l’increscioso caso del signor Carolli e delle giocatrici di pallavolo

19 Feb

 

 

Alfredo Carolli era un depravato di piccolo cabotaggio, quasi innocuo, se non per quegli occhi guizzanti, capaci di fantasia e oscenità senza limiti.
Da un’ora era seduto su una panca, in un corridoio male illuminato e dall’odore stantio di sigarette e muffa. Nell’attesa che qualcosa accadesse, aveva cercato di riordinare le idee, ricostruire gli avvenimenti del pomeriggio, comprenderne la concatenazione. Ma era tutto così confuso, come fosse stato svegliato di soprassalto nel bel mezzo di un sogno; hai voglia poi di riannodare le fila, ricordare i personaggi e la trama! Se ti va bene, ti resta in mente l’essenza, la sensazione precisa e vaga che il sogno voleva rappresentare. E lui di quel pomeriggio ricordava poco, quasi nulla, oltre l’incanto. Come avrebbe potuto spiegare? 
Si spalancò una porta e qualcuno pronunciò il suo nome, ordinandogli di entrare. Rimase seduto, inebetito, come fosse bastato quello a sottrarsi alle proprie responsabilità. Ma quando la figura in divisa al suo fianco s’alzò di scatto, lui fu costretto a seguirla, perché condivideva con questa un paio di manette, un polso ciascuno. A quel punto, almeno, ricordò dove fosse.
Così fece il suo ingresso incerto nello stanzone, dove, davanti alla scrivania del maresciallo, c’era una sedia vuota. Altre sedie, a semicerchio, erano occupate da un gruppetto compatto di persone, che lui non osò guardare in faccia.
Ecco il porco, disse uno del gruppo, che fu subito tacitato dall’autorità costituita.
Signori, vi prego di non intervenire se non quando vi interpello specificatamente. Ora voglio ascoltare la versione di questo signore.
Alfredo fu costretto a declinare le proprie generalità e quando gli fu chiesta la professione, rispose con un filo di voce, come fosse già questa un’ammissione di colpevolezza:
Poeta.
Poeta, un cazzo! Quello è un… gridò uno, barbetta nera e occhi fiammeggianti, forse lo stesso che gli aveva dato del porco. Ma venne zittito prima che finisse la frase.
Signor Carolli, contro di lei ci sono accuse pesanti; le testimonianze di questi signori sembrano concordi ed anche il verbale della pattuglia intervenuta sul luogo parla di violazione di domicilio, atti osceni, zuffa. Che ha da dire a sua discolpa?
Alfredo che esibiva un occhio pesto e varie ammaccature, provò ad iniziare da lì:
Beh, se prenderle e non riuscire a darle, significa partecipare a una zuffa, allora quest’accusa è vera.
Non faccia lo spiritoso.
Non era una battuta di spirito, commissario.
Non sono un commissario di polizia. Questa è una caserma dei Carabinieri e io sono maresciallo. Chiaro? Mi dica piuttosto, lei era stato invitato a casa dei signori Peretti? No.
E allora che ci faceva nel loro giardino? 

 Guardavo la pallavolo.
Come sarebbe a dire? Lei s’è introdotto di soppiatto nel giardino all’unico scopo di assistere ad una partita? Ma via!
Maresciallo, lasci che le racconti. Passeggiavo lungo l’argine, quando ho sentito come uno squittire scomposto di cinciallegre, ha presente il canto eccitato e dissonante che fanno le cince all’alba?
Macchè cince e ciance! Signor Carolli venga al sodo. Io devo decidere se trarla in arresto o denunciarla a piede libero e lei mi parla delle cince?
– Mi scusi. Era per spiegarle che fui attratto da un vociare allegro, femminile. E dall’alto dell’argine vidi che in un giardino poco lontano giocavano a pallavolo. Mi accostai alla siepe e per un po’ guardai da lì.
Fin qui niente di rilevante. Ma a me interessa sapere che cosa ha da dire a sua discolpa, riguardo alle accuse.
Giocavano sull’erba!
E allora?
A piedi scalzi
! aggiunse Alfredo sporgendosi in avanti, come se questa notizia confidenziale giustificasse qualunque gesto da parte sua. Ma il maresciallo lo fissò ringhiando.
Avanti, Carolli, avanti.
Signor maresciallo, attraverso la siepe non vedevo bene, mi perdevo l’attimo dello stacco da terra, sa quando la caviglia si tende, il polpaccio s’ingrossa, i glutei s’assottigliano e il corpo si libra in aria. La leggerezza della pallavolo, sa,  un vorticare di farfalle e amazzoni, libellule e lievi elefantine…

Al maresciallo bastò un grugnito per rimettere in riga il poeta

 ..sì, ho capito, vado avanti. Insomma, dietro la siepe vedevo poco e male, così quando notai che non c’era altra recinzione, scivolai dentro, mettendomi tranquillo in un angolo. Loro mi avevano visto, ma nessuno disse niente, forse avevano capito che non avevo cattive intenzioni. 
Ma figuriamoci! L’avrei cacciato a calci in culo, ma non ero a casa mia.
Ruggì qualcuno alle sue spalle
Lei stia zitto, è la terza volta che interviene. E non è nemmeno il padrone di casa.
Ma guardava la mia donna con due occhi da maiale.
Alfredo agitò la mano ammanettata in un gesto di diniego, costringendo l’appuntato a un gesto analogo. Visti di spalle sembravano una coppietta omosessuale alla stazione che saluta gioiosa la partenza di un treno.
No, no, niente di scorretto, seguivo il gioco e i corpi che saltavano e poi ricadevano sull’erba come piume.
Senta Carolli. Lei deve rispondere ad accuse circostanziate, atti osceni, tentata violenza, altro che piume!
Faceva caldo e loro giocavano sotto il sole, poverette. Volti sudati, le magliette appiccicate alla pelle come fossero nude, una tensione febbrile…
Tensione sua o loro?
Loro, loro. Io già avevo l’incanto. Stavo lì, in un angolo, a bocca aperta, soprattutto quando lei si avvicinava a me per la battuta. Doveva vederla come sfruttava l’arco naturale della schiena come fosse una fionda. Lanciava la palla in aria e saltava inarcandosi, che ogni volta temevo si spezzasse. Flann, scaricava sul polso tutta l’energia accumulata e lasciava partire un tiro teso che seguiva con lo sguardo.
Ma di chi sta parlando? Si spieghi. Della sua vittima, forse?

Vittima?, chiese Alfredo sinceramente stupito.
Sì, la ragazza su cui è accusato di aver compiuto atti di libidine violenta.
Mia figlia, bastardo. Dovevo strozzarti subito, altro che denuncia.
Lurido porco.
Maresciallo, non ci caschi. Questo bastardo fa l’ingenuo per commuoverla, ma è uno schifoso depravato.
Basta! Non siamo al mercato. Vada avanti, Carolli.
È che non mi sono più bastati gli occhi. La pelle lucida di sudore e quelle gambe nervose da gazzella, dovevo toccare con mano, vedere tutto, sfiorare quei muscoli aggraziati, la pelle…
Insomma, non nega di aver assalito la signorina Marta Peretti, tentando con destrezza di spogliarla?
Mah, non saprei. Per me era già nuda, volevo solo sincerarmene.


Alfredo si rese conto di essere spacciato. Non poteva negare nulla di quello che gli veniva addebitato, anche se nella sua testa gli sembrava che tutto fosse andato in altro modo. Il gruppetto ringhiava soddisfatto, cani che fiutavano l’odore del sangue. Il maresciallo faticava a mantenere l’ordine. Nel trambusto nessuno fece caso alla ragazza che, levatasi dal gruppo, s’era avvicinata alla scrivania.
Maresciallo, se ritiro la denuncia, lo arrestate ugualmente?
No. Non essendo coinvolti dei minori, si procede solo su querela di parte.
Allora stracci la mia denuncia.
Marta sei impazzita
? urlarono in coro genitori e conoscenti

È sicura, signorina? Come mai ha cambiato idea? chiese il carabiniere più per formalità che non per farla ricredere, ben felice in cuor suo di porre fine a quella sceneggiata.
Perchè in qualche modo io gli credo. È il fascino indiscreto della pallavolo.-
disse lei, dirigendosi verso la porta. E prima di uscire aggiunse: e forse anche della poesia.

