la restituzione del ricordo

12 Mar
foto

by c.calati

 

 

Camillo nascondeva i morti sotto il tappeto folto della dimenticanza, negando loro la memoria, che troppa angoscia gli metteva ripensare a loro e a sè. Era un ucciderli una seconda volta, se ne rendeva conto, ma preferiva farsi assassino, un assassino senza alibi e movente, piuttosto che subire quel rosicchiar di topi nel formaggio, ogni morte un morso che gl’intaccava anima e vita. 
Quando lo raggiungeva la notizia, e sempre più spesso capitava con l’avanzare dell’età, lui scuoteva appena un po’ la testa, da sembrare quasi una saggezza rassegnata, e subito schiacciava il collo tra le spalle come una tartaruga che si rifiuta al mondo. Da quel momento non era più possibile parlargli di chi se n’era andato, lui, impenetrabile al dolore del ricordo, si faceva sordo e tirava dritto.
Polvere e cenere s’accumulavano, formando gobbe nel tappeto su cui l’inciampo prima o poi sarebbe stato inevitabile. E allora il crollo a terra sarebbe stato fragoroso.
L’inciampo avvenne al cimitero, luogo forse prevedibile, ma imprevedibili furono il modo e l’evoluzione, che anziché crollare a terra, da quell’inciampo Camillo prese il volo.
Per obbligo d’ufficio stava partecipando al funerale di uno sconosciuto, in rappresentanza del suo capo. Quella morte non lo disturbava, non era da temere e nemmeno da nascondere, tanto gli era indifferente. Così seguiva il feretro mescolato ad una folla pari sua, dove la noia prevaleva di gran lunga sul dolore. Sì guardò intorno cercando qualche motivo d’interesse che l’aiutasse a far passare quella mezz’ora mortale. Ma in un cimitero non sono molte le occasioni di distrazione, scene che non siano volti dolenti e abiti di lutto. Ma poi la vide, accovacciata su una tomba. Fu attirato dal vestito di un rosso sgargiante che le risaliva sulla coscia e da quella che gli era sembrata una risata.
Lentamente Camillo scivolò fuori dal corteo e si avvicinò. Si finse in raccoglimento davanti alla lapide di un certo Gaetano Liguori che aveva l’unico pregio di riposare poco distante dalla donna. Questa non era né giovane né vecchia, né particolarmente attraente, ma aveva una gaiezza che lo colpì. Si mise in ascolto. Stava raccontando di una serata passata con amici e faceva apprezzamenti non sempre lusinghieri sui partecipanti, chiamandoli per nome e per nomignolo. Mentre era china una sottile ciocca di capelli neri  le disegnava ad arte o a caso una virgola sulla guancia, come una simpatia. Una mano sfiorava di continuo la foto ormai sbiadita di un uomo dai baffetti grigi. Ogni tanto una risata cristallina e Camillo ne era tanto stupefatto che a tratti veniva assalito dal dubbio che a ridere fosse l’uomo sotto il marmo. La chiacchierata andò avanti a lungo, poi la donna si alzò e con le labbra in sorriso aperto mandò un bacio all’uomo dai baffetti grigi. Ciao papà, disse e si allontanò canticchiando.
Lui non la seguì, rimase inchiodato davanti al defunto e sconosciuto signor Liguori.

Cazzo, Gaetano! esclamò a mezza voce rivolto al morto, come fosse stato un vecchio amico a cui confidare la folgorazione che aveva ricevuto.

Camillo prese a frugare nella memoria come in un solaio alla ricerca di parenti e amici morti. Li chiamò per nome ad uno ad uno come a radunarli attorno a sé e insieme a loro uscì dal cimitero rievocando le ultime bisbocce e qualche discorso serio.

Annunci

52 Risposte to “la restituzione del ricordo”

  1. lamelasbacata 12 marzo 2018 a 10:17 #

    Ha recuperato memoria e non sarà più solo. Dialogare con i propri affetti, anche se ormai “nea stanza accanto”, è un atto dolce e confortante.
    Ti consiglio un bellissimo film di qualche anno fa, Still life. Le ultime frasi mi hanno riportato al suo toccante finale.
    Un abbraccio, buon inizio di giornata 😊

    • massimolegnani 12 marzo 2018 a 12:38 #

      mi emoziona il tuo richiamo a Still life, un film stupendo,poetico e rigoroso (naturalmente, smemorato come sono, non ricordo il finale, forse lui va sulla collina del cimitero?)
      Mela ti abbraccio e ti ringrazio
      ml

      • lamelasbacata 12 marzo 2018 a 13:10 #

        Non posso fare spoiler su un finale tanto emozionante! Però è uno stimolo per rivedere il film con occhi nuovi 😉

      • massimolegnani 12 marzo 2018 a 13:18 #

        eheh, faro’ cosi’. D’altronde mi aveva emozionato allora, mi emozionera’ ancora 🙂

  2. intempestivoviandante 12 marzo 2018 a 10:28 #

    Concordo con Mela, tanto per cambiare. Mi è successo in passato di pensare che il ricordo fosse troppo doloroso e che un “dialogo” con chi non c’era più non facesse altro che riaprire una ferita, ma in realtà, come il “prendere il volo” di Camillo esprime benissimo, serve proprio per andare avanti.
    Un caro saluto e un abbraccio

