parole per pochi

28 Gen

by c.calati

 

 

Anni fa ho inserito questa categoria (parole per pochi) tra le voci con cui etichetto i brani sul blog. Chissà che cosa avevo in mente. Un invito a rovescio rivolto a  chi passava (sai quando dici vai,vai e intendi ti prego resta)? Un bocciare distaccato, quasi stoico, quel mio brano? O, al contrario, un modo presuntuoso di riferirmi a un’ipotetica elite di lettori, l’unica in grado di comprendere le “vette” (?) del mio pensiero?

Non saprei rispondere, ma una cosa è certa, qualunque fosse il motivo iniziale, raramente ci ho pigliato con la previsione. È buffo, recentemente mai tanti passaggi, interventi, parole e like, come nei brani racchiusi in questa categoria, sembra ottocento, acquerello appena prima di pranzo, tanto per citarne due. Ragionando a posteriori, ben altri miei post avrebbero dovuto avere quell’etichetta. Allora, prendendo spunto dal mio scarso potere predittivo, mi viene da chiedere che cosa renda un brano, a parità d’autore e di intenzioni, un “successo” piuttosto che un “fiasco”? Sicuramente mille sono le variabili possibili, dall’orario d’esordio, che ci sono ore predisposte all’attenzione, altre di scarso appetito letterario, al clima di quel giorno, che le giornate uggiose avvicinano la gente al monitor come a trovarci le fiamme di camino, a motivazioni più pertinenti alle parole, il tipo di incipit più o meno coinvolgente, la musicalità o la dissonanza delle frasi, il loro contenuto e il modo, che talvolta sembrano prenderti per mano, le parole, e altre volte ti fanno sospettare un distacco dell’autore dagli occhi di chi guarda.

Nemmeno questa volta so darmi una risposta, piuttosto mi si affaccia un’altra domanda: che cosa decreta la bellezza di un brano? Il metro di giudizio sono i mipiace? No di certo. Il numero di visite? I commenti? Il peso delle parole spese negli interventi? Non so, credo sia altro il metro e altra la bellezza vera. A volte è la profondità di un pensiero e come si dipana con chiarezza, altre lo splendore illuminante di una sola frase, a volte è il tono che cogli nella voce che non c’è, ne distingui l’accento e ne senti il fiato un po’ affannato, che ci si emoziona a raccontare una bellezza e ad ascoltarla, o è l’impalpabile che aleggia e leggeri diventano gli occhi a scorrere le righe, altre l’inverosimile di una vicenda terribilmente vera, o il suo opposto, il verosimile di una fantasia perfetta per cui rasenti le parole e la finzione ti sbuccia i palmi e le ginocchia.

Ma qualche volta è solo il silenzio intorno che ti dice che è bellezza,  e quasi sei felice di essere il solo ad aver scovato quella chicca che sta lì come un porcino sotto le foglie e anche sotto gli occhi di chi è passato e non l’ha visto. Ma più che porcini, questi brani misconosciuti per me sono pannocchie, come quella della foto. Perse da un carro troppo carico stanno lì ad infangarsi sulla strada fino a che non le raccogli per una tua curiosità e, sotto un raggio di sole che le illumina, diventano bellezza.

 

34 Risposte a “parole per pochi”

  1. lamelasbacata 28 gennaio 2018 a 22:18 #

    E molto fa anche l’affinità che si sente per una persona, per un certo modo ironico di vedere la vita, di prendere le distanze dalle mode per coltivare invece le proprie passioni.

    • massimolegnani 29 gennaio 2018 a 01:27 #

      tu lo sai che uso spesso la tua lista di “articoli che mi sono piaciuti” per trovare conferme e apprezzare nuovi autori. E anche questa è affinità (e condivisione silenziosa) 🙂
      buona notte, cara Mela
      ml

  2. ilmestieredileggereblog 28 gennaio 2018 a 23:24 #

    sentire un affratellamento… si può dire?

  3. lepastelbleu 28 gennaio 2018 a 23:32 #

    se vuoi sapere il mio parere…molto ragiono sul senso del bello, sia in pittura che in letteratura. L’espressione di alti contenuti nella forma più consona, quella frase che non poteva che essere così per esprimere quella cosa…ma anche altro…purtroppo (?) tendiamo ad avere una coscienza autocentrica per cui apprezziamo quello che vogliamo trovare e che ha parvenze simili a noi e al nostro sentire…e spesso non coincide con l’intento all’autore…

    • massimolegnani 29 gennaio 2018 a 01:36 #

      mi piacciono le tue riflessioni e le condivido (“alti contenuti nella forma più consona”)
      però non direi “purtroppo”, perchè per quanto allarghiamo le nostre vedute a forme espressive lontane da noi, dobbiamo avere un punto di riferimento su cui basarci e quello non può che essere il nostro gusto personale.
      quanto a vedere, sentire cose diverse dalle intenzioni dell’autore non lo considero un errore, anzi spesso è un arricchimento.
      ciao Margot
      ml

  4. rodixidor 28 gennaio 2018 a 23:49 #

    E’ l’emozione solo l’emozione che suscita la parole, il successo di un brano. Può non essere quella stessa che tu scrivevi ma un’altra che ha sentito chi ha raccolto i grani della pannocchia. Non ha importanza, anzi questo rende lo scrivere più magico, l’importante che esplodano una volta raccolti dal lettore, pieni di energia saltellino e si trasformino da semi piccoli in presuntuosi cirri: popcorn. 🙂

    • massimolegnani 29 gennaio 2018 a 01:39 #

      sì, lo scrivere porta con sè e sparge qualcosa di magico.
      popcorn a te, rodix
      🙂
      ml

  5. Evaporata 29 gennaio 2018 a 01:31 #

    Ci sono brani che sono vicini al nostro pensiero e altri che, pur essendo lontani da noi, suscitano amministrazione e/o rispetto.

    • massimolegnani 29 gennaio 2018 a 01:41 #

      ammirazione e rispetto perchè comunque toccano una corda che sappiamo far vibrare
      🙂
      ciao Eva(porata) 🙂
      ml

  6. Transit 29 gennaio 2018 a 09:33 #

    La nitidezza quasi abbagliante di una frase, eppure secca e morbida, decisa e tagliente, circondata dal silenzio … che ne staglia aura, dolore e grumo come chi estrae dalla carne la sintesi, l’insieme dei sensi, forse la salvezza propria e altrui. E il buio che inverosimile circonda l’uomo.

    • massimolegnani 29 gennaio 2018 a 12:07 #

      è quel silenzio che mi sconcerta, possibile che io sia l’unico lettore ad accorgersi della “nitidezza quasi abbagliante di una frase”?
      ciao Armando,
      buona giornata
      ml

  7. Daniela 29 gennaio 2018 a 14:10 #

    forse non ci dovremmo porre troppe domande, quanto scriviamo è una parte del nostro vivere e del nostro modo di guardare la vita. Credo sia un po’ come il nostro sguardo che strada facendo si posa su altri occhi, e può spostarsi subitamente verso un altro punto focale, può rimanere gelido e indifferente, reggere lo sguardo per qualche istante captando inaspettata intesa, o perdersi addirittura nella compenetrazione totale…
    e capita anche di non percorrere la stessa strada nello stesso istante e incrociare solo sguardi disattenti tra la moltitudine della folla….
    la vedo così…ciao 🙂

    • massimolegnani 29 gennaio 2018 a 18:20 #

      e la vedi giusta e hai espresso bene concetti che condivido.
      Ciao Daniela, un sorriso
      ml

      • Daniela 29 gennaio 2018 a 18:21 #

        bella serata Massimo 🙂

      • massimolegnani 29 gennaio 2018 a 19:09 #

        Grazie, anche a te 🙂

  8. tramedipensieri 29 gennaio 2018 a 14:23 #

    … un’alchimia

    buona giornata Massimo

    • massimolegnani 29 gennaio 2018 a 18:23 #

      un’alchimia o un minestrone, perché se rileggo quanto ho scritto mi sembra di aver detto troppa roba e confusamente. Insomma, forse forse dovrei mettere un’altra etichetta: incomprensibile!
      🙂
      Ciao .marta
      ml

      • tramedipensieri 29 gennaio 2018 a 18:27 #

        … non intendevo dire che fosse incomprensibile …tutt’altro

      • massimolegnani 29 gennaio 2018 a 19:08 #

        eheh, sei gentile .marta, ma ero io che intendevo dirlo 🙂

  9. missiswhite 29 gennaio 2018 a 17:13 #

    Scrivo alla ricerca del bello. Leggo alla ricerca del bello. Tra tanti commenti lasciati cadere da chi scorre articoli con lo sbadiglio in canna, ogni tanto, parole che hanno peso e calore. Bello anche questo.

    • massimolegnani 29 gennaio 2018 a 18:26 #

      Ecco, la tua sintesi è limpida e arguta (lo sbadiglio in canna!!)
      Grazie Missis
      ml

  10. Sara Provasi 29 gennaio 2018 a 22:26 #

    Ciao! ^_^ Io invece in ciò che leggo cerco soprattutto originalità, sia negli argomenti che nel modo di scrivere… Poi ovviamente c’è un po’ di selezione riguardo agli argomenti, un minimo devono interessarmi a prescindere. Ma in generale mi interessa che lo stile sia riconoscibile. Il tuo lo è, mi piacciono molto i tuoi brani brevi descrittivi e poetici 🙂 Ah, anche la brevità, appunto, è una dote non da poco! Poi a volte ci sta il post più lungo, ma uno stile coinciso è importante, anche perché così nel tempo che dedico a WP posso leggere più cose di tutti!

    • massimolegnani 29 gennaio 2018 a 23:34 #

      ma tu sei una creativa, giusto che tu vada in cerca di originalità 🙂
      grazie per le belle parole di apprezzamento
      ciao Sara
      ml

  11. tempodiverso 29 gennaio 2018 a 22:37 #

    Sono i neuroni specchio, doc. allora leggendoti ci prende quella sorpresa di scoprire che si stanno riconoscendo nelle tue parole e mi si palesa quel pensiero che non mi era neppure venuto in mente, ma io lo so che era li ed era proprio come lo hai descritto, con quelle parole che non avrei mai saputo trovare, con quel ritmo che mi suona talmente bene da farmi venire voglia di rileggere ancora

    • massimolegnani 29 gennaio 2018 a 23:39 #

      che danza elegante , Cecil, le tue parole e come hai descritto bene quanto ci può dare una lettura.
      un abbraccio forte
      ml

  12. siciliamara 30 gennaio 2018 a 00:14 #

    Ciao piacere di conoscerti e grazie per essere passato da me. Io credo che un brano, una parola così come qualsiasi altra composizione che passi per i sensi è bella se trasmette qualcosa. Forse è un concetto troppo semplice, ma la pensò così.

    • massimolegnani 30 gennaio 2018 a 01:20 #

      non è un “concetto semplice” è una verità che condivido.
      ciao e benvenuta
      ml

  13. quasibiancaneve 2 febbraio 2018 a 10:23 #

    Mi meraviglia sempre di avere lettori, anche pochi, anche critici severi. Provo tenerezza e orgoglio al pensiero che abbiano speso qualche minuto del loro tempo per le mie parole. A rovescio, il tempo che spendo a leggere gli altri, sono curiosa e vagabonda, lettrice onnivora, cerco uno scarto d’incanto qua e là, mi sembra sempre tempo ben speso.
    qb

    • massimolegnani 2 febbraio 2018 a 11:46 #

      la lettura altrui è un dono che ci fanno ed è sempre un mistero affascinante. A volte di fronte a un commento ricco d’emozione vado a rileggermi quel brano come non fosse mio immedesimandomi nel lettore per provare la sua emozione.
      e poi mi capita di vagabondare dall’altra parte della barricata, leggere in giro per blog spesso sconosciuti e stare lì incantato.
      e sì, è tempo ben speso.
      un sorriso
      ml

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