 

40 Risposte a “l’increscioso caso del signor Carolli e delle giocatrici di pallavolo”

  1. Elish_Mailyn 19 febbraio 2018 a 11:37 #

    Perchè in qualche modo io gli credo. È il fascino indiscreto della pallavolo.- disse lei, dirigendosi verso la porta. E prima di uscire aggiunse: e forse anche della poesia.

    ahahah… questa era proprio da CreandoUtopie 😄
    bellissima e raccontata magistralmente come sempre…

    (vedo che hai sognato stanotte 😉)

    • massimolegnani 19 febbraio 2018 a 13:11 #

      eheh, Eli, sono stato indeciso tra qui e lì, ma su creandoutopie ho già la baita in lavorazione che m’impegna in un’idea che vorrei allargare ad altri.
      un sorriso
      ml

  2. Lallib 19 febbraio 2018 a 12:27 #

    Il fascino della pallavolo, della poesia e della mano del Signor Carolli 😂

    • massimolegnani 19 febbraio 2018 a 13:12 #

      e sì, anche la mano vuole la sua parte, ce lo insegna San Tommaso 🙂
      ciao Lalli
      ml

  3. rodixidor 19 febbraio 2018 a 12:44 #

    Ti vedo schierato con la Deneuve 😉

    • massimolegnani 19 febbraio 2018 a 13:15 #

      io sicuramente, ma ancor di più, dalla parte della Denevue, è la ragazza che con indulgenza e comprensione assolve lo
      sprovveduto signor Carolli
      ciao rodix 🙂
      ml

      • rodixidor 19 febbraio 2018 a 13:23 #

        ma … “La poesia della molestia”, tema difficile. Buongiorno a te.

      • massimolegnani 19 febbraio 2018 a 13:38 #

        ma non erano molestie, o quantomeno involontarie 🙂

  4. Evaporata 19 febbraio 2018 a 13:37 #

    Secondo me Carolli ha doti nascoste… 😀

  5. Giuliana 19 febbraio 2018 a 15:52 #

    sai che quando descrivi i corpi delle pallavoliste io le vedevo? in fondo sei un poeta anche tu 😊

    • massimolegnani 19 febbraio 2018 a 16:39 #

      è un modo elegante per darmi del depravato di piccolo cabotaggio come il signor Carolli?
      scherzo, Giuliana. al contrario le tue parole mi hanno fatto molto piacere 🙂
      ml

      • Giuliana 19 febbraio 2018 a 16:44 #

        c’e’ della poesia in ogni cosa io credo, certo mi riferivo al tuo modo di descrivere poeticamente il movimento dei corpi. Che sei molto bravo, nella forma e nel contenuto, lo so bene, ma oggi ti ho scoperto come poeta “in pectore” 😊

      • massimolegnani 19 febbraio 2018 a 16:58 #

        grazie ancora Giuliana 🙂

      • Giuliana 19 febbraio 2018 a 17:06 #

        😘

      • massimolegnani 19 febbraio 2018 a 18:10 #

        🙂

  6. un cielo vispo di stelle 19 febbraio 2018 a 16:41 #

    Nonostante siano quasi trent’anni ormai che pratico questo sport, partecipo a tornei, anche misti, osservo, ammiro, per giunta alleno… Caro Massimo, per me è sempre come se fosse “la prima volta”… C’è estetica, danza, poesia (mi attengo strettamente al registro del protagonista) in questo sport. Ma anche forza, virilità, al femminile…
    Ammettilo: le finali di Coppa Italia ti hanno ispirato questo bel pezzo, vero?

    • massimolegnani 19 febbraio 2018 a 16:57 #

      eheh, te lo confesso: mi ha ispirato l’aver assistito a una partita improvvisata tra ragazze presenti in casa di amici. Insomma quasi come il Carolli, seppur invitato ufficialmente 🙂
      al di là delle battute mi sembra che la pallavolo sia lo sport in cui, meglio che in altri, il corpo diventa strumento di forza, di eleganza e di armonia.
      un abbraccio, Paolo
      ml

  7. biondograno70 19 febbraio 2018 a 18:13 #

    …embè da giocatrice e da allenatrice di pallavolo, non posso che condividere ciò che hai scritto, ovviamente tu ci hai messo del tuo in un canto libero e appassionato, che mi ha dato piacere e tenerezza, mi hai fatto innamorare del poeta…

    mi sarebbe piaciuto averlo sugli spalti.

    un sorriso.

    m.

