minimumTandem

22 Feb

anche questa è una bicicletta..di vita

CREANDOUTOPIE

tandem3

Quando nacque il primo figlio, se lo tenne in braccio un tempo lunghissimo. Passeggiava per la stanza fissandolo negli occhi, senza però cullarlo. Qualcosa non andava in quella faccina troppo tonda, in quella lingua che sporgeva tra le labbra, in quegli occhi così distanti e stranamente stirati verso l’esterno. Restituendo Davide all’infermiera disse, più che domandare, Non ci siamo, aggiungendo dopo qualche istante un vero? che s’apriva a un’esile speranza. Ma dall’espressione imbarazzata di lei, Arturo comprese di non essersi sbagliato.

La parola oscena gli affiorò alle labbra quasi involontariamente, come fosse stata sempre lì, in attesa dell’inevitabile pareggio alla fortuna avuta fino a quel momento.

Mongolo!

Sindrome di Down, lo corresse il medico chiamato a ufficializzare il danno.

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32 Risposte a “minimumTandem”

  1. laurettafilippi 22 febbraio 2018 a 11:28 #

    in queste poche righe ho percepito perfettamente il dubbio e poi lo sconforto nel vedere che è diventato realtà

    • massimolegnani 22 febbraio 2018 a 11:43 #

      sì, è lo sbigottimento iniziale, lo sbattere la faccia contro il muro della realtà
      Poi il racconto continua e Arturo saprà affrontare la realtà
      (benvenuta qui)

      • laurettafilippi 22 febbraio 2018 a 11:45 #

        grazie, è un piacere essere qui! non vedo l’ora di conoscere meglio arturo, affronta un argomento su cui sono particolarmente sensibile. grazie per averne parlato

      • massimolegnani 22 febbraio 2018 a 11:57 #

        grazie e buon prosieguo di lettura 🙂

  2. Tati 22 febbraio 2018 a 11:45 #

    Ecco, credo sia proprio questa la forza di cui il mondo ha bisogno: decisa e dolce insieme, testarda e paziente.
    Come sempre racconti in modo deliziosamente delicato e privo di giudizi e questa è un’altra cosa di cui c’è bisogno.

    • massimolegnani 22 febbraio 2018 a 12:00 #

      cara Tati, io sono convinto che al suo posto non ce l’avrei fatta a sopportare tutto quel peso. Per questo ho raccontato di Arturo provando una profonda ammirazione.
      un abbraccio
      ml

      • Tati 22 febbraio 2018 a 12:14 #

        Ci sono storie che non si può fare altro che osservarle, senza dire ne fare, solo osservarle e tacere.
        Ci sono situazioni nella vita umana nelle quali non si dovrebbe mai e poi mai entrare ma restare sulla soglia e al massimo vedere se può servire una mano, una spalla, un pezzo di cuore o un respiro… e tu sembra lo sappia fare molto bene.

      • massimolegnani 22 febbraio 2018 a 12:51 #

        è vero, ho cercato di stare sulla soglia.
        mi fa piacere che tu l’abbia sentito

  3. Giuliana 22 febbraio 2018 a 18:34 #

    meraviglioso, vorrei averlo scritto io

    • Giuliana 22 febbraio 2018 a 18:35 #

      e non solo per la forma

      • massimolegnani 22 febbraio 2018 a 20:15 #

        capisco cosa vuoi dire 🙂
        Ciao Giuliana, un sorriso

      • Giuliana 22 febbraio 2018 a 21:11 #

        😘

    • massimolegnani 22 febbraio 2018 a 20:13 #

      Ho vissuto questa storia nel tempo, naturale che cercassi di trasmetterne le vicende e le emozioni agli altri.
      Le tue parole mi dimostrano quanto tu l’abbia sentita e ne sono contento
      ml

  4. Ghiandaia blog 22 febbraio 2018 a 18:40 #

    Conosco un ragazzo con la sindrome di Down che recita in teatro e piace molto.💙❤ 💚

  5. NientedispeciAle 23 febbraio 2018 a 12:17 #

    Facevo parte di un’associazione di volontariato che si occupava, si occupa tutt’ora di ragazzi con la sindrome di down soprattutto e al
    posto di Davide ci ho visto Riccardo, timidamente innamorato di me che adesso lavora come aiutante in un bar della città in cui vive.
    Arturo e Milena troveranno la strada giusta da far percorrere ai loro figli. In bici, che è anche più divertente e comodo.
    Complimenti Massimo, lasci sempre in segno nel mio cuore.
    Ale

    • massimolegnani 23 febbraio 2018 a 14:11 #

      Grazie Ale, mi fa piacere che attraverso la tua esperienza abbia potuto condividere questo brano “dall’interno”
      Un sorriso
      ml

  6. lamelasbacata 23 febbraio 2018 a 16:04 #

    Che dire di sensato…. molto poco a ben guardare, hai detto già tutto tu e posso solo rileggere e farmi cullare dalla delicatezza delle tue parole, da uno sguardo affettuoso ma imparziale e dal solido buon senso di chi magari ha studiato meno ma, lasciandosi guidare dal cuore, riesce a fare i passi giusti e a usare la sofferenza come scalino per guardare un po’ più in là.
    Un abbraccio di cuore

    • massimolegnani 23 febbraio 2018 a 16:45 #

      sei stata più che sensata, perchè hai usato parole accorate, che è il massimo che io possa chiedere in partecipazione.
      e Arturo, con me, ne sarebbe felice. Una volta ti racconterò di Arturo perchè è un tipo speciale che ti piacerebbe conoscere 🙂
      Abbraccio te, Mela cara
      ml

      • lamelasbacata 23 febbraio 2018 a 22:49 #

        Mi piacerebbe tanto sentire il tuo racconto! 🙂

      • massimolegnani 23 febbraio 2018 a 23:34 #

        ecco, ascoltami, o meglio leggimi, che te la sto raccontando 🙂

      • lamelasbacata 23 febbraio 2018 a 23:40 #

        eccomi

      • massimolegnani 24 febbraio 2018 a 00:16 #

        che bello che sei arrivata subito 🙂

  7. Valeria Minciullo 27 luglio 2018 a 00:04 #

    Sono tornata a leggere questa meraviglia. Massimo scrivi un romanzo, ti prego!

    • massimolegnani 27 luglio 2018 a 00:33 #

      che tenera, mi commuovi 🙂
      ti deludo, non ho il passo del romanzo, ho il respiro breve del racconto 🙂
      ml

      • Valeria Minciullo 27 luglio 2018 a 23:49 #

        Allora respira breve e tanto 🙂

      • massimolegnani 28 luglio 2018 a 00:14 #

        ahahah, d’accordo cercherò di respirare bene e breve 🙂

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