.
      Mi ricordo la tua tendenza a cancellare periodicamente quanto avevi prodotto 🙂
      Ciao Miriam
      un sorriso
      ml
      (e che gioco era, il circo?)

      • Miriam Sol 11 novembre 2017 a 21:00 #

        Ho scritto scrivi. com ma ho fatto confusione, la tua domanda mi ha aiutato a focalizzare meglio: era una specie di derivazione del circo ripresa, ancor dopo l’esperienza di borgonarrante, su scrittura fresca (si chiamava così mi pare) in cui avevamo tentato (e per un po’ ci siamo riusciti) di rinnovare l’esperienza. Il quadro di Hopper mi sembrava fosse lo stimolo dato da Jihan. E adesso che mi sono ricordata di scrittura fresca vedo se riesco a riprendermi i miei lavori , nonostante mi sembrino “archeologia”. Ciao, ml

      • massimolegnani 11 novembre 2017 a 21:42 #

        Ecco, hai ricostruito tutta successione dei nostri giochi,
        d’altronde l’archeologia ha un suo fascino 🙂
        Un abbraccio e un sorriso

      • Jihan 6 gennaio 2018 a 03:03 #

        lo smemorato di Legnano 🙂

      • massimolegnani 6 gennaio 2018 a 12:14 #

        eheh, ciao Ji
        🙂
        ml

  22. Miriam Sol 11 novembre 2017 a 21:06 #

    Era mi metto in gioco , la cartella c’è tutta con i lavori che erano stati scritti , ho recuperato il mio e ho visto che il tuo aveva come titolo “Hope”, che dire ? grazie di aver fatto da tramite con la mia memoria. Ciao, ml 🙂

    • Jihan 6 gennaio 2018 a 03:04 #

      Ti ringrazio, Miriam. Un caro saluto

  23. Stefi 12 novembre 2017 a 20:39 #

    E’ quel suo non appassire nelle ore d’attesa che la rende diversa da tutte le altre.

    • massimolegnani 12 novembre 2017 a 21:15 #

      Elsa ha fatto le sue scelte (discutibili a dar retta al barista) e affronta con coraggio la sua solitudine, senza appassire (espressione che condivido)
      Un abbraccio
      ml

      • Stefi 13 novembre 2017 a 21:29 #

        Un abbraccio a te, caro ml

      • massimolegnani 13 novembre 2017 a 21:35 #

        🙂

  24. Patrizia Caffiero 12 novembre 2017 a 22:58 #

    Un osservatore acuto e compassionevole. Mi ricorda certi sguardi della mia scrittrice adorata, Maeve Brennan, che andava nei bar e guardava le storie degli altri. Chissà Hopper in che modo li osservava, i suoi soggetti.

    • massimolegnani 13 novembre 2017 a 01:19 #

      non conosco questa scrittrice, m’incuriosisci.
      buonanotte Patrizia
      ml

  25. le hérisson 13 novembre 2017 a 20:08 #

    Non sai quante volte mi è venuto in mente di scrivere uno dei tanti racconti che mi balenano in testa appena vedo un quadro di Hopper (artista che mi incanta)… ma il tempo, ah! il tempo
    Sei molto bello passare a leggerti…

    • massimolegnani 13 novembre 2017 a 20:15 #

      ..allora ho scritto anche in tua vece 🙂
      ml
      (la chiusa del tuo commento ha una freschezza che mi commuove)

      • le hérisson 13 novembre 2017 a 21:44 #

        beh, magari sapessi scrivere come te ^_^
        (ho riletto la chiusa… mi sa che mi son rimaste lettere intrappolate tra i polpastrelli ahaha voleva essere un “sempre” molto bello… e va beh, disaster è il mio vero nome, sicché… )

      • massimolegnani 13 novembre 2017 a 22:37 #

        ..sicche’ va bene cosi’ 🙂

  26. Aria Mich 20 novembre 2017 a 17:35 #

    La tua descrizione, è quella che secondo me vorrebbe ogni donna 😀 sentirsi l’attenzione di una persona, senza che questa persona invada il suo mondo… o magari che si avvicini in punta di piedi a quest’ultimo.
    Il quadro lo adoro 😍 lo salvai in un album, perché fa bene solo a guardarlo 😊

    • massimolegnani 20 novembre 2017 a 18:43 #

      Che bel commento, Aria, mi hai fatto un complimento che mi inorgoglisce.
      Un sorriso e un grazie
      ml

      • Aria Mich 21 novembre 2017 a 23:01 #

        Merito tuo 😀 buon proseguimento, Massimo

      • massimolegnani 22 novembre 2017 a 00:33 #

        grazie, un sorriso a te

  27. Elish_Mailyn 2 dicembre 2017 a 01:52 #

    sai emozionare…

  28. Elish_Mailyn 2 dicembre 2017 a 02:44 #

    d’ispirazione in ispirazione…

    Tra schiuma
    e cacao.
    Sorseggio.

    Mansueta.
    Attendo
    con ansia.

    Chi non verrà.

    Mentre tu
    mi accarezzi
    il cuore.

    Con un fiore.

    Ed io
    ti sorrido.

    • massimolegnani 2 dicembre 2017 a 11:41 #

      questo regalo che mi fai, così pertinente, poetico e sentito, mi dice la tua emozione e dà emozione a me
      grazie Elish
      ml

      • Elish_Mailyn 3 dicembre 2017 a 00:33 #

        ho solo tradotto il di lei pensiero…
        … era in attesa di quel fiore da tempo x riuscire a vedere che intorno c’è un mondo e non solo lo “stronzo”… 😊

      • massimolegnani 3 dicembre 2017 a 00:41 #

        non hai solo “tradotto”, ti sei calata nel personaggio, lo hai interpretato (e bene!)

      • Elish_Mailyn 3 dicembre 2017 a 00:45 #

        forse hai ragione, mi sono lasciata trasportare dalle tue emozionanti parole e mi ci sono ritrovata dentro…

      • Elish_Mailyn 3 dicembre 2017 a 00:46 #

        … inconsciamente ho desiderato essere Elsa…

      • massimolegnani 3 dicembre 2017 a 00:48 #

        e questo mi fa davvero piacere 🙂

      • Elish_Mailyn 3 dicembre 2017 a 00:50 #

        anche a me 😊

      • massimolegnani 3 dicembre 2017 a 00:52 #

        un soriso

      • Elish_Mailyn 3 dicembre 2017 a 00:56 #

        notte notte 😚

      • massimolegnani 3 dicembre 2017 a 00:57 #

        a te 🙂

  29. Dario Angelo 16 dicembre 2017 a 18:58 #

    Ispirato dall’immagine in un quadro, hai immaginato e dipinto un altro quadro non meno ispirato 🙂
    Una storia vecchia come il mondo, che mi fa tornare in mente le infinite volte in cui, stufo di ascoltare le mie amiche lamentarsi di questo o quello stronzo, ricordavo loro che se non sono stronzi non suscitano il loro interesse. Mai una volta che non mi guardassero di rimando come un marziano, e cogliessero piuttosto il senso completo della mia affermazione.

    • massimolegnani 16 dicembre 2017 a 21:39 #

      E’ quello il punto, le donne amano gli stronzi e noi che (forse) non lo siamo possiamo solo contemplarle e smoccolare, come fa il barista.
      🙂
      ml

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