Archivio | marzo, 2018

marzo: tulipani e panettoni

30 Mar

by maurizio calati

 

 

La pagina al calendario l’avevo girata al tempo giusto, ma ho atteso fino ad oggi per fotografarla, speravo che nel frattempo corrispondesse  il dentro e il fuori, i fiori rigogliosi fotografati da mio fratello e i prati di questa primavera ancora spoglia. Continua a leggere

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viaggio al termine degli armadietti

27 Mar

ripropongo questa mia pagina di diario postata su creandoutopie

CREANDOUTOPIE

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Anche ora che, a fine turno del mio ultimo turno, ho una stanchezza d’anni che mi esce dalle tasche, mi attardo con la mente in questo spogliatoio che nemmeno esiste più, gli stipetti, e noi con essi, sparpagliati in tante stanze, come un assembramento sedizioso disperso a forza dalla polizia. Ma io me li ricordo tutti quegli armadietti, li guardo e non vedo semplici arredi, ma corpi e voci e nomi che porterò con me.

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le ante del destino

24 Mar

c.calati

 

 

Ho il compito, non l’unico ma forse il più gravoso, di spalancare le ante al mattino e di richiuderle alla sera. Poca roba, direte voi, ma una vecchia casa contadina, la mia, ha più aperture di un palazzo e, come dice il proverbio, per una porta che si chiude c’è sempre un portone che si apre, già, ma mica da soli, tocca sempre a me aprirli e chiuderli. Continua a leggere

il cielo del Piemonte così bello quando è cupo

21 Mar

by c.calati

 

 

Un basso cielo plumbeo, cancellate le colline, sembrava schiacciare a terra la pianura. Camillo non aveva alcun obbligo ad uscire, non una meta da raggiungere,  nessuna persona da incontrare. Per questo uscì volentieri. Continua a leggere

cinque ore, un altrove

17 Mar

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Ecco, sto entrando nel bosco, le ciaspole ancora appese allo zaino, per ora bastano le suole a ripetere le orme lasciate sulla neve da chi mi ha preceduto a battere un sentiero stretto. Ho il passo breve e cadenzato di montagna, è come una meditazione mettere un piede avanti all’altro soppesando sforzo e gioia dell’andare lento e maestoso nel silenzio. Continua a leggere

la restituzione del ricordo

12 Mar
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by c.calati

 

 

Camillo nascondeva i morti sotto il tappeto folto della dimenticanza, negando loro la memoria, che troppa angoscia gli metteva ripensare a loro e a sè. Era un ucciderli una seconda volta, se ne rendeva conto, ma preferiva farsi assassino, un assassino senza alibi e movente, piuttosto che subire quel rosicchiar di topi nel formaggio, ogni morte un morso che gl’intaccava anima e vita.  Continua a leggere

i luoghi dell’anima: il passinbruno

9 Mar

CREANDOUTOPIE

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Dimmi, conosci il passinbruno? Mai sentito nominare? Lo temevo. Nemmeno io, a essere sincero. Ma non è un difetto nostro non conoscerlo, è una mancanza grave del reale. Sono convinto che noi, seppellita da qualche parte nella mente, conserviamo questa parola, pronti a riesumarla quando la realtà si adeguerà alla fantasia.

Non ti vergognare a parlare da solo e ascoltati piuttosto mentre scandisci a mezza voce    p a s s i n b r u n o. Rimbomba così bene nel finale, dopo aver forse sibilato un po’ troppo nell’inizio, riempie la bocca di un suono così italiano e quieto che non posso credere che sia solo un’accozzaglia di lettere a casaccio, una parola inesistente.

Pensaci, il Passinbruno…

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