mio nonno leggeva molto

5 Apr

by aldo boccazzi

 

 

 

 

 

Tripoli, Africa ltaliana. Epoca imprecisata, a cavallo delle due guerre.

Al mattino prima del lavoro, nel buio ancora silenzioso e già sudato, nei pomeriggi in cui è fuoco la strada di ritorno dall’ufficio e s’arroventa la casa che mi accoglie, nelle sere polverose che non s’arrendono alla notte, e più tardi ancora, quando le lenzuola si fanno bava di ragno che ti avvelena il sonno, ogni momento è quello buono. Mi sistemo sulla seggiola impagliata nella camera più astratta della casa, la stanza silenziosa che tanto mi somiglia, o, al contrario, mi accomodo sul dondolo in veranda restando esposto agli sguardi del passeggio, oppure mi siedo sulla panca in pietra nel cortile interno dove l’aria calda vortica lenta come in un moderno forno ventilato o in un antico focolare ravvivato da un ventaglio.

Lì mi astraggo e mi rigenero come per incanto: sfilo gli occhiali in una miopia provvidenziale, mi liscio con il palmo i capelli impomatati in un vezzo preparatorio, salvaguardo sedendomi la piega immacolata ai pantaloni, allungo una mano al tavolino e scelgo un libro tra i tre o quattro volutamente lasciati pronti nei miei luoghi, lo avvicino al naso, che gli occhi vedano solo pagine e vicende, e presto mi allontano da questo lembo d’Africa: scompaiono i cappelli che si levano in saluti deferenti, si ovattano le domande di mia moglie, ignoro ogni contatto esterno, già preso come sono da un pensiero di lettura, e il dondolo, la seggiola, la panca, diventano isola, anzi, sono la mia oasi, considerando il deserto che m’incalza.

Chandler, Pirandello, Maugham, Svevo, Fallada, i più disparati autori mi s’accalcano intorno, sovrapponendo voci e intrecci, ma io distinguo ognuno di loro come unico e da ciascuno mi lascio portar via. Ecco che Hemingway inonda gli wadi dal greto argilloso con acqua turbolenta di montagna, gli sciacalli che ululano al di là delle dune sono lupi d’Alaska che solo con il fuoco London tiene lontani, e la calura che riverbera miraggi si fa foschia che sale da un porto caro a Simenon e umida si spande tra le case.

E per qualche ora dimentico l’arsura, l’asfalto che si squaglia, la sete della terra, il maleficio della sabbia.  E ho veri brividi di freddo e vampate improvvise di passione.

A mio nonno, grande lettore silenzioso

39 Risposte a “mio nonno leggeva molto”

  1. Giuliana 5 aprile 2018 a 05:40 #

    supernonno 😊 lo capisco perfettamente

  2. miaeuridice 5 aprile 2018 a 08:15 #

    I buoni lettori sono sempre silenziosi.

  3. remigio 5 aprile 2018 a 13:20 #

    “…ogni momento è quello buono” per leggere. E tramite la lettura, pur stando seduti da qualche parte, riusciamo a viaggiare, ad evadere. Con un libro in mano la solitudine diventa una scelta consapevole. Un lusso. Si può conversare con i propri simili senza incontrarli ( e solo Dio sa quanto, certe volte, sia meglio!). E come diceva Pascal “tutta l’infelicità degli uomini deriva da una sola cosa: dal non sapersene stare tranquilli in una camera”. 🙂

    • massimolegnani 5 aprile 2018 a 13:31 #

      concordo con te e con Pascal.
      quello che volevo rimarcare era proprio l’evasione attraverso la lettura, l’estraniarsi dal mondo circostante e dalle circostanze della vita.
      che poi curiosamente “lettura d’evasione” ha assunto tutt’altro significato, sminuente e opposto a quello di sana lettura.
      ciao Remigio, grazie del bel commento
      ml

  4. newwhitebear 5 aprile 2018 a 16:12 #

    anche lui in Libia e gran lettore per vincere il caldo africano.
    Un grande nonno di cui tu sei un degno erede

    • massimolegnani 5 aprile 2018 a 19:36 #

      Come mai “anche lui”, per caso anche tuo nonno viveva in Libia?
      ml
      (grazie!)

      • newwhitebear 5 aprile 2018 a 20:16 #

        i miei genitori

      • massimolegnani 5 aprile 2018 a 20:37 #

        Ah, ecco. Chissà, magari si conoscevano 🙂

      • newwhitebear 5 aprile 2018 a 20:46 #

        non lo so.

      • massimolegnani 5 aprile 2018 a 21:41 #

        I miei nonni sono rimasti a tripoli fino all’avvento di Gheddaffi o poco prima

      • newwhitebear 5 aprile 2018 a 21:50 #

        No. I miei sono tornati nel 1942. Erano anche loro a Tripoli.

