un nome da poeta

5 Feb

photo by margherita calati

 

 

Aveva capelli crespi più di un Eritreo, occhi spiritati da sciamano dell’Africa Centrale, e un volto così pallido da rendere scura la pelle di un pastore lappone. Sembrava una miscela di latitudini improbabili, un minestrone di razze poco assortite, eppure era di Vigevano, un Gualtieri autoctono, potevi risalire come un salmone per generazioni e ancora ti ritrovavi immerso tra le case di questa città. Non si era mai allontanato più che tanto da quel posto, ma anche in quel posto ci stava a disagio come in una camicia le cui asole non corrispondono ai bottoni. Forse era colpa del nome che suo padre gli aveva appioppato come una traccia obbligatoria da seguire.

Spiridio!

Non scelse Spiridione che almeno figurava nell’agiografia ufficiale. No, Gualtieri padre, stimato professore di greco, smarrì le coordinate cerebrali quando, ormai prossimo alla pensione, ebbe notizia dell’insperato arrivo di un erede. Per lui volle un nome che, a detta sua, fosse un invito alla poesia, chissà poi per quali arcane strade, ma che non fosse appartenuto in precedenza a poeti e santi. Insomma un nome che costituisse un esemplare unico, manco si trattasse di francobolli rari. Il professore di notte sognava il figlio cinto d’alloro e insignito del Nobel, di giorno gli recitava Catullo, Saffo, Orazio, in latino o in greco al posto delle favole di Esopo. E poi per anni aveva continuato  a martellarlo con le opere dei più svariati autori antichi.

Ma Spiridio non scrisse mai nemmeno un verso in tutta la sua vita, che fu breve e storta. Tutta quella poesia ingurgitata a forza, come l’oca il pastone dall’imbuto, lo aveva nauseato prima ancora che avesse raggiunto l’età della ragione, e, a dire il vero, anche in seguito di ragione  ne raggiunse proprio poca. Una vita semplice, la sua, garzone di fornaio per le consegne a domicilio quando abbandonò la scuola in terza superiore, poi una modesta carriera fino a responsabile del forno, ma mai arrivò ad avere una panetteria tutta sua.

Spiridio aveva un’unica passione, camminare fin dove lo portavano le scarpe. E le scarpe il più delle volte lo portavano sulla riva del Ticino. Lì passava ore a guardare gli uccelli in cielo e a immaginare i pesci in acqua. Poi passeggiava lungo il greto a cercare sassi che fossero piatti e levigati, possibilmente chiari. Tirava fuori dalla tasca dei pastelli a cera e dipingeva i sassi di figure stravaganti o solo di macchie di colore.

Non so che fine abbia fatto Spiridio, qualcuno dice che se n’è andato a far fortuna altrove, altri che è morto, forse annegato. Presto nessuno si ricorderà di lui, ma se andrete, anche tra vent’anni, sul Ticino dalle parti di Vigevano, quasi certamente vi capiterà d’imbattervi, qua e là nei pressi della riva, in piccole pile di sassi dai colori accesi. Guardatele col rispetto dovuto a una minima poesia.

 

50 Risposte a “un nome da poeta”

  1. Elish_Mailyn 5 febbraio 2018 a 12:02 #

    parole delicate che sai ammaestrare al bisogno x raccontare grandi storie 💙

    • massimolegnani 5 febbraio 2018 a 15:12 #

      mi piace pensare che ogni uomo abbia una vena poetica che spesso tiene nascosta anche a se stesso ma che poi affiora nei modi più personali.
      ciao Eli, grazie
      ml

      • Elish_Mailyn 5 febbraio 2018 a 15:15 #

        tienila pure nascosta a te stesso, ma non a noi 😄💙

      • massimolegnani 5 febbraio 2018 a 15:16 #

        🙂

      • Elish_Mailyn 5 febbraio 2018 a 15:16 #

        sai farci emozionare 😊

      • massimolegnani 5 febbraio 2018 a 15:17 #

        (sempre buona con me!)

      • Elish_Mailyn 5 febbraio 2018 a 15:26 #

        perché lo meriti 🤗

      • massimolegnani 5 febbraio 2018 a 15:30 #

        oh, grazie 🙂

  2. Valeria {Storie a muzzo} 5 febbraio 2018 a 13:19 #

    E la registrazione? 😁

    • massimolegnani 5 febbraio 2018 a 15:15 #

      eheh, la voce! quello è stato un esperimento (divertente) una tantum
      ciao Valeria 🙂
      ml

      • Valeria {Storie a muzzo} 5 febbraio 2018 a 15:22 #

        Ci avevo già preso gusto!
        Allora aspetterò la prossima!
        (Se ti registri a soundcloud è facile e veloce caricare l’audio!)

      • massimolegnani 5 febbraio 2018 a 15:29 #

        mannaggia, non ce l’hosoundcloud

      • Elish_Mailyn 5 febbraio 2018 a 15:31 #

        peccato, perché ci era piaciuta la novità 😁

      • massimolegnani 5 febbraio 2018 a 15:35 #

        anche a me, ma non posso rompere le scatole ogni volta a mia figlia 🙂

      • Valeria {Storie a muzzo} 5 febbraio 2018 a 15:48 #

        Massimo è semplicissimo! Te lo spiego io! Tu devi solo riuscire a registrare un file in mp3 poi ti registri a soundcloud e lo carichi lì.

      • massimolegnani 5 febbraio 2018 a 17:19 #

        Ma una registrazione su i pad è in formato mp3?

      • Valeria {Storie a muzzo} 5 febbraio 2018 a 17:45 #

        Ci sono delle app che permettono di registrare e convertire in mp3. Esattamente non so quali formati accetta soundcloud, dovrei controllare, ma gli mp3 di sicuro.

        Ti lascio questo articolo https://www.apowersoft.it/registratore-vocale-per-iphone.html una volta che hai il file è tutto in discesa! 😉

      • massimolegnani 5 febbraio 2018 a 17:50 #

        Grazie Valeria, spero di riuscire a mettere a frutto le tue dritte. Sei stata gentilissima:)

      • Valeria {Storie a muzzo} 5 febbraio 2018 a 17:53 #

        Figurati!
        È tutto nel mio interesse perché mi piace sentirle narrare 😁

      • massimolegnani 5 febbraio 2018 a 18:19 #

        🙂

  3. lamelasbacata 5 febbraio 2018 a 15:55 #

    Dipingi con le parole quadri di vita che, per quanto modesta e nascosta, mostra la sua dignità.
    Che bella l’ultima immagine, piccoli sassi colorati immemori dello scorrere del tempo.

    • massimolegnani 5 febbraio 2018 a 17:22 #

      I piace cercare la dignità, la piccola bellezza nei perdenti della vita.
      Contento ti siano piaciuti i sassi colorati e il loro simboleggiare che qualcosa lasciamo comunque dietro di noi.
      Un sorriso Mela cara
      ml

      • lamelasbacata 5 febbraio 2018 a 23:03 #

        Piccoli segni che restano nel cuore, come i tuoi racconti.
        Notte serena 😊

      • massimolegnani 6 febbraio 2018 a 00:45 #

        buonanotte a te, Melina
        e grazie
        🙂

  4. Daniela 5 febbraio 2018 a 16:14 #

    quasi una favola la storia di Spiridio…fa pensare che troppo spesso i genitori peccano di egoismo e tracciano troppo presto vie assolutamente distorte e distanti dall’inclinazione naturale dei propri figli…generare un figlio non significa plasmare e clonare se stessi, ma esistono oggigiorno ancora realtà come questa…

    • massimolegnani 5 febbraio 2018 a 17:25 #

      I genitori possono essere devastanti, non solo con i nomi ma con i condizionamenti
      Condivido le tue parole
      Ciao Daniela 🙂
      ml

  5. Donatella Calati 5 febbraio 2018 a 16:32 #

    le asole che non corrispondono ai bottoni, un’immagine forte e delicata del disagio

    • massimolegnani 5 febbraio 2018 a 17:35 #

      Ti dirò che quasi ho costruito il racconto attorno a quella frase che da qualche giorno mi ronzava in testa 🙂
      Ciao Dona, buona serata
      io

  6. Giuliana 5 febbraio 2018 a 21:46 #

    tutti abbiamo una scintilla di poesia dentro, solo che la manifestiamo nelle maniere piu’ bizzarre. Talvolta c’e’ piu’ poesia in un sasso dipinto che non in certe altre poesie. Sempre bravissimo

    • massimolegnani 6 febbraio 2018 a 00:44 #

      sì, scintilla è la parola giusta.
      viva la bizzaria 🙂
      buonanotte Giuliana
      ml

      • Giuliana 6 febbraio 2018 a 06:18 #

        viva la bizzarria e … buongiorno 😄

      • massimolegnani 6 febbraio 2018 a 10:41 #

        buongiorno a te 🙂

  7. cazzeggiodatiffany 5 febbraio 2018 a 22:25 #

    Mi piace tanto!

  8. Ghiandaia blog 6 febbraio 2018 a 08:33 #

    La vena poetica è un senso in più. Io lo noto anche nei potatori di piante.😃

    • massimolegnani 6 febbraio 2018 a 10:43 #

      quelli poi ce l’hanno intensa la vena, non tanto a dare forma estrosa alle piante, quanto nell’individuare il punto esatto dove recidere salvando la gemma più preziosa, quella che darà i frutti migliori 🙂
      buona giornata, Ghiandaia
      ml

  9. Aria Mich 6 febbraio 2018 a 17:17 #

    Spiridio fece poesia a modo suo 😀 . Però com’è vera questa cosa, il fatto che spesso i genitori credono di avere potere sui figli, come se attraverso loro volessero realizzare i propri sogni, oppure dargli seguito. Ma è inutile, ancor di più se cercano di indurre i figli, ad una passione, con una certa forza. Insomma, non a tutti è data la maestria di tramettere una passione e/o una materia senza forzature, ma essendo semplicemente capaci di renderla “appetibile”. Poi è chiaro, non si può pretendere che i figli abbiano gli stessi gusti dei genitori, anzi.

    • massimolegnani 6 febbraio 2018 a 19:33 #

      Le aspettative dei genitori sono spesso un condizionamento sulla strada dei figli. I primi dovrebbero essere tanto intelligenti da non fare pressioni secondo i propri desideri e lasciare che i figli trovino il loro cammino in autonomia. Ma questo succede raramente.
      Ciao Aria,
      una buona serata
      ml

      • Aria Mich 7 febbraio 2018 a 00:00 #

        Sono d’accordo!
        Buona serata anche a te, Massimo 🙂

      • massimolegnani 7 febbraio 2018 a 01:12 #

        un sorriso

  10. newwhitebear 6 febbraio 2018 a 18:39 #

    un bel racconto di uno spirito semplice a cui hanno appioppato un nome ridicolo. Hai ben descritto questo Spiridio che ovunque si trovi ti ringrazierà.

  11. Miriam Sol 7 febbraio 2018 a 00:48 #

    che bello qs racconto poetico su ciò che è poesia!

    • massimolegnani 7 febbraio 2018 a 01:19 #

      forse poesia è nella mano che dipinge il il sasso e nell’occhio che lo contempla.
      ciao Miriam, un abbraccio
      ml

  12. rodixidor 7 febbraio 2018 a 10:14 #

    Il nome comunque segna le persone (ne abbiamo già discusso), ed a suo modo comunque fu poeta Spiridio. 🙂

    • massimolegnani 7 febbraio 2018 a 12:08 #

      sì, infatti, ne abbiamo già discusso, e questo racconto ha preso spunto da quel post.
      e Spiridio ha inventato una sua poesia a dispetto delle imposizioni paterne.
      ciao rodix 🙂
      ml

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