    • massimolegnani 12 marzo 2018 a 12:42 #

      due commenti, i vostri, uno più bello dell’altro, sento il calore delle vostre parole.
      il racconto nasce dall’aver assistito davvero a una scena simile a quella descritta: la naturalezza con cui la donna chiacchierava con il padre morto da tempo è stata una lezione di vita.
      abbraccio te, cara Alex
      ml

  3. Pendolante 12 marzo 2018 a 13:42 #

    Si scivola facilmente in banalità nel trattare certi argomenti, ma tu lo hai fatto con una delicatezza e un tatto che fanno venir voglia di passare al cimitero a salutare i propri cari

    • massimolegnani 12 marzo 2018 a 15:08 #

      volevo delineare i due estremi nel rapporto con chi ci ha lasciato: lo struzzo che nulla vuol sapere nè ricordare, come potesse così allontanare da sè la more, e il sognatore che tratta i morti come vivi (e in effetti così in qualche modo li tiene in vita)
      ciao Katia, e grazie dell’apprezzamento
      ml

      • Pendolante 12 marzo 2018 a 15:10 #

        Collochiamoci in una giusta via di mezzo

      • massimolegnani 12 marzo 2018 a 15:12 #

        sì, d’accordissimo 🙂

  4. quarchedundepegi 12 marzo 2018 a 14:30 #

    Il racconto è stupendo e può anche dimostrarci che sembra vero, non solo che con la morte comincia la vita, ma che, chi “ci ha lasciato”, non ci ha lasciato per niente… perché c’è ancora… magari pronto a ritornare in un nuovo corpo.
    Buon Pomeriggio e… grazie.
    Quarc

    • massimolegnani 12 marzo 2018 a 15:10 #

      sì, finchè qualcuno lo ricorda nessuno se n’è del tutto andato
      ciao Quarc e grazie
      ml

  5. Personale Femminile 12 marzo 2018 a 15:20 #

    sempre bello leggerti 🙂 🙂

  6. lepastelbleu 12 marzo 2018 a 17:07 #

    come ti vengono in mente? quello che scrivi è dettato da un lavorio nel tempo e una lunga gestazione o ti vengono fuori così, usciti da qualche parte remota della tua fantasia? o è un particolare della vita reale che ti fa partire la spirale del fantastico? Molto bello ill rosso che veste la vita.

    • massimolegnani 12 marzo 2018 a 19:40 #

      Parto sempre da un dettaglio reale o da una suggestione personale (in questo caso aver sentito una donna che parlava a una tomba) e attorno ci cucio una storia 🙂
      Grazie Margot
      ml

  7. Tati 12 marzo 2018 a 18:52 #

    Quando le dici e ripeti le cose si fanno più reali, o quantomeno presenti.
    La stessa cosa accade alle persone quando se ne parla, quando le si ricorda…
    Bello e dolce, delicato come sai fare tu.

    • massimolegnani 12 marzo 2018 a 19:41 #

      Si’, e’ proprio questo il senso del racconto
      Ciao Tati, e grazie
      ml

  8. giulia glorani 12 marzo 2018 a 20:10 #

    Ciao Massimo, era tanto che non ti leggevo, purtroppo perché sempre di corsa con il lavoro, ma i tuoi racconti sono sempre emozionanti e mai scontati. Mi stupisco sempre di come tu sia capace di trattare argomenti delicati, che tanti sciuperebbero con parole comuni e troppo leggere, con un tocco delicato e pieno d’animo. Buona serata!

    • massimolegnani 12 marzo 2018 a 21:21 #

      Secondo me non esiste argomento che non si possa trattare in un racconto, basta usare parole semplici e trame pulite.
      Grazie delle belle parole, Giulia
      A rileggerci presto
      ml

      • giulia glorani 18 marzo 2018 a 15:11 #

        Hai proprio ragione…sono assolutamente d’accordo. Buona domenica!

      • massimolegnani 18 marzo 2018 a 17:33 #

        Grazie, Giulia.
        Buona giornata a te
        ml

  9. Lucia Senatore 12 marzo 2018 a 20:35 #

    Temo di essere irrimediabilmente come Camillo: non riesco a parlare serenamente dei morti, figuriamoci con loro. Credo che li ricorderò sempre in silenzio e riderò con loro solo nel mio inconscio.

    • massimolegnani 12 marzo 2018 a 21:23 #

      eheh, chissà che poi tu non finisca col fare come Camillo che ha ribaltato convinzioni e comportamento 🙂
      Ciao, Lucia
      un sorriso
      ml

  10. Amanda 12 marzo 2018 a 22:05 #

    Mi piace

  11. yourcenar11 13 marzo 2018 a 16:38 #

    Mi sono commossa, pensando a quanti pomeriggi ho trascorso con mio padre a chiacchierare, a discutere, a leggere insieme, a parlare di mille argomenti (è rimasto curioso e aperto al mondo fino ai suoi ultimi giorni).
    Da quando lui è morto, 8 anni fa, sento un gran silenzio dentro di me e vorrei tanto riuscire a riprendere il filo del discorso con lui. Non ho più trovato nessuno come lui, così ricco di idee, suggestioni e considerazioni, gusto di guardare ciò che succede intorno a noi con un pizzico di ironia e di disincanto, un sorriso che non dimenticherò mai!

