la poesia di Arturo

23 Feb

by web

 

 

L’ho visto ondeggiare vago in vespa tra la gente, come possedesse lo spazio e il tempo, segnare di testa ad occhi chiusi che tanto senza occhiali, rotolarsi sopra un letto abbracciato ad un amico e tra risate grasse mantenersi indubbiamente uomo. L’ho visto ed ho compreso la sua grazia, che certe volte è un gesto lieve ed altre audace.
Arturo si sparge per la vita come un tempo la semenza a braccio ampio sulla terra preparata, che molto andrà perduto ma qualche seme cade nel solco giusto. Arturo, il baffo grigio e il mento magro, storce il sorriso e va, ovunque dove, che sempre è il luogo adatto ad essere poeta, se non sai.
Mai letta una poesia, mai scritto un verso, piuttosto Arturo vive la poesia senza saperla.
Ha un carico di affanni, lui, che tratta come figli e i figli sono i primi affanni suoi da vivere leggeri, nascondendo in pugno la paura. E per lavoro ha scelto i peggior figli della gioventù locale da curare e accompagnare come avessero un futuro. Ha un lato suo per ogni cosa, che spesso è il quinto lato del quadrato e, liscio o ruvido, non è mai quel che ti aspetti e spesso ti ritrovi al lato opposto, che lui si oppone ad ogni logica con logica stringente, se dico tempo mi risponde non esiste, se Sardegna risponde Corsica, se Compostela dice in bici la svilisci e non sente la contraddizione di andarci lui in auto.

S’inceppa spesso Arturo che ha un passo lento e meditato e resta lì sospeso tra il progetto e il sogno, mentre tu vorresti andare avanti e lui ti dice che non è detto che dopo il primo passo, avanzando l’altro piede, venga facile il secondo. E allora un po’ impaziente aspetti che si muova al ritmo suo, ma certe volte occorre smuoverlo, come riportare in mare aperto una balena che s’è incagliata su una spiaggia di pensieri contrastanti.
Perché Arturo, come la poesia, è poco adatto alla realtà, non sai a che cosa serva nella vita e ci puoi stare tranquillamente senza.
Ma poi succede che Arturo prenda in mano un sogno, nemmeno suo, lo vedi che se lo sballotta tra le mani come fosse fango, lo vedi che cincischia e ci si sporca senza scopo, ma alla fine lo modella che ti ricorda Dio e te lo rende bello e reale come un verso scolpito nella pietra. Succede che lui calchi il palcoscenico con te, la gonna, la parrucca per far ridere chi hai appena fatto piangere, succede che cavalchi la sua moto in una sera a maggio per essere presente, quasi un intruso che subito diventa indispensabile, gli guardi il baffo e l’occhio e ti chiedi come potresti mai starne tranquillamente senza. E ti dici che non è diversa la poesia.

44 Risposte a “la poesia di Arturo”

  1. lamelasbacata 23 febbraio 2018 a 23:40 #

    Arturo è necessario, come l’aria, che non si vede ma c’è; come l’acqua, che a volte inebria più del vino.
    Bellissimo
    Mi hai commossa

  2. ilmestieredileggereblog 24 febbraio 2018 a 00:06 #

    un ritratto poetico! davvero bello

    • massimolegnani 24 febbraio 2018 a 00:18 #

      lui è così, poesia aspra e dolce e fiduciosa 🙂
      ciao Pina
      ml

  3. Bloom2489 24 febbraio 2018 a 00:25 #

    Molto molto bello 🙂 Potrebbe essere un personaggio di un romanzo..

    • massimolegnani 24 febbraio 2018 a 00:48 #

      in effetti Arturo ha dei tratti di vita e di carattere così originali che sembra un personaggio da romanzo 🙂
      ciao Bianca e grazie dell’apprezzamento
      ml

  4. vikibaum 24 febbraio 2018 a 07:51 #

    arturo è la poesia della vita, quella che ti fa volare sopra le nuvole, il mago merlino dei nostri giorni. buondì ML

    • massimolegnani 24 febbraio 2018 a 12:33 #

      delle definizioni che hai dato di arturo la mia preferita è ..che ti fa volare sopra le nuvole. Esprime bene la sua leggerezza seria, impegnata, redditizia.
      ciao Viki
      ml

  5. miaeuridice 24 febbraio 2018 a 09:48 #

    Nel mio paesino c’era un vecchio che si chiamava Arturo.
    Arturo aveva un soprannome importante: Monsignore.
    Poi vai a capire perché lo chiamassero così. Forse un parente illustre vissuto chissà quanti secoli prima di lui.

    • massimolegnani 24 febbraio 2018 a 12:35 #

      chissà! I vari passaggi che portano ad appioppare un soprannome poi definitivo sono quanto mai misteriosi
      Buona giornata Euridice
      ml

  6. Valeria {Storie a muzzo} 24 febbraio 2018 a 13:40 #

    Mi é piaciuta tanto questa frase, l’ho proprio immaginato:

    “rotolarsi sopra un letto abbracciato ad un amico e tra risate grasse mantenersi indubbiamente uomo”.

    • massimolegnani 24 febbraio 2018 a 14:04 #

      Sai quei tipi che si sentono talmente saldi in se stessi da non temere di essere equivocati o giudicati dagli altri.
      Ciao 🙂
      ml

      • Valeria {Storie a muzzo} 24 febbraio 2018 a 14:08 #

        Certo che sì, pochi ma esistono. E per me sono un esempio.

      • massimolegnani 24 febbraio 2018 a 14:23 #

        Assolutamente d’accordo con te 🙂

      • Valeria {Storie a muzzo} 24 febbraio 2018 a 14:42 #

        E se, come ho letto sotto, è lo stesso protagonista di minimimtandem, ancora più stima.

      • massimolegnani 24 febbraio 2018 a 14:56 #

        è lui!
        ancora più d’accordo con te 🙂

  7. siciliamara 24 febbraio 2018 a 14:01 #

    Arturo è ciò che ognuno di noi vorrebbe essere.
    La sua saggezza sui passi è sublime.
    Un abbraccio gigante.

    • massimolegnani 24 febbraio 2018 a 14:10 #

      E’ vero quello che dici, si invidia la sua forza d’animo e il suo equilibrio. Pero’ non sono invidiabili i pesi che si porta sulle spalle (quelli che ho raccontato nel post precedente, minimumtandem) e che sono stima di ulteriore stima nei suoi confronti.
      Un abbraccio e un sorriso a te
      ml

  8. Elle Vit 24 febbraio 2018 a 14:26 #

    Come mi piacerebbe conoscere un Arturo, finalmente!

    • massimolegnani 24 febbraio 2018 a 14:54 #

      chissà!
      pensare che è di Genova
      🙂
      ml

      • Elle Vit 24 febbraio 2018 a 14:56 #

        Avrei dovuto capirlo subito…

      • massimolegnani 24 febbraio 2018 a 15:00 #

        🙂 e come tutti i liguri ha pure i suoi bei difetti 🙂

      • Elle Vit 24 febbraio 2018 a 20:09 #

        Sono la parte che preferisco 🙂

      • massimolegnani 24 febbraio 2018 a 21:10 #

        Brava 🙂

  9. Lallib 24 febbraio 2018 a 17:40 #

    Arturo è il mio ragazzo, senza baffi grigi e con tante canzoni scritte

    • massimolegnani 24 febbraio 2018 a 18:13 #

      Se scrive canzoni deve avere una sua poesia dentro. Anche senza baffi non smentisce il nome 🙂
      ml

  10. Transit 24 febbraio 2018 a 19:41 #

    Perché Arturo, come la poesia, è poco adatto alla realtà, non sai a che cosa serva nella vita e ci puoi stare tranquillamente senza.

    Già quanto la dice lunga su Arturo il poeta senza sbadierarlo ai quattro venti e la sua sposa Poesia.

    Aggiungi, nomina e spalmi il mese di maggio e tutto e lì che si sprigiona in mani di poesia, inadatta a qualsiasi reltà specie quella che si fregia delle parole per viaggiare nell’assoluto, ecco l’azzardo utopico e terrestre della poesia.

    • massimolegnani 24 febbraio 2018 a 21:09 #

      Sì la poesia non ama l’assolutismo del reale, preferisce la dimensione utopica è possibile.
      Grazie Armando
      ml

  11. newwhitebear 24 febbraio 2018 a 23:22 #

    Arturo è l’essenza della vita, quella che non chiede nulla ma offre solo.
    Veramente pregevole il racconto

  12. Stefi 25 febbraio 2018 a 17:50 #

    ml, ma tu sai cosa darei io per vivere la poesia senza saperla? 😉

    • massimolegnani 25 febbraio 2018 a 18:43 #

      Ma credo che già ti capiti, a volte, più o meno consapevolmente:)
      Buona serata Ste’
      ml

      • Stefi 25 febbraio 2018 a 22:36 #

        Adesso che mi ci fai pensare…😉
        Buona serata a te, caro ml.

      • massimolegnani 26 febbraio 2018 a 00:26 #

        eheh, bene 🙂

  13. Neda 26 febbraio 2018 a 00:00 #

    Letto e riletto: quanto è ben scritto e bello.

    • massimolegnani 26 febbraio 2018 a 00:27 #

      io ci ho messo le parole, ma la musica è tutta di Arturo 🙂
      grazie Neda, buona notte
      ml

      • Neda 26 febbraio 2018 a 18:45 #

        A te buon pomeriggio.

      • massimolegnani 26 febbraio 2018 a 19:21 #

        grazie, 🙂

  14. elettasenso 27 febbraio 2018 a 18:58 #

    Sì, non è diversa la poesia. Lirica descrizione di un amico.
    Eletta

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