    • massimolegnani 19 febbraio 2018 a 18:38 #

      Quanto mi piace questa assoluzione convinta del Carolli, depravato poeta.
      Chissa’ che lui non capiti sui tuoi spalti
      Intanto benvenuta e grazie di essere capitata qui con belle parole 🙂
      ml

      • biondograno70 19 febbraio 2018 a 19:27 #

        beh ma noi “ci conosciamo” già… ho solo cambiato piattaforma… e per tornare alla pallavolo… ora non “pratico” più… dopo 37 anni…. un po’ mi manca… ma in qualche modo è sempre.
        m.

      • massimolegnani 19 febbraio 2018 a 19:39 #

        Si’ lo so sei sempre il catino 🙂 ma volevo ridarti il benvenuto 🙂

  8. franco battaglia 19 febbraio 2018 a 20:26 #

    .forse non ce l’hai fatta a farmelo guardare con un altro occhio, quello poetico che pure penso mi appartenga in qualche modo inusuale.. che poi le donne provochino e gioiscano delle tempeste ormonali provocate è un altro discorso, un altro campo e anche un altro sport (cit.).. ma il Carolli doveva fermarsi al vorticare di farfalle..e ricamarci su amplessi da sogno… ma dì la verità: quel flann è una citazione troooppo baricchesca.. ed esattamente da Novecento… 😉

    • massimolegnani 19 febbraio 2018 a 21:21 #

      ma il Carolli non e’ andato molto al di la’ delle farfalle, al massimo una carezza al fianco sudato. Anche perché l’hanno subito menato di brutto.
      La citazione e’ inconsapevole e questo mi fa piacere perché significa che Baricco mi e’ entrato sotto pelle.
      Ciao, Franco 🙂
      ml

  9. newwhitebear 20 febbraio 2018 a 21:46 #

    insomma un poeta depravato amante della pallavolo. Bel colpo di scena finale. Ma alla fine il nostro poeta depravato che ha fatto?

    • massimolegnani 21 febbraio 2018 a 00:18 #

      posso solo immaginarlo: folgorato dalla sua giovane benefattrice si alza di scatto per seguirla oltre la porta ma, dimenticandosi di essere ancora ammanettato al carabiniere, lo trascina con sè travolgendo con lui il gruppo di parenti inferociti 🙂

      • newwhitebear 21 febbraio 2018 a 16:23 #

        finale perfetto. Mi sa che sia caduto dalla padella nelle braci in mezzo ai parenti inferociti.

      • massimolegnani 21 febbraio 2018 a 17:58 #

        Esatto!!
        Ciao GianPaolo

      • newwhitebear 21 febbraio 2018 a 18:48 #

        ciao

      • massimolegnani 21 febbraio 2018 a 19:16 #

        🙂

  10. Pendolante 20 febbraio 2018 a 22:51 #

    chapeau. Voce trattare un tema difficile in modo disarmante

    • massimolegnani 21 febbraio 2018 a 00:27 #

      ti ringrazio!!
      non è che volessi mandare messaggi, ma proporre una storia leggera, dove la “poesia” nel bene e nel male fa la sua parte
      🙂

  11. mikitazzi 21 febbraio 2018 a 09:32 #

    Carolli/Baricco 💘
    E cmq un po di sana depravazione ci sta sempre. Chi non lo è in fondo in fondo? 😉

    • massimolegnani 21 febbraio 2018 a 11:08 #

      sono d’accordo con te, le piccole depravazioni, quell’uscire un poco dai binari del consueto e del morale, sono salutari 🙂
      benvenuto qui, Miki
      ml

      • mikitazzi 21 febbraio 2018 a 13:00 #

        Lo siamo tutti ma non lo ammette nessuno 🤣😉 grazie. Piacere di averti “scoperto”

      • massimolegnani 21 febbraio 2018 a 13:19 #

        Sì:)
        ..e mi correggo, benvenutA 🙂

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