      • massimolegnani 5 aprile 2018 a 23:00 #

        ..e Tripoli non era grande come NewYork 🙂

      • newwhitebear 5 aprile 2018 a 23:02 #

        ma non posso chiedere nulla, perché sono morti entrambi

      • massimolegnani 5 aprile 2018 a 23:09 #

        mi spiace, anch’io non ho più nessuno a cui chiedere, no forse a mia sorella che è l’archivista di famiglia 🙂
        buonanotte GianPaolo

      • newwhitebear 6 aprile 2018 a 15:43 #

        Non ho nemmeno l’archivista in famiglia. Buon pomeriggio

      • massimolegnani 6 aprile 2018 a 18:31 #

        😦

  5. cazzeggiodatiffany 5 aprile 2018 a 22:23 #

    Che meraviglia, ero lì con lui a dondolarmi in quell’arsura.

    • massimolegnani 5 aprile 2018 a 22:58 #

      sono contento, ho cercato di fare da ponte tra il lettore che era mio nonno, le sue emozioni, il suo estraniarsi e i lettori attuali che qui leggono di lui
      Ciao Tiffany e grazie 🙂
      ml

  6. lamelasbacata 5 aprile 2018 a 23:58 #

    è l’incanto dei libri cui nessun lettore rinuncerebbe mai

    • massimolegnani 6 aprile 2018 a 00:21 #

      mio nonno l’ho visto leggere solo dopo il suo rientro in Italia: nonostante il casino che gli facevamo intorno noi nipoti, lui riusciva ad estraniarsi nell’incanto della lettura, e questo incanto ho voluto riproporlo qua 🙂
      buonanotte, Mela cara
      ml

  7. diserieZero 6 aprile 2018 a 02:15 #

    “… sfilo gli occhiali in una miopia provvidenziale, scelgo un libro, lo avvicino al naso, che gli occhi vedano solo pagine e vicende… “

    È molto che non ti leggevo, Carlo, nonostante le tue notifiche si fossero messe in fila indiana nella mia casella mail. Non per disinteresse, non per malavoglia, ma per il rispetto ed il tempo che scritture come la tua, magiche, meritano in assoluto. Sempre sublime.

    • massimolegnani 6 aprile 2018 a 09:34 #

      le tue “assenze” sono più che ripagate da queste splendide parole
      grazie davvero, è un piacere il tuo commento
      ml

  8. Ghiandaia blog 6 aprile 2018 a 06:40 #

    Se il nonno leggeva molto, il nipote sarà scrittore???🤴🧓😶

    • massimolegnani 6 aprile 2018 a 09:25 #

      eheh, il nonno leggeva molto, il nipote scrive molto 🙂
      ciao Lucia
      ml

  9. flampur 8 aprile 2018 a 09:54 #

    Solo quel “buio già sudato” crea scenografia… un omaggio delicato, un nonno che leggeva rapito ed un nipote che scrive da incanto…

    • massimolegnani 8 aprile 2018 a 12:12 #

      Mi inorgoglisco quando vengono apprezzati piccoli dettagli di scrittura, quindi grazie Franco e buona domenica
      ml

  10. franco battaglia 8 aprile 2018 a 09:54 #

    Solo quel “buio già sudato” crea scenografia… un omaggio delicato, un nonno che leggeva rapito ed un nipote che scrive da incanto…

  11. franco battaglia 8 aprile 2018 a 09:56 #

    ..perdona il doppione… la contaminazione Blogspot/Wordpress abbisogna di certificazioni doganali.. 😉

    • massimolegnani 8 aprile 2018 a 12:16 #

      Lascio il doppione a dimostrazione della scarsa interazione tra i due sistemi (a me blogspot costringe a riscrivere più volte lo stesso commento perche’ basta che voglia correggere una parola e questo si blocca) e anche perche’ non sembri che tu parli a vanvera 🙂

  12. Donatella Calati 8 aprile 2018 a 11:37 #

    abbocco in ritardo all’esca sabbiosa, messa lì con noncuranza; ti ho letto subito e avidamente ma sul cellulare, Ti ho stampato e spedito alle ultime depositarie delle nostre memorie africane. L’atmosfera è ricreata alla perfezione come se tu fossi lì con lui, dentro la bolla. Mille cose sono cambiate nella vita del nonno, i luoghi, Sardegna, Libia e Padania, il contesto storico, colonialismo, guerra, miracolo economico ma … il libro sempre in mano a chiudere l’orizzonte e aprire altri mondi. Strano che di tante foto che abbiamo di lui nessuna lo ritragga così, forse in attesa della tua mirabile istantanea.
    Un’eredità ci ha lasciato il nonno .. la forte miopia che ci permette di immergerci letteralmente nelle pagine

    • massimolegnani 8 aprile 2018 a 12:20 #

      eheh, ti avevo chiamato in causa stupito che tu non fossi intervenuta su questo nostro ricordo comune 🙂
      La nostra e’ una miopia salutare che ci permette di vedere meglio da vicino le cose importanti 🙂
      Un abbraccio
      io

  13. yourcenar11 10 aprile 2018 a 12:48 #

    Il tuo post mi dà l’occasione per riprendere in mano i libri di mio padre, grande lettore che mi ha trasmesso la stessa passione facendomi nascere e vivere in una casa piena di libri, vedendolo leggere libri poderosi che solo più tardi ho apprezzato.
    Un pensiero a te e al tuo grande nonno!
    Cristina

    • massimolegnani 10 aprile 2018 a 13:44 #

      è un gradevole contagio quello che abbiamo subito dai nostri parenti, lettori voraci.
      un sorriso
      buona giornata Cris
      ml

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