una faccia da Nina

31 Gen

photo by m.calati

 

 

Della liturgia cattolica ho sempre amato quella del battesimo. La chiesa poco affollata in una cerimonia intima, le candele a rischiarare un futuro ancora intatto e incerto, i padrini a garantire impegno per quel bimbo in caso di disgrazia, il pianto del neonato che rimbomba nelle volte, ma soprattutto i gesti sacri del sacerdote ad imprimere con fermezza il nome. Ecco, avrei fatto il prete solo per la soddisfazione di dare il nome giusto che accompagni nella vita. Eh sì, perchè io non avrei accettato i nomi scelti dai parenti, quelli dei nonni ad andar bene, o dell’unico romanzo letto o più tristemente quelli presi dalla televisione, presi e storpiati che spesso sono stranieri e loro mica lo sanno l’inglese e ti dicono maicol, catrin, gion e ti guardano stupiti se chiedi, lo scrivo così? Certo!
No, per carità! Ai miei parrocchiani direi, fratelli, portatemi il bambino, lasciatemelo osservare con calma e solo dopo vi dirò il suo nome. Perchè ogni faccia ha un nome e se la sai guardare glielo leggi negli occhi e nella piega della bocca.
E in fondo nella vita non mi sono scostato molto da questa fantasia.
Visito i bambini appena nati, li tocco, reagiscono piangendo, gli parlo, mi ascoltano e si calmano, mi guardano, li osservo. Non ce ne sono due uguali, sapete? Non tanto nelle fattezze, che per inciso i bianchi, i gialli, i neri quando nascono hanno tutti il medesimo colore, con buona pace della razza bianca di Fontana, ma nel comportamento i neonati sono differenti. C’è quello irrequieto che strepita a prescindere, quello che corruga la fronte e ti fissa come ti leggesse dentro e quello stupefatto che già si chiede che ci faccio qui. Per non parlare delle femmine, la capricciosa dal pianto persistente e quella che s’acquieta al contatto della mano, tu le guardi e già capisci dalle ciglia e dal colorito delle guance chi di loro farà famiglia e figli con un solo uomo per la vita e chi la vita la vorrà con tanti uomini, con loro ci farà amore e guerra e mai dei figli.

E quando comprendi queste cose, non puoi accettare un nome dato a muzzo da genitori scriteriati che guardano il bambino come fosse una bambola, che oggi chiami Gianna e domani Elisabetta. Allora io, dopo che ho visitato il neonato, prendo la cartella e accanto al nome suo scrivo a matita il nome mio, cioè quello che gli scelgo io. Tu che sei un tipo taciturno sarai Martino, tu, esile e cocciuta, sarai Simona, quello laggiù dalla fronte corrugata come un eterno pensatore sarà Saverio e lei con quella voce penetrante che per ora sa solo il pianto ma presto imparerà le lingue e i luoghi più lontani, sarà Alessandra di sicuro.
E dopo anni mi capita questi bimbi di ritrovarli in ambulatorio per qualche malanno di stagione. Ormai hanno caratteri precisi ed un vissuto vasto  sulle spalle, che i bambini vivono intensi anche se poi non lo ricordano. Parlo con loro di entusiasmi e dispiaceri, mi faccio raccontare dai genitori, spesso in dissonanza tra di loro, i giochi e i modi di quel loro figlio. Poi tiro fuori la cartella della nascita e controllo il nome provvisorio che gli ho attribuito. E con la gomma lo cancello, se più non corrisponde a quel bambino, perchè la vita, si sa, alle volte prende pieghe imprevedibili e condiziona anche i caratteri più tosti. Ma quasi sempre capita che lo possa ripassare soddisfatto a penna.

92 Risposte a “una faccia da Nina”

  1. rodixidor 31 gennaio 2018 a 11:48 #

    Interessante la tua teoria. In fondo spesso l’etimologia di un nome richiama le fattezze del bambino tu ipotizzi che debba richiamarne anche il carattere. Mi è capitato di pensare invece che accade il contrario, cioè che una persona prenda le inclinazioni del suo nome. Ma …

    • massimolegnani 31 gennaio 2018 a 13:30 #

      ho messo il post in “farneticaio” proprio per la consapevolezza della sua assurdità. Però mi ha sempre affascinato l’idea, essendo a contatto con i bambini dalla loro nascita, di riuscire a indovinare da subito i nomi più simili al loro carattere appena abbozzato (non di condizionarli con la mia scelta!)
      ciao rodix, 🙂
      ml

      • rodixidor 31 gennaio 2018 a 14:45 #

        La scelta del nome ha qualcosa a che fare con l’ultimo post di Pendolante?

