gennaio, questa foto

20 Gen

by Achille, Mau, Dona, c. Calati

 

 

È passata di mano in mano questa foto, anzi di fotocamera in fotocamera, l’originale, scattato da mio padre, era una diapositiva 6×6, quando per proiettarle se ne mettevano due alla volta su un telaietto metallico da far scorrere a mano. Da lì, dopo qualche anno, fu ricavata una stampa su carta per avere anche l’immagine appesa. Mi piace pensare che sia stato Aldo ad operare la conversione nella sua camera oscura; non credo sia andata così, ma il vantaggio ad avere ricordi screpolati è che li puoi rielaborare abbellendoli a tuo piacere e sentimento, manco avessi un Photoshop in testa. Un nuovo passaggio fu la sua resa digitale, non so come abbia fatto mio fratello, forse l’ha aiutato mia sorella con i suoi marchingegni elettronici che vanno oltre la mia comprensione. Quello che ho compreso era questa idea fantastica e cocciuta che aveva lui di realizzare un calendario che raccogliesse fotografie scattate dai vari membri del nostro clan.

Ed ora ce l’ho qui il calendario, la prima pagina è questa foto che ho ri-fotografato per metterla sul blog, come ultimo anello di una catena “umana”. Un calendario prezioso in cui la cosa meno importante sono i giorni, le date, il tempo che va avanti, perché in realtà è un tempo che mi riporta indietro.

Gennaio, questa foto, è la prima vacanza sulla neve, pochi giorni in un alberghetto (il Monte Pitz, all’improvviso mi è tornato in mente il nome!) isolato su un altopiano a cui arrivammo su slitte tirate dai cavalli, un piccolo corteo, non per snobismo ma perché era l’unico mezzo previsto. Ero piccolo ma ricordo la meraviglia di quel breve viaggio che a me sembrò infinito, la neve ovunque, il sentiero che saliva per la valle, la lentezza del cavallo, il suo odore che io dicevo puzza.

Gennaio, questa foto, è la bravura di mio padre nel cogliere il dettaglio che fosse simbolo del luogo e che allo stesso tempo rappresentasse anche qualcosa di sé stesso, la fede semplice, forse, o la capacità d’incantarsi che teneva nascosta sotto una maschera di distacco dalla meraviglia.

Gennaio, questa foto, a furia di rielaborazioni e bagni chimici, in mezzo secolo l’abbiamo non poco snaturata, la grana s’è fatta grossolana, i colori sono diventati troppo contrastati, non era così l’originale. Eppure mi commuove il pensiero che ciascuno di noi, come fossimo garzoni di bottega, abbia voluto lasciare un proprio segno e contribuire all’opera del loro Maestro d’arte.

Gennaio, questa foto, durerà più di 31 giorni, magari sessantatre o settantuno o un anno intero. Difficile sarà voltare pagina, quel gesto sconsiderato ad archiviare un mese e ciò che è stato. Non me ne vogliano gli altri mesi e gli altri autori, miei fratelli.

 

54 Risposte a “gennaio, questa foto”

  1. lepastelbleu 20 gennaio 2018 a 23:49 #

    sono onorata di lasciare il primo commento: commosso, deliziato, partecipe di una comune sensibilità. La “sgranatura” fa comunque un bellissimo effetto e l’indaco del cielo è di una tonalità meravigliosa: grazie della condivisione di un ricordo che si fa immagine e tenerezza.

    • massimolegnani 21 gennaio 2018 a 00:17 #

      e io sono felice per le tue parole sentite.
      grazie Margot
      ml

      • Elish_Mailyn 21 gennaio 2018 a 01:02 #

        concordo anch’io, la sfocatura del rimaneggiamento la fa sembrare un acquerello…

      • massimolegnani 21 gennaio 2018 a 01:35 #

        sì, è vero, più la guardo e più mi sembra bella questa foto acquerellata.
        buonanotte Eli 🙂
        ml

      • Elish_Mailyn 21 gennaio 2018 a 01:58 #

        notte notte Carlo 🤗

      • massimolegnani 21 gennaio 2018 a 11:29 #

        .e buongiorno 🙂

  2. Evaporata 21 gennaio 2018 a 02:24 #

    Un calendario di famiglia, che bello! 😀

    • massimolegnani 21 gennaio 2018 a 11:30 #

      sì, un calendario senza volti che quelli li sappiamo, solo ciò che hanno visto gli occhi di ciascuno.
      🙂
      ml

