Goffredo e Amalia

23 Gen

CREANDOUTOPIE

by c.calati

Goffredo entrava in cucina con il passo felpato delle sue pantofole di feltro. Le mani dietro la schiena nella tipica posa da pensionato curioso, osservava in silenzio la moglie che trafficava ai fornelli, così come i suoi colleghi facevano con gli addetti ai lavori in corso.

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23 Risposte a “Goffredo e Amalia”

  1. lamelasbacata 23 gennaio 2018 a 15:19 #

    Per questo allungano l’età pensionabile! Che saggi governanti abbiamo 😉

    • massimolegnani 23 gennaio 2018 a 18:24 #

      Quasi vi invidio a voi protetti dalla lungimiranza dello Stato, me lo Stato mi ha praticamente buttato contro quel coltello, parola di Goffredo
      :):)
      ml

  2. Transit 23 gennaio 2018 a 16:45 #

    Appena ho visto il coltello ho pensato a una storia truce, poi il Nostro è un buongustaio che gironzola sniffando gli odori e i profumi della cucina casareccia.

    PS. Massimo, ho notato che gli ultimi post, rispetto a qualche tempo fa(tre o quattro mesi), sono più brevi. Mi sbaglio? Cioè i tuoi post sono inversamente proporzionati alle tue uscite in bici? Se non ero da qualche mese hai appeso il tuo secondo amore al chiodo, però, senza che tale immagine o forzata misura, la offenda.

    • massimolegnani 23 gennaio 2018 a 18:31 #

      Non ti sbagli, Armando, salvo rare eccezioni scrivo più breve. Mi vado prosciugando come potessi raggiungere l’essenza delle cose, un post con una sola parola o solo il titolo che esprima tutto quello che vorrei dire 🙂
      La bici l’ho ritirata fuori, ma anche li faccio giretti sempre più brevi. Forse è il freddo che mi raggrinzisce 🙂
      Ciao,
      ml

  3. Aria Mich 23 gennaio 2018 a 23:07 #

    Fortissima la frase che Amalia dice al carabiniere 😅 però un po’ sispettavo finisse in tragedia… certo, avere nelle orecchie sempre qualcuno che ti dice come fare le cose, prima o poi veramente ti toglie ogni libertà.

    • massimolegnani 24 gennaio 2018 a 00:05 #

      Amalia è così serafica e anche intenerita dal marito che ha appena accoltellato perchè è consapevole che non c’era altro modo di metterlo a tacere 🙂
      (sai, per scrivere questa storia mi sono guardato allo specchio! Nel senso che quei 4 rimproveri che Goffredo ripete di continuo sono effettivamente quattro mie fisse! speriamo di non finire allo stesso modo:) ma forse scrivendone ho trovato il modo di correggermi)
      ciao, buonanotte 🙂
      ml

      • Donatella Calati 24 gennaio 2018 a 19:33 #

        mi hai prevenuta … avevo scorto anche io un pizzico di te … nella metodica conservazione del pane. Ma la tua Amalia lavora ancora e ti lascia fare

      • massimolegnani 24 gennaio 2018 a 21:19 #

        Infatti, sara’ quando saremo entrambi in pensione che dovro’ stare attento ai coltelli:)
        Ciao Dona
        io

      • Aria Mich 25 gennaio 2018 a 18:33 #

        Ho immaginato che Goffredo rispecchiasse te! Per la risposta che hai dato al commento sopra il mio, riguardo le pensioni.
        Eh beh, allora può essere che il racconto ti servirà per correggerti 😀

      • massimolegnani 25 gennaio 2018 a 18:41 #

        Sto imparando a mordermi la lingua. Un morso fa meno male di una coltellata 🙂

      • Aria Mich 25 gennaio 2018 a 18:43 #

        Sicuramente! 😆 è bello già il pensiero di volersi correggere. Molte persone non si rendono conto di questo, del loro agire in modo non molto carino verso il prossimo.

      • massimolegnani 25 gennaio 2018 a 18:59 #

        In fondo scrivere aiuta a vedersi, perche’ anche si racconta di un personaggio fittizio, sotto sotto, più o meno consapevolmente, affiora una parte di se stessi 🙂

      • Aria Mich 25 gennaio 2018 a 19:05 #

        È vero! Ti dirò di più, nei pochi racconti brevi che ho scritto, i personaggi mi rapprensentano abbastanza 😀

      • massimolegnani 25 gennaio 2018 a 19:27 #

        Se li hai sul blog, li leggero’ 🙂

      • Aria Mich 25 gennaio 2018 a 19:29 #

        Sii, a meno che tu non li abbia letti già ☺ sono nella sezione “racconti”. Quando vuoi! 🙂

      • massimolegnani 25 gennaio 2018 a 19:34 #

        Non credo di averne letti 🙂

      • Aria Mich 25 gennaio 2018 a 19:39 #

        Forse i primissimi no!

  4. miaeuridice 24 gennaio 2018 a 09:18 #

    Inquietante.
    Mi ha ricordato in maniera profonda il racconto di Agota Kristor, quello che apre la raccolta intitolata “La vendetta”. Se puoi, prova a leggerlo. Ti piacerà, sono sicura.

    • massimolegnani 24 gennaio 2018 a 11:33 #

      l’ho letto, mi era piaciuto, sì.
      lì era una scure anzichè un coltello, ma l’apparente sproporzione del gesto simile (se non ricordo male)
      ciao Euridice
      ml

  5. Paolo 24 gennaio 2018 a 10:52 #

    Fortunatamente, o sfortunatamente, a casa mia non sono l’unico ossessivo compulsivo. Confido in quello spirito di reciproca comprensione e sopportazione che oggi ci fa vedere i nostri difetti, smussare gli angoli e deporre le armi…, anche se un finale da pensionati in singolar tenzone a suon di coltellacci non è escludibile a priori, in effetti… Speriamo bene.

    • massimolegnani 24 gennaio 2018 a 11:38 #

      eheh, Paolo, io ho descritto Goffredo “guardandomi allo specchio”.
      Chissà, forse il riesame di certi nostri atteggiamenti tra il pedante e l’ossessivo può giovare alla salute,
      evitare insomma che finisca a coltellacci 🙂
      buona giornata, Paolo
      ml

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