      • massimolegnani 31 gennaio 2018 a 14:54 #

        no, non ho ancora visto, m’incuriosisci

      • rodixidor 31 gennaio 2018 a 16:06 #

        Il mio commento a quel post (ieri) era già orientato al discorso che stiamo facendo oggi 🙂

      • massimolegnani 31 gennaio 2018 a 19:37 #

        eio sulla tua scia ho raggiunto Nanà 🙂

  2. Elish_Mailyn 31 gennaio 2018 a 12:10 #

    chissà che nome avresti scelto x la mia Daphne 😄😄

    • massimolegnani 31 gennaio 2018 a 13:35 #

      chissà! difficile dire senza averla vista da piccolina 🙂
      Ma Daphne come nome mi piace, sa più di antico che di “esterofilo”
      un sorriso Eli
      (contento di rivederti qui, spero di ritrovarti presto anche su creandoutopie)
      ml

      • Elish_Mailyn 31 gennaio 2018 a 13:51 #

        sì, decisamente antico… adoro la mitologia greca…
        un abbraccio 🤗
        (grazie e ben trovato, spero di riprendere presto a scrivere)

      • massimolegnani 31 gennaio 2018 a 13:57 #

        ci conto 🙂

      • Elish_Mailyn 31 gennaio 2018 a 13:58 #

        ☺️

      • massimolegnani 31 gennaio 2018 a 14:16 #

        🙂

  3. ilmestieredileggereblog 31 gennaio 2018 a 12:40 #

    massimo, che bello questo post! anch’io la penso come te, a volte davanti a una persona e al suo nome dico proprio no! non gli corrisponde affatto… sapessi quanto ho pensato per dare il nome ai miei tre figli…. però sono contenta, dopo tanti anni sceglierei ancora quelli! anche al mio bassotto ho dato un nome ben ponderato…. si chiama Napoleone! ;))))

    • massimolegnani 31 gennaio 2018 a 13:40 #

      deve essere un bassotto di carattere se porta con orgoglio il nome del “bassotto” più famoso, il corso 🙂
      ciao Pina
      🙂
      ml

  4. Storie a muzzo 31 gennaio 2018 a 12:50 #

    A muzzo! 😁

    Sono d’accordo, la scelta del nome è importante e non si dà, appunto, a muzzo. Non so se già da neonati si capisca, però potrei considerare l’idea di scegliere il nome di mio figlio/figlia dopo averlo prima guardato, anche se ammetto che già da anni ho la lista dei miei nomi preferiti.

    • massimolegnani 31 gennaio 2018 a 13:45 #

      brava! al momento buono tieniti la lista a portata di mano ma attendi che ti mettano il bambino a contatto della pelle, aspetta che al tepore tra i seni lui/lei ti guardi con quello sguardo che ti accorgerai quanto consapevole, e solo dopo che vi sarete scrutati negli occhi scegli tra i nomi prescelti il più adatto.
      ciao, “muzzo”
      un sorriso
      ml

  5. tiZ 31 gennaio 2018 a 13:05 #

    bellissima foto.. e il nome , il nome dice tutto !!

    • massimolegnani 31 gennaio 2018 a 13:47 #

      Nina mi sembra un nome universale, è nome a sè e anche diminutivo di altri nomi 🙂
      ciao tiZ e grazie
      ml

  6. tramedipensieri 31 gennaio 2018 a 13:29 #

    Interessante ipotesi… sicuramente sceglierà nomi “benedetti”

    (certo dare i nomi di personaggi vari…è davvero disdicevole…A questo punto è preferibile accontentare i nonni .per dire…)

    • massimolegnani 31 gennaio 2018 a 13:53 #

      tu non hai idea cosa s’inventano certi sciagurati genitori (Tigei, Su, Maic)
      ciao .marta
      🙂
      ml

  7. Aria Mich 31 gennaio 2018 a 13:39 #

    Vorrei essere al tuo posto 😍 adoro i bimbi!!
    Sfizioso il racconto 🙂

    • massimolegnani 31 gennaio 2018 a 13:49 #

      eheh, a te, senza avere grande fantasia, magari ti avrei chiamata Daria, con possibilità d’apostrofo
      🙂 🙂
      ml

      • Aria Mich 31 gennaio 2018 a 13:52 #

        😀 la possibilità dell’apostrofo mi piace! Il nome in sé, Daria, un po’ meno 😆

      • massimolegnani 31 gennaio 2018 a 13:58 #

        🙂

      • Aria Mich 31 gennaio 2018 a 14:02 #

        Ciao ciao, Massimo! 🌸

      • massimolegnani 31 gennaio 2018 a 14:17 #

        Ciao D’Aria 🙂 🙂

      • Aria Mich 31 gennaio 2018 a 14:44 #

        😁

  8. Evaporata 31 gennaio 2018 a 13:48 #

    Sui nomi ho sempre fatto grandi riflessioni, soprattutto quando devo sceglierli per i personaggi dei miei libri.

    • massimolegnani 31 gennaio 2018 a 13:56 #

      è vero, i nomi dei personaggi sono fondamentali, si percepisce che chiamarli Antonio o Vincenzo non è la stessa cosa 🙂
      ml

      • Evaporata 31 gennaio 2018 a 13:59 #

        Ho sempre scelto nomi a caso, perché penso che li suggeriscano loro mentre vivono nella storia che scrivo.

      • massimolegnani 31 gennaio 2018 a 14:17 #

        Sono d’accordo con te, è come lo decidessero loro

  9. yourcenar11 31 gennaio 2018 a 14:24 #

    Ti leggo e mi apri sempre nuove finestre.
    Ho avuto un papà che amava l’etimologia delle parole, ma quando ha scelto il mio nome (primogenita) Cristina, aveva in mente la famiglia reale… pensa un po’!
    Chissà che nome invece mi avresti donato tu!

  10. remigio 31 gennaio 2018 a 14:33 #

    Ricordo sempre, con lieve imbarazzo, quella mia ex collega: si chiamava (si chiama) Domenica. Di cognome, però, faceva Melalavo. A volte i genitori fanno degli scherzi crudeli ai propri figli.

    • massimolegnani 31 gennaio 2018 a 14:53 #

      terribile!!
      ai genitori dovrebbero togliere la patria potestà per i nomi 🙂
      ciao Remigio
      buona giornata
      ml

  11. siciliamara 31 gennaio 2018 a 15:36 #

    Da maestra di asilo nido non posso che essere d’accordo e anch’io li immagino grandi, mi chiedo cosa faranno e se saranno felici.
    I primi nanetti che ho cresciuto hanno ormai 18-19 anni e fino adesso ci ho preso.
    Un abbraccio.

    • massimolegnani 31 gennaio 2018 a 19:33 #

      ecco, sei del “ramo, quindi mi capisci 🙂
      un abbraccio a te
      ml

      • siciliamara 31 gennaio 2018 a 20:00 #

        Ma sei un pediatra veramente allora?

      • massimolegnani 31 gennaio 2018 a 20:20 #

        Si’, ma non e’ una colpa grave 🙂

      • siciliamara 31 gennaio 2018 a 22:14 #

        No anzi 😊. Non so perché, ma sono certa che sarai preparatissimo ,dolce con i piccoli e paziente con i genitori. Adesso ti faccio una domanda: da pediatra sei a favore o contro il nido? Nella mia città è terrorismo puro.

      • massimolegnani 31 gennaio 2018 a 22:38 #

        Favorevole. Si ammaleranno forse di piu’ che con la nonna, ma iniziano presto a socializzare

      • siciliamara 31 gennaio 2018 a 22:59 #

        Grandissimo!!!

      • massimolegnani 1 febbraio 2018 a 00:07 #

        un sorriso

  12. pippa37 31 gennaio 2018 a 15:38 #

    Anch’io associo i nomi ai tratti
    Per me ci sono le facce da Giulia, da Francesco e così via

    🙂

    • massimolegnani 31 gennaio 2018 a 19:35 #

      sicuramente
      e a volte i tratti non corrispondono al nome, allora o si cambiano i connotati, all’individuo, o gli si cambia, mentalmente, il nome
      🙂
      ciao Pippa
      ml

  13. diamanta 31 gennaio 2018 a 16:01 #

    mi sembrava di leggere una fiaba, bellissimo

    • massimolegnani 31 gennaio 2018 a 19:36 #

      grazie, in effetti, gli ho dato una tinta favolistica, anche se ci sono molti dati reali 🙂
      ciao, un sorriso di benvenuta
      ml

  14. Pendolante 31 gennaio 2018 a 17:23 #

    “dato a muzzo”… noi da giovani (ma pure ora) si diceva in modo più volgare, ma il senso era quello. Alcune tribù di nativi americani davano il nome ai figli, ma lo cambiavano a una certa età a seconda di quello che avevano dimostrato di essere o di saper fare…

  15. Giuliana 31 gennaio 2018 a 19:09 #

    non lo trovo assurdo, da sempre anche io abbino i nomi alle facce, i colori ai numeri o alle parole, psicologicamente avra’ una motivazione … speriamo non sia grave 😉

    • massimolegnani 31 gennaio 2018 a 19:39 #

      non è grave di sicuro, anzi penso sia salutare 🙂
      buona serata, Giuliana
      ml

      • Giuliana 31 gennaio 2018 a 20:02 #

        caro Massimo, mi sento piu’ sollevata! 😄😄😄

      • massimolegnani 31 gennaio 2018 a 20:20 #

        🙂

  16. Stefi 31 gennaio 2018 a 19:16 #

    “Nome omen” è una delle locuzioni latine che preferisco, in effetti.

  17. lepastelbleu 31 gennaio 2018 a 23:11 #

    chissà che nome mi avresti dato se mi avessi vista da piccola…puoi darlo anche da adultissima? non credo di avere una faccia da Nina ma ho le lentiggini…buona serata caro ML

    • massimolegnani 1 febbraio 2018 a 00:22 #

      premesso che mi piace molto Margot (si avvicina molto al nome di mia figlia) e trovo ti si addica per quello che hai di campestre nello spirito e nei pennelli, in alternativa forse avrei detto Teresa nel suo corrispettivo francese 🙂
      buona serata anche a te
      ml

      • lepastelbleu 1 febbraio 2018 a 12:46 #

        io sarei anche Greta…che poi è Margot che poi è Margherita (tua figlia?) sai che nel sud ovest della Francia le Margot sono le gazze?

      • massimolegnani 1 febbraio 2018 a 16:12 #

        Le gazze mi appassionano per il volo irregolare e aggraziato per il piumaggio che sembra disegnato da un grande sarto.
        (si’, mia figlia e’ Margherita)

  18. lamelasbacata 31 gennaio 2018 a 23:49 #

    Che meraviglia! Mi piace tantissimo immaginarti nell’esercizio delle tue funzioni, mentre visiti con mano gentile esserini urlanti e immagini il loro futuro. Donare un nome appropriato è un regalo delicato. Dolce notte mio caro amico, io mi corico con il sorriso grazie alle tue parole.

    • massimolegnani 1 febbraio 2018 a 00:29 #

      se devo essere sincero da un po’ ho smesso di lavorare. qui ho usato il presente perchè mi sembrava più efficace.
      che cara che sei Mela,
      passa una serena notte
      ml
      (e grazie per le parole e i pensieri)

  19. Ghiandaia blog 1 febbraio 2018 a 07:09 #

    Un nome assurdo crea dei complessi per tutta la vita. 🖤

    • massimolegnani 1 febbraio 2018 a 09:50 #

      vero, è come una palla al piede da cui non ti liberi più.
      buona giornata, Ghiandaia
      ml

  20. NientedispeciAle 1 febbraio 2018 a 12:40 #

    Il mio lo puoi ripassare a penna. Sono quell’Alessandra là che tutti avrebbero voluto si chiamasse Giuseppina ma a me piaceva viaggiare e conoscere le lingue.
    Mi viene in mente solo un aggettivo al termine del tuo racconto: incantevole.
    Chissà che nome avresti dato ai miei due nani: alla mia bimba che ci ha fissati serissimo e che ci scrutava con due occhi blu enormi quasi a volerci dire: “Tremate!”. Ed la mio GiòGiò, quattro chili di moribidezza e spalle larghe che chi se le scorda… ma tanto tanto buono, occhi a mandorla marroni e capelli biondi.

    • massimolegnani 1 febbraio 2018 a 16:06 #

      Che bello, lo ripasso a penna ben contento 🙂
      I tuoi figli, chissa’, forse lui vedendolo cosi’ cicciottello avrei azzardato Giorgio che e’ un nome tondo e la bimba magari Viviana che mi fa pensare a una sana vitalita’ 🙂
      ml

  21. newwhitebear 1 febbraio 2018 a 18:12 #

    hai ragione. Spesso i genitori danno dei nomi stravaganti ai loro figli che poi se li trascinano dietro come un fardello pesante. L’unico modo per evitare questo è nascere in Emilia, perché appena uscito dall’anagrafe subito hanno un nuovo nome.
    Al di là di tutto bella riflessione sotto forma di racconto che pone l’accento a come siano sconsiderati i genitori.

    • massimolegnani 1 febbraio 2018 a 18:46 #

      nel senso che in Emilia e poi gliene danno un altro da usare tutti i giorni?
      certo che ce ne è di gente strana, non potevano dargli direttamente quello?
      ciao GianPaolo e grazie
      ml

      • newwhitebear 1 febbraio 2018 a 21:30 #

        Capisco le tue perplessità ma era usanza – adesso sta scemando – di chiamare la persona con un nome diverso dall’anagrafe. Cito due casi ma ne esistono moltissimi . Mio zio all’anagrafe si chiamava Olao ma tutti lo conoscevano come Gino. Mio padre si chiamava Telemaco ma era conosciuto come Loris. Io non ricordo mai di averlo sentito chiamare col suo vero nome. Sua sorella, mia zia, era Penelope ma tutti la chiamavano Elsa. Questo era tipico in Emilia e anche in Romagna.
        Ciao

      • massimolegnani 1 febbraio 2018 a 23:56 #

        ho capito, è un po’ come il vestito della domenica, il nome buono per i documenti ufficiali, e quello di tutti i giorni, il nome che si usa in realtà.
        divertente 🙂

      • newwhitebear 2 febbraio 2018 a 00:14 #

        divertente ma a volte inspiegabile, perché il nome ufficiale è normalissimo come Giuseppe, Mario ma viene chiamato con altro. Un’usanza ormai quasi estinta ma molto diffusa fino a una quarantina di anni fa.

      • massimolegnani 2 febbraio 2018 a 00:22 #

        forse il primo nome era d’obbligo per vincoli e tradizioni familiari, tipo il nome del nonno paterno al primo figlio/nipote

      • newwhitebear 2 febbraio 2018 a 18:39 #

        può darsi

  22. silvia 2 febbraio 2018 a 21:31 #

    ma che bello questo post.
    i neonati ti guardano seriamente, quasi a rimproverarti di averli fatti uscire dalla quiete del pancione di mamma per buttarli in quel casino che è la vita, in quel bordello che è il mondo.
    hanno, nell’espressione del viso, un non so che di antico, di primordiale, ma anche di assoluta innocenza.
    pochi giorni dopo la nascita del mio primo figlio morì il marito di una mia cara amica, a 30 anni, colpito da un fulmine in montagna.
    la mia amica era da poco uscita da una grave malattia, e tutti pensammo che lui si fosse in qualche modo “sacrificato” per lei.
    ricordo che piena di tristezza andavo alla nursey e prendevo in braccio questo scricciolino di due chili, nato prematuro, e vedevo nel suo visino smunto e quasi vecchio questa assoluta inconsapevolezza del dolore, del male, e gli dicevo: “tu, che sei così innocente …”, e quasi mi spiacevo di averlo messo al mondo, in balia di ogni pericolo.

    • massimolegnani 2 febbraio 2018 a 21:41 #

      È verissimo, i neonati ti guardano seriamente, ti scrutano a lungo, ti studiano.
      E solo dopo averci riflettuto a lungo, decidono, a 3-4 settimane, che sì, val la pena di sorridere alla vita. E un sorriso così ponderato è quanto di più consolatorio ci possa essere.
      Ciao Silvia 🙂
      ml

  23. Patrizia Caffiero 3 febbraio 2018 a 16:20 #

    La scelta però richiede doti da veggente, o da empatico, o da eccellente psicologo.
    O magari, a volte, si vuole dare anche un buon augurio, la benedizione di non cambiare la faccia per la volontà degli altri di smussarci i lineamenti.

    • massimolegnani 3 febbraio 2018 a 19:02 #

      bè, una certa empatia coi piccoletti ce l’avevo 🙂
      ed è vero e importante quell’augurio che dici, perchè troppo spesso vedi figli che si rimodellano la faccia (il carattere) per compiacere il nome ed i parenti.
      buona serata, Patrizia
      ml

  24. sandroamiciblog 4 febbraio 2018 a 10:37 #

    Si, ma non capisco la foto che accompagna l’articolo. E’ messa un pò a “muzzo” secondo me… laidamente invitante… 😉

    • massimolegnani 4 febbraio 2018 a 11:53 #

      eheh, considerala una proiezione futura di Simona, la neonata “esile e cocciuta” 🙂
      Pero’ hai ragione, ho messo una foto birbona, “laidamente invitante”.

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