      • Evaporata 21 gennaio 2018 a 14:38 #

        Idea fantastica, lo proporrò alle mie amiche. 😀

      • massimolegnani 21 gennaio 2018 a 19:29 #

        vedrai, verrà fuori una cosa simpatica, ricca di calore (e di colore!)
        🙂

      • Evaporata 21 gennaio 2018 a 20:30 #

        Ne sono convinta. 🙂

      • massimolegnani 21 gennaio 2018 a 23:21 #

        🙂

  3. Elianto 21 gennaio 2018 a 12:09 #

    Questa foto è sgranata come il tempo che passa, è accesa come l’amore di chi l’ha riportata in vita. Ed è una bellissima foto 🙂

  4. Patrizia Caffiero 21 gennaio 2018 a 13:38 #

    ecco, come al solito tu raccontando una storia, quasi come fosse una storia non tanto importante, dici tantissime cose. Densità. I famosi livelli di lettura. Come parla quell’elaborazione- riabbellimento della foto, di come la vita della famiglia gravi su tutto di noi, dandoci significato, cambiando ogni istante, nella sua ineluttabile forza. quanta nostalgia. Modifichiamo i colori delle foto perchè abbiamo bisogno di colori diversi?

    • massimolegnani 21 gennaio 2018 a 19:26 #

      credo che modifichiamo i colori delle foto convinti di ritrovare così i colori di allora che s’erano sbiaditi. Ma non sono mai gli stessi colori.
      un abbraccio, Patrizia, per le cose che hai detto.
      ml

  5. quarchedundepegi 21 gennaio 2018 a 15:18 #

    Bella la foto e, molto bello lo scritto.
    Trovo stupendo far rivivere, a livello mondiale, una fotografia fatta da tuo padre… in questo modo.
    Complimenti e Buona Domenica.
    Quarc

  6. lamelasbacata 21 gennaio 2018 a 16:26 #

    Condividere un ricordo prezioso è un gesto generoso. Ti dico grazie di cuore

    • massimolegnani 21 gennaio 2018 a 19:34 #

      io sento che hai condiviso nel profondo queste piccole emozioni e ne sono felice
      un caldo abbraccio, Mela
      ml

  7. newwhitebear 21 gennaio 2018 a 16:56 #

    una foto associato a un duplice ricorso: tuo padre e la vacanza a Monte Piz.
    Ricordi belli, che porti nel cuore.

    • massimolegnani 21 gennaio 2018 a 19:38 #

      sì è stato un ricorrere e rincorrere ricordi ed emozioni.
      buona serata GianPaolo
      ml

  8. Franco Battaglia 21 gennaio 2018 a 18:16 #

    Non trovo il m io commento.. provo a riscrivere.. bellissima foto, appena scorta non ho potuto fare a meno di pensare ai fotogrammi iniziali di quello che considero un capolavoro: Hatefull Eight di Tarantino.

    • massimolegnani 21 gennaio 2018 a 19:41 #

      (i collegamenti tra blogspot e wordpress sono da medioevo, io il primo commento su blogspot lo devo battere due volte sennò non compare e così deve essere stato anche per te, non c’eri neanche nello spam, sparito proprio)
      grazie per l’apprezzamento, dovrò documentarmi su Tarantino.
      ciao Franco 🙂
      ml

  9. Stefi 21 gennaio 2018 a 18:39 #

    Perdonami, ml, se devio dal contenuto.
    A colpirmi è il titolo.
    Dice già tutto, lo sai?

    • massimolegnani 21 gennaio 2018 a 19:46 #

      Tu non hai deviato dal contenuto, hai “sentito” tutto (e correttamente, ne sono certo) dal titolo
      e questo non può che farmi piacere perchè ieri sera pubblicando ho avuto un pensiero identico,
      non scherzo, Stè
      ml

      • Stefi 22 gennaio 2018 a 07:30 #

        Ti credo ml e non mi stupisco (quasi) più. 😊

      • massimolegnani 22 gennaio 2018 a 12:28 #

        è così 🙂

  10. tramedipensieri 21 gennaio 2018 a 20:01 #

    Non so per me quest’immagine é perfetta così com’è.
    É bellissima la storia, il ricordo…ma la fotografia mi ha emozionato.
    Grazie

    • massimolegnani 21 gennaio 2018 a 23:24 #

      una foto “toccata” da tante mani 🙂
      grazie .marta, mi fa piacere il tuo giudizio
      buona serata
      ml

  11. Donatella Calati 21 gennaio 2018 a 23:25 #

    anche se sembra solo un bellissimo “paesaggio invernale” in questa “pagina di calendario” c’è davvero tutto il nostro clan ognuno con le sue peculiarità artistiche, poetiche, organizzative o tecniche che tu hai saputo rendere con uno sguardo incantato che fa da ponte tra passato e presente.

    • massimolegnani 21 gennaio 2018 a 23:32 #

      ti aspettavo, Dona, per essere certo, ma non ne dubitavo, di condividere le medesime emozioni.
      ti abbraccio
      io

  12. NientedispeciAle 22 gennaio 2018 a 10:23 #

    Che poi, alla fine, i dettagli. Là c’è tutto. Con questo dettaglio fotografato da tuo padre, tu ci hai raccontato tanto di lui, di te e di quella circostanza.
    Molto bello.

  13. missiswhite 22 gennaio 2018 a 13:12 #

    La fotografia ferma il tempo, ma tu ne fai simbolo di fluido scorrere, tramandare, trascendere i trentun giorni per dilatare l’affetto, il ricordo. Non kronos ma kairos.
    La tua sensibilità, come sempre, è di grana fine fine.

    • massimolegnani 22 gennaio 2018 a 14:27 #

      faccio mie le tue parole, il tempo che si fa fluido attraverso una foto “dinamica”
      grazie Missis
      ml

  14. yourcenar11 22 gennaio 2018 a 16:18 #

    Viene in mente La canzone dei dodici mesi di Guccini…

  15. Neda 22 gennaio 2018 a 17:04 #

    Molto bella la foto e anche l’emozione del racconto.
    Però, io sono curiosa, ci fai vedere anche le altre, mese dopo mese?

    • massimolegnani 22 gennaio 2018 a 18:13 #

      eheh, per mostrarti gli altri mesi dovrei voltare pagina e per ora non se ne parla 🙂
      Un sorriso, Neda
      ml

      • Neda 23 gennaio 2018 a 09:56 #

        OK. Va bene quando volterai le pagine.

      • massimolegnani 23 gennaio 2018 a 10:55 #

        🙂

  16. giulia glorani 22 gennaio 2018 a 20:30 #

    Una rivisitazione emozionante del mese di Gennaio. E’ sempre d’ispirazione leggerti…il modo in cui associ ricordi a realtà, mescolando semplici parole a pensieri personali, è sempre decisamente intenso. Ti auguro una buona serata!

  17. Aria Mich 23 gennaio 2018 a 22:34 #

    La foto non mi sembra tanto male! Si capisce bene cosa riprende ☺ . Che bella l’idea di rendere un calendario così prezioso!

    • massimolegnani 23 gennaio 2018 a 23:58 #

      mi fa piacere la tua condivisione
      e sì, questo calendario “familiare” è stata una bella idea (non mia!)
      ciao Aria,
      un sorriso
      ml

      • Aria Mich 25 gennaio 2018 a 18:31 #

        Ciao, Massimo! ☺

      • massimolegnani 25 gennaio 2018 a 18:42 #

        🙂

  18. Sabina_K 24 gennaio 2018 a 17:41 #

    Un gennaio che non passerà mai, perché è il ricordo di tuo padre che osserva e scatta con animo attento e autentico.
    Un gennaio che porta sopra anche un’impronta di ciascuno di voi, come se foste passati, uno ad uno, sulle orme lasciate sulla neve dal padre, il primo della fila.

    • massimolegnani 24 gennaio 2018 a 18:12 #

      La tua lettura, soprattutto l’ultima frase, la sento molto aderente al mio pensiero.
      Grazie Sabina
      un sorriso
      ml

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