    • massimolegnani 13 marzo 2018 a 17:04 #

      l’ideale sarebbe riuscire a riprendere quel dialogo con spontaneità quando lo vai a trovare come faceva la donna del racconto al cimitero.
      ma non è cosa facile.
      ciao Cris
      ml

  12. Sabina_K 13 marzo 2018 a 16:50 #

    Sai, penso che non ci sia miglior esorcismo contro la morte del far vivere i morti con noi, nell’affetto ma anche nella risata

    • Sabina_K 13 marzo 2018 a 16:54 #

      Mi sono ricordata di una scena osservata in un cimitero di montaqna: due donne a lavorare la maglia, a giocare con l’erba, a far compagnia e a farsi tenere compagnia da loro, insomma.
      L’ho raccontato in un post di fine estate.

      • massimolegnani 13 marzo 2018 a 17:08 #

        magnifica scenetta tra il surreale e il quotidiano 🙂
        un sorriso

    • massimolegnani 13 marzo 2018 a 17:06 #

      indubbiamente, e quella è stata la rivelazione che ha folgorato Camillo così timoroso della morte.
      ma come dicevo in un commento precedente non è cosa facile.
      ciao Sabina
      ml

  13. newwhitebear 13 marzo 2018 a 22:16 #

    piacevole lettura anche se l’argomento è serio. Si snoda lieve ma intenso, perché fa riflettere sulla morte e su come va esorcizzata. Non fingendo che non esista ma accettandola per quella che è. Un allontanarsi temporaneo da noi vivi.

    • massimolegnani 17 marzo 2018 a 16:06 #

      sì, quella donna così schietta e confidenziale con i suoi morti è stata una lezione di vita.
      grazie GianPaolo per l’apprezzamento
      ml

  14. Ghiandaia blog 14 marzo 2018 a 09:25 #

    Secondo l’umore della giornata scelgo con chi dialogare, sono in molti purtroppo🖤

    • massimolegnani 17 marzo 2018 a 16:07 #

      ecco, ed è un bel modo il tuo, quello scegliere gli interlocutori secondo il sentire della giornata
      un sorriso
      ml

  15. percheno99 14 marzo 2018 a 15:28 #

    La tua delicatezza d’animo e positività mi arrivano forti e chiare. Grazie per regalarci i tuoi pensieri carichi di bella energia. Sento che il finale commovente mi farà riflettere anche in futuro.

  16. gelsobianco 14 marzo 2018 a 20:15 #

    “Mentre era china una sottile ciocca di capelli neri le disegnava ad arte o a caso una virgola sulla guancia, come una simpatia”
    Quella virgola nera mi ha colpito forte in tutta la sua vitalità.
    E ricordare e parlare con chi non c’è più, ma è rimasto profondo in noi… è vivere totalmente.

    Grazie, ml.
    gb

    • gelsobianco 14 marzo 2018 a 20:17 #

      Splendidi il titolo e la fotografia anche.
      🙂
      gb

    • massimolegnani 17 marzo 2018 a 16:09 #

      mi fa piacere il tuo sottolineare quel dettaglio
      grazie gb
      un abbraccio
      ml

      • gelsobianco 18 marzo 2018 a 20:57 #

        sì, quel dettaglio è stato visto da me così vivo fino dalla mia primissima lettura, ml
        un abbraccio a te
        🙂
        gb
        e grazie

      • massimolegnani 18 marzo 2018 a 21:21 #

        Un sorriso a te
        buona serata, gb

  17. Patrizia Caffiero 17 marzo 2018 a 00:51 #

    Una storia senza tempo, un disegno, mi piacciono questi ritratti 🙂 una scrittura con contenuti, che sollievo 🙂
    Mi piace che il risveglio della comunicazione passi da quel vestito rosso, non da paramenti funebri
    buona serata ml

    • massimolegnani 17 marzo 2018 a 16:13 #

      a me piace che tu abbia notato l’anticonvenzionalità di quel tipo di ritrovata comunicazione, che non è certo scarso rispetto verso i morti ma confidenza calda con loro.
      un abbraccio, Patrizia
      ml

  18. Maria 18 marzo 2018 a 20:23 #

    La morale di questo racconto, secondo me, potrebbe essere questa: troppo spesso abbiamo bisogno di vedere l’amore degli altri verso i propri cari, per ricordarci che anche noi abbiamo qualcuno a cui dedicare i nostri pensieri.

    • massimolegnani 18 marzo 2018 a 21:19 #

      Sono d’accordo con te ed è un atteggiamento più facile da apprezzare negli altro che applicarlo in prima persona
      Ciao M.Aria
      🙂
      ml

      • Maria 18 marzo 2018 a 22:22 #

        Vero!
        Buona serata ☺🌷

      • massimolegnani 18 marzo 2018 a 23:22 #

        A te 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: