il rosso non è un colore

7 Mar

c.calati

 

 

Rosse erano le piazze, di bandiere e fazzoletti al collo, quando inseguivamo un’idea astratta e calda da proteggere nel pugno come un uccellino. Rosso era il cuore e rossa la vergogna di appartenere a una società ingiusta. Rossi i tramonti che credevamo albe del nuovo giorno. Rossi i libretti da agitare nei cortei, noi francamente ingenui, la Cina è vicina ci dicevamo tenendocene però lontani. Rosse si chiamavano le brigate della follia, ma erano in realtà grigio-piombo e nero-lutto, nulla da spartire tra noi e loro, perché rosso era il sangue nelle nostre vene e il vino nei bicchieri e il fuoco in cuore.

Poi siamo cresciuti, abbiamo annodato la cravatta al collo e ripiegato in tasca il fazzoletto. Ci credevamo ancora uguali a un tempo, ma tutto quel rosso che aveva ammaliato la nostra giovinezza, come il drappo sventolato al toro, andava sbiadendo a poco a poco fino a che quasi sparì in una notte di incredibili conteggi, senza che noi si fosse fatto nulla per mantenerlo vivo, se non un segno stanco sulla scheda, e non tutti segno giusto. Anzi, forse, abbiamo soffiato anche noi sulla candela rossa.

52 Risposte a “il rosso non è un colore”

  1. ilmestieredileggereblog 7 marzo 2018 a 11:55 #

    c’è molta amarezza in queste tue parole; può essere (parlo al plurale perché abbiamo molto in comune) che ci siamo un po’ appiattiti nell’apatia generale. Ma gli ideali in cui abbiamo creduto ce li portiamo dentro, forse non abbiamo più la forza di sostenerli a voce alta, ma del resto abbiamo un deserto arido intorno….

    • massimolegnani 7 marzo 2018 a 13:14 #

      sì, gli ideali ce li portiamo dentro, ma un po’ seppelliti sotto tante cianfrusaglie.
      il mio vorrebbe essere un richiamo di corresponsabilità di ciascuno in questo naufragare della sinistra.
      un abbraccio, Pina
      (condivido e mi commuove quel plurale)
      ml

  2. nonsolocampagna 7 marzo 2018 a 11:58 #

    Parli comunque della gioventù, piena di ideali di qualunque tipo.

  3. pikaciccio 7 marzo 2018 a 12:40 #

    ci vorrbbe più rosso … anche solo negli ideali

    • massimolegnani 7 marzo 2018 a 13:17 #

      verissimo, pennellate di rosso, a prescindere dalla fede politica, in nome di un ideale che sia veramente tale
      🙂
      ml

  4. pikaciccio 7 marzo 2018 a 12:40 #

    questo tuo articolo ci ricorda una vecchia bella canzone di Gaber

  5. Sabina_K 7 marzo 2018 a 12:55 #

    Rosso è il colore del cuore: non ce ne possiamo dimenticare…

    • massimolegnani 7 marzo 2018 a 13:20 #

      non lo dimentichiamo, ma nel frattempo il cuore s’è fatto pallido
      un abbraccio, Sabina
      ml

  6. lepastelbleu 7 marzo 2018 a 14:18 #

    bellissimo post. Mi stringe il cuore ma bellissimo…di scorcio, l’ultima piuma della coda, ma qualcosa ho visto anch’io, forse troppo giovane, quasi bambina, ma avevo capito e cantavo, cantavo, cantavo….

    • massimolegnani 7 marzo 2018 a 15:02 #

      l’ultima piuma della coda, che bella metafora
      ed è come ti avessi sentito cantare
      un sorriso, Margot
      ml

  7. remigio 7 marzo 2018 a 14:42 #

    Quello che manca in questo nostro Paese – caro Massimo – è il rosso della vergogna. Non ci si vergogna più, basta osservare il comportamento dei nostri politici: in primis quelli della cosiddetta Sinistra. “O vergogna, dov’è il tuo rossore?” diceva Shakespeare…

    • massimolegnani 7 marzo 2018 a 15:06 #

      non ne farei una questione di parte, è un crepuscolo trasversale che si diffonde ovunque
      buona giornata, Remigio
      ml

  8. Aria Mich 7 marzo 2018 a 14:56 #

    Mi è piaciuta molto la metafora della candela!

    • massimolegnani 7 marzo 2018 a 15:07 #

      l’ho aggiunta all’ultimo, riguardando la fotografia che avevo scelto
      🙂
      ml

      • Aria Mich 7 marzo 2018 a 15:09 #

        Come un lampo di genio 😀

      • massimolegnani 7 marzo 2018 a 15:20 #

        eheh, ‘na scintilletta, dai 🙂

      • Aria Mich 7 marzo 2018 a 15:27 #

        😂 tanto per restare in tema

      • massimolegnani 7 marzo 2018 a 15:29 #

        🙂

  9. Primula 7 marzo 2018 a 16:56 #

    Grazie Massimo per questo testo.Ho nostalgia dello spirito battagliero e concreto impegno sociale che oggi è rosa pallido tendente al bianco. Io sono invecchiata, ma gli ideali di cui parli sono rimasti tali e quali, si tramandano ai ragazzi che non sempre ne raccolgono l’eredità e soprattutto l’ardore. Ma il Calamandrei di ora e sempre Resistenza è inciso nel cuore e nella mente perseverando nella coerenza anche se in ambiti e ambienti diversi da un tempo.

    • massimolegnani 7 marzo 2018 a 17:54 #

      Cara Primula, non e’ un caso che io abbia qui sul tavolino l’Inventario della casa di campagna, di Calamandrei. Non e’ uno scritto politico eppure fa percepire il rigore dell’uomo.
      Un abbraccio
      ml

  10. Donatella Calati 7 marzo 2018 a 17:56 #

    amaramente, malinconicamente vero: un tempo avevamo troppe certezze, sostenute con troppa foga oggi abbiamo troppi dubbi. ma il rosso pur stemperato in rosa pallido può sempre sovrastare il nero, l’azzurro e il nuovo colore che non saprei definire. Il fuoco non c’è ma le braci restano. Basta un soffio giovane che, invece di spegnere la candela, le ravvivi

    • massimolegnani 7 marzo 2018 a 18:24 #

      mi piacerebbe che questo ridimensionamento risultasse in qualche modo salutare, a ritrovare umiltà, compattezza, ideali.
      ma le dichiarazioni di questi primi giorni mi sembrano andare in tutt’altra direzione.
      che almeno resti accesa la candela 🙂
      ciao Dona,
      io

  11. yourcenar11 7 marzo 2018 a 21:27 #

    Condivido amaramente questa tua breve ma intensa riflessione. Le prime bandiere rosse erano stracci che sventolava il popolo, ci ricorda Pasolini. Ora anche il popolo non è più quello di una volta…

    • massimolegnani 8 marzo 2018 a 01:25 #

      non hanno saputo trattenerlo, il popolo, nè comprendere il suo cambiamento
      un mesto sorriso, Cris
      ml

  12. Patrizia Caffiero 8 marzo 2018 a 00:21 #

    promemoria: ritrovare il colore rosso, e utilizzarlo. In qualche modo 🙂

    • massimolegnani 8 marzo 2018 a 01:27 #

      sì, in qualche modo dovremo recuperare il rosso
      mi appiccicherò il promemoria sulla porta di casa 🙂
      ml

  13. dimaco 8 marzo 2018 a 00:31 #

    Anche se apprezzo il velo elegìaco, trovo che sia un momento in cui serve allontanarsi dalla malinconia e invece reagire: dopo settant’anni non c’è mai stato bisogno di rosso, per tutto quello che per me e per altri rappresenta, come adesso.

    • massimolegnani 8 marzo 2018 a 01:34 #

      hai ragione, occorre reagire, ritrovare il colore e il valore.
      ma prima dammi il tempo di assorbire il colpo che per quanto temuto è arrivato secco e violento.
      grazie dello sprone
      ciao
      ml

      • dimaco 8 marzo 2018 a 02:13 #

        Il colore e il valore: hai centrato la definizione.
        Dovrebbe essere un concetto elementare il lottare per quello in cui si crede, per un mondo giusto e migliore, un mondo di uguali. Sono parole vane?

      • massimolegnani 8 marzo 2018 a 02:19 #

        no, tutt’altro che vane, per me e spero per tanti altri
        anzi è da questi concetti semplici e “storici” che bisogna ripartire

  14. elettasenso 8 marzo 2018 a 20:32 #

    Bel modo in punta di dita di- segnare un segno sulla sabbia travolto da alte onde
    Eletta

  15. newwhitebear 8 marzo 2018 a 22:18 #

    del tutto d’accordo. D’altra parte chi viene da altri tempi – io di certo – fatica a credere che si sia persa la memoria di un tempo.

    • massimolegnani 8 marzo 2018 a 23:40 #

      già, è proprio così,
      difficile per noi capire la mentalità e la tendenza attuali
      buona serata GianPaolo
      ml

  16. Stefi 11 marzo 2018 a 19:26 #

    Giornate lunghe di riflessione, con l’illusione che quel rosso non sbiadisca, nel mio cuore no di certo.

    • massimolegnani 11 marzo 2018 a 19:59 #

      Confesso che aspettavo il tuo passaggio, in fondo condividere un insuccesso ha qualcosa di più solido che non spartire l’allegria di una vittoria.
      Un abbraccio rosso
      ml

      • Stefi 11 marzo 2018 a 21:24 #

        Più solido, concordo. Nelle delusioni si rinsaldano rapporti e convinzioni.

      • massimolegnani 11 marzo 2018 a 21:41 #

        Si’, prima c’e’ lo spaseamento, poi ci si si conforta l’un l’altro quindi ci consolida reciprocamente nelle proprie convinzioni (esemplare il commento di Dimaco)
        🙂

      • Stefi 12 marzo 2018 a 06:59 #

        …e significativa la domanda retorica di Dimaco. A parole tutte dicono di volere l’uguaglianza, poi votano per chi fomenta l’odio.

      • massimolegnani 12 marzo 2018 a 12:28 #

        già, l’odio